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a gratis?

mi sono stufato di preparare preventivi “a gratis”.
Soprattutto con quelli che me ne chiedono a decine e poi non mi confermano mai nessun lavoro!
Certo, magari è colpa mia perché oggi tutti chiedono sempre e solo il prezzo più basso ed io non sono capace di offrirlo sempre e comunque.
Ma … nel 2019 il fatturato della mia azienda è aumentato del 50 per cento rispetto al 2018.
Allora forse la verità sta nel mezzo: ci sono clienti che si affidano a noi perché sanno apprezzare i nostri servizi anche se talvolta possiamo risultare un po’ più cari rispetto ad altri.
E, alla lunga, come dice un vecchio adagio: “chi più spende meno spende”.
Perché spesso aver pagato troppo poco diventa un’arma doppio taglio: per rimediare ai problemi che insorgono, ci si trova a dover mettere mano al portafogli e rimetterci alla grande.
(Sì, avrei tanti esempi da riportare … ma non fatemi dilungare troppo, oggi!)
Comunque, a chi mi chiede troppe quotazioni e poi non mi conferma mai niente, da oggi scrivo così:

dear *****
considering that during the entire past year (2019) we have submitted you many many quotes and not one single order has been entrusted to us, and considering that preparing a quote is meaning work and time and costs, and we cannot continue to work for “nothing”, we have decided NOT to grant any more quote for FREE.
We are prepared to dedicate our time and efforts and work to study the possible solution and submit a proper detailed quote against payment of 250 euros which will be reimboursed if the shipment will be entrusted to us.
Please authorize us to issue the invoice for euro 250 and we will start working on your request immy.
It goes without saying that if the order will be NOT confirmed, the euro 250 will have definitely to be paid to us within 30 days from today.
Please confirm in order to proceed.
Thanks for your understanding.
Paolo Federici

provate ad immaginare un mondo dove anche “tutti” i nostri concorrenti si comportassero analogamente!
Il lavoro tornerebbe ad essere degnamente retribuito.
Lo so, sono un inguaribile ottimista!

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E se il “corriere” perde una busta …

eh sì, sono cose che succedono!
Solo che quella busta conteneva il set completo di Polizze di Carico Originali relative ad una spedizione di merce (per via marittima).
Tale set andava presentato in banca per negoziare una lettera di credito del valore di qualche centinaia di migliaia di euro.
Il corriere si defila: d’altronde perdere una busta è una cosa che succede. Tra l’altro, le condizioni di trasporto evidenziano come NESSUNO TITOLO DI CREDITO possa essere spedito con corriere!
Migliaia di Spedizionieri e di Compagnie di Navigazione che si inviano Polizze di Carico Originali a vicenda tramite corriere … senza sapere che stanno operando “illegalmente”.
Ma il bello viene quando si va a richiedere un secondo set!
Non basta la dichiarazione di smarrimento rilasciata dal corriere.
Non basta la “denuncia” presentata ai carabinieri.
Non basta il fatto che le Polizze di Carico identifichino il destinatario e quindi nessun altro, pur in possesso dei documenti “persi”, potrebbe presentarsi a ritirare la merce.
La Compagnia di Navigazione, per emettere un secondo set di Polizze di Carico Originali, chiede una Polizza Fideiussoria per il valore della merce, con una validità di due anni.
La domanda, alla fine, è una sola: chi paga?
(Veramente, c’è anche un’altra domanda: come fare per evitare che una cosa del genere si ripeta?)
Paolo Federici

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Te l’avevo detto io …

avevamo concordato di avere il pagamento per il 3 di ottobre (dello scorso anno!), ma … riuscire a parlare con quel cliente era diventato impossibile.
E così ho cominciato a tempestarli di mail: “Egregi signori
Stiamo aspettando il pagamento della ns fattura da venerdì scorso
Prima ci avete chiesto una “copia per la banca” … e va bene
Poi ci avete chiesto di “compilare un vostro modulo” … e va bene
Poi ci avete detto che per lunedì pomeriggio avremmo avuto il bonifico
Poi ci avete detto che il bonifico lo avreste fatto martedì
Poi mercoledì … ci avete detto che la contabilità c’è solo al giovedì mattina
Oggi è giovedì e NON riusciamo a parlare con nessuno di voi
Possiamo vedere di sistemare la questione?”

Questa è solo una … ma le mie mail si contano a centinaia.
Secondo voi, mi sono preoccupato?
Ho bloccato tutto e buonanotte.
I containers sono rimasti fermi, con le soste che maturavano, il compratore che sbraitava, gli avvocati che mi minacciavano!
Il 23 luglio … quindi con oltre 9 mesi di ritardo, ci hanno pagato.
Con tanto di interessi.
Fine della storia
Paolo Federici

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sempre più difficile …

nuove normative per i trasporti eccezionali di merce destinata ai porti di Savona, Genova, La Spezia e Livorno

Gli enti proprietari delle strade hanno deciso l’applicazione di nuove prescrizioni che impongono grosse limitazioni al transito dei mezzi speciali/pesanti e che causano, di conseguenza, costi onerosi (nello specifico maggiore impiego di mezzi e personali, consumi, etc.) che gravano sui trasporti.

Va anche detto che per certe tipologie di merce (destinate all’esportazione e da imbarcarsi su navi break-bulk) non sarà più possibile raggiungere i porti del Tirreno ma dovremo spostare gli imbarchi sull’Adriatico.

Questo, ovviamente, comporterà un aggravio di costi sia per i trasporti terrestri che per i noli marittimi (soprattutto per le merci destinate nel continente americano!) rendendo, di conseguenza, meno competitive le aziende italiane.

