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SHIPPING, FORWARDING & LOGISTICS meet INDUSTRY

è iniziato oggi a Milano un grande convegno organizzato dal Propeller Club, nella prestigiosa sede di ASSOLOMBARDA.
Durerà due giorni ed affronterà tutte le diverse tematiche legate al mondo del trasporto e delle logistica.
Con un punto di base, ribadito da tutti i primi relatori: la ricerca dell’ALLENZA!
Alleanze e sinergie (come ha detto il Presidente del Propeller Club di Milano, Riccardo Fuochi) possono essere il trampolino di lancio per l’economia italiana.
Partendo dalla collaborazione tra porti ed interporti (piattaforme logistiche).
Betty Schiavoni (Presidente Alsea) lo ha detto chiaro: “il rapporto tra cliente e fornitore deve cambiare: i clienti non devono continuare a considerare i fornitori come un qualcuno da sfruttare, andando a cercare sempre il prezzo più basso. Il rapporto deve diventare una sinergia win-win: non ci si può limitare al fattore economico ma bisogna allargare la visuale. Le aziende che cercano solo il prezzo più basso sono destinate a ‘non crescere’. Il trasporto troppo spesso è considerato un ostacolo, un problema. Deve invece diventare un’opportunità, un vantaggio!”
E sarebbe ora di smetterla di continuare a vendere “ex works” … penalizzando le proprie merci (vendendo ex works l’esportatore italiano “perde” il controllo dei suoi prodotti) e penalizzando l’economia italiana (se il trasporto viene gestito dal compratore estero, questi lo affiderà ad un operatore estero, quindi i benefici andranno a finire nelle casse di qualche altro Stato).
Dove invece dovremmo impegnarci per una vera competizione (ha detto Marco Bucci, sindaco di Genova) è nella contraddizione Genova-Rotterdam. Più di un milione di containers ogni anno sbarcano a Rotterdam pur avendo merce destinata in Italia. Proprio per questo Genova ha deciso di investire 12 miliardi di euro in infrastrutture portuali.
D’altronde basta dare uno sguardo sull’altra sponda dell’Italia: Trieste è diventato il porto più importante d’Italia, visto che grazie alle sue infrastrutture ed ai suoi collegamenti ferroviari riesce a far transitare grandi quantità di merce destinate verso la Germania ed i paesi dell’Est Europa. Un numero su tutti: il 50 per cento delle merci che sbarcano a Trieste proseguono poi per la Germania.
Insomma se riuscissimo a potenziare (ed opportunamente collegare con idonee linee ferroviarie) i porti italiani (facciamo qualche nome? Gioia Tauro, La Spezia, Genova, Trieste) ecco che vedremmo aumentare i traffici, crescere le spedizioni, svilupparsi l’attività logistica …
Anche il Ministero dei Trasporti (rappresentato in sala da Mauro Coletta, delle direzione generale) ha insistito sul fatto che “la crescita economia dell’Italia passa attraverso i trasporti.”
Dall’impero romano, passando per le repubbliche marinare, arriviamo ai nostri giorni con un detto ancora valido: “la geografia è il nostro destino.”
Ad esempio, lo sapevate che per i servizi RO-RO, l’Italia è al secondo posto in Europa?
Certo ci sono anche i problemi da risolvere: l’emergenza trasporti eccezionali (ultimamente è sempre più difficile movimentare merci “heavy lift” sulle strade italiane. Va anche detto che la creatività italiana … si è attivata: il servizio fluviale sul Po per collegare la lombardia al porto di Marghera è oggi una bella realtà!).
L’appuntamento è per domani con altri importanti appuntamenti che spazieranno dal mondo universitario, a quello della regione lombardia, con interventi dei maggiori player del mondo delle spedizioni e della logistica ma anche, e soprattutto, del mondo delle aziende.
Ci vediamo domani?
Paolo Federici

