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UBI e BPER

da anni (direi da decenni) abbiamo il conto con UBI.

Conto aziendale, con gestione fidi, ricevute bancarie, sconto anticipo fatture, sia su clienti italiani che esteri, conto doppio uno in euro ed uno in dollari, visto che lavorando con l’estero riceviamo pagamenti in valuta ed a ns volta dobbiamo pagare in valuta … insomma tutto quanto serva per una corretta gestione aziendale.

Mi chiama il direttore della filiale con la quale lavoriamo: volevo informarla che le nostre attività confluiscono in BPER, ma questo NON MODIFICHERA’ IN ALCUN MODO il vostro rapporto con la banca.

Sì, avranno un altro nome e verrà nominato un altro direttore di filiale, ma TUTTO RESTERA’ INVARIATO.

Ormai sono passati mesi e non solo NIENTE è rimasto invariato, ma ogni giorno si aggiungono nuovi problemi (il fido non può più essere mantenuto perché il garante – società a suo tempo suggerita da UBI – non va bene a BPER. Lo sconto fatture non può essere fatto come prima, ma va rivisto in base all’affidamento di ogni cliente. Il conto non può più essere unico ma vanno tenuti due conti separati uno per le gestione del fido ed uno per la gestione del conto corrente ed ogni volta che bisogna trasferire somma dall’uno all’altro conto, al di là che non è gratis, ci vogliono due giorni di tempo, quindi le operazioni che prima facevamo in tempo reale ora vengono rallentate in maniera assurda. Il software della BPER non permette certe operazioni che erano possibili con UBI, e BPER non può certo aggiornare il software per accontentare noi.)

Ma quindi quando mi hanno detto che NON SAREBBE CAMBIATO NIENTE, cosa intendevano dire?

Se contesto mi dicono che HO RAGIONE, ma che loro non possono farci niente.

Cara BPER, spenderai anche un sacco di soldi per farti pubblicità, ma non sarebbe meglio spenderli per risolvere i problemi che TU stai creando ai tuoi clienti?

Paolo Federici

p.s.: ho ascoltato delle interviste che hanno fatto ai vertici BPER. Loro dicono che la continuità è stata mantenuta e che i correntisti ex UBI, a parte qualche difficoltà iniziale per le comunicazioni, sono tutti contenti! Beh, tutti certo no … chissà se siamo solo noi!

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Una storia kafkiana

leggo sul Corriere (nella rubrica di Beppe Severgnini) una storia allucinante:

Mio marito ed io risiediamo a Londra dal gennaio 1977. Siamo medici, arrivati in UK a 30 anni. Il sistema accademico inglese ci ha permesso di diventare full professors a 46 anni. Paghiamo tasse sia a Sua Maestà che alla Repubblica Italiana. Da agosto siamo in isolamento per la pandemia nella nostra casa italiana, con l’impossibilità di tornare in Gran Bretagna, data l’età ed il fatto che io ho una malattia cronica che mi rende extremely vulnerable, come i numerosi messaggi dall’NHS e dal ministro della sanità Matt Hancock, nonché mio marito, Professor of Immunology, mi ricordano con regolare frequenza. Da agosto il nostro General Practitioner ed il nostro Chemist ci prescrivono ed inviano le nostre medicine, compreso un anti-tumorale. L’ultimo invio, effettuato il 3 marzo 2021, è bloccato alla dogana italiana con questo avviso: L’autorità doganale blocca la merce in seguito al divieto di acquisto di medicinali online, fatta eccezione per quelli cosiddetti da banco… Tali spedizioni vengono in prima istanza sottoposte a vista scanner e fermo cautelare, successivamente viene effettuata visita merce e infine disposto il sequestro. Come iscritti all’AIRE non abbiamo diritto ad un medico di base in Italia. Siamo in possesso di una regolare prescrizione del nostro General Practitioner e i medicinali sono inviati dalla nostra farmacia inglese. Pensando ad un equivoco, da una settimana cerchiamo di parlare con i responsabili di Poste Italiane e della Dogana senza risultato. Ed intanto la nostra scorta di medicine diminuisce. Dopo oltre 40 anni di Inghilterra, siamo abituati al rispetto del cittadino ed a una rapida soluzione dei problemi. Che sia tutta colpa della Brexit? Che sia colpa della cronica inefficienza italiana? Questa evenienza è forse più probabile: mentre Londra ci invitava a fare il vaccino anti-influenzale l’11 settembre 2020, alla farmacia lombarda a cui lo abbiamo ordinato non è ancora arrivato…
firmato: Giorgina Mieli-Vergani

