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Dazi? No, grazie!

La Cina ha tagliato i DAZI di importazione su quasi 200 beni di consumo nel tentativo di incoraggiare il consumo interno. La nuova tariffa è in vigore dal primo Dicembre 2017, secondo un annuncio della Commissione delle tariffe doganali del Consiglio di Stato Cinese.
Dopo le riduzioni, la tariffa media dei DAZI all’importazione per questi prodotti verrà ridotta da una media del 17,3 per cento al 7,7 per cento (da calcolarsi sul valore all’importazione), compresi cibo, prodotti sanitari, medicinali, vestiti, scarpe e cappelli, nonché altri beni d’uso quotidiano.
Tra i cambiamenti, i DAZI sulle polveri per il latte e sui pannolini, che sono molto richiesti in Cina, saranno ridotti (dall’attuale 20 per cento) allo zero per cento.
La riduzione dei DAZI apporterà grandi vantaggi alle imprese straniere che cercano di vendere i loro prodotti in Cina, poiché saranno ora meno costosi e più competitivi rispetto alle alternative nazionali. Lo sviluppo cinese segna dunque un altro passo nella ristrutturazione della Cina verso un’economia di “servizi e consumi”.
Sarebbe il caso di spiegarlo a chi, invece, qui da noi vede nell’aumento dei dazi … la ricetta per la soluzione della crisi economica.
Paolo Federici

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Questo valico non s’ha da fare

a chi, come me, si occupa di trasporti da oltre 40 anni, vengono i brividi … quando parla Di Maio.
A Genova ha detto: “se andremo al Governo verrò a Genova a dire che il Terzo Valico non si fa più, ho preso l’impegno in campagna elettorale, chi mi vota sa che prenderemo i 6 miliardi dell’opera – per cui si stanno sperperando soldi, che non è strategica – e li investiremo nel trasporto pubblico locale”.
Cioè, l’Italia finalmente (grazia alla politica dell’attuale ministro Del Rio) stava rialzando la testa mettendo in pratica quanto stavamo aspettando da anni ed ecco il “genio” che arriva e cancella tutto.
L’Europa aveva deciso di inserire l’Italia in un grande piano strategico (la creazione di 10 corridoi ferroviari attraverso l’Europa, 4 dei quali vedevano coinvolta l’Italia, quindi una potenzialità di crescita non indifferente per la nostra povera penisola!) ed arriva uno steward incompetente a dirci che il progetto verrà cancellato.
Provo a spiegare per i non addetti ai lavori: si sta costruendo un collegamento ferroviario tra Rotterdam e Genova.
Questo permetterà:
1. di incrementare i traffici portuali a Genova (le navi potranno utilizzare Genova come porto di imbarco/sbarco “anche” per le merci che riguadano il Nord Europa, senza essere costrette a scalare Rotterdam!)
2. di ridurre il numero dei containers (destinati a Milano!) che ancora oggi vengono instradati via Rotterdam (e parliamo di quasi un milione e mezzo di containers all’anno!). Riportando i traffici “italiani” in Italia, insomma!
3. di permettere alle merci svizzere di essere instradate via Genova (attualmente la maggioranza delle merci “svizzere” NON passano per i porti italiani)
4. di togliere camion dalle strade (trasferendo i trasporti su “rotaia”)
Ci vedete qualcosa di negativo?
Ho chiesto ad un amico grillino cosa ne pensasse dell’idea Di Maio di bloccare la costruzione di quella importantissima ferrovia e mi ha risposto:
“Paolo, ma non lo sai che i ghiacci si stanno sciogliendo?”
“Eh? E cosa c’entra?”
“Le navi passeranno dal nord e quindi i nostri porti vanno riqualificati!”
Sono rimasto senza parole.
Sarà anche vero che i ghiacci si stiano siogliendo e che ci siano già navi che portano le merci dalla Corea all’Olanda passando per il circolo polare artico, ma quel traffico è e rimane una parte infinitesimale delle merci movimentate: cosa facciamo, i traffici tra Italia ed Africa, o tra Italia e Sud America, o tra Italia ed India e Paesi Arabi, o tra Italia e Canada ed Usa … li facciamo passare dallo stretto di Bering?
Votateli, votateli.
Poi però non dite che … nessuno vi aveva avvisato.
A NON FARE NIENTE sono capaci tutti.
Lo diceva anche una famosa canzone di Michael Polnareff: “c’è una bambolina che fa no, no, no!”
Paolo Federici