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Unisci e licenzia

dal “divide et impera” siamo arrivati all’ “unisci e licenzia”.
Le tre maggiori compagnie di navigazione giapponese si uniscono in un’unica “nuova” compagnia.
Dov’è la novità?
Ormai le grandi menti imprenditoriali sanno fare solo quello: grandi fusioni societarie così da poter tagliare i costi e vendere i propri prodotti riducendo i prezzi.
Tagliare i costi vuol dire, semplicemente, licenziare!
Aumentando la disoccupazione e riducendo, di conseguenza, i salari dei “fortunati” che mantengono il posto di lavoro.
Sono finiti i tempi di Henry Ford, il fondatore della Ford Motor Company: lui gli stipendi ai suoi operai li aumentava. Perché così facendo sapeva che avrebbero poturo comprarsi le sue automobili.
Nel mondo dei trasporti bisognerebbe AUMENTARE i prezzi, anziché ridurre.
Aumentando, contestualmente, i posti di lavoro e gli stipendi.
Ma se l’unica cosa che tutti andiamo cercando è il prezzo più basso, non resta che chiudere con un altro proverbio sempre più attuale: “chi è causa del suo mal, pianga se stesso.”
Ci lamentiamo per l’invasione di prodotti cinesi … però poi li compriamo (perché costano meno).
Ci lamentiamo per la crescente disoccupazione dando la colpa … alla politica del Governo (quando invece è la nostra politica familiare, quella del cercare il prezzo più basso, la vera causa).
E non vediamo la plateale correlazione tra le due cose.
Paolo Federici

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Protesta, protesta … qualche cosa succederà!

bravo, ti sei portato avanti con il lavoro.
Hai cominciato a protestare per le mie tariffe (import) prima ancora di sapere cosa ti avrei chiesto.
Perché … tu lo sai che le tariffe import sono dei furti, ma a te non la si fa.
Purtroppo però la tua merce è arrivata in un container groupage gestito nel mio magazzino e quindi ti tocca pagare le mie tariffe.
Però io sono un buono e, senza nemmeno che me lo chiedessi, ti ho fatto uno sconto.
Pensavo che mi dicessi almeno grazie, invece niente: hai continuato a contestare.
“Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Ed io a spiegarti che trattandosi di merce groupage che hai comprato su base CIF, la scelta del vettore l’ha fatta l’esportatore in partenza.
E tu ad insistere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini? Io la voglio nel magazzino che scelgo io.”
Purtroppo non funziona così.
Ma tu imperterrito: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini? Io voglio usare un altro spedizioniere.”
Ed io a spiegarti che potevi scegliere chi volevi, solo che le tariffe non sarebbero cambiate.
Anziché addebitare le mie tariffe a te … avrei fatturato al tuo spedizioniere (che poi avrebbe rifatturato a te!).
E tu ad insistere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Ti ho mandato le nostre tariffe ufficiali per dimostrarti che ti avevo fatto lo sconto.
Ma tu continuavi a lamentarti perché secondo te lo sconto (del 20 per cento … assolutamente non dovuto ma benignamente concesso) era troppo poco.
Tu volevi spendere meno.
E siccome io non intendevo farti nessun ulteriore sconto, hai protestato con l’esportatore, che ha protestato con il mio agente, che mi ha chiesto delucidazioni.
E così sono partite decine di mails, coinvolgendo sempre più persone …
Per vedere di chiudere la questione ho deciso di applicare un ulteriore 10 per cento di sconto.
Ma tu ancora a chiedere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Insomma vorresti prendermi per sfinimento.
Com’è finita?
Che anziché sdoganare entro la fine di ottobre … sdoganiamo all’inizio di novembre.
Siccome è cambiato il cambio doganale la somma che devi pagare per dazio e iva … è aumentata.
Così dopo dieci giorni di discussioni oggi mi hai fatto il bonifico … per una somma superiore a quella che avresti dovuto pagare prima ancora di qualsiasi sconto.
Insomma hai avuto la tua merce dieci giorni dopo e pagando … di più!
Secondo me questa è la conferma che Einstein aveva ragione quando diceva: “due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, ma sull’universo ho ancora qualche dubbio.”
Paolo Federici

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La rivincita è un piatto che va mangiato freddo!

