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Protesta, protesta … qualche cosa succederà!

bravo, ti sei portato avanti con il lavoro.
Hai cominciato a protestare per le mie tariffe (import) prima ancora di sapere cosa ti avrei chiesto.
Perché … tu lo sai che le tariffe import sono dei furti, ma a te non la si fa.
Purtroppo però la tua merce è arrivata in un container groupage gestito nel mio magazzino e quindi ti tocca pagare le mie tariffe.
Però io sono un buono e, senza nemmeno che me lo chiedessi, ti ho fatto uno sconto.
Pensavo che mi dicessi almeno grazie, invece niente: hai continuato a contestare.
“Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Ed io a spiegarti che trattandosi di merce groupage che hai comprato su base CIF, la scelta del vettore l’ha fatta l’esportatore in partenza.
E tu ad insistere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini? Io la voglio nel magazzino che scelgo io.”
Purtroppo non funziona così.
Ma tu imperterrito: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini? Io voglio usare un altro spedizioniere.”
Ed io a spiegarti che potevi scegliere chi volevi, solo che le tariffe non sarebbero cambiate.
Anziché addebitare le mie tariffe a te … avrei fatturato al tuo spedizioniere (che poi avrebbe rifatturato a te!).
E tu ad insistere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Ti ho mandato le nostre tariffe ufficiali per dimostrarti che ti avevo fatto lo sconto.
Ma tu continuavi a lamentarti perché secondo te lo sconto (del 20 per cento … assolutamente non dovuto ma benignamente concesso) era troppo poco.
Tu volevi spendere meno.
E siccome io non intendevo farti nessun ulteriore sconto, hai protestato con l’esportatore, che ha protestato con il mio agente, che mi ha chiesto delucidazioni.
E così sono partite decine di mails, coinvolgendo sempre più persone …
Per vedere di chiudere la questione ho deciso di applicare un ulteriore 10 per cento di sconto.
Ma tu ancora a chiedere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Insomma vorresti prendermi per sfinimento.
Com’è finita?
Che anziché sdoganare entro la fine di ottobre … sdoganiamo all’inizio di novembre.
Siccome è cambiato il cambio doganale la somma che devi pagare per dazio e iva … è aumentata.
Così dopo dieci giorni di discussioni oggi mi hai fatto il bonifico … per una somma superiore a quella che avresti dovuto pagare prima ancora di qualsiasi sconto.
Insomma hai avuto la tua merce dieci giorni dopo e pagando … di più!
Secondo me questa è la conferma che Einstein aveva ragione quando diceva: “due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, ma sull’universo ho ancora qualche dubbio.”
Paolo Federici

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La rivincita è un piatto che va mangiato freddo!

eh sì, l’altro spedizioniere è sempre più bravo.
Mi hai chiesto una quotazione per trasportare, fino in un particolare porto dell’Estremo Oriente, un macchinario che pesa più di sessanta tonnellate.
Ti ho spiegato che NON ci sono servizi “diretti” ma bisogna effettuare un trasbordo a Singapore.
Ma l’altro spedizionere invece è più bravo: ti ha quotato per il servizio diretto con una primaria Compagnia di Navigazione.
Naturalmente ad un prezzo inferiore al mio, è ovvio!
E poi?
Quando la nave è arrivata a Singapore … si è accorto che la primaria Compagnia di Navigazione NON è in grado di far proseguire la merce perché non ha servizio.
D’altronde nelle clausole scritte in piccolo, una tale possibilità era prevista/indicata, quindi non hai nemmeno diritto di lamentarti.
E allora sei tornato da me.
Ed io ti ho trovato la soluzione.
Che poi è la stessa che ti avevo proposto fin dall’inizio.
Solo che adesso (sommando quando hai pagato all’altro spedizioniere e quanto dovrai pagare a me) è la somma che fa il totale (come diceva Totò).
Sì, ti tocca pagare di più … ma, come suol dirsi, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
La cosa che mi fa veramente indignare è questa: se io faccio questo lavoro da quarant’anni e ti do un consiglio, forse varrebbe la pena di tenerne conto.
Continuare ad inseguire le chimere di chi è capace di proporti sconti improponibili per poi lasciarti in mezzo al guado (per non dire altro) può solo essere colpa tua.
Lo so: la prossima volta ci ricascherai!
Ed io sarò sempre lì, seduto sulla sponda del fiume, ad aspettare.
Alla prossima
Paolo