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Unisci e licenzia

dal “divide et impera” siamo arrivati all’ “unisci e licenzia”.
Le tre maggiori compagnie di navigazione giapponese si uniscono in un’unica “nuova” compagnia.
Dov’è la novità?
Ormai le grandi menti imprenditoriali sanno fare solo quello: grandi fusioni societarie così da poter tagliare i costi e vendere i propri prodotti riducendo i prezzi.
Tagliare i costi vuol dire, semplicemente, licenziare!
Aumentando la disoccupazione e riducendo, di conseguenza, i salari dei “fortunati” che mantengono il posto di lavoro.
Sono finiti i tempi di Henry Ford, il fondatore della Ford Motor Company: lui gli stipendi ai suoi operai li aumentava. Perché così facendo sapeva che avrebbero poturo comprarsi le sue automobili.
Nel mondo dei trasporti bisognerebbe AUMENTARE i prezzi, anziché ridurre.
Aumentando, contestualmente, i posti di lavoro e gli stipendi.
Ma se l’unica cosa che tutti andiamo cercando è il prezzo più basso, non resta che chiudere con un altro proverbio sempre più attuale: “chi è causa del suo mal, pianga se stesso.”
Ci lamentiamo per l’invasione di prodotti cinesi … però poi li compriamo (perché costano meno).
Ci lamentiamo per la crescente disoccupazione dando la colpa … alla politica del Governo (quando invece è la nostra politica familiare, quella del cercare il prezzo più basso, la vera causa).
E non vediamo la plateale correlazione tra le due cose.
Paolo Federici

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Protesta, protesta … qualche cosa succederà!

bravo, ti sei portato avanti con il lavoro.
Hai cominciato a protestare per le mie tariffe (import) prima ancora di sapere cosa ti avrei chiesto.
Perché … tu lo sai che le tariffe import sono dei furti, ma a te non la si fa.
Purtroppo però la tua merce è arrivata in un container groupage gestito nel mio magazzino e quindi ti tocca pagare le mie tariffe.
Però io sono un buono e, senza nemmeno che me lo chiedessi, ti ho fatto uno sconto.
Pensavo che mi dicessi almeno grazie, invece niente: hai continuato a contestare.
“Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Ed io a spiegarti che trattandosi di merce groupage che hai comprato su base CIF, la scelta del vettore l’ha fatta l’esportatore in partenza.
E tu ad insistere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini? Io la voglio nel magazzino che scelgo io.”
Purtroppo non funziona così.
Ma tu imperterrito: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini? Io voglio usare un altro spedizioniere.”
Ed io a spiegarti che potevi scegliere chi volevi, solo che le tariffe non sarebbero cambiate.
Anziché addebitare le mie tariffe a te … avrei fatturato al tuo spedizioniere (che poi avrebbe rifatturato a te!).
E tu ad insistere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Ti ho mandato le nostre tariffe ufficiali per dimostrarti che ti avevo fatto lo sconto.
Ma tu continuavi a lamentarti perché secondo te lo sconto (del 20 per cento … assolutamente non dovuto ma benignamente concesso) era troppo poco.
Tu volevi spendere meno.
E siccome io non intendevo farti nessun ulteriore sconto, hai protestato con l’esportatore, che ha protestato con il mio agente, che mi ha chiesto delucidazioni.
E così sono partite decine di mails, coinvolgendo sempre più persone …
Per vedere di chiudere la questione ho deciso di applicare un ulteriore 10 per cento di sconto.
Ma tu ancora a chiedere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Insomma vorresti prendermi per sfinimento.
Com’è finita?
Che anziché sdoganare entro la fine di ottobre … sdoganiamo all’inizio di novembre.
Siccome è cambiato il cambio doganale la somma che devi pagare per dazio e iva … è aumentata.
Così dopo dieci giorni di discussioni oggi mi hai fatto il bonifico … per una somma superiore a quella che avresti dovuto pagare prima ancora di qualsiasi sconto.
Insomma hai avuto la tua merce dieci giorni dopo e pagando … di più!
Secondo me questa è la conferma che Einstein aveva ragione quando diceva: “due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, ma sull’universo ho ancora qualche dubbio.”
Paolo Federici

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La rivincita è un piatto che va mangiato freddo!