Il Beppe nazionale risponde così:

Gentile signora Mieli-Vergani, grazie della lettera e della franchezza. Mi dispiace per quanto vi sta succedendo, e spero che la pubblicazione su un forum del “Corriere” possa essere utile. Ho segnalato la cosa anche ai colleghi in cronaca.
E’ vero, purtroppo. In Italia ci sono i complicatori di professione – quasi sempre perché complicare conferisce loro un piccolo potere, oppure evita possibili grane – ma ci sono anche persone che si mettono di buona volontà e risolvono le situazioni ingarbugliate. La presenza di queste ultime non sarebbe necessaria, se non ci fossero le prime.
Credo e spero che i vostri medicinali arriveranno presto. Ci tenga informati.

Siccome io mi occupo di trasporti internazionali e di dogane, mi prendo a cuore la questione. Contatto la signora, mi faccio mandare la documentazione e poi vado in dogana (a Linate) e parlo con l’ufficiale sanitario, quindi mando un report alla dott.ssa Mieli-Vergani:

Gent.ma dott.ssa Mieli-Vergani
Questa mattina sono andato a Linate all’ufficio sanitario
Mi hanno detto che a loro la vostra spedizione ancora non risulta (in pratica funziona così: POSTE ITALIANE decide in autonomia se effettuare lo sdoganamento – nel qual caso deve avere il benestare dell’ufficio sanitario – oppure no. Pare che al momento POSTE ITALIANE abbia deciso per il sequestro ed il verbale da parte della dogana)
Allora sono passato all’ufficio doganale.
Mi hanno detto quanto ho indicato sopra: POSTE ITALIANE decide in autonomia se effettuare lo sdoganamento – nel qual caso deve avere il benestare dell’ufficio sanitario – oppure no. Pare che al momento POSTE ITALIANE abbia deciso per il sequestro ed il verbale da parte della dogana.
L’operatore di POSTE ITALIANE, in pratica, ha la delega della Dogana ad agire in autonomia
Quindi si rende necessario parlare con POSTE ITALIANE.
Ho già provato parecchie volte a chiamare il numero verde 803160 ma dopo alcuni messaggi (premi 1, premi 2 … etc) una voce suadente dice: “siamo spiacenti, tutti i nostro operatori son occupati, Si prega di richiamare più tardi!”
Ho anche provato a parlare con il direttore dell’ufficio sanitario al numero riportato sul sito web ma non risponde nessuno.
Sono veramente dispiaciuto.
Diciamo che c’è una speranza: che POSTE ITALIANE abbia ricevuto la documentazione che gli avete mandato ed abbia deciso di procedere con lo sdoganamento
All’ufficio sanitario mi hanno assicurato che se dovesse arrivare da loro la richiesta di benestare, lo daranno!
Intanto ho parlato con un gentilissimo signore (Giuseppe) che ha preso nota tutto ed ha aperto DUE nuovi ticket
800 (–) 740 ticket (per la RN (–) 245GB)
800 (–) 745 ticket (per la RN (–) 231GB)
Segnalando tutto quanto ed indicando l’urgenza.
Per cui a breve dovrebbe arrivarvi la mail con lo sblocco.
Per velocizzare ulteriormente la situazione, consiglia di inviare LA STESSA MAIL con tutta la documentazione che avete già mandato anche a questo altro indirizzo mail: assistenzaclientifermivm@posteitaliane.it
Comunque il pacco è ancora fermo al deposito doganale di ROSERIO e speriamo che dopo l’intervento di Giuseppe si possa arrivare alla soluzione
Buona serata,

solo che le poste rispondono con lo stesso identico messaggio iniziale (quello del 16 marzo) informando che la merce è bloccata in Dogana.

Allora richiamo il numero del call center della dogana 800 083 083 e poi relazioni la signora Giorgina:

Ho parlato con Sara, ho chiesto di parlare con qualcuno che sia in grado di dare una risposta, ma mi è stato detto che la spedizione è ferma e non c’è niente da fare.
Adesso provo un’ultima via: parlo con il dichiarante doganale di Poste Italiane (che io conosco) e vediamo.
Una soluzione ci deve essere.

