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Il committente

mi scrive, un cliente:

un vettore, che era stato subappaltato da uno spedizioniere un paio di anni fa per caricare una nostra macchina, non avendo ricevuto il pagamento dallo spedizioniere stesso (che nel frattempo ha dichiarato fallimento), si è rivalso su di noi (in quanto “committenti”!) e abbiamo scoperto, rivolgendoci al nostro legale, che la cosa è assolutamente lecita e che siamo costretti a pagare (pur avendo comunque già pagato a suo tempo lo spedizioniere per il servizio completo fornito).
Per questo motivo, d’ora in poi, mi è stato chiesto dalla Direzione come condizione “sine qua non” per la scelta dello spedizioniere di richiedere la possibilità di ricevere la fattura direttamente dal vettore subappaltato per la parte che gli compete.
Mi spiego meglio: il preventivo lo potete fare tutto voi ma, per quanto riguarda il servizio del vettore a cui deciderete di affidare il trasporto, questo dovrà essere fatturato da loro a noi, in modo che noi possiamo pagare direttamente loro, per evitare che un domani abbiano ancora qualcosa da pretendere, evitando così spiacevoli episodi simili a quello che ci siano trovati a dover gestire qualche settimana fa.

Ci sono alcuni modi di interpretare questa comunicazione:

1. la legge è sbagliata. Perché un incolpevole “esportatore” debba pagare uno sconosciuto “trasportatore” è una cosa veramente incomprensibile.

2. se il “trasportatore” non è stato pagato ed incappa in un fallimento, questo dovrebbe riguardare lui e non coinvolgere terzi assolutamente ignari di quanto successo.

3. rovesciamo la situazione: se l’esportatore fallisce, lo spedizioniere ha diritto di NON pagare il trasportatore? Ovviamente no. Insomma, ognuno dovrebbe guardare al suo portafoglio ed ai suoi rapporti con clienti e fornitori.

4. se il “trasportatore” non è stato pagato, significa che ha concesso credito allo spedizioniere. Basterebbe che il trasportatore chiedesse (allo spedizioniere) il pagamento anticipato ed il problema non si porrebbe proprio. Però, a quanto pare, il trasportatore vuole concedere credito ma senza rischiare. Tanto ci sarà sempre un ignaro “terzo” incomodo che pagherà, in caso di problemi!

5. le multinazionali del trasporto si affidano a migliaia di padroncini: immaginate se la procedura richiesta dal mio cliente dovesse diventare d’uso comune. Il numero delle fatture crescerebbe in maniera esponenziale ed il trasportatore (che magari oggi emette un’unica fattura a fine mese allo spedizioniere per il quale lavora “in esclusiva”

Però alla fine c’è una morale della storia: troppo spesso gli esportatori scelgono di affidarsi a chi gli fa il prezzo più basso. Salvo poi accorgersi, magari dopo qualche anno, che devono pagare una seconda volta. Forse basterebbe cambiare mentalità ed anziché cercare il prezzo più basso, cercare lo spedizioniere più serio ed affidabile.

Paolo Federici

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DHL … mi rispondete?

noi siamo spedizionieri internazionali e gestiamo le importazioni dall’estero per conto di un nostro cliente “importatore”.
Dalla Cina gli hanno spedito della merce indicando NOI come ricevitori in Italia (ed in effetti, noi siamo incaricati di ritirare la merce all’arrivo per poi trasferirla, sotto vincolo doganale T-1, al nostro magazzino doganale ove espletare le formalità di importazione, gli eventuali controlli, ispezioni e pagamenti delle tasse, dazio ed iva.)

Normalmente il “corriere” (è successo con UPS e con FEDEX), ci contatta: noi gli diamo le istruzioni del caso per l’emissione del documento di transito T-1 oppure per la cessione in aeroporto – dove facciamo noi fare il T-1 – e loro provvedono a consegnare la merce nel nostro magazzino doganale, dove poi noi formalizziamo l’operazione doganale di importazione.

