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Milano … e la logistica

un importante convegno si è tenuto a Milano mercoledì 14 giugno.
Voluto dalla più importante associazione del trasporto milanese (ALSEA), coordinato dal maggior esperto di trasporti in Lombardia (Fabrizio Dallari, professore di logistica all’Università LIUC di Castellanza), ha visto la partecipazione alla discussione della Dogana (nella persona del dott. Lorenzo Clemente), del Comune di Milano (assessore Marco Granelli) e, dulcis in fundo, del professor Giulio Sapelli.

Partiamo dalla fine?

Il professor Sapelli ha fatto un excursus storico non da poco, partendo dall’Impero di Carlo V (quello sul quale non tramontava mai il sole!).
Nella sua intelligente lungimiranza, Carlo V aveva identificato nella Milano di allora (la “Mediolanum”, così chiamata proprio perché in posizione strategicamente centrale) quella che avrebbe dovuto essere la capitale dell’impero.
Ancora oggi possiamo “sperare” che Milano realizzi il sogno di Carlo V.
Già moltissime sono le aziende presenti nell’area, soprattutto aziende di logistica.
E la logistica può (e deve) essere il motore trainante dell’economia.
Milano è già collegata ai porti italiani (in “primis” a La Spezia) ed ai centri distributivi del Nord Europa.
Ma DUE sono le cose da sviluppare/incrementare:
(1) rimettere in funzione la ferrovia che collega Gioia Tauro a Milano (così da attrarre navi al maggior porto di transhipment italiano, prima che i cinesi – che si sono comprati il Pireo – facciano deviare tutte le rotte verso la Grecia)
(2) incrementare i centri “interportuali” presenti nell’area milanese
Se il progetto “ferrovia” andrà visto più a lungo termine (ma il Governo lo ha messo tra i programmi) l’interportualità è qualcosa di ormai tangibile: Melzo ha raddoppiato i volumi (ed il numero di treni) ed ora aspettiamo che anche Segrate dia il suo conttibuto (Milano smistamento ha già raggiunto l’accordo con Hupac con il beneplacito del Governo).
Come in tutte le cose ad ampio respiro (i benefici dello sviluppo di un centro intermodale saranno tangibili nel tempo) l’ottusità di chi non sa vedere al di là del proprio naso sta complicando le cose.
Eppure il “progetto” dell’intermodale a Segrate ha almeno due lati positivi:
(1) riduzione dei trasporti a mezzo camion grazie al trasferimento dei traffici sul treno
(2) creazione di nuovi posti di lavoro che andranno a beneficio soprattutto degli abitanti della zona

E il professor Dallari?

Ha scritto un libretto dal titolo “La Regione Logistica Milanese” per produrre grafici e report sulla situazione di Milano e interland.
Così adesso sappiamo che in questa specie di macroregione operano 1.500 imprese di servizi logistici, per non parlare delle 15.000 società di autotrasporto.
E che Milano (con tutta la lombardia) ha un ruolo direzionale su gran parte dei flussi logistici … ma è carente come hub internazionale (dove sono vincenti l’Olanda ed i suoi distripark e la Germania e le sue connessioni con gli inland-terminal).
Ci ha parlato dei benefici derivanti dalle nuove strutture per il sistema logistico, dove anche l’aspettativa legata al nascente polo intermodale segratese è davvero grande!

La Dogana?

Come raccontatoci dal dott. Clemente, l’informatizzazione sta facendo passi da gigante e la semplificazione è sempre di più. Ed anche i controlli. Ciò di cui si lamenta è la cronica carenza di personale. Ma pare che ultimamente si stia correndo ai ripari.

Tutto positivo, dunque?

Ci ha spiegato Betty Schiavoni, presidente Alsea, che bisogna guardare avanti senza stare troppo ad aspettare aiuti dallo Stato (che non ci sono quasi mai stati e … mai ci saranno). Siamo abituati a rimboccarci le maniche e continueremo a farlo. E se finalmente anche nelle stanze dei bottoni hanno deciso di prendersi a cuore i problemi della logistica (porti, interporti, aeroporti) non può che farci piacere.

E l’Alitalia?

Si è parlato anche di Alitalia. Che la situazione di Alitalia sia disastrosa non è in discussione. Che non si possa fare a meno di una Compagnia di bandiera lo è altrettanto. Quindi vediamo di chiudere con il passato, ma pensiamo ad un futuro che non sia solo in mano agli stranieri. L’Italia è stata fin troppo terra di conquista. Vediamo di tornare se non ad essere “caput mundi” (oggi come oggi, Roma sta peggio di noi!) almeno ad essere la Mediolanum, centro degli affari, quindi dei traffici e della logistica. Magari approfittando della debacle inglese che con la brexit è destinata a perdere tanti centri di potere che cercheranno altre sedi ove trasferirsi.