Chiamo il dichiarante doganale di Poste Italiane e parlo con il titolare (mio vecchio amico!). Lui si da da fare e mi scrive:

ho parlato con il responsabile delle POSTE a Linate, si sta informando di dove sono i pacchi, probabilmente sono a Roserio. Mi farà sapere.
Purtroppo stanno fermando tutte le medicine che arrivano dall’estero e sono tante.
Appena avrò notizie ti farò sapere. Vedrai che ne verremo a capo.
Ciao e tanti auguri.

Passano altri due giorni … i pacchi vengono spostati da Roserio a Linate.

Ma la dott.ssa (–) che ha mansioni di funzionario sanitario, non rilascia il nulla osta perché … “ci vuole la ricetta del medico”

Vorrei spiegarle in Gran Bretagna le medicine che vengono prese regolarmente, vengono richieste ogni tre mesi al proprio medico di base (General Practitioner) tramite NHS Patient Access, un sito internet dedicato (https://www.patientaccess.com/ ) e se il medico approva la richiesta la ricetta online va direttamente alla farmacia che dispaccia le medicine.
Le mando in allegato la prova che il medico ha approvato le medicine sia per Diego Vergani che per Giorgina Vergani.
Ovviamente il documento è in inglese.
Allego anche l’indirizzo della farmacia nominata per rilasciare le medicine.
Sarebbe più facile se si potesse parlare con qualcuno e spiegare a voce … ma questo è impossibile (Meucci si rivolterà nella tomba, vista la completa inutilità della sua invenzione!)

Le scrivo una mail, due mail, tre mail … e mi metto in attesa.

Riesco a parlare con (–) (di Poste Italiane)
(dopo che ho provato a chiamare per tutto il pomeriggio di ieri, finalmente stamane mi ha risposto)
Eh beh … lei lavora mezza giornata, quindi al pomeriggio nessuno risponde al suo numero
Comunque mi ha confermato che hanno passato tutti i documenti alla dott.ssa (–) (USMAF Linate) e spera per oggi di avere l’autorizzazione alla consegna

Le ho detto che stiamo preparando un articolo per il Corriere “contro” le Poste e lei ha candidamente detto che la Poste non hanno colpa perché è la Sanità che blocca tutto

Eh no, cara ragazza, la colpa è anche e soprattutto delle Poste perché i colli sono arrivati in Italia il 10 di marzo e voi (Poste Italiane) li avete portati al controllo sanitario solo l’ 8 aprile

Mi ha suggerito di chiamare la solita dott.ssa (–) della Sanità di Linate al numero (–).
Peccato che io stia provando a chiamare continuamente quel numero e non risponda mai nessuno.

Comunque, la ragazza ha promesso di richiamarmi appena la dott.ssa (–) firma per il rilascio.

Finalmente qualcuno risponde al numero della Sanità di Linate e mi promette di sollecitare la dott.ssa (–).

La sig.ra Mieli riesce a trovare la dott.ssa della sanità (via Linkedin, ah i social!) e finalmente riesce a parlarle, così finalmente viene dato il benestare alla consegna.

La Dr.ssa dell’USMAF, una volta raggiunta, è stata gentilissima ed ha smosso la situazione. Peccato che sia stata coinvolta da Poste Italiane solo l’8 Aprile e solo perché qualcuno si è dato così tanto da fare!

Il pacco è stato consegnato il 16 aprile: insomma, 24 ore per fare Londra-Milano e più di 40 giorni per fare Milano-Como.

Paolo Federici

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la fine dei containers

ho scritto ai miei agenti:

