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nuove regole per spedire in India

nel mio volume “Il Trasporto Marittimo” spiego cosa vada riportato nelle Polizze di Carico alla voce DESCRIPTION OF CARGO:
“considerando che su una stessa nave viaggiano tantissime merci diverse tra loro, è necessaria una chiara descrizione della merce afferente ad una particolare Polizza di Carico (BILL OF LADING). Non basta una qualche descrizione sommaria che potrebbe rendere difficile l’identificazione di una singola partita di merce. Pertanto sono necessarie, oltre alla indicazione della TIPOLOGIA della merce, altre CINQUE informazioni basilari: la TIPOLOGIA dell’imballo dei colli (siano essi casse, pallets, gabbie, fasci, fusti … etc), il NUMERO dei colli stessi, il PESO lordo, l’UNITA’ DI MISURA del peso stesso (questo perché in alcuni Stati, come gli USA, ad esempio, si utilizzano le libbre anziché i chili) e (la cosa più importante di tutte) le MARCATURE che devono essere chiare ed univoche.”

L’India ha deciso che vengano indicati anche i riferimenti della FATTURA DI COMPRAVENDITA (quella che regola il rapporto tra chi compra e chi vende).
Premesso che contratto di trasporto (rappresentato dalla Polizza di Carico) e contratto di compravendita (rappresentato dalla Fattura di vendita) sono due cose separate, nulla vieta di fare riferimento al NUMERO della fattura (o al numero della Lettera di Credito).
Diverso è il caso in cui venga riportato nella Polizza di Carico anche il VALORE della merce.
Riportando il VALORE della merce nella Polizza di Carico vengono meno i “limiti di responsabilità” del vettore: la responsabilità (in caso di danno, perdita o altro) perde ogni limite ed il vettore diventa responsabile per l’INTERO VALORE dichiarato.
Pertanto, il mio suggerimento è di evitare di indicare il VALORE della merce nella Polizza di Carico e la soluzione è quella di chiedere all’agente indiano che provveda lui all’emissione della Polizza di Carico, così sarà lui ad assumersi ogni e qualsivoglia responsabilità nel caso di danni
Altrimenti, si può indicare il VALORE ma contestualmente si predispone una copertura assicurativa “ALL RISK” ed il costo di tale “assicurazione” lo si fa pagare al cliente!
Se invece volete attenervi alle disposizioni indiane, senza tutelarvi adeguatamente, sappiate che state rischiando grosso.
E, come suol dirsi, uomo avvisato …
Paolo Federici

L’art. 5 della Convenzione di Convenzione internazionale su l’unificazione di alcune regole in materia di polizza di carico (“Regole dell’Aja”), con protocollo di firma (Brussels, 25 agosto 1924) dice infatti: A meno che la natura e il valore delle merci siano stati dichiarati dal caricatore innanzi l’imbarco e che questa dichiarazione sia stata inserita nella polizza di carico, il vettore e la nave non sono in nessun caso responsabili delle perdite o dei danni recati alle merci o concernenti queste ultime per una somma superiore a 666,67 unità di conto per collo o unità o 2 unità di conto per chilogrammo di peso lordo delle merci perse o avariate, tenuto conto che è applicabile il limite più elevato.

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una notte di mezza estate

mentre la maggior parte degli italiani è in ferie … eccoci a gestire un trasporto eccezionale, in notturna, per un macchinario da 500 quintali

questa volta le operazioni vengono effettuate nel porto di Monfalcone …

La nave è attesa domani, per caricare.

Altre foto … a breve

Paolo Federici

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Te l’avevo detto io …

avevamo concordato di avere il pagamento per il 3 di ottobre (dello scorso anno!), ma … riuscire a parlare con quel cliente era diventato impossibile.
E così ho cominciato a tempestarli di mail: “Egregi signori
Stiamo aspettando il pagamento della ns fattura da venerdì scorso
Prima ci avete chiesto una “copia per la banca” … e va bene
Poi ci avete chiesto di “compilare un vostro modulo” … e va bene
Poi ci avete detto che per lunedì pomeriggio avremmo avuto il bonifico
Poi ci avete detto che il bonifico lo avreste fatto martedì
Poi mercoledì … ci avete detto che la contabilità c’è solo al giovedì mattina
Oggi è giovedì e NON riusciamo a parlare con nessuno di voi
Possiamo vedere di sistemare la questione?”

