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un po’ di pessimismo?

ti chiedono una quotazione per un trasporto.
Tu elabori la tua offerta, indichi CHIARAMENTE cosa comprende e cosa esclude, definisci CHIARAMENTE le condizioni di pagamento (30 gg data fattura).
Ottieni il mandato di spedizione, esegui il tuo compito con la professionalità necessaria.
Mandi la tua bella fattura e aspetti i 30 giorni.
Dopo la scadenza dei 30 giorni inizi a sollecitare il pagamento.
Dopo diversi solleciti ricevi una comunicazione alquanto seccata: il cliente ti dice che loro pagano a 90 giorni.
Provi a spiegargli che gli accordi erano diversi, che le “condizioni di pagamento” erano state indicate chiaramente, che anche telefonicamente avevi fatto presente come il pagamento dovrebbe avvenire contestualmente alla partenza della merce ma che eccezionalmente gli concedevi i 30 giorni.
Ma loro sanno solo ribadire che la loro “policy” aziendale prevede i pagamenti a 90 giorni.
Anche se la legge italiana stabilisce che i pagamenti debbano avvenire entro un massimo di 30 giorni … chi sono io per chiedere il rispetto degli accordi presi ed il rispetto della legge?
Siamo in Italia, no? Ed allora ognuno fa quello che gli pare.
Soprattutto loro, quando sono grandi e grossi e possono fregarsene beatamente di te e degli impegni presi.
Vado a denunciarli?
Così anziché avere il pagamento a 90 giorni, dovrò aspettare 10 anni?
Tanto vale mettersi il cuore in pace e digerire amaro.
Continuando a vivere in un Paese senza futuro.
Paolo Federici

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Indignatevi, mi raccomando!

il divertimento massimo, oggigiorno, sembra proprio essere quello di postare articoli inventati per stimolare la rabbia di chi legge.
Così lo stress aumenta, cresce il sentimento di odio, si incrementa la voglia di “fare del male” (arrivando ad invocare punizioni fisiche e finanche la pena di morte) ed intanto qualcuno ci guadagna.
La maggior parte dei postatori di bufale si stanno arricchendo alle nostre (forse sarebbe più corretto dire “alle vostre”) spalle.
Più noi ci indigniamo e più “clicchiamo” e condividiamo.
E questo “cliccare” e “condividere” è una fonte alla quale si stanno abbeverando in tanti, alla grande!
Non vi dico chi sia il più furbo di tutti, quello che per primo ha capito il potenziale di ricchezza che questo sistema poteva generare.
Ma se siete intelligenti, lo capirete da soli.
Vi do un indizio: “massima condivisione” è il suo invito diventato un tormentone.
Forse anziché prendersela con i “contenuti” degli articoli (ed evitando di emettere giudizi sommari, anche se ormai i processi si fanno su facebook e non più nei tribunali!) bisognerebbe smetterla di fare gli untori, spargendo odio a destra e manca.
Ma una recente ricerca ha stabilito che solo il tre per cento della popolazione che vive su facebook PRIMA di condividere qualcosa fa un’accurata ricerca per verificare se il contenuto sia vero (ricerca che nel 99 per cento dei casi dimostra come il “contenuto” da condividere sia in effetti una bufala).
Per questo io da tempo su facebook non ci sono più!
Paolo Federici

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TRE: numero perfetto!

ogni giorno mi ritrovo a dover preparare decine (per non dire “centinaia”!) di OFFERTE di trasporto!
D’altronde è fin troppo facile CHIEDERE di preparare una quotazione, soprattutto fintanto che tale richiesta comporta l’obbligo di dare una risposta totalmente gratuita!
Al “cliente” invece cosa comporta?
Deve solo preparare una MAIL con la richiesta … e poi fare un po’ di “spam”, mandandola in giro a diversi possibili fornitori!
Tanto, mandare una sola mail oppure mandarne cento, comporta esattamente lo stesso “sforzo”.
Che poi i “cento” recettori della mail debbano “lavorare” per formalizzare la quotazione sapendo che 99 di loro resteranno a bocca asciutta, fa parte del gioco.
Ho deciso di non sottostare più a questa iniqua legge di mercato!
Una prima quotazione GRATIS la faccio, certamente.
Magari anche una SECONDA.
E forse una TERZA.
Ma poi basta.
Immaginatevi cosa succederebbe se TUTTI facessero come me: il cliente, dopo aver mandato 100 richieste di quotazione (la prima volta) ed averne accettato UNA, dopo averne mandato altre 100 (la seconda volta) ed averne accettata UNA, dopo averne mandato altre 100 (la terza volta) ed averne accettata UNA … alla quarta volta riceverà SOLO tre risposte (e non più cento).
La LEGGE DI MERCATO riporterà la situazione nei binari della logica: è “LOGICO” chiedere la quotazione a TRE fornitori.
Mentre è “ILLOGICO” chiederla a 100.
Meditate gente, meditate!
Paolo Federici
(se poi, quando mi chiedi la QUARTA offerta, mi mandi anche un PAGAMENTO per compensare le mie spese … allora “forse” potrò anche fartela avere! Ma “A GRATIS” è morto!)

