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Hitler’s latest hoax

pcn_oper_cher

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2 marzo 2020 · 5:29 pm

a gratis?

mi sono stufato di preparare preventivi “a gratis”.
Soprattutto con quelli che me ne chiedono a decine e poi non mi confermano mai nessun lavoro!
Certo, magari è colpa mia perché oggi tutti chiedono sempre e solo il prezzo più basso ed io non sono capace di offrirlo sempre e comunque.
Ma … nel 2019 il fatturato della mia azienda è aumentato del 50 per cento rispetto al 2018.
Allora forse la verità sta nel mezzo: ci sono clienti che si affidano a noi perché sanno apprezzare i nostri servizi anche se talvolta possiamo risultare un po’ più cari rispetto ad altri.
E, alla lunga, come dice un vecchio adagio: “chi più spende meno spende”.
Perché spesso aver pagato troppo poco diventa un’arma doppio taglio: per rimediare ai problemi che insorgono, ci si trova a dover mettere mano al portafogli e rimetterci alla grande.
(Sì, avrei tanti esempi da riportare … ma non fatemi dilungare troppo, oggi!)
Comunque, a chi mi chiede troppe quotazioni e poi non mi conferma mai niente, da oggi scrivo così:

dear *****
considering that during the entire past year (2019) we have submitted you many many quotes and not one single order has been entrusted to us, and considering that preparing a quote is meaning work and time and costs, and we cannot continue to work for “nothing”, we have decided NOT to grant any more quote for FREE.
We are prepared to dedicate our time and efforts and work to study the possible solution and submit a proper detailed quote against payment of 250 euros which will be reimboursed if the shipment will be entrusted to us.
Please authorize us to issue the invoice for euro 250 and we will start working on your request immy.
It goes without saying that if the order will be NOT confirmed, the euro 250 will have definitely to be paid to us within 30 days from today.
Please confirm in order to proceed.
Thanks for your understanding.
Paolo Federici

provate ad immaginare un mondo dove anche “tutti” i nostri concorrenti si comportassero analogamente!
Il lavoro tornerebbe ad essere degnamente retribuito.
Lo so, sono un inguaribile ottimista!