with reference to your request please note that we have decided NOT to quote anymore on FCL (Full Container Load) requests.
Let me explain:
Nowadays ALL the shipping lines are having WEB QUOTES available, so that anybody (like you) from anywhere (even from your Country) can ask for a rate on DOOR to DOOR basis
We cannot do any better then what anybody from anywhere can get by himself
Anybody from anywhere can place a booking and make a deal “directly” with the shipping line
If there is the needing of an agent in the Country of origin (Italy) to coordinate the whole we can assist but only for custom clearance, vgm, documentation … and not to negotiate rates and book space!
Then we can definitely assist for SPECIAL needs like:
Pick up cargo from different origins and arrange the stuffing at our CFS
Shipping special oog (Out Of Gauge) cargo and overweight cargo either by FLAT RACK containers or via BREAK BULK or RORO service
This decision has been intaken after having checked hundreds of quotations for FCL rates granted to the agents in the last years and having got very few bookings in exchange.
I am really sorry to having reached this decision, but we cannot continue to work (to ask quote, and fill up forms, and make calls, and send mails, and check web tariffs, and so on …) for nothing.
Especially when the request is ONLY for the lowest price, where the game is: “who quote less, wins!
As we consider the forwarding activity an high valued service, the latest market situation, based on the request for the lowest price, is not really the best.
I’m used to say: “when you need a doctor you choose the cheaper or the one who is granting you the safest medical support? When you need a lawyer you choose the cheaper or the one who grants you the best possibility to win? When you need a fiscal advisor you choose the cheaper or the one who can handle your money for the best result? Same way you should evaluate the forwarder: you let him handle your high valued cargo without intaking into consideration experience, capacity, knowledge … but just choosing the one who write down the lowest number you can read on a paper?”
This year we are reaching our thirty years of activity (the company was registered in 1991) and while we are very successfull in handling project cargo we face huge problems with the FCL traffics, so that let’s go for the best and dedicate more and more time to the activity where we are most well involved!
Waiting for your requests for SPECIAL needs and leave the FCL traffic to others.
Thanks for your understanding.
Paolo Federici

(nowadays there is a NEW problem: huge shortage of containers, so that FIRST we have to apply for a rate. When the rate is agreed we have to place the booking and at that point we will know on which vessel the cargo can be shipped. But this is NOT the last step: it might happen that when we show up to pick up the empty container … the are no empty available, so that we have anyway to pay a truck for nothing, we cannot catch the vessel and if we cancel the booking we have to pay “cancellation fee”. No way, I prefer to STOP handling FCL)



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Repetita iuvant!

Hai venduto “ex works” e sei ben contento perché non hai responsabilità di trasporto e dormi sonni tranquilli!
Finché non ti succede che …

1. hai una lettera di credito irrevocabile e confermata, negoziabile contro presentazione di polizza di carico “clean on board”.
Però quando il camion è uscito dal tuo stabilimento per andare al porto, ha avuto un incidente. Si è ribaltato e tutta la tua merce si è fracassata. Quindi NESSUNO ti darà mai una polizza di carico “clean on board”, per il semplice motivo che la tua merce a bordo della nave non ci è mai arrivata e mai ci arriverà! E allora cosa fai? Devi sperare che il cliente estero ti paghi comunque (certo, legalmente parlando lui “dovrebbe” pagare! Ma tu quali garanzie hai? La lettera di credito non la puoi utilizzare!). Auguri!

2. tanto per girare il coltello nella piaga: sempre rifacendosi al caso precedente, non puoi nemmeno chiedere l’intervento dell’assicurazione perché tu NON hai assicurato la merce (l’assicurazione spetta a chi compra! Ed eventualmente, l’assicurazione rimborsa chi compra. Ragionando per assurdo il tuo cliente può farsi rimborsare per qualcosa che non ha mai pagato.)

3. hai la solita lettera di credito e la merce arriva al porto di imbarco sana e salva (questa volta ti è andata bene, anche se non ti rendi conto del rischio che hai corso!), ma la nave tarda, o cancella lo scalo, o semplicemente lascia a terra la tua merce per imbarcarla in un viaggio successivo (capita, capita!). Così la lettera di credito “scade” e quando finalmente ottieni la polizza di carico, la banca respinge i documenti o, se sei fortunato, li accetta con riserva. Il che significa che intanto NON ti paga. Poi se ne parlerà se e quando il ricevitore deciderà di accettare i documenti anche con la “riserva”. (Magari ti chiama e ti propone un affare: lui accetta comunque di ritirare i documenti, ma ti chiede uno sconto. Glielo fai?)

4. ancora un caso analogo: i documenti sono stati accettati “con riserva”. Bisogna aspettare che il ricevitore “sblocchi” la riserva. Lo farà certamente se vorrà ritirare la merce. Ma sfortuna vuole che la nave abbia un incidente, affondi e l’intero carico vada perduto! Secondo voi, il ricevitore andrà in banca a “sciogliere” la riserva e ritirare comunque i documenti?