Ma il problema sono gli immigrati, quindi … che ve lo dico a fare?

Paolo Federici

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l’onestà non paga!

mi chiedono di spedire un collo alto 455 cm. (largo 455, lungo 935, pesante 40 tons).
La fabbrica è in provincia di Trento.
La destinazione è di là dall’oceano!
Pensare di andare ad imbarcare dal mar Tirreno è improponibile, perché non è possibile avere i permessi stradali idonei (l’altezza massima consentita sulla tratta Trento-Livorno è 450 cm compresa l’altezza del camion. A parte che già il solo collo supera l’altezza massima consentita, aggiungendo l’altezza del pianale del camion che, per quanto sia bassa, è almeno di 20 centimetri, l’altezza globale diventa 475!)
Quindi non resta che valutare un imbarco dall’adriatico.
Proponiamo alcune soluzioni per imbarco da Venezia, da Chioggia e finanche da Porto Nogaro.
Il cliente (destinatario) che sta dall’altra parte dell’oceano, si lamenta: il nolo da Livorno è inferiore rispetto al nolo da Venezia (o Chioggia o Porto Nogaro).
Cerco di fargli capire che non è possibile raggiungere Livorno via strada con quelle misure, quindi il paragone non ha molto senso.
Preparo i permessi stradali (su Chioggia), prenoto la nave, coordino il tutto … ed all’ultimo momento il cliente mi chiama e mi “toglie” il mandato.
Un altro spedizioniere porterà quel collo a Livorno e lo imbarcherà facendogli pagare … di meno.
La domanda è: come ha fatto l’altro spedizioniere ad avere i permessi stradali?
E … li ha avuti in un tempo brevissimo.
Io una risposta ce l’avrei.
Sta di fatto che se avessero fermato il mezzo durante il trasporto, sia il mezzo che il carico sarebbero stati sequestrati risultando essere superiori all’altezza massima consentita.
Ma il vero risultato è che il cliente adesso è convinto che io sia incapace di fare il mio lavoro e che l’altro spedizioniere sia più bravo!
È vero: mi sarebbe bastato fare una dichiarazione falsa, dichiarando 420 cm. di altezza ed i permessi sarebbero stati concessi senza problema.
Ahi ahi, ancora una volta … abbiamo la prova provata che l’onestà non paga!
Paolo Federici

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se nemmeno più il CRO …

Cosa è il CRO? E’ il Codice di Riferimento Operazione.

Una volta i clienti ci mandavano la copia del bonifico: istruzioni date alla banca perché effettuasse il pagamento. Quando poi il pagamento NON arrivava, la banca si giustificava dicendo: “la copia che vi hanno trasmesso non è mai stata portata in banca, quindi noi non siamo responsabili”

Allora … abbiamo chiesto che i bonifici riportassero la firma della banca, a dimostrazione che l’ordine era stato effettivamente dato. Quando poi il pagamento NON arrivava, la banca si giustificava dicendo: “l’ordine di bonifico ce lo hanno dato, ma quando abbiamo controllato sul conto non c’erano fondi, quindi noi non siamo responsabili”

Allora … abbiamo chiesto che i bonifici riportassero il CRO (Codice di Riferimento Operazione). Questo codice era la prova certa che il bonifico fosse stato eseguito. La settimana scorsa, dopo aver rilasciato la merce … ci siamo accorti che un pagamento NON era arrivato, ma la banca si è giustificata dicendo: “nella nostra presa in carico è indicato che il nostro cliente ha comunque 24 ore di tempo per revocare l’ordine, quindi noi non siamo responsabili”

Però il cliente sostiene di NON aver revocato alcun ordine, ma che è stata la Banca (di sua iniziativa) a sospendere il pagamento (ma non poteva deciderlo PRIMA di assegnare il CRO!?).

Insomma, come devo fare per avere la certezza che un bonifico sia stato fatto, se adesso nemmeno più il CRO ha valore?

Lo so, basta aspettare che i quattrini arrivino “fisicamente” sul nostro conto, ma allora si innesta una spirale senza fine: il cliente non intende aspettare, se ci sono spese extra per la sosta della merce il cliente non le vuole pagare … alla fine siamo come color che son sospesi!

Paolo Federici

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E se un cliente non paga?

c’è un cliente che non ci paga.
Noi abbiamo eseguito il trasporto (di alcuni containers) correttamente e la merce è arrivata a destino.
Ma ovviamente NON la rilasciamo se prima non otteniamo i quattrini!
Ed intanto abbiamo scoperto che lo spedizioniere che gestiva i trasporti di quella ditta prima di noi … ha dei containers fermi (da tre mesi!) in attesa di essere pagato.
Risalendo indietro nel tempo, abbiamo trovato un altro spedizioniere che … ha dei containers fermi (da sei mesi!) in attesa di essere pagato.
Incuriosito ho fatto ulteriori ricerche ed ho scoperto che ci sono altri spedizionieri “precedentemente” coivolti.
Qual è il problema: che lo spedizioniere (noi e tutti quelli prima di noi!) oltre al nolo, deve pagare le soste senza nemmeno sapere se e quando le recupererà.
Ovviamente ci siamo rifiutati di gestire altre spedizioni.
Chissà chi sarà il prossimo a cadere nella rete.
Purtroppo non possiamo fare il nome della ditta truffaldina, perché violeremmo la legge!
Quindi, al solito, la legge protegge i disonesti e danneggia gli onesti.
Così va il mondo!
Paolo Federici

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