Archivi categoria: Generale

Chissenefrega di andare a Lione

in un universo parallelo (siamo alla fine degli anni ’50) si sta costruendo l’Autostrada del Sole.
L’opera, gigantesca, è iniziata nel 1956.
Mentre da Nord si procede alla costruzione della Milano-Piacenza, da Sud si mette in cantiere la Napoli-Capua.
Quando, nel 1959, a Nord si sta arrivando a Firenze, a Sud si raggiunge Roma.
I lavori procedono e l’allacciamento finale è sempre più vicino.
760 chilometri di autostrada avrebbero collegato il Nord al Sud, rendendo, di fatto, reale il sogno dell’unità d’Italia!
Arriviamo al 1964 e manca solo un ultimo tratto: quello che avrebbe collegato Orte con Chiusi.
Ma … il tratto finale doveva attraversare i terreni dell’entroterra di Orvieto.
Fu il sindaco di Orvieto, Egidio Toninelli, che, in un memorabile discorso, bloccò i lavori: “chissenefrega di andare a Chiusi!”
Non era solo, alle sue spalle un nutrito gruppo di sostenitori (ma le cronache dell’epoca riportano solo la presenza dei tenutari di cinque stalle, che temevano per il futuro delle loro mucche!) appoggiava decisamente la sua scelta.
Fu inutile perfino l’intervento del capo dell’opposizione, Braccioforte (poi emigrato in America, cambiando il suo nome in “Arm Strong”), che cercò di spiegagli che il collegamento Chiusi-Orvieto era solo un piccolo tratto per il suo paese (Orvieto) ma un grande passo per l’Italia intera.
L’Autostrada del Sole non venne mai completata.
L’Italia tornò ad essere un paese di pastori ed allevatori di vacche.
Insomma, come suol dirsi, andò tutto in vacca.
Oggi (in quell’universo parallelo) una targa ad Orvieto racconta la storia dell’epica lotta di Egidio Toninelli contro la realizzazione del tratto Chiusi-Orvieto.
Nessun telegiornale ha mai mandato in onda la cerimonia di inaugurazione dell’autostrada ed il 4 ottobre 1964, ad Orvieto, si tenne la sagra delle mucche!
Benvenuti nel passato!
Paolo Federici

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in cultura, economia, Generale, giornalismo, Idee, Politica, riflessioni, Trasporti

Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry

In questi due giorni (31 gennaio e 1 febbraio) si tiene un convegno in Assolombarda (organizzato con la collaborazione del Propeller Club) per esaminare la situazione della Logistica in Italia.
Il trasporto è quello che ha permesso il progresso: fin dall’antichità sono stati i mercanti quelli che hanno aperto le vie di comunicazione, prima per le vie d’acqua (e le grando civiltà sono nate lungo i fiumi), poi costruendo strade, quindi ferrovie ed infine riuscendo a realizzare il sogno di Icaro, volare!
E così siamo diventati comunità.
Anche l’associazionismo nasce da un principio di sinergia: ad esempio, nel Propeller Club, persone attive nel mondo del trasporto si riuniscono, si confrontano, si consigliano così da poter affrontare i problemi del trasporto e trovare soluzioni condivise.
Oggi il progresso ci presenta nuovi problemi, che necessitano nuove soluzioni.
Per questo oggi più che mai diventa importante confrontarsi, scambiarsi esperienze, ascoltare pareri, condividere nuove idee.
Ed oggi più che mai diventa importante agire in sinergia.
Le grandi Compagnie di Navigazione negli ultimi anni hanno dato vita a continue fusioni: oggi le Compagnie di Navigazione che offrono servizi “full containers” si contano sulle dita di una mano.
E spesso si rivelano più fragili di quanto si possa pensare: tutti ricordiamo l’improvvisa scomparsa dal mercato della Hanjin, con le sue cento navi fermate da un giorno all’altro, con il loro carico di 500.000 containers!
Non sono così poche, invece, quelle attive nel settore “convenzionale” (parlando in modo particolare del project cargo, delle rinfuse, delle navi frigo, finanche delle navi “stalla”), anzi sono molte di più ed occupano ognuna un settore di nicchia.
Ecco, credo che anche noi per contrastare i super-poteri delle multinazionali del trasporto, dovremmo dedicarci a settori di nicchia o comunque dovremmo collaborare più strettamente arrivando a fusioni tra aziende similari.
In fondo la PMI italiana del trasporto che fa parte di un qualche network mondiale (ed oggi ce ne sono davvero tanti di network di spedizionieri, network di traslocatori, network di aziende di logistica, network di vettori stradali …) già è abituata alla collaborazione con altri su scala mondiale.
Mettersi insieme tra PMI vuol dire crescere, diventare aziende di maggior peso sul mercato, potersi meglio confrontare con le multinazionali.
Il Propeller Club (ad esempio, ma sono numerosi gli esempi di altre associazioni efficienti) può benissimo fungere da centro di raccolta, da centro di scambio, da centro di riferimento per chi vuole trovare il partner giusto con il quale ipotizzare un’alleanza ed affrontare meglio il futuro.
Perché, alla fin fine, le PMI hanno una migliore conoscenza delle esigenze delle aziende che importano o esportano.
Sono in grado di garantire un’assistenza personalizzata, una dedizione al cliente molto più peculiare e attenta.
Tra la quantità e la qualità, le PMI potranno essere vincenti solo se sapranno offrire prodotti di qualità.
E qualità vuol dire anche migliori infrastrutture.
Per questo dobbiamo puntare, come Paese, sullo sviluppo di centri intermodali, sull’incremento di linee ferroviarie (penso che non si possa che essere d’accordo sulle potenzialità della TAV), sullo snellimento delle procedure burocratiche e doganali, su migliori servizi portuali (ma possibile che le navi debbano continuare a passare nel nostro mare per poi andare ad operare su Rotterdam o su Anversa?).
Insomma, dobbiamo sensibilizzare i nostro governanti perché diano vita ad una politica di investimento, ma anche ad una politica che aiuti le PMI, incoraggiandone la crescita tramite aggregazioni, fusioni, collaborazioni, cooperazioni …
L’Italia che guarda al futuro con ottimismo parte da qui: dal piccolo imprenditore che crede prima di tutto in se stesso e nel suo Paese e nella possibilità di unire le forze.
E che sa che la LOGISTICA, con tutti i suoi annessi e connessi, può essere un’industria primaria.
Ma anche per questo serve una scuola che insegni il nostro bellissimo lavoro alle nuove generazioni: in fondo, non sto dicendo niente di nuovo.
Se un Paese vuole crescere deve puntare prima di tutto sulla scuola e poi sulle capacità imprenditoriali dei suoi cittadini.
Insomma, la politica deve aiutare scuole e aziende e non continuare a remare contro.
L’incontro di questi due giorni ha uno scopo preciso: il confronto, il dialogo, il far emergere le necessità del settore ma anche le sue potenzialità, le prerogative del mondo del trasporto ma anche le problematiche.
Ricordando che il bicchiere non è mai mezzo pieno o mezzo vuoto: dipende da noi e da come lo guardiamo.
Ecco, cerchiamo di guardare al futuro con ottimismo.
Paolo Federici