5. la questione si complica proprio nel caso di danno al carico. Se una nave affonda, tutti i CARICATORI sono chiamati a contribuire a pagare le spese per la perdita della nave. E sapete a chi vanno a chiedere i quattrini? A chi risulta come “SHIPPER” nella polizza di carico. Eh sì, caso amico. Tu che hai venduto “ex works” e che, per negoziare il credito, hai dovuto presentare la polizza di carico originale … in quella polizza di carico lo shipper sei tu. Quindi preparati a pagare!

6. questa volta è andato tutto bene, merce a bordo, polizza di carico “corretta”, soldi incassati. Ma non riesci ad ottenere la bolla doganale di esportazione. L’hai chiesta più e più volte ma lo spedizioniere (che NON è il tuo spedizioniere di fiducia, ma un qualche spedizioniere – magari nemmeno italiano – nominato dal tuo cliente) non risponde ai solleciti. Ti ritrovi una visita della finanza e non potendo mostrare la bolla doganale sei costretto a pagare l’IVA (più una sanzione). Poi dovrai cercarti un avvocato per sperare di farti rimborsare da chi non ti ha fatto avere la bolla doganale. Ne riparliamo tra una decina di anni.

7. sei convinto di aver venduto la tua merce ad un cliente di Dubai per essere distribuita sul mercato di Dubai (dove non hai tuoi negozi esclusivi) ma poi scopri che il tuo cliente l’ha rivenduta su un mercato che ti vede presente. Così ti ritrovi la concorrenza in casa. Vendono il TUO prodotto, in quel particolare Paese estero, portandoti via una fetta della clientela. Ah sì, sarà contento il solito avvocato che imbastirà una causa internazionale. Tu intanto preparati a mettere mano al portafoglio per la parcella.

8. hai venduto la tua merce a Hong Kong. Ma quel “furbino” del cliente cinese l’ha fatta entrare “irregolarmente” in Cina (voleva evitare di pagare i dazi, che sono davvero eccessivi!). Solo che quando le autorità cinesi lo scoprono, il “nome” del prodotto identifica la TUA ditta. Vai a spiegare al mercato che tu vendi “ex works” e che quindi, se qualcuno fa contrabbando con i tuoi prodotti, lo fa “a tua insaputa”. (E’ successo con il vino italiano! Non succede, invece, con il vino francese perché i francesi vendono DAP e quindi si accertano di quale sia la effettiva destinazione finale). Sicuramente il danno di immagine è tutto tuo.

9. vabbè, potremo anche esaminare alcune truffe! Caricano la tua merce, poi portano il container in un magazzino dove scaricano tutto. Riempiono il container con merce di poco conto e procedono con la spedizione. Praticamente hanno ottenuto la tua merce senza pagare l’IVA! Pronta per essere rivenduta sottocosto. Lo so, è illegale. Ma se tu vendessi DAP, il rischio non esisterebbe proprio.

10. vi avevo promesso “dieci” casi esemplificativi. Ecco l’ultimo: hai venduto “ex works” ed il tuo cliente ti ha indicato chi sia il suo spedizioniere. Gli consegni la tua merce e resti in attesa della polizza di carico e della bolla doganale. Quello spedizioniere “sparisce” e tu resti con un palmo di naso. Hai una lettera di credito inutilizzabile e la tua merce sparita nel nulla. Ma hai venduto “ex works” e sei ben contento perché non hai responsabilità di trasporto e dormi sonni tranquilli!

Paolo Federici

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E se un cliente non paga?

c’è un cliente che non ci paga.
Noi abbiamo eseguito il trasporto (di alcuni containers) correttamente e la merce è arrivata a destino.
Ma ovviamente NON la rilasciamo se prima non otteniamo i quattrini!
Ed intanto abbiamo scoperto che lo spedizioniere che gestiva i trasporti di quella ditta prima di noi … ha dei containers fermi (da tre mesi!) in attesa di essere pagato.
Risalendo indietro nel tempo, abbiamo trovato un altro spedizioniere che … ha dei containers fermi (da sei mesi!) in attesa di essere pagato.
Incuriosito ho fatto ulteriori ricerche ed ho scoperto che ci sono altri spedizionieri “precedentemente” coivolti.
Qual è il problema: che lo spedizioniere (noi e tutti quelli prima di noi!) oltre al nolo, deve pagare le soste senza nemmeno sapere se e quando le recupererà.
Ovviamente ci siamo rifiutati di gestire altre spedizioni.
Chissà chi sarà il prossimo a cadere nella rete.
Purtroppo non possiamo fare il nome della ditta truffaldina, perché violeremmo la legge!
Quindi, al solito, la legge protegge i disonesti e danneggia gli onesti.
Così va il mondo!
Paolo Federici