eh sì, l’altro spedizioniere è sempre più bravo.
Mi hai chiesto una quotazione per trasportare, fino in un particolare porto dell’Estremo Oriente, un macchinario che pesa più di sessanta tonnellate.
Ti ho spiegato che NON ci sono servizi “diretti” ma bisogna effettuare un trasbordo a Singapore.
Ma l’altro spedizionere invece è più bravo: ti ha quotato per il servizio diretto con una primaria Compagnia di Navigazione.
Naturalmente ad un prezzo inferiore al mio, è ovvio!
E poi?
Quando la nave è arrivata a Singapore … si è accorto che la primaria Compagnia di Navigazione NON è in grado di far proseguire la merce perché non ha servizio.
D’altronde nelle clausole scritte in piccolo, una tale possibilità era prevista/indicata, quindi non hai nemmeno diritto di lamentarti.
E allora sei tornato da me.
Ed io ti ho trovato la soluzione.
Che poi è la stessa che ti avevo proposto fin dall’inizio.
Solo che adesso (sommando quando hai pagato all’altro spedizioniere e quanto dovrai pagare a me) è la somma che fa il totale (come diceva Totò).
Sì, ti tocca pagare di più … ma, come suol dirsi, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
La cosa che mi fa veramente indignare è questa: se io faccio questo lavoro da quarant’anni e ti do un consiglio, forse varrebbe la pena di tenerne conto.
Continuare ad inseguire le chimere di chi è capace di proporti sconti improponibili per poi lasciarti in mezzo al guado (per non dire altro) può solo essere colpa tua.
Lo so: la prossima volta ci ricascherai!
Ed io sarò sempre lì, seduto sulla sponda del fiume, ad aspettare.
Alla prossima
Paolo

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Nove pallottole per il Presidente

il nuovo libro di Paolo Federici è stato presentato sabato 2 dicembre a Milano (inizio ore 19.30), presso “Le Libragioni” (via Bardelli 11 angolo via Pacini – MM2 Lambrate):

Uno spedizioniere internazionale viene coinvolto in un intrigo legato ad un traffico di armi e si improvvisa investigatore.
Arriverà a scoprire la verità?

(Vuoi leggere la prima parte … e poi decidere se acquistarlo? Basta un CLICK!)

breve recensione
due storie si intersecano: una storica ed una di fantasia.
Sono fatti storici la vita e la morte di Ken Saro Wiwa, rivoluzionario nigeriano che oserei considerare una specie di Che Guevara africano.
Ha lottato per il suo popolo (gli Ogoni) contro lo strapotere della compagnie petrolifere in una Nigeria dove la corruzione aveva raggiunto livelli inimmaginabili.
Tanto è vero che lo hanno condannato a morte sulla base di accuse totalmente false!
La “storia” però poi gli ha dato ragione: la Shell è stata condannata a pagare quindici milioni di dollari ai suoi eredi.
Ma è un fatto storico anche il premio nobel per la letteratura dato a Wole Soyinka, scrittore nigeriano.
E sono fatti storici quelli legati ai ricambi di presidenti nigeriani nel corso degli anni e dei diversi colpi di stato.
Dove invece spazia la fantasia è nel mondo dei trasporti marittimi: uno spedizioniere italiano (insomma, uno che fa lo stesso lavoro che faccio io!) si ritrova nel ruolo di investigatore dopo aver scoperto che una cassa, affidatagli per essere trasportata in Nigeria, anziché pezzi di ricambio, conteneva armi!
Ecco dunque il filo conduttore che lega la storia di Ken Saro Wiwa alla fantasia … dell’autore!
Ma ecco anche il racconto di cosa fossero i trasporti marittimi negli anni ottanta: c’è la vita di tutti i giorni in una casa di spedizione, ma anche quella in una agenzia marittima. C’è il racconto dello sviluppo dei servizi navali con il passaggio dalle vecchie carrette del mare alle moderne navi portacontainer. Con un po’ di nostalgia per quei tempi, quando il settore era in continua crescita ed il lavoro non mancava.
Al giorno d’oggi assistiamo a tutta una serie di “investigatori” atipici: oltre ai soliti commissari, poliziotti, carabinieri, abbiamo medici, preti, suore, casalinghe, scrittori …
Insomma, uno spedizioniere internazionale ancora non si era affacciato all’orizzonte e quindi mi è sembrato giusto proporlo.
Tra l’altro lo stesso protagonista di questo libro sarà anche protagonista di un altro giallo, sempre legato al mondo dei trasporti marittimi.
Per finire, forse, con una trilogia.
Ma prima di tutto dovrete dirmi se questo libro … vi è piaciuto e se il “filone” può essere interessante ed adeguatamente sviluppato.
Come per il gatto di Schrodinger, il prossimo libro esiste e contemporaneamente non esiste.
Sta all’osservatore (il lettore) decidere cosa trovare nella scatola del prossimo futuro!
Quindi la prima cosa da fare … è leggere “Nove pallottole per il Presidente”, e poi ne riparliamo!

