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Te l’avevo detto io …

avevamo concordato di avere il pagamento per il 3 di ottobre (dello scorso anno!), ma … riuscire a parlare con quel cliente era diventato impossibile.
E così ho cominciato a tempestarli di mail: “Egregi signori
Stiamo aspettando il pagamento della ns fattura da venerdì scorso
Prima ci avete chiesto una “copia per la banca” … e va bene
Poi ci avete chiesto di “compilare un vostro modulo” … e va bene
Poi ci avete detto che per lunedì pomeriggio avremmo avuto il bonifico
Poi ci avete detto che il bonifico lo avreste fatto martedì
Poi mercoledì … ci avete detto che la contabilità c’è solo al giovedì mattina
Oggi è giovedì e NON riusciamo a parlare con nessuno di voi
Possiamo vedere di sistemare la questione?”

Questa è solo una … ma le mie mail si contano a centinaia.
Secondo voi, mi sono preoccupato?
Ho bloccato tutto e buonanotte.
I containers sono rimasti fermi, con le soste che maturavano, il compratore che sbraitava, gli avvocati che mi minacciavano!
Il 23 luglio … quindi con oltre 9 mesi di ritardo, ci hanno pagato.
Con tanto di interessi.
Fine della storia
Paolo Federici

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sempre più difficile …

nuove normative per i trasporti eccezionali di merce destinata ai porti di Savona, Genova, La Spezia e Livorno

Gli enti proprietari delle strade hanno deciso l’applicazione di nuove prescrizioni che impongono grosse limitazioni al transito dei mezzi speciali/pesanti e che causano, di conseguenza, costi onerosi (nello specifico maggiore impiego di mezzi e personali, consumi, etc.) che gravano sui trasporti.

Va anche detto che per certe tipologie di merce (destinate all’esportazione e da imbarcarsi su navi break-bulk) non sarà più possibile raggiungere i porti del Tirreno ma dovremo spostare gli imbarchi sull’Adriatico.

Questo, ovviamente, comporterà un aggravio di costi sia per i trasporti terrestri che per i noli marittimi (soprattutto per le merci destinate nel continente americano!) rendendo, di conseguenza, meno competitive le aziende italiane.

Ma il problema sono gli immigrati, quindi … che ve lo dico a fare?

Paolo Federici

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l’onestà non paga!

mi chiedono di spedire un collo alto 455 cm. (largo 455, lungo 935, pesante 40 tons).
La fabbrica è in provincia di Trento.
La destinazione è di là dall’oceano!
Pensare di andare ad imbarcare dal mar Tirreno è improponibile, perché non è possibile avere i permessi stradali idonei (l’altezza massima consentita sulla tratta Trento-Livorno è 450 cm compresa l’altezza del camion. A parte che già il solo collo supera l’altezza massima consentita, aggiungendo l’altezza del pianale del camion che, per quanto sia bassa, è almeno di 20 centimetri, l’altezza globale diventa 475!)
Quindi non resta che valutare un imbarco dall’adriatico.
Proponiamo alcune soluzioni per imbarco da Venezia, da Chioggia e finanche da Porto Nogaro.
Il cliente (destinatario) che sta dall’altra parte dell’oceano, si lamenta: il nolo da Livorno è inferiore rispetto al nolo da Venezia (o Chioggia o Porto Nogaro).
Cerco di fargli capire che non è possibile raggiungere Livorno via strada con quelle misure, quindi il paragone non ha molto senso.
Preparo i permessi stradali (su Chioggia), prenoto la nave, coordino il tutto … ed all’ultimo momento il cliente mi chiama e mi “toglie” il mandato.
Un altro spedizioniere porterà quel collo a Livorno e lo imbarcherà facendogli pagare … di meno.
La domanda è: come ha fatto l’altro spedizioniere ad avere i permessi stradali?
E … li ha avuti in un tempo brevissimo.
Io una risposta ce l’avrei.
Sta di fatto che se avessero fermato il mezzo durante il trasporto, sia il mezzo che il carico sarebbero stati sequestrati risultando essere superiori all’altezza massima consentita.
Ma il vero risultato è che il cliente adesso è convinto che io sia incapace di fare il mio lavoro e che l’altro spedizioniere sia più bravo!
È vero: mi sarebbe bastato fare una dichiarazione falsa, dichiarando 420 cm. di altezza ed i permessi sarebbero stati concessi senza problema.
Ahi ahi, ancora una volta … abbiamo la prova provata che l’onestà non paga!
Paolo Federici

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se nemmeno più il CRO …

Cosa è il CRO? E’ il Codice di Riferimento Operazione.