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corsa al risparmio

bravi, continuiamo così: cerchiamo sempre e comunque il prezzo più basso. Facciamo la fortuna dei siti che ci fanno risparmiare (risparmia sull’assicurazione, risparmia sugli hotel, risparmia sui viaggi, risparmia sempre e comunque).
Se non lo capiamo che alla fine questa è un’arma a doppio taglio che ci si rivolta contro (ma lo capiremo quando vedremo ridursi il nostro stipendio, i nostri emolumenti, le nostre entrate) vale la pena ricordare il vecchio adagio: “chi è causa del suo mal, pianga sè stesso”
Eppure la matematica non è un’opinione.
Il caro vecchio Henry Ford (quello che fondò la Ford Motor Company) decise di AUMENTARE la paga ai suoi operai, perché così avrebbero potuto comprarsi una delle sue auto.
Quando anche noi capiremo che per far crescere l’economia bisogna far sì che la gente abbia più soldi in tasca e quindi “smetterla” di danneggiare gli altri (quando siamo noi a “comprare”) costringendoli a ridurre i loro prezzi (salvo lamentarsi quando gli altri “costringono” noi a ridurre i nostri, di prezzi!), forse finalmente la ruota tornerà a girare nel senso giusto.
D’altronde spiegatemi come mai quando i mutui erano al 27 per cento la gente riusciva a comprarsi casa e adesso che i mutui sono ad un decimo di quella cifra, nessuno riesce più a comprare niente?
Se a questo aggiungessimo la buona abitudine di comprare “italiano”, le aziende non avrebbero più motivo di delocalizzare e la concorrenza “cinese” finirebbe in un attimo.
“Low cost” significa sempre e solo “low salary”: ma questo lo si capisce solo quando il “low salary” è il nostro!
Benvenuti nel futuro
Paolo Federici
(certo, anche la riduzione “sostanziale” delle tasse aiuterebbe non poco. Ma questo è un campo che esula dalle nostre possibilità!)

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non capisco, ma mi adeguo!

ma è così difficile da capire?
Ci sono DUE autotrasportatori, uno che chiameremo A = Aurelio ed uno che chiameremo B = Biagio.
Io devo far fare un trasporto da Milano a Roma.
Chiamo Aurelio e gli chiedo: “quanto mi fai pagare?” e lui risponde “500 euro”.
Poi chiamo Biagio e gli chiedo: “quanto mi fai pagare?” e lui risponde “400 euro”.
A questo punto io affido il trasporto a Biagio che mi fattura 400 euro: pago 400 euro e per me la questione è chiusa.
Poi dopo tre anni mi scrive un avvocato dicendo che siccome in base alle tabelle ministeriali sulle tariffe minime bla bla bla … insomma, devo pagare altri 100 euro, più spese legali, interessi, etc etc.
La mia colpa?
Non essermi accertato che il prezzo propostomi da Biagio fosse “corretto” in base alle tariffe ministeriali.
Cioè, secondo le menti eccelse che hanno partorito questo obbrobrio, dopo che io ho ricevuto due offerte (una da Aurelio per 500 euro ed una da Biagio per 400 euro) dovrei andare a verificare sul sito del Ministero che le offerte non siano inferiori alle tariffe minime, perché altrimenti si tratta di tariffe “illegali” ed io, accettandole, divento automaticamente un delinquente perseguibile per legge.
A parte il fatto che consultare quelle tariffe è un lavoro einsteniano (secondo me Albert rinuncerebbe … a capire!) se io voglio sapere OGGI (15 settembre) quali siano le tariffe LEGALI … devo aspettare il 15 ottobre quando finalmente le tariffe settembrine saranno pubblicate.
Siamo di fronte al gatto di Schrodinger, quello che è contemporaneamente vivo e morto fino a che non si apre la scatola.
Il prezzo che io pago OGGI può essere legale o illegale a seconda di quale sarà la cifra riportata nelle tabelle ministeriali fra un mese.
Cioè se io OGGI pago 400 ed al 15 ottobre nelle tabelle ministeriali 400 sarà indicata come “tariffa minima”, io sono perfettamente in regola.
Ma se io OGGI pago 400 ed al 15 ottobre nelle tabelle ministeriali la “tariffa minima” sarà 500, io sarò un delinquente perseguibile per legge.
Alla fine della storia c’è un altro aspetto da considerare: Aurelio, colui che aveva presentato un preventivo LEGALE, indicando la somma GIUSTA e corretta per il trasporto … è rimasto senza lavoro. Biagio invece, pur avendo presentato un preventivo “illegale”, indicando una somma “contraria” alla legge, avrà la tutela legale nel momento in cui vorrà rifarsi per la differenza.
Sta di fatto che oggi come oggi sono sempre più le aziende che, per evitare queste assurdità, si rivolgono ad autotrasportatori STRANIERI, dove chi fa un preventivo di 400, fattura 400, incassa 400 e vissero tutti felici e contenti.
Io mi domando; ma gli autotrasportatori italiani si rendono conto di dove li stia portando la politica assurda, controproducente, ingiusta, illegale di chi li rappresenta?
E adesso che l’Europa ha dichiarato “illegale” la pratica delle tariffe minime, c’è ancora chi si ostina ad elogiarne i vantaggi.
Mah!
Paolo Federici