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looking always for the … lowest?

quoting a PROJECT CARGO transport is sometimes difficult and price can vary as many variable can be involved:

– the first important point to know is the PERIOD OF SHIPMENT: if cargo is ready we can look for an available sailing and get a “special” rate (something like a “last minute” price!) but if the readiness is expected much later, it’s hard to know which vessels, which chances, which solutions will be available at that far future time! For example: for one shipment, we got a freight rate from a shipping line for 15.000 dollars, but subject to a “minimum” inducement of 150.000 dollars. Meaning that if at time of readiness they have OTHER cargo for the same destination, they can accept to ship the cargo against payment of the 15.000 dollars seafreight. But if they have no other cargo, they will accept to ship the cargo only against payment of 150.000 dollars … meaning ten times more! How can we GRANT to our client a seafreight rate NOW?

– then we have to look for LINER regular services, knowing that a TRAMP vessel can be made available at a totally different price. LINER is normally more expensive then TRAMP, but LINER is anyway granting hook/hook (liner) terms, while TRAMP is quoting on FIOS terms, so that a diffference (sometimes an important difference) can be involved. Not to forget that a LINER freight is kept valid for a longer period, while a TRAMP offer can be valid for a few “hours” only, thence needing a very urgent and immediate decision to be intaken. I have been facing problems when I quoted a certain freight for a specific vessel ready to load but asking for reply within 24 hours. Then maybe after two weeks, the client went back to me requesting to keeping THAT freight rate valid, when the market was … demanding double then that!

– most of the times clients keep your offer valid if the market rates are increasing (“you quoted me 50.000 so that NOW you have to stick to 50.000 …” are they complaining!) while they ask for reduction is the market rates are decreasing (“it is true that you quoted me 50.000, but now the market is offering 35.000, so that you have to adjust your quote to the market situation …” is their assumption!)

It is thence important when quoting to state the validity of the price: “my quote is valid until … (one month from now?)” but adding: “for acceptance of the price within …. (one week from now?).”

It’s like to say: “I engage myself to handle your transport at that fixed price even if you will be ready with the cargo much later on, but YOU engage yourself “now” to entrust me for the transport”.

This is a double warranty: the client is safe as he knows that he will pay that FIXED price with no surprise. We are safe, as we know that we will handle that transport for sure at that “fixed” price, not having to start a bargaining operation at the last moment. And, most important, we can be working more seriously on all the relevant issues like road permits, documentation, contacts with owners, pre-bookings … and so on.

Suggestion: don’t look just for the lowest price! Engage yourself with the most professional and experienced people!

And be ready to pay the right price …!

Paolo Federici

(today celebrating 40 years in the freight forwarding business)

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India, arriviamo

e finalmente si parte. L’ultimo pezzo (un macchinario da 50 tons) ha lasciato la fabbrica.

Lo imbarcheremo (in breakbulk) da Marghera (eccolo mentre arriva al porto).

Andrà ad aggiungersi ai containers open top e flat rack già partiti la scorsa settimana (da La Spezia).

Si ritroveranno tutti insieme, fra meno di un mese, all’arrivo al porto di destino.