Una volta i clienti ci mandavano la copia del bonifico: istruzioni date alla banca perché effettuasse il pagamento. Quando poi il pagamento NON arrivava, la banca si giustificava dicendo: “la copia che vi hanno trasmesso non è mai stata portata in banca, quindi noi non siamo responsabili”

Allora … abbiamo chiesto che i bonifici riportassero la firma della banca, a dimostrazione che l’ordine era stato effettivamente dato. Quando poi il pagamento NON arrivava, la banca si giustificava dicendo: “l’ordine di bonifico ce lo hanno dato, ma quando abbiamo controllato sul conto non c’erano fondi, quindi noi non siamo responsabili”

Allora … abbiamo chiesto che i bonifici riportassero il CRO (Codice di Riferimento Operazione). Questo codice era la prova certa che il bonifico fosse stato eseguito. La settimana scorsa, dopo aver rilasciato la merce … ci siamo accorti che un pagamento NON era arrivato, ma la banca si è giustificata dicendo: “nella nostra presa in carico è indicato che il nostro cliente ha comunque 24 ore di tempo per revocare l’ordine, quindi noi non siamo responsabili”

Però il cliente sostiene di NON aver revocato alcun ordine, ma che è stata la Banca (di sua iniziativa) a sospendere il pagamento (ma non poteva deciderlo PRIMA di assegnare il CRO!?).

Insomma, come devo fare per avere la certezza che un bonifico sia stato fatto, se adesso nemmeno più il CRO ha valore?

Lo so, basta aspettare che i quattrini arrivino “fisicamente” sul nostro conto, ma allora si innesta una spirale senza fine: il cliente non intende aspettare, se ci sono spese extra per la sosta della merce il cliente non le vuole pagare … alla fine siamo come color che son sospesi!

Paolo Federici

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E se un cliente non paga?

c’è un cliente che non ci paga.
Noi abbiamo eseguito il trasporto (di alcuni containers) correttamente e la merce è arrivata a destino.
Ma ovviamente NON la rilasciamo se prima non otteniamo i quattrini!
Ed intanto abbiamo scoperto che lo spedizioniere che gestiva i trasporti di quella ditta prima di noi … ha dei containers fermi (da tre mesi!) in attesa di essere pagato.
Risalendo indietro nel tempo, abbiamo trovato un altro spedizioniere che … ha dei containers fermi (da sei mesi!) in attesa di essere pagato.
Incuriosito ho fatto ulteriori ricerche ed ho scoperto che ci sono altri spedizionieri “precedentemente” coivolti.
Qual è il problema: che lo spedizioniere (noi e tutti quelli prima di noi!) oltre al nolo, deve pagare le soste senza nemmeno sapere se e quando le recupererà.
Ovviamente ci siamo rifiutati di gestire altre spedizioni.
Chissà chi sarà il prossimo a cadere nella rete.
Purtroppo non possiamo fare il nome della ditta truffaldina, perché violeremmo la legge!
Quindi, al solito, la legge protegge i disonesti e danneggia gli onesti.
Così va il mondo!
Paolo Federici

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Tragedia di Bologna

(ricevo e pubblico, ringraziando Marino Torti)
Al TG se ne sentono di tutti i colori.
Commenti intrisi di non conoscenza della materia evidentemente redatti da tuttologi che di trasporti poco o nulla sanno.
Sto leggendo i commenti dell’utente medio di Facebook che invoca l’abolizione del trasporto di chimici pericolosi su strada e qualcuno direttamente l’abolizione del trasporto su camion, la merce deve viaggiare solo via treno.
Si sono dimenticati tutti che a Viareggio le cisterne esplose erano carri ferroviari?
L’incidente, sia esso causato da errore umano o malfunzionamento tecnico, non potrà mai essere evitato, in assoluto.
Certo, tracce ferroviarie dedicate alle merci risolverebbero molto ma se fermi i treni merci per far passare quelli dei turisti …. sei del gatto, senza poi considerare che abbiamo ancora migliaia di km di rotaie a binario unico.
Certo, sarebbero utili corsie riservate ai mezzi pesanti, ma per realizzarle occorrerebbe allargare tutte le autostrade, ponti e gallerie incluse.
Certo, sarebbe opportuno fare turni di guida sopportabili, ma i trasporti costerebbero di più e quindi saremmo invasi da autisti dei paesi dell’est che guidano a costi molto inferiori rispetto a quelli italiani.
Certo, si dovrebbero eliminare i furgoni che trasportano migranti ai campi di raccolta dei pomodori e per farlo occorrerebbe debellare il caporalato (bianco o nero non fa differenza) ma al TG parlano solo dello scandalo del caporalato evitando accuratamente di parlare dei proprietari delle piantagioni presso le quali i raccoglitori lavorano. Qualcuno li porta, ma se li portano è perché qualcuno li utilizza.
Certo, si potrebbero ridurre molti dei rischi che oggi, spesso, troppo spesso, si trasformano in tragedie. Si potrebbe farlo, se veramente lo si volesse. Ad esempio rendere obbligatorio un congegno elettronico, economico e montabile su tutti i mezzi pesanti, che in automatico spegnesse i cellulari se non collegati via bluetooth ad un sistema vivavoce (anche il GPS lo ha) e che regolasse la potenza del motore ai limiti di velocità, distanza fra mezzi e frenata automatica? Ma no, meglio investire sugli autovelox che producono lucro piuttosto che spendere per sovvenzionare la sicurezza, quella vera.
E’ più facile, e redditizio, multare chi viaggia a 86 kmh su 80 kmh consentiti.
E che dire poi di quelli che con posizionamento del container richiesto per le 08.00 ti chiamano alle 08.05 per dirti che il container non è ancora arrivato e che alla tua risposta “è in strada ma sta nevicando e quindi deve andare piano” ti dicono “anche qui nevica ma io sono già in ufficio”.
Il fatto è che tanta gente parla, anzi straparla, anche nei tanti TG che quotidianamente imperversano sui canali TV, ma c’è gente che muore.
Ci sarà sempre, purtroppo, ma si potrebbe ridurre il numero dei morti se solo lo si volesse.
E per non essere frainteso dico che far andare tutti a passo di lumaca non risolverebbe il problema perché l’incidente non lo procura chi viaggia secondo le regole del Codice della Strada.
Per fare un esempio, giovedì rientrando da Genova mi sono trovato una Yaris che viaggiava a 70 kmh al centro dell’autostrada con andatura da biscia.
Quando sono riuscito a sorpassarla in sicurezza, ho volto lo sguardo ed ho visto che la conducente era intenta a digitare un messaggio sul telefonino.
Fermarsi in piazzuola? Noooo, bisogna chattare in tempo reale, H24, ne va del futuro del mondo.
Anzichè pensare di abbassare i limiti di velocità sarebbe forse meglio fare una norma chiara: l’uso del telefono alla guida equivale a 6 mesi di sequestro del veicolo e sospensione della patente per pari periodo.
Della sola multa, e/o di qualche punto in meno, non gliene frega niente a nessuno ma se li lasci a piedi le cose cambiano.