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Gratis … et amore Dei

in questo nuovo mondo internettiano ci siamo abituati ad avere tutto gratis.
Vuoi leggere un giornale? Lo trovi “on line” e puoi fare a meno di comprarlo (quindi i giornali non vivono più grazie al sostegno di chi li acquista per leggerli, ma si nutrono di pubblicità. Il “bravo” giornalista è quello capace di far affluire più pubblicità che non più lettori. Ma allora lo stesso concetto di “giornalista” perde il suo significato originario.)
Vuoi conoscere le ultime notizie? Ti basta accendere la TV. C’è un “canone” da pagare, ma quei soldi vanno solo ad un ente (la RAI), tutti gli altri canali sono “gratis” (vabbè, ti puoi abbonare a Sky … ma restano comunque centinaia di canali “gratis”), quindi nella stragrande maggioranza vivono solo del sostegno della pubblicità. E la pubblicità sceglie i programmi più seguiti. Ed i programmi più seguiti sono anche quelli dove il livello “culturale” scende per adeguarsi all’analfabetismo dilagante, aiutando a far crescere generazioni sempre più ignoranti (nel senso … “che ignorano”)
Hai bisogno di cure? Ormai sei abituato ad avere tutto gratis, medico, visite, esami, assistenza (sì, può esserci talvolta un minimo contributo – ticket – da versare, ma è comunque poca cosa).
Vuoi avere un profilo facebook, twitter, istagram? Ovviamente è tutto gratis!
Ma possibile che non si paghi mai niente?
I giocatori di poker dicono: “Se non riesci a individuare il pollo nella prima mezz’ora di gioco, allora il pollo sei tu!”
Se non riusciamo a capire che NON possiamo avere tutto gratis, abbiamo un problema!
Passo le giornate a cancellare e.mails (in arrivo)!
Dovevano semplificarci la vita: le e.mail, intendo!
Invece ce l’hanno invasa (questa sì che è un’invasione!).
Alla faccia della privacy.
Mediamente ricevo 500 e.mail al giorno.
Di queste almeno 450 sono … totalmente inutili (e non sto parlando dello “spam”: per quello c’è già un anti-spam attivo!).
Tanto per chi le manda sono “gratis”!
Le altre 50 sono per lo più richieste di preventivi (la mia società gestisce trasporti e spedizioni internazionali e quindi il primo passo è rispondere alla richiesta di quotazione!).
Preparare un preventivo non è un lavoro da poco, non ci sono semplici “algoritmi” da attivare.
Ogni richiesta ha una storia a sè, che comporta ricerca, studio, calcolo, elaborazione, preparazione …
Tutti lavori da farsi in maniera assolutamente gratuita.
Se il cliente accetterà il mio preventivo, noi saremo incaricati di eseguire quel trasporto (e allora “porteremo a casa” un qualche guadagno!).
Se altri avranno elaborato una quotazione più interessante (leggi: “ad un prezzo più basso”), saranno “altri” ad eseguire il trasporto.
Vista la “gratuità” del servizio “preventivi”, i clienti ci sguazzano: mandare una mail con la richiesta di preventivo ad un solo spedizioniere oppure a dieci diversi o magari a cinquanta … non è un problema.
Che poi 49 lavorino per niente e solo 1 riesca ad ottenere l’ordine fa parte del gioco.
Un gioco a perdere.
Giocare a chi fa meno non è un gioco che mi piaccia più tanto.
Ma qual è l’alternativa?
Far pagare i preventivi!
Ma vi pare una soluzione possibile?
Chi è che paga un abbonamento ad un giornale “on line” quando può avere le notizie gratis?
Però se vai da un avvocato a chiedere un consulto, lo paghi, indipendentemente che poi tu decida di affidare a lui quella particolare causa che ti vede coinvolto!
Se vai da un luminare della medicina, lo paghi, indipendentemente che poi tu decida di farti operare da lui!
Se hai bisogno del notaio, non è che puoi metterti a chiedere preventivi a destra e manca: i prezzi si equiparano.
Ecco, una volta i prezzi dei trasporti si equivalevano e allora risultava vincente chi riusciva ad offrire il miglior servizio (nel caso dei trasporti, il transit time più veloce, il numero di partenze più frequente, finanche le navi più moderne, il minor numero di scali intermedi, la precisione nel preparare i documenti necessari per negoziare un credito …).
Siamo sicuri che oggi, dove la variante determinante è diventata il prezzo, sia meglio?
Sento (e vedo, e leggo …!) le pubblicità: tutte concentrate sul prezzo, sullo sconto massimo, sull’anticipo minimo, sulla dilazione più lunga.
Nel nostro settore, lo spedizioniere da architetto del trasporto è diventato sempre più “finanziatore” del cliente, anticipando i costi (soprattutto per quanto riguarda i noli, ma anche per dazi ed iva all’importazione!).
Praticamente ci viene richiesto di fare da banca senza però avere la possibilità di addebitare interessi (o di chiedere garanzie e depositi cauzionali!).
E allora dobbiamo avere il coraggio di scegliere e di farci scegliere: io voglio clienti che non mi trattino da banca e voglio essere scelto perché il mio servizio è “migliore”.
Chiedo troppo?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Intanto posso dirvi che quest’anno chiuderemo con un aumento del fatturato del quaranta per cento.
Forse c’è ancora speranza.
(Ah, dimenticavo, negli ultimi 10 anni non abbiamo avuto alcun “danno”, perdita e/o mancanza relativamente alle merci affidate alla nostra società per il trasporto. Sarà solo una questione di fortuna? Ma anche la fortuna “audaces iuvet”, come dicevano i latini. O anche “all you need is FORTUNE” come recita il nostro slogan!)
Paolo Federici

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se nemmeno più il CRO …

Cosa è il CRO? E’ il Codice di Riferimento Operazione.

Una volta i clienti ci mandavano la copia del bonifico: istruzioni date alla banca perché effettuasse il pagamento. Quando poi il pagamento NON arrivava, la banca si giustificava dicendo: “la copia che vi hanno trasmesso non è mai stata portata in banca, quindi noi non siamo responsabili”

Allora … abbiamo chiesto che i bonifici riportassero la firma della banca, a dimostrazione che l’ordine era stato effettivamente dato. Quando poi il pagamento NON arrivava, la banca si giustificava dicendo: “l’ordine di bonifico ce lo hanno dato, ma quando abbiamo controllato sul conto non c’erano fondi, quindi noi non siamo responsabili”

Allora … abbiamo chiesto che i bonifici riportassero il CRO (Codice di Riferimento Operazione). Questo codice era la prova certa che il bonifico fosse stato eseguito. La settimana scorsa, dopo aver rilasciato la merce … ci siamo accorti che un pagamento NON era arrivato, ma la banca si è giustificata dicendo: “nella nostra presa in carico è indicato che il nostro cliente ha comunque 24 ore di tempo per revocare l’ordine, quindi noi non siamo responsabili”

Però il cliente sostiene di NON aver revocato alcun ordine, ma che è stata la Banca (di sua iniziativa) a sospendere il pagamento (ma non poteva deciderlo PRIMA di assegnare il CRO!?).