Come sempre, ai posteri …

Paolo Federici


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Una giornata al seggio

sveglia alle 6.30.
Per le 7.30 sono al seggio: mi hanno ingaggiato come scrutatore (aggratis … naturalmente) per le primarie del PD.
Alle 08.00 si apre. Siamo in quattro  (un presidente e tre scrutatori) ad accogliere i votanti.
La gente arriva lamentandosi perché le indicazioni sulla esatta collocazione del seggio erano difficili da trovare e quindi in tanti non verranno.
Però c’è il tempo per fare quattro chiacchiere.
Uno mi presenta la carta d’identità dicendomi: “adesso lei capirà per chi voto!”
Vedo che è nato a La Spezia  (come Orlando).
Al che ribatto: “anch’io sono spezzino, ma il mio voto pareggerà il tuo.”
Poi vedo che siamo coetanei e scopriamo di aver frequentato lo stesso liceo ed aver avuto … lo stesso “famoso” prof di matematica.
Siamo finiti a Milano entrambi agli inizi degli anni ’80 e tifiamo “Spezia”.
Volete un altro aneddoto?
Leggo il nome dell’elettore che ho di fronte e sento che non mi è nuovo.
Ma è quando mi da la sua mail che il dubbio diventa certezza.
“Questo indirizzo email l’ho già visto. E sai dove?”
Mi guarda incuriosito.
Continuo: “su Italians”.
Sì ci ho azzeccato, è uno dei frequentatori del Blog di Beppe Severgnini.
Alla chiusura del seggio siamo in 4 a controllare 300 voti.
Questo significa che i 2 milioni di voti li hanno controllati in almeno 25.000 controllori.
Da qualche altra parte 25.000 votanti sono controllati da un solo controllore.
Sono davvero solo piccole differenze?
Ai posteri …
Paolo Federici

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Ci hanno premiato (ci sarà un motivo?).

The Annual Awards were calculated from ratings and feedback provided in our recent Quality Control Survey.

  • International Member of the Year: Coordinadora of Spain
  • Regional Award for the Middle East & Africa: Turk Heavy Transport of Bahrain
  • Regional Award for Asia & Pacific: Central Oceans of Singapore
  • Regional Award for the Americas: Kronoz International of Mexico
  • Regional Award for Europe: Fortune International of Italy
  • President’s Award: Intertransport GRUBER in Germany

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La riforma costituzionale

mi sono preso la briga di leggere tutte le modifiche, articolo per articolo (se volete farlo anche voi ecco il link: CLICK).
Se non altro, quando andrò a votare, potrò votare NEL MERITO della questione.
Evitando di votare per motivi che non c’entrano niente
C’è chi vota NO per mandare a casa Renzi (Salvini e Brunetta)
C’è chi vota NO per fare un dispetto al suo segretario (D’Alema e Bersani)
C’è chi vota NO perché il loro movimento è contro tutto e contro tutti a prescindere (Di Battista e Di maio).
C’è chi vota NO perché decide in base alla simpatia e/o antipatia.
C’è chi vota NO perché “io questa gente non la voglio proprio sentire”
C’è chi vota NO perché “dopo gli effetti della buona scuola … la buona Costituzione mi terrorizza”
C’è chi vota NO perché “non leggo documenti presentati da gente con l’intelligenza apparente di un puffo.”
Certo è che siamo arrivati alla dimostrazione lampante dell’inutilità della democrazia.
Chiedere ai cittadini di esprimersi su qualcosa che NON sanno e che NON vogliono nemmeno cercare di sapere è semplicemente deprimente.
Aveva ragione chi diceva “Governare gli italiani non è difficile, è inutile.”
Ma uno che sia uno che vota NO spiegando quali “nuovi” articoli NON vadano bene … non l’ho ancora trovato.
La mia proposta?
Per votare a questo referendum bisognerebbe “dimostrare” di averne almeno letto il testo, la consistenza delle modifiche, gli articoli in discussione.
Altrimenti cosa andiamo a votare?
Tanto varrebbe indicare sulla scheda: “chi preferisci, l’Inter o il Milan?”.
Il risultato sarebbe lo stesso.
Insomma, mi piacerebbe che tutti si facessero parte diligente e leggessero i testi messi a confronto.
Scoprirebbero, ad esempio, che la “prima” parte della Costituzione più bella del mondo NON viene toccata (prendersela con Benigni perché elogiava la “prima” parte della Costituzione ed adesso si dice d’accordo con la modifica degli articoli dopo il 48 … dimostra l’insensatezza della protesta stessa!).
E, magari, potrebbero decidere usando la propria testa, senza farsi prendere da tifoserie artefatte.

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Sì, io ho deciso con la mia testa. Dopo aver letto attentamente ogni singola parola, ogni singolo articolo, ogni singola modifica. E liberamente, coscientemente, autonomamente #iovotosì
Paolo Federici

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Non si vive di solo pane

messaggio ricevuto questa mattina:


Annual Awards

The PCN Annual Award Ceremony recognises our exceptional members. Every year, winners are calculated from the results of our Quality Control Survey.