Questa è solo una … ma le mie mail si contano a centinaia.
Secondo voi, mi sono preoccupato?
Ho bloccato tutto e buonanotte.
I containers sono rimasti fermi, con le soste che maturavano, il compratore che sbraitava, gli avvocati che mi minacciavano!
Il 23 luglio … quindi con oltre 9 mesi di ritardo, ci hanno pagato.
Con tanto di interessi.
Fine della storia
Paolo Federici

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Project Cargo Network Magazine

ed anche a luglio 2019 … abbiamo la prima di copertina



come già … nel 2018



ed anche nel 2017

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notte brava ad Ancona

ecco alcune foto del trasporto “eccezionale” notturno effettuato per raggiungere il porto di Ancona.
A breve … altre foto della nave e dell’imbarco!
Stay tuned!

Paolo Federici

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Break Bulk 2019

ed anche quest’anno il “tour de force” è passato: tre giorni intensi di incontri in quel di Brema (21-23 maggio), dove si è tenuta la fiera del BreakBulk.

Negli anni passati queste kermesse era il fiore all’occhiello di Anversa!

L’anno scorso l’avevano trasferita a Brema e questo ha creato un po’ di scompiglio: c’era chi avrebbe preferito restasse ad Anversa e chi invece vedeva di buon occhio il cambio.

Sta di fatto che … il prossimo anno ci saranno due fiere del BreakBulk, una in aprile ad Anversa ed una a maggio a Brema!

Ovviamente partecipare ad entrambe diventa complicato e così sarà necessario fare una scelta!

Mi immagino le difficoltà per gli espositori che dovranno valutare se partecipare ad entrambe con un doppio costo (e la partecipazione come espositore ad una fiera del genere è sempre molto oneroso) oppure dovranno optare per una delle due!

Se posso esprimere un parere, raggiungere Anversa è molto più semplice che non raggiungere Brema!

Basta prendere un volo diretto da Milano su Bruxelles e poi il collegamento dall’aeroporto di Bruxelles alla fiera di Anversa è garantito con un treno che passa frequentemente e che impiega circa mezz’ora.

Andare a Brema invece è più complicato in quanto non esistono voli diretti e bisogna perdere almeno mezza giornata dovendo fare scalo in qualche altro aeroporto tedesco.

Tra i vari stand, ne ho notati diversi preparati dai porti italiani: c’era quello di Genova (associato con Savona e Voltri), quello di La Spezia (associato con Marina di Carrara), quello di Monfalcone … e poi Venezia e Chioggia!

E Taranto.

Quello che mi ha colpito è stato uno degli stand più grandi di tutta la fiera: una grossa scritta campeggiava sull’intera area, Ports of Spain.

In un unico spazio si ritrovavano tutti i diversi porti spagnoli!

Ecco dunque la domanda: perché anche noi italiani non impariamo a fare comunione di intenti?

Non sarebbe molto meglio avere un unico grande spazio dove far coesistere i rappresentanti dei tanti porti italiani?

Concludo dando i numeri dell’edizione 2019: 550 stand, oltre 10.000 visitatori, in rappresentanza di innumerevoli società legate al mondo del trasporto e della logistica, provenienti da 150 Paesi.

Sarà interessante vedere come si suddivideranno … il prossimo anno!

Paolo Federici

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contratto di trasporto e contratto di compravendita

poi, alla lunga, uno si stufa anche di spiegarlo!
Ed anche oggi ecco il cliente che mi dice: “io ho comprato a condizioni DDP, quindi io non devo pagare i Dazi d’importazione.”
Che dire?
Ha ragione!
Però vediamo di capirci:
Una cosa è il contratto di compravendita (regolamentato dagli Incoterms) che determina il rapporto tra chi vende e chi compra.
Una cosa è il contratto di trasporto (rappresentato dalla Polizza di Carico) che regolamenta il rapporto tra il committente ed il vettore.
Io (vettore) devo attenermi alle condizioni del contratto di trasporto e se nella polizza di carico è indicato “duty, storage, destination charges for account of consignee” non mi resta altro da fare che chiedere all’importatore di pagare dazio, soste e spese a destino!
Di quelle che sono le condizioni stipulate nel contratto di compravendita, non sono proprio tenuto a risponderne.
Semmai l’importatore avrà tutto il diritto di reclamare con il venditore in quanto le condizioni “di trasporto” non rispecchiano quelle del contratto “di compravendita”.
Ma non deve venirlo a dire a me!
Ed invece insiste: “io ho comprato a condizioni DDP, c’è qui una fattura che lo comprova, quindi non devo pagare nessun dazio …”
Come fargli capire che ha sbagliato indirizzo?
Che non deve contestare con me, ma con il venditore con il quale ha stipulato il contratto di compravendita?
Che, per quanto mi riguarda, fa testo il contratto di trasporto e quindi io devo incassare dazio, soste e spese di destino … prima di rilasciare la merce.
Insomma, provi ad andare in dogana a dire “io non pago il dazio perché ho qui una fattura che riporta le condizioni DDP.”
Poi vedrà cosa gli rispondono!
Alla prossima.
Paolo Federici

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