Insomma, come devo fare per avere la certezza che un bonifico sia stato fatto, se adesso nemmeno più il CRO ha valore?

Lo so, basta aspettare che i quattrini arrivino “fisicamente” sul nostro conto, ma allora si innesta una spirale senza fine: il cliente non intende aspettare, se ci sono spese extra per la sosta della merce il cliente non le vuole pagare … alla fine siamo come color che son sospesi!

Paolo Federici

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E se un cliente non paga?

c’è un cliente che non ci paga.
Noi abbiamo eseguito il trasporto (di alcuni containers) correttamente e la merce è arrivata a destino.
Ma ovviamente NON la rilasciamo se prima non otteniamo i quattrini!
Ed intanto abbiamo scoperto che lo spedizioniere che gestiva i trasporti di quella ditta prima di noi … ha dei containers fermi (da tre mesi!) in attesa di essere pagato.
Risalendo indietro nel tempo, abbiamo trovato un altro spedizioniere che … ha dei containers fermi (da sei mesi!) in attesa di essere pagato.
Incuriosito ho fatto ulteriori ricerche ed ho scoperto che ci sono altri spedizionieri “precedentemente” coivolti.
Qual è il problema: che lo spedizioniere (noi e tutti quelli prima di noi!) oltre al nolo, deve pagare le soste senza nemmeno sapere se e quando le recupererà.
Ovviamente ci siamo rifiutati di gestire altre spedizioni.
Chissà chi sarà il prossimo a cadere nella rete.
Purtroppo non possiamo fare il nome della ditta truffaldina, perché violeremmo la legge!
Quindi, al solito, la legge protegge i disonesti e danneggia gli onesti.
Così va il mondo!
Paolo Federici

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altro che Nostradamus …!

Le masse saranno sempre al di sotto della media.
La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci.
Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi.
Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze.
Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento.
L’adorazione delle apparenze si paga.
(da “Frammenti di diario intimo” 12 giugno 1871 – Henri-Frédéric Amiel (1821 – 1881), filosofo, poeta e critico letterario svizzero.)

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Protesta, protesta … qualche cosa succederà!

bravo, ti sei portato avanti con il lavoro.
Hai cominciato a protestare per le mie tariffe (import) prima ancora di sapere cosa ti avrei chiesto.
Perché … tu lo sai che le tariffe import sono dei furti, ma a te non la si fa.
Purtroppo però la tua merce è arrivata in un container groupage gestito nel mio magazzino e quindi ti tocca pagare le mie tariffe.
Però io sono un buono e, senza nemmeno che me lo chiedessi, ti ho fatto uno sconto.
Pensavo che mi dicessi almeno grazie, invece niente: hai continuato a contestare.
“Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Ed io a spiegarti che trattandosi di merce groupage che hai comprato su base CIF, la scelta del vettore l’ha fatta l’esportatore in partenza.
E tu ad insistere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini? Io la voglio nel magazzino che scelgo io.”
Purtroppo non funziona così.
Ma tu imperterrito: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini? Io voglio usare un altro spedizioniere.”
Ed io a spiegarti che potevi scegliere chi volevi, solo che le tariffe non sarebbero cambiate.
Anziché addebitare le mie tariffe a te … avrei fatturato al tuo spedizioniere (che poi avrebbe rifatturato a te!).
E tu ad insistere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Ti ho mandato le nostre tariffe ufficiali per dimostrarti che ti avevo fatto lo sconto.
Ma tu continuavi a lamentarti perché secondo te lo sconto (del 20 per cento … assolutamente non dovuto ma benignamente concesso) era troppo poco.
Tu volevi spendere meno.
E siccome io non intendevo farti nessun ulteriore sconto, hai protestato con l’esportatore, che ha protestato con il mio agente, che mi ha chiesto delucidazioni.
E così sono partite decine di mails, coinvolgendo sempre più persone …
Per vedere di chiudere la questione ho deciso di applicare un ulteriore 10 per cento di sconto.
Ma tu ancora a chiedere: “Perché la mia merce è nei vostri magazzini?”
Insomma vorresti prendermi per sfinimento.
Com’è finita?
Che anziché sdoganare entro la fine di ottobre … sdoganiamo all’inizio di novembre.
Siccome è cambiato il cambio doganale la somma che devi pagare per dazio e iva … è aumentata.
Così dopo dieci giorni di discussioni oggi mi hai fatto il bonifico … per una somma superiore a quella che avresti dovuto pagare prima ancora di qualsiasi sconto.
Insomma hai avuto la tua merce dieci giorni dopo e pagando … di più!
Secondo me questa è la conferma che Einstein aveva ragione quando diceva: “due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, ma sull’universo ho ancora qualche dubbio.”
Paolo Federici

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