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mail indesiderate

mi scrivono:

“Buongiorno,
sono *****, Responsabile di Ricerca e Selezione *****, società specializzata nel fornire assistenza e supporto alle aziende che desiderano ottenere un maggiore successo commerciale.
Le scrivo per richiederLe l’autorizzazione, ai sensi della vigente normativa sulla Privacy, a trasmetterLe comunicazioni commerciali relative ai nostri servizi. Nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, non Le invieremo nulla senza un Suo regolare ed espresso consenso.
La ringrazio per l’attenzione, e colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.”

Rispondo:

cara sig.ra *****
oggi mi sento particolarmente “buono”
Quando ricevo mail come le sue normalmente mi rabbuio: ma le sembra possibile mandare una mail per chiedere l’autorizzazione a mandare una mail!?
Se per mandare una mail ci vuole un’autorizzazione, come si può mandare una mail (per chiederla?)
E’ una contraddizione in termini, non crede?
Ormai (nonostante anti spam e filtri a iosa) un buon 80 per cento delle mail sono … indesiderate (e sono stato buono ad usare questo termine)
Ma, d’altronde, se alle otto di sera, mentre sto cenando, mi bombardano di telefonate per propormi i prodotti più inutili (SKY, TELE2, GIORDANO, VITASNELLA, …) che sarà mai qualche mail inutile!?
Beh, che dire? NO GRAZIE, NON SONO INTERESSATO
Paolo Federici

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VIDEOTREND SRL? No, grazie!

(seguito del post precedente: “come ti frego … alla grande”).

PER GUADAGNARE IL DOPPIO … BASTA PAGARE I FORNITORI LA META’

Come fare?
si concorda un prezzo con il fornitore
si effettua un bonifico per la somma concordata
si ritira la merce
si annulla il bonifico, dando istruzioni alla propria banca di pagare la metà

Incredibile vero?
Eppure è successo!

Ecco la storia:

Una società che importa materiale dall’Estremo Oriente (VIDEOTREND SRL) ha incaricato uno spedizioniere (TIMESHIPPING) di curare le operazioni di sdoganamento in Italia
La TIMESHIPPING ha inviato un preventivo
La VIDEOTREND ha confermato, per iscritto, l’accettazione del preventivo
La TIMESHIPPING ha svolto tutte le operazioni di sua competenza ed ha poi chiesto il pagamento di quanto concordato, ricevendo copia di bonifico (inviato via fax) attestante l’avvenuto pagamento della somma pattuita.
La TIMESHIPPING ha dunque provveduto allo sdoganamento ed alla consegna della merce nei magazzini della VIDEOTREND.
Dopo qualche giorno, la TIMESHIPPING, controllando l’estratto conto, si è accorta che l’accredito della somma ricevuta da VIDEOTREND non era pari a quanto indicato nella copia di bonifico, ma era circa la metà dello stesso.