1 Commento

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Bravo, anche stavolta hai risparmiato!

eh sì, l’altro spedizioniere è più bravo. Ti ha fatto un prezzo decisamente più basso del mio. Quasi il 10 per cento in meno e di questi tempi non si può davvero scialacquare.
Però … la nave che ti avevo proposto io partiva dal porto di partenza e dopo 3 giorni arrivava al porto di destino.
Adesso che hai imbarcato con quell’altro scopriamo che:
– la nave parte dal porto di partenza e dopo tre giorni arriva nel porto “BBB”, dove la tua merce viene trasbordata su un’altra nave
– questa seconda nave partirà una settimana dopo per andare nel porto “CCC”, dove la tua merce verrà trasbordata una seconda volta
– nel porto CCC la merce resterà ferma per dieci giorni, in attesa della partenza della terza nave che “dovrebbe” (ma non è sicuro) fare rotta finalmente verso il porto di destinazione
– potrebbe capitare che dal porto CCC la merce venga dirottata nel porto DDD e poi “forse” imbarcata su una nave che arriva al porto di destino
Diciamo che oggi come oggi abbiamo questa situazione:
– nella migliore delle ipotesi la merce anziché 6 giorni, impiegherà 21 giorni ad arrivare a destino
– nella peggiore delle ipotesi di giorni ne impiegherà quasi 50
Però tu hai risparmiato e quindi di cosa ti lamenti?
Ah, il tuo cliente ti paga solo quando la merce arriva a destino?
E la merce vale quasi un milione di euro!
Beh, invece che incassare entro la prossima settimana … incasserai ad agosto!
Sempre in estate siamo.
Paolo Federici

aggiornamento di metà luglio: il transit time alla fine è stato di 30 giorni esatti. L’ordine successivo … è stato dato a noi. Adesso stiamo imbarcando regolarmente con un servizio che garantisce due partenze alla settimana e tre giorni di transit time!

 

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Milano … e la logistica

un importante convegno si è tenuto a Milano mercoledì 14 giugno.
Voluto dalla più importante associazione del trasporto milanese (ALSEA), coordinato dal maggior esperto di trasporti in Lombardia (Fabrizio Dallari, professore di logistica all’Università LIUC di Castellanza), ha visto la partecipazione alla discussione della Dogana (nella persona del dott. Lorenzo Clemente), del Comune di Milano (assessore Marco Granelli) e, dulcis in fundo, del professor Giulio Sapelli.

Partiamo dalla fine?

Il professor Sapelli ha fatto un excursus storico non da poco, partendo dall’Impero di Carlo V (quello sul quale non tramontava mai il sole!).
Nella sua intelligente lungimiranza, Carlo V aveva identificato nella Milano di allora (la “Mediolanum”, così chiamata proprio perché in posizione strategicamente centrale) quella che avrebbe dovuto essere la capitale dell’impero.
Ancora oggi possiamo “sperare” che Milano realizzi il sogno di Carlo V.
Già moltissime sono le aziende presenti nell’area, soprattutto aziende di logistica.
E la logistica può (e deve) essere il motore trainante dell’economia.
Milano è già collegata ai porti italiani (in “primis” a La Spezia) ed ai centri distributivi del Nord Europa.
Ma DUE sono le cose da sviluppare/incrementare:
(1) rimettere in funzione la ferrovia che collega Gioia Tauro a Milano (così da attrarre navi al maggior porto di transhipment italiano, prima che i cinesi – che si sono comprati il Pireo – facciano deviare tutte le rotte verso la Grecia)
(2) incrementare i centri “interportuali” presenti nell’area milanese
Se il progetto “ferrovia” andrà visto più a lungo termine (ma il Governo lo ha messo tra i programmi) l’interportualità è qualcosa di ormai tangibile: Melzo ha raddoppiato i volumi (ed il numero di treni) ed ora aspettiamo che anche Segrate dia il suo conttibuto (Milano smistamento ha già raggiunto l’accordo con Hupac con il beneplacito del Governo).
Come in tutte le cose ad ampio respiro (i benefici dello sviluppo di un centro intermodale saranno tangibili nel tempo) l’ottusità di chi non sa vedere al di là del proprio naso sta complicando le cose.
Eppure il “progetto” dell’intermodale a Segrate ha almeno due lati positivi:
(1) riduzione dei trasporti a mezzo camion grazie al trasferimento dei traffici sul treno
(2) creazione di nuovi posti di lavoro che andranno a beneficio soprattutto degli abitanti della zona

E il professor Dallari?