Paolo Federici

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looking always for the … lowest?

quoting a PROJECT CARGO transport is sometimes difficult and price can vary as many variable can be involved:

– the first important point to know is the PERIOD OF SHIPMENT: if cargo is ready we can look for an available sailing and get a “special” rate (something like a “last minute” price!) but if the readiness is expected much later, it’s hard to know which vessels, which chances, which solutions will be available at that far future time! For example: for one shipment, we got a freight rate from a shipping line for 15.000 dollars, but subject to a “minimum” inducement of 150.000 dollars. Meaning that if at time of readiness they have OTHER cargo for the same destination, they can accept to ship the cargo against payment of the 15.000 dollars seafreight. But if they have no other cargo, they will accept to ship the cargo only against payment of 150.000 dollars … meaning ten times more! How can we GRANT to our client a seafreight rate NOW?

– then we have to look for LINER regular services, knowing that a TRAMP vessel can be made available at a totally different price. LINER is normally more expensive then TRAMP, but LINER is anyway granting hook/hook (liner) terms, while TRAMP is quoting on FIOS terms, so that a diffference (sometimes an important difference) can be involved. Not to forget that a LINER freight is kept valid for a longer period, while a TRAMP offer can be valid for a few “hours” only, thence needing a very urgent and immediate decision to be intaken. I have been facing problems when I quoted a certain freight for a specific vessel ready to load but asking for reply within 24 hours. Then maybe after two weeks, the client went back to me requesting to keeping THAT freight rate valid, when the market was … demanding double then that!

– most of the times clients keep your offer valid if the market rates are increasing (“you quoted me 50.000 so that NOW you have to stick to 50.000 …” are they complaining!) while they ask for reduction is the market rates are decreasing (“it is true that you quoted me 50.000, but now the market is offering 35.000, so that you have to adjust your quote to the market situation …” is their assumption!)

It is thence important when quoting to state the validity of the price: “my quote is valid until … (one month from now?)” but adding: “for acceptance of the price within …. (one week from now?).”

It’s like to say: “I engage myself to handle your transport at that fixed price even if you will be ready with the cargo much later on, but YOU engage yourself “now” to entrust me for the transport”.

This is a double warranty: the client is safe as he knows that he will pay that FIXED price with no surprise. We are safe, as we know that we will handle that transport for sure at that “fixed” price, not having to start a bargaining operation at the last moment. And, most important, we can be working more seriously on all the relevant issues like road permits, documentation, contacts with owners, pre-bookings … and so on.

Suggestion: don’t look just for the lowest price! Engage yourself with the most professional and experienced people!

And be ready to pay the right price …!

Paolo Federici

(today celebrating 40 years in the freight forwarding business)

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GOOD, FAST, CHEAP

nowadays, after I have been granting my “offer” (for transport of goods between Italy and any foreign Country) to the clients, many times I receive back the advise that OTHERS quoted less then us
I am sure you know the good-fast-cheap triangle

We are used to avoid the too cheap offers as then the service will be neither good nor fast
Don’t forget that WHATEVER price you get there is always somebody else able to quote less
We are used to grant the most “serious” and trustable service/price
Then if the client is just looking for the LOWEST price, then it is not the kind of client we are prepared to assist
Unless he is prepared to get the worst service too
The world is full of clients looking for the LOWEST price
After 40 years handling transport and logistics, I have come out to the decision NOT to participate in the game of “who charges less, wins”
My client work with me because they trust me, because I assist them, and for a number of reason you can read here in this old article I published long time ago

I am sorry to say that we are unable to grant the LOWEST price.
We are ready to offer the BEST service, that’s for sure.
In 25 years of activity, the shipment entrusted to us suffered no damage, no problems, no dispute.
We are always trying to give the HIGHEST service!
We are always used to give the BEST assistance, QUICK answers to any requirement, keeping the situation under control, dealing with the shipping line for obtaining the documentations asap, keeping our agent informed of the situation.
We are used to issue our own HB/L, which are accepted from the banks, which are registered in Italy (many of our competitors have HB/L registered in Cayman Island or in Bahamas, so that when you should face a problem you can forget about a serious solution!)
We always try to find not only the first sailing vessel but also the one offering the smoothest transit time.
If we are requested to collect money on your behalf, or to issue clean on board bill of lading ONLY when there are no remarks, or NOT to discover reserved information concerning the traffic … and so on, you can trust us!
BUT we are UNABLE to find just the LOWEST freight rate!
Sorry for this but – believe me – my intention is to grant you the BEST service, without being able to grant the LOWEST rate!
Your comments are most welcome
Paolo Federici

P.S.: lately, with the falling of HANJIN who was used to grant the LOWEST RATE, the risk of working with the supplier just granting the LOWEST RATE should be more clear!

and more to come: CLICK

 

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