2016 Award Ceremony

International Member of the Year Coordinadora Internacional (Spain)

Regional Award: Middle East & Africa Turk Heavy Transport (Bahrain)

Regional Award: The Americas Kronoz International (Mexico)

Regional Award: Asia & Pacific Central Oceans (Singapore)

Regional Award: Europe Fortune International (Italy)

President’s Award Intertransport GRUBER (Germany)

 

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Convegno a Milano sul “caso Hanjin”

la sala era strapiena: l’argomento era sicuramente interessante!
Si parlava del “caso Hanjin” e delle sue ripercussioni sul mercato.
Alla tavola rotonda, organizzata dal Propeller Club Port of Milan, erano presenti diversi rappresentanti delle categorie coinvolte: ha aperto la discussione il presidente del Propeller Club Port of Milan, Riccardo Fuochi, e poi, moderati da Nicola Capuzzo di Ship2Shore, hanno portato il loro contributo Betty Schiavoni (Alsea), Paolo Federici (Nvocc), Ignazio Messina (Messina Line), Sebastiano Grasso (Assologistica), Nereo Marcucci (Confetra), Franco Larizza (Assicurazioni), Massimo Campailla (Studio Legale), Carlo Lombardi (Federazione del Mare).
Volete il “succo” della giornata?
Continuando a ridurre i costi di trasporto i fallimenti si moltiplicheranno, le situazioni di difficoltà saranno all’ordine del giorno, le società che operano nella logistica continueranno a perdere soldi e la “lezione” non sarà servita a nessuno.
Bisogna capire che il trasporto è un “servizio”, un servizio importante per le merci, e non un “problema” o un “costo” da evitare.
E quindi accettare un mercato con i “noli” in ascesa.
D’altronde quando dentro un container c’è merce che vale 10.000 euro, ma davvero saranno i 100 o 200 dollari in più di “costo” del trasporto a determinare il successo di un prodotto sul mercato?
Sta di fatto che ci sono 500.000 containers che ora “vagano” alla cieca e per recuperare le merci in essi contenute occorreranno fior di quattrini.
Ciò che è emerso dalla tavola rotonda è che nei prossimi mesi assisteremo ad una valanga di cause legali (e gli avvocati si leccano i baffi!): clienti che si rifiuteranno di pagare le maggiori spese accusando lo spedizioniere. Spedizionieri che vorranno rivalersi sugli NVOCC. NVOCC che saranno costretti ad incaricare altri legali della loro difesa. E fra dieci anni saremo ancora in ballo!
Tutto per essersi ostinati ad andare alla ricerca sempre e soltanto del prezzo più basso.
Servirà la lezione?
Pessimisticamente dico di no: i clienti continueranno a cercare il prezzo più basso ed in futuro il caso Hanjin si ripeterà.
Ottimisticamente dico che riducendosi il numero di navi, i noli “automaticamente” saliranno per la controbilanciatura di domanda ed offerta.
E forse, finalmente, il mercato si autoregolamenterà per il bene di tutti.
Per il bene delle Compagnie di Navigazione che torneranno a lavorare per guadagnare, degli spedizionieri che non saranno più costretti a farsi la guerra giocando a chi fa meno, degli NVOCC che potranno vendere noli a due cifre dimenticando i tempi quando un metro cubo di merce per la Cina pagava meno di un biglietto dell’autobus.
Dalla mia parte c’è un profondo ottimismo: spero solo di avere ragione!
Paolo Federici

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TAVOLA ROTONDA sul tema: “cosa ci insegna il caso Hanjin”

Il Propeller Club port of Milan organizza una

TAVOLA ROTONDA

per

venerdì 30 settembre 2016 (ore 09.30-12.00)

nei locali dell’AICE in Corso Venezia, 47, a Milano, sul tema

COSA CI INSEGNA IL CASO HANJIN

(e cosa ci riserva il futuro).

Sono previste partecipazioni delle maggiori associazione del settore (da Confetra ad Assologistica, da Fedespedi ad Alsea, da Confitarma a Federagenti, dall’Associazione Consolidatori a Assiterminal) nonché di esperti dei settori legali ed assicurativi.
L’invito è stato esteso alla stampa ed al alcuni rappresentanti del mondo della politica.
Relatori confermati:
Riccardo Fuochi- Presidente The International Propeller Club – Port of Milan
Nereo Marcucci – Presidente Confetra
Betty Schiavoni – Presidente Alsea
Paolo Federici – rappresentante NVOCC
Franco Larizza – LC Assicurazioni
Carlo Lombardi – Federazione del Mare
Stefano Zunarelli – Studio Legale Zunarelli
Filippo Gallo –  UASC
Sebastiano Grasso – Vice Presidente Assologistica
Fra i relatori invitati in attesa di conferma il Prof. Ennio Cascetta MIT, il Dr. Ignazio Messina  – Ignazio Messina & C. e Gian Enzo Ducci – Presidente Federagenti
Paolo Federici

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