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i guadagni “extra” delle Compagnie di Navigazione

(questo articolo ce lo avevo “in macchina” da tempo … ma ho aspettato a pubblicarlo sperando in una soluzione “amichevole” del problema …!)
Quando si deve procedere all’imbarco di un container, bisogna provvedere allo sdoganamento entro la data (e l’ora) della CHIUSURA DOGANALE (lo sanno bene gli addetti ai lavori).
Ho prenotato 6 containers per una nave la cui CHIUSURA DOGANALE è fissata per il 2 settembre.
5 containers rientrano al terminal entro la data “stabilita”.
Per l’ultimo container c’è un ritardo, però – controllando con il terminal – veniamo informati che la CHIUSURA DOGANALE è stata spostata al 7 settembre (perché la nave ritarda).
La CHIUSURA DOGANALE viene poi ulteriormente spostata al 9 settembre perché la nave continua a ritardare.
Noi comunque per il 5 abbiamo consegnato tutti i containers al terminal e per il 7 abbiamo espletato tutte le formalità doganali.
Sempre per il 5 abbiamo passato le “istruzioni” per l’emissione delle polizze di carico alla Compagnia di Navigazione.
Tutto sembra essere sotto controllo.
La nave arriva in porto il 10, imbarca e se ne va.
Quando sollecitiamo l’invio delle POLIZZE DI CARICO veniamo informati che i containers non sono partiti ma sono stati spostati sulla nave dopo (che comunque partirà dopo solo 5 giorni).
Ingoiamo il boccone amaro (in fondo si tratta di un ritardo di cinque giorni … anche se va ad aggiungersi al ritardo già accumulato dalla nave che doveva partire il 6 ma che poi ha ritardato al 10!).
La sorpresa è grande quando ci arriva una fattura per le SOSTE DEI CONTAINERS AL TERMINAL per un totale di quasi 3.500 euro
Chiediamo spiegazioni e la Compagnia di Navigazione ci comunica che la CHIUSURA DOGANALE per loro era fissata al 2 (e di quello che dice il terminal a loro non gliene frega niente) per cui hanno spostato l’imbarco sulla nave dopo per COLPA NOSTRA e quindi noi dobbiamo pagare le soste.
Ma davvero funziona così?
Riassumendo:
riportare i containers pieni per il 2 settembre era TROPPO TARDI per la nave in partenza il 10 (nonostante la chiusura doganale fosse stata spostata al 9! Perché la Compagnia di Navigazione li voleva al terminal per il primo settembre) ed era TROPPO PRESTO per la nave in partenza il 14 (per la quale mai nessuno ci ha comunicato QUALE avrebbe dovuto essere la data di rientro dei pieni, ma se tanto mi da tanto … la Compagnia di Navigazione vuole i containers “almeno” DIECI giorni prima della partenza, quindi avremmo dovuto riportarli entro il 4 …)
E quindi, secondo la LORO logica (dovevamo riportare i containers DOPO il 2 ma PRIMA del 4!), adesso dobbiamo pagare 3.500 euro
Ah, se andate a vedere il 3 settembre … Era sabato!
Se non è assurdo tutto questo …
Paolo Federici

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