eh sì, l’altro spedizioniere è sempre più bravo.
Mi hai chiesto una quotazione per trasportare, fino in un particolare porto dell’Estremo Oriente, un macchinario che pesa più di sessanta tonnellate.
Ti ho spiegato che NON ci sono servizi “diretti” ma bisogna effettuare un trasbordo a Singapore.
Ma l’altro spedizionere invece è più bravo: ti ha quotato per il servizio diretto con una primaria Compagnia di Navigazione.
Naturalmente ad un prezzo inferiore al mio, è ovvio!
E poi?
Quando la nave è arrivata a Singapore … si è accorto che la primaria Compagnia di Navigazione NON è in grado di far proseguire la merce perché non ha servizio.
D’altronde nelle clausole scritte in piccolo, una tale possibilità era prevista/indicata, quindi non hai nemmeno diritto di lamentarti.
E allora sei tornato da me.
Ed io ti ho trovato la soluzione.
Che poi è la stessa che ti avevo proposto fin dall’inizio.
Solo che adesso (sommando quando hai pagato all’altro spedizioniere e quanto dovrai pagare a me) è la somma che fa il totale (come diceva Totò).
Sì, ti tocca pagare di più … ma, come suol dirsi, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
La cosa che mi fa veramente indignare è questa: se io faccio questo lavoro da quarant’anni e ti do un consiglio, forse varrebbe la pena di tenerne conto.
Continuare ad inseguire le chimere di chi è capace di proporti sconti improponibili per poi lasciarti in mezzo al guado (per non dire altro) può solo essere colpa tua.
Lo so: la prossima volta ci ricascherai!
Ed io sarò sempre lì, seduto sulla sponda del fiume, ad aspettare.
Alla prossima
Paolo

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chi era George Santillana?

uno che disse: “chi non conosce la storia sarà costretto a riviverla”

Ecco che ci siamo quasi:

Il passato

Berlino, 27 giugno 1932. All’interno del Grunewald stadium 120 mila persone ascoltano rapite uno strano dialogo, sparato a tutto volume dagli altoparlanti. È un botta e risposta tra il militaresco e il religioso, con una voce che chiede: “Chi è responsabile della nostra miseria?” e un coro che replica all’unisono: “Il sistema!”. “E chi c’è dietro il sistema?” prosegue la voce. “Gli ebrei” fa eco il coro. Il dialogo continua grosso modo così: “Che cos’è per noi Adolf Hitler?”. “Una fede!”. “E cos’altro?”. “La nostra unica speranza”. Infine la voce grida “Germania!”. E l’intero stadio ribatte all’unisono: “Risvègliati!”.

il futuro

Roma, un giorno non molto lontano. All’interno dello stadio Olimpico 120 mila persone ascoltano rapite uno strano dialogo, sparato a tutto volume dagli altoparlanti. È un botta e risposta tra il militaresco e il religioso, con una voce che chiede: “Chi è responsabile della nostra miseria?” e un coro che replica all’unisono: “Il sistema!”. “E chi c’è dietro il sistema?” prosegue la voce. “il PD” fa eco il coro. Il dialogo continua grosso modo così: “Che cos’è per noi Beppe Grillo?”. “Una fede!”. “E cos’altro?”. “La nostra unica speranza”. Infine la voce grida “Italia!”. E l’intero stadio ribatte all’unisono: “Risvègliati!”.

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Aveva ragione Platone

la miglior forma di Governo è la REPUBBLICA, ma non quella dove uno vale uno.
Dobbiamo avere il coraggio di fare “mea culpa”.
Dare a tutti lo stesso diritto di voto genera solo dei mostri.
Hitler e Mussolini sono stati votati dalla maggioranza repubblicana.
Lo stiamo vedendo con i vaccini: dare ad ognuno la possibilità di dire la sua (anziché far parlare solo chi è competente) sta causando tragedie impensabili solo poche decine di anni fa.
Chiedere al popolo di decidere sulla politica energetica (centrali sì o centrali no, trivelle sì o trivelle no) oppure sulla gestione dei trasporti (tav sì o tav no, intermodale sì o intermodale no) sta bloccando ogni possibile sviluppo.
Avere a che fare con persone e partiti capaci di dire sempre e solo “no” (senza avere la capacità di proporre alternative) sta rovinando il nostro bel Paese.
Tutti sono diventati esperti di tutto: siamo tutti commissari della nazionale di calcio!
Si è perso il piacere del dialogo: soprattutto sui social è un “tutti contro tutti”.
E l’unico scopo di vita è diventato il guadagno: fare soldi, tanti soldi, solo soldi.
Non importa più il come, perché machiavellicamente il fine giustifica i mezzi (che poi Machiavelli non lo ha mai detto! Chi lo ha detto veramente è qualcun altro. Andate, andate a cercate su google!).
Beh, mi sto rileggendo proprio questo libro (La Repubblica, di Platone!).
Un suggerimento?
Fatelo anche voi!
Paolo Federici

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