Ha scritto un libretto dal titolo “La Regione Logistica Milanese” per produrre grafici e report sulla situazione di Milano e interland.
Così adesso sappiamo che in questa specie di macroregione operano 1.500 imprese di servizi logistici, per non parlare delle 15.000 società di autotrasporto.
E che Milano (con tutta la lombardia) ha un ruolo direzionale su gran parte dei flussi logistici … ma è carente come hub internazionale (dove sono vincenti l’Olanda ed i suoi distripark e la Germania e le sue connessioni con gli inland-terminal).
Ci ha parlato dei benefici derivanti dalle nuove strutture per il sistema logistico, dove anche l’aspettativa legata al nascente polo intermodale segratese è davvero grande!

La Dogana?

Come raccontatoci dal dott. Clemente, l’informatizzazione sta facendo passi da gigante e la semplificazione è sempre di più. Ed anche i controlli. Ciò di cui si lamenta è la cronica carenza di personale. Ma pare che ultimamente si stia correndo ai ripari.

Tutto positivo, dunque?

Ci ha spiegato Betty Schiavoni, presidente Alsea, che bisogna guardare avanti senza stare troppo ad aspettare aiuti dallo Stato (che non ci sono quasi mai stati e … mai ci saranno). Siamo abituati a rimboccarci le maniche e continueremo a farlo. E se finalmente anche nelle stanze dei bottoni hanno deciso di prendersi a cuore i problemi della logistica (porti, interporti, aeroporti) non può che farci piacere.

E l’Alitalia?

Si è parlato anche di Alitalia. Che la situazione di Alitalia sia disastrosa non è in discussione. Che non si possa fare a meno di una Compagnia di bandiera lo è altrettanto. Quindi vediamo di chiudere con il passato, ma pensiamo ad un futuro che non sia solo in mano agli stranieri. L’Italia è stata fin troppo terra di conquista. Vediamo di tornare se non ad essere “caput mundi” (oggi come oggi, Roma sta peggio di noi!) almeno ad essere la Mediolanum, centro degli affari, quindi dei traffici e della logistica. Magari approfittando della debacle inglese che con la brexit è destinata a perdere tanti centri di potere che cercheranno altre sedi ove trasferirsi.

Come sempre, ai posteri …

Paolo Federici


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una “APP” per risparmiare!

ormai possiamo risparmiare su tutto.
C’è una APP per trovare il volo che costa meno, l’albergo che costa meno, il ristorante che costa meno, l’assicurazione che costa meno, il mutuo che costa meno.
E le aziende che prima vendevano quei servizi (ma, ahi ahi ahi, avevano un prezzo più alto…!) adesso che fanno?
O riescono ad abbassare i loro prezzi di vendita oppure .. chiudono.
Tertium non datur, dicevano i latini.
Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se attivassero una APP anche per il vostro lavoro?
Fai l’impiegato? Il tuo capo ufficio, grazie ad una APP che lo farà risparmiare, ha trovato chi farà il tuo stesso lavoro ma accontentandosi di uno stipendio inferiore.
Sei un operaio? Il tuo superiore, grazie ad una APP che lo farà risparmiare, ha trovato chi farà il tuo stesso lavoro ma accontentandosi di uno salario inferiore.
Hai un incarico come dipendente? Il tuo datore di lavoro, grazie ad una APP che lo farà risparmiare, ha trovato chi potrà sostituirti … facendolo “risparmiare”.
Tu che fai?
Accetti di essere pagato meno o rinunci a lavorare?
In fondo questo è esattamente quello che chiedono i clienti alla mia azienda.
Hanno trovato un fornitore che si farà pagare “meno” e allora non ci pensano due volte a cambiare.
Quando arriverà la APP che costringerà anche te ad accettare di essere pagato meno, finalmente capirai che questa ricerca del prezzo più basso (sempre e comunque) porta solo alla rovina.
È solo questione di tempo.
La ruota gira, gira ed arriverà anche il tuo momento.
Però, nel frattempo, avrai risparmiato.
Paolo Federici
(posso dire che sono stufo di sentirmi ripetere: “c’è un altro spedizioniere che ha un prezzo più basso del tuo, quindi i nostri trasporti li affidiamo a lui!”)

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