Lascia un commento

Archiviato in cultura, dogana, economia, Generale, giornalismo, Idee, incontri, riflessioni, Trasporti

What is an INTERMODAL transport

during Christmas time, while most of the companies were closed for summer holiday, we were open and active as a special transport had to be organized/coordinated.
There were various locomotors and wagons (rail) moved from factory to pier by road (truck) and placed on flat rack (containers) for shipment overseas by vessel (sea).
The real combination of transport (rail + truck + container + sea) is shown here

Questo slideshow richiede JavaScript.

Now lots of similar cargoes have already been contracted to us.
The new year is starting at the best.
For your transport solutions, here we are, ready to assist
Paolo Federici

Lascia un commento

Archiviato in cultura, economia, Generale, giornalismo, riflessioni, Trasporti

TAV: Treno ad Alta Velocità

intanto che noi discutiamo per un solo treno … in Cina in un posto sconosciuto ai più (Wuhan) … i treni ad alta velocità (bullet train = treni “pallottola”) sono una grandissima realtà.

Entro il 2020 … la Cina attiverà altri 30.000 (trentamila!) chilometri di binari per i Treni ad Alta Velocità … e noi forse saremo ancora qui a discutere per un pugno di chilometri.

Poi ci chiediamo perché l’Italia non cresca!

Paolo Federici

2 commenti

Archiviato in cultura, economia, Generale, Idee, Politica, riflessioni, Trasporti

E se un cliente non paga?

c’è un cliente che non ci paga.
Noi abbiamo eseguito il trasporto (di alcuni containers) correttamente e la merce è arrivata a destino.
Ma ovviamente NON la rilasciamo se prima non otteniamo i quattrini!
Ed intanto abbiamo scoperto che lo spedizioniere che gestiva i trasporti di quella ditta prima di noi … ha dei containers fermi (da tre mesi!) in attesa di essere pagato.
Risalendo indietro nel tempo, abbiamo trovato un altro spedizioniere che … ha dei containers fermi (da sei mesi!) in attesa di essere pagato.
Incuriosito ho fatto ulteriori ricerche ed ho scoperto che ci sono altri spedizionieri “precedentemente” coivolti.
Qual è il problema: che lo spedizioniere (noi e tutti quelli prima di noi!) oltre al nolo, deve pagare le soste senza nemmeno sapere se e quando le recupererà.
Ovviamente ci siamo rifiutati di gestire altre spedizioni.
Chissà chi sarà il prossimo a cadere nella rete.
Purtroppo non possiamo fare il nome della ditta truffaldina, perché violeremmo la legge!
Quindi, al solito, la legge protegge i disonesti e danneggia gli onesti.
Così va il mondo!
Paolo Federici

3 commenti

Archiviato in avvocati, denuncia, economia, educazione, Generale, giornalismo, giustizia, help, Politica, riflessioni, Trasporti

Sempre … all’avanguardia

ecco il nostro nuovo gadget: caricatore per cellulare che funziona ad induzione (basta appoggiare il cellulare sulla base quadrata per ricaricarlo!)

Due cose importanti:

  • per averlo … bisogna essere nostri clienti!
  • perché funzioni … il vostro cellulare deve essere di ultima generazione!

Lascia un commento

Archiviato in Generale, Trasporti

il nuovo slogan …

Lascia un commento

27 settembre 2018 · 5:30 pm