Questa volta però la spedizione è arrivata con DHL: loro non solo non ci hanno contattato, ma hanno disposto lo sdoganamento all’arrivo compiendo ben TRE errori
– hanno presentato i documenti in dogana indicando NOI come importatori (per il semplice motivo che dalla Cina gli hanno dato il nostro nominativo come destinatario della merce, senza “capire” che c’è una sostanziale differenza tra destinatario ed importatore)
– hanno dichiarato tipologia e valore della merce in maniera totalmente arbitraria, quando avremmo dovuto NOI presentare i documenti (fattura, packing list, dichiarazione CE, etc) necessari per un corretto sdoganamento
– hanno disposto lo sdoganamento a nostro nome senza avere NESSUN MANDATO ad operare per nostro conto (con il rischio, pertanto, che la Dogana contesti a NOI tutti gli errori contenuti nella bolla doganale e magari attivi una procedura legale contro di noi!)

Desidero pertanto fin d’ora DICHIARARE a gran voce che
– noi NON siamo gli importatori
– noi NON abbiamo mai dato istruzioni a DHL per procedere allo sdoganamento a ns nome
– ci riserviamo il diritto di adire le vie legali CONTRO la DHL per gli eventuali danni e le conseguenza “negative” che dovessero vederci parte offesa

CHIEDO TROPPO se chiedo che qualcuno dalla direzione della DHL … CI CHIAMI per vedere di chiarire la situazione?

Io ho già chiamato (al telefono) cinque volte (ed ho mandato altrettante mail).
La seconda volta, dopo aver spiegato la questione, mi è stata promessa una risposta entro dieci minuti, ma finora nessuno mi ha più richiamato.
Tutte le altre volte, dopo una lunga attesa è caduta la linea (intanto io pago … visto che il loro è un numero 199 a pagamento).

Paolo Federici

(P.S.: poi non dite che non ho provato a chiamarvi!)

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Moriremo di … burocrazia.

è sempre in forza l’UCAS: Ufficio Complicazioni Affari Semplici!

Torno a parlarvi delle importazioni di mascherine!

fino a pochi giorni fa:
1) azienda cinese vende 1.000.000 di mascherine a distributore italiano
2) distributore italiano provvede allo sdoganamento ed al pagamento dei diritti doganali
3) distributore italiano vende a 50 diversi compratori (ospedali, farmacie, asl, centri anziani, fabbriche, uffici ….)
4) ed il cerchio si chiude con una unica operazione doganale ed un unico versamento dei diritti doganali

prima modifica
1) azienda cinese vende 1.000.000 di mascherine a distributore italiano
2) distributore italiano provvede allo sdoganamento ed al pagamento dei diritti doganali e tra i documenti deve presentare l’elenco dei suoi 50 compratori
3) distributore italiano vende a 50 diversi compratori (ospedali, farmacie, asl, centri anziani, fabbriche, uffici ….)
4) ed il cerchio si chiude con una unica operazione doganale ed un unico versamento dei diritti doganali (ma con una prima complicazione “burocratica”)

con le nuove regole:
1) azienda cinese vende 1.000.000 di mascherine a distributore italiano
2) distributore italiano vende a 50 diversi compratori (ospedali, farmacie, asl, centri anziani, fabbriche, uffici ….) ma
3) l’onere dello sdganamento spetta ad ogni singolo compratore, quindi vanno fatte 50 diverse operazioni doganali, 50 diversi versamenti dei diritti, 50 diverse documentazioni, attestazioni, autocertificazioni per ognuno dei 50 compratori

solo a me sembra una inutile complicazione delle procedure burocratiche?