Ho personalmente contattato VIDEOTREND per conoscere le motivazioni del loro comportamento e mi è stato detto, da uno degli amministratori, Pasquale Totaro, che è suo COMPITO ed OBBLIGO controllare che le spese inerenti la propria società siano corrette e di mercato prima di procedere con il pagamento e nel caso ci sia qualcosa di non chiaro è suo obbligo bloccare. Aggiungendo poi che: “E’ stato solo quando sono stato portato a conoscenza del bonifico che ho proceduto con il bloccarlo IN ATTESA DI VERIFICHE, dandole comunque un ACCONTO congruo ”

Al che ho controbattuto:
avete fatto un bonifico per una somma superiore ai 3000 euro e poi, non appena avete ottenuto il materiale, avete provveduto a cambiarlo dimezzandolo e questo è un fatto incontrovertibile.
Anziché scusarvi per l’operato (certamente non consono ad una azienda che si proclama “seria”) non solo insistete nel non voler pagare ma minacciate denunce per diffamazione (sic!).
Io insisto nell’invitarvi a saldare immediatamente la differenza dovuta.
Poi, siete maggiorenni e vaccinati, per cui fate come vi pare.
Ovviamente un “trucchetto” del genere (fare il bonifico e poi … ritirarlo) non potrà riuscirvi sempre.
Forse dovrebbero fare altrettanto con voi: ordinarvi la merce, farvi il bonifico e dopo aver ritirato quanto acquistato, cambiare il bonifico e pagarvi la metà.
Secondo me non “gradireste” per niente”.
Ah, ovviamente vi siete ben guardati dall’avvisare TIMESHIPPING che il bonifico lo avevate, arbitrariamente, dimezzato.

La questione passa agli avvocati.
Sapendo come vanno le cose in Italia, TIMESHIPPING riuscirà ad essere pagata, forse, fra una decina di anni.
Sicuramente, in futuro, non accetteranno più bonifici bancari da VIDEOTREND.
Paolo Federici

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Ministero per la semplificazione

abbiamo assistito al falò: una volta i “falò” segnavano il passaggio da una stagione all’altra.
Oggi segnano l’abbandono delle complicanze burocratiche per arrivare alla modernità di internet, delle aziende aperte in 24 ore, del commercio “on line”.
E allora, qualcuno mi può dire perché – solo nell’ultimo anno – la nostra attività (spedizioni e logistica) ha visto un continuo nascere e prolificare di leggi, leggine, regolamenti, aggiunte, chiarificazioni … che stanno rendendo impossibile lavorare?
Non ci credete?
Ecco un “non” esaustivo elenco:
A) l’invenzione della scheda di trasporto (e delle innumerevoli circolari chiarificarici che, a tutt’oggi, ancora non hanno chiarito quasi niente)
B) la nuova regolamentazione per operare come trasportatore conto terzi (con esami impossibili da superare, necessità di accendere fideiussioni, obbligo di frequentare corsi anche per chi fa l’autista da una vita)
C) la nuova legge sull’IVA e sugli articoli da riportare nella registrazione delle fatture (somme esenti, somme non imponibili, somme escluse … suddivise a loro volta in art. 7, 7.2, 7 ter, 9, etc etc. Ormai per compilare una fattura ci vuole la laurea!)
D) l’attivazione dell’INTRASTAT anche per i servizi (con continue proroghe sulla data di inizio dell’applicazione perché nessuno ha ancora capito cosa si debba fare. Una novità c’è: tutte le fatture “estere” ricevute vanno riemesse come AUTOFATTURE, quindi il lavoro aumenta alla grande!)
E) le nuove regole “anti-radioattività” (misure di sorveglianza radiometrica su rifiuti radioattivi e combustibile nucleare): una cinquantina di pagine scritte in burocratese puro. Non temete: a breve la dogana ci farà avere un’altra cinquantina di pagine di spiegazioni!
F) le nuove regole relative al “Made in Italy”: utili solo per far spostare i traffici ai porti ed agli aeroporti del Nord Europa (forse, prima di promulgarle, era il caso di coordinarsi con tutta l’Europa!)
Beh, potrei continuare ma tanto a cosa serve lamentarsi?
Non viviamo forse nel migliore dei mondi possibili (no, non l’ha detto Silvio, l’ha detto Leibniz!)
Paolo Federici

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