(p.s.: come sanno i miei lettori, noi gestiamo “trasporti”. Un mio cliente che da sempre importa mascherine ed altre attrezzature medicali, cuffiette, soprascarpe, abiti ospedalieri, ha semplicemente cambiato il modo di trasporto da via mare in container a via aerea, vista l’urgenza. Lui acquista, finanziando l’operazione, e poi rivende, facendosi pagare quando effettivamente consegna. Leggo sul Corriere che la regione Lazio ha affidato un appalto a qualcuno che non solo non finanzia l’operazione, chiedendo quindi di essere pagato anticipatamente, ma poi scappa con la cassa. Morale della favola: chi prende i soldi e non ottempera all’obbligo di fornire il materiale è “preferito” dalle Regioni appaltatrici. Chi invece usa i suoi soldi per finanziare l’operazione, si vede confiscare la merce all’arrivo in Italia! Mala tempora currunt)

(pp.ss.: intanto gli sdoganamenti – quando va bene e la merce non subisce la confisca! – subiscono ritardi enormi! Gli ospedali e le farmacie continuano a chiamarci per sapere quando consegneremo le loro mascherine. La cosa tragica è che non siamo in grado di dare una risposta!)

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sempre più difficile

leggo un articolo dove si ringrazia e si elogia la Dogana Italiana per aver sequestrato merce destinata in Australia, sostenendo che, trattandosi di materiale ospedaliero, serve all’Italia e quindi bisogna pensare prima agli italiani, e pertanto se  ne vieta l’esportazione.
Poi leggo un articolo dove si critica la Cina per aver bloccato l’esportazione verso l’Italia di materiale ospedaliero regolarmente ordinato e pagato dall’Italia.
La prossima lettura è più edificante: la Dogana ha sequestrato 900.000 mascherine arrivate in Italia dall’Egitto, mascherine che vengono messe immediatamente a disposizione della Protezione Civile. Ovviamente chi le aveva ordinate e pagate e doveva distribuirle ad ospedali, farmacie, ASL … ed altri enti che gliele avevano ordinate non è più in grado di ottemperare ai suoi impegni. Passano due giorni e si scopre che il “primo” compratore era la Regione Lombardia. Quindi la Dogana ha sequestrato e messo a disposizione della Protezione Civile mascherine acquistate e destinate alla Regione Lombardia!
Ora provate a fare un collegamento tra le tre notizie qui sopra e ditemi se ci trovate una qualche logica.
Premesso che io mi occupo di trasporti, sto curando il trasporto di mascherine dalla Cina all’Italia: il mio cliente è un distributore che deve poi rifornire enti ospedalieri, farmacie, Asl, Comuni … praticamente ha raccolto gli ordini di diversi utilizzatori finali ed ha fatto un ordine unico per qualche milione di mascherine, così da ridurre anche il prezzo (come succede per i GAS: Gruppi di Acquisto Solidale). Però tutto è legato a due “speranze”: la prima è la speranza che la Cina lasci partire questo lotto di merce e non lo confischi alla partenza. La seconda è che la Dogana Italiana autorizzi lo sdoganamento e non intervenga con un sequestro.
Secondo voi con quale spirito stiamo operando (sia noi, incaricati del trasporto e della distribuzione, che il nostro cliente, incaricato dell’acquisto e del finanziamento dell’operazione)?
Vale la pena darsi da fare per aiutare questa nostra povera Italia sapendo che non solo nessuno ti dirà grazie, ma anzi rischi di essere messo alla gogna e di essere accusato (ingiustamente) di sciacallaggio.
Ma oggi questa è la situazione in cui noi, operatori internazionali del trasporto, dobbiamo operare.
Paolo Federici

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a gratis?

mi sono stufato di preparare preventivi “a gratis”.
Soprattutto con quelli che me ne chiedono a decine e poi non mi confermano mai nessun lavoro!
Certo, magari è colpa mia perché oggi tutti chiedono sempre e solo il prezzo più basso ed io non sono capace di offrirlo sempre e comunque.
Ma … nel 2019 il fatturato della mia azienda è aumentato del 50 per cento rispetto al 2018.
Allora forse la verità sta nel mezzo: ci sono clienti che si affidano a noi perché sanno apprezzare i nostri servizi anche se talvolta possiamo risultare un po’ più cari rispetto ad altri.
E, alla lunga, come dice un vecchio adagio: “chi più spende meno spende”.
Perché spesso aver pagato troppo poco diventa un’arma doppio taglio: per rimediare ai problemi che insorgono, ci si trova a dover mettere mano al portafogli e rimetterci alla grande.
(Sì, avrei tanti esempi da riportare … ma non fatemi dilungare troppo, oggi!)
Comunque, a chi mi chiede troppe quotazioni e poi non mi conferma mai niente, da oggi scrivo così:

dear *****
considering that during the entire past year (2019) we have submitted you many many quotes and not one single order has been entrusted to us, and considering that preparing a quote is meaning work and time and costs, and we cannot continue to work for “nothing”, we have decided NOT to grant any more quote for FREE.
We are prepared to dedicate our time and efforts and work to study the possible solution and submit a proper detailed quote against payment of 250 euros which will be reimboursed if the shipment will be entrusted to us.
Please authorize us to issue the invoice for euro 250 and we will start working on your request immy.
It goes without saying that if the order will be NOT confirmed, the euro 250 will have definitely to be paid to us within 30 days from today.
Please confirm in order to proceed.
Thanks for your understanding.
Paolo Federici

provate ad immaginare un mondo dove anche “tutti” i nostri concorrenti si comportassero analogamente!
Il lavoro tornerebbe ad essere degnamente retribuito.
Lo so, sono un inguaribile ottimista!

1 Commento

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E se il “corriere” perde una busta …

eh sì, sono cose che succedono!
Solo che quella busta conteneva il set completo di Polizze di Carico Originali relative ad una spedizione di merce (per via marittima).
Tale set andava presentato in banca per negoziare una lettera di credito del valore di qualche centinaia di migliaia di euro.
Il corriere si defila: d’altronde perdere una busta è una cosa che succede. Tra l’altro, le condizioni di trasporto evidenziano come NESSUNO TITOLO DI CREDITO possa essere spedito con corriere!
Migliaia di Spedizionieri e di Compagnie di Navigazione che si inviano Polizze di Carico Originali a vicenda tramite corriere … senza sapere che stanno operando “illegalmente”.
Ma il bello viene quando si va a richiedere un secondo set!
Non basta la dichiarazione di smarrimento rilasciata dal corriere.
Non basta la “denuncia” presentata ai carabinieri.
Non basta il fatto che le Polizze di Carico identifichino il destinatario e quindi nessun altro, pur in possesso dei documenti “persi”, potrebbe presentarsi a ritirare la merce.
La Compagnia di Navigazione, per emettere un secondo set di Polizze di Carico Originali, chiede una Polizza Fideiussoria per il valore della merce, con una validità di due anni.
La domanda, alla fine, è una sola: chi paga?
(Veramente, c’è anche un’altra domanda: come fare per evitare che una cosa del genere si ripeta?)
Paolo Federici

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Te l’avevo detto io …

avevamo concordato di avere il pagamento per il 3 di ottobre (dello scorso anno!), ma … riuscire a parlare con quel cliente era diventato impossibile.
E così ho cominciato a tempestarli di mail: “Egregi signori
Stiamo aspettando il pagamento della ns fattura da venerdì scorso
Prima ci avete chiesto una “copia per la banca” … e va bene
Poi ci avete chiesto di “compilare un vostro modulo” … e va bene
Poi ci avete detto che per lunedì pomeriggio avremmo avuto il bonifico
Poi ci avete detto che il bonifico lo avreste fatto martedì
Poi mercoledì … ci avete detto che la contabilità c’è solo al giovedì mattina
Oggi è giovedì e NON riusciamo a parlare con nessuno di voi
Possiamo vedere di sistemare la questione?”

Questa è solo una … ma le mie mail si contano a centinaia.
Secondo voi, mi sono preoccupato?
Ho bloccato tutto e buonanotte.
I containers sono rimasti fermi, con le soste che maturavano, il compratore che sbraitava, gli avvocati che mi minacciavano!
Il 23 luglio … quindi con oltre 9 mesi di ritardo, ci hanno pagato.
Con tanto di interessi.
Fine della storia
Paolo Federici

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