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quando vincere è peggio che perdere

un cliente non mi ha pagato fatture per 5.000 euro
Avevo a magazzino un macchinario da consegnargli, del valore di 10.000 euro e allora gli ho fatto causa, chiedendo, in caso di mancato pagamento di quei 5.000 euro, il sequestro di tale macchinario con l’autorizzazione a venderlo per rifarmi del mio credito
Ho vinto la causa.
Il cliente è “sparito” (quindi i miei 5.000 euro non li ho potuti avere)
Ho dovuto pagare la parcella al mio avvocato.
E pagare l’occupazione dello spazio nel magazzino per oltre un anno.
Adesso sto cercando di vendere quel macchinario e l’offerta migliore che ho avuto è di 1.000 euro (meno di quanto sia costata la parcella del mio avvocato)
Fatti due conti mi sarebbe convenuto consegnare gratuitamente il macchinario e non fare alcuna causa.
Ci avrei rimesso “solo” 5.000 euro!
Paolo Federici

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il significato di FACEBOOK

scorro le “news” su facebook:

1. BUFALE a non finire. Notizie platealmente inventate sulle quali un sacco di gente si diletta a commentare! Se provi a fargli notare che si tratta di “bufale”, magari ti senti rispondere “sarà anche una bufala ma un fondo di verità c’è. E via a sparare a zero contro gli immigrati, contro il governo, contro La Germania, l’ America, Israele, la Palestina, la Russia, il comunismo … l’Euro)

2. PUBBLICITA’ assurde (quando hanno arrestato Mantovani, ho cercato sul web il titolo del libro che aveva scritto – sì ha scritto un libro, intitolato “Carità, Verità e Buongoverno” – e da allora sono bombardato dalla pubblicità proprio di quel libro. L’algoritmo facebookiano non si capacita del fatto che io, dopo aver cercato il titolo di quel libro, non mi decida ad acquistarlo)

3. STATI DI SALUTE: cosa hai mangiato oggi, dove sei stato domenica, che voto ha preso tuo figlio a scuola, quando andiamo dalla nonna, come sta il gatto, che libro sto leggendo, che cosa pensi di Marino, di Valentino, di Salvini, di Grillo, di Renzi …)

4. VIDEO delle cose che vi piacciono. Non è detto che piacciano anche a me! Però per saperlo devo vederlo! E così perdo un sacco di tempo a guardare video dei quali non me ne fregherebbe proprio niente

5. TRAPPOLONI: titoli eclatanti per stimolare un “click”. Quello che non sapete … Finalmente rivelato … Guardate subito … Prima che lo tolgano …! Poi clicchi e ti ritrovi in uno dei quattro “casi” precedenti!

6. COMMENTI: tutti commentano ma nessuno legge i commenti degli altri. Se un “problemino” elementare (“riporta graficamente cinque volte tre”) viene commentato migliaia di volte e le “due” scuole di pensiero, come due parallele, continuano all’infinito senza mai incontrarsi, a cosa serve? Alla fine, dopo aver letto (ammesso di averne tempo e voglia) qualche migliaia di commenti, ognuno rimane della propria idea!

7. GIOCHINI d’intelligenza: “solo il 2 per cento della popolazione è in grado di risolvere questo quiz”. Ah sì? E perché troviamo (anche qui!) migliaia di risposte? Risposte che lasciano il tempo che trovano. Perché se leggo una risposta diversa dalla mia, penserò che quella sia sbagliata. Se, viceversa, ne leggo una uguale alla mia, avrò la prova che io sono nel giusto!

8. SCHERZI e prese in giro. “Questa persona mi deve mille euro e non me li restituisce”. Poi c’è un link http://www.fb.com/profile.php
Questo tipo di link rimanda alla pagina personale di chi sta leggendo! Se costui cade nella trappola, scatta la rivolta: “Non è vero, io non ti devo niente. Ti denuncio per avermi accusato impropriamente”. E, magari, trova qualcun altro a dargli man forte! Senza rendersi conto di essere semplicemente vittime di un innocuo scherzetto! Ma oggi come oggi basta un attimo perché salti la mosca al naso …

Alla fine, mi dite quale sia l’utilità di questo “social network”, che è sì un “network” ma di “sociale” ha davvero poco!?

Paolo Federici

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quelli che reclamano … “a priori”

arriva spedizione import con il ns servizio “consolidato”.
Mandiamo avviso e richiesta pagamento.
Il ricevitore reclama con il mittente sostenendo che le nostre tariffe sono alte.
(E già qui mi chiedo: “ma se non ti va bene, perché non lo dici a me? Parliamone!”)
Il mittente reclama con il nostro agente.
Il nostro agente ci scrive una mail infuocata in quanto le tariffe che abbiamo applicato sono diverse da quelle concordate.
Ci da ordini ben precisi su cosa dobbiamo addebitare.
Noi rifacciamo i conti e (sorpresa!) la somma totale è più alta.
Il ricevitore, con la coda fra le gambe, ci dice che ormai aveva preparato il bonifico sulla base della prima richiesta e quindi di chiede di lasciare le cose come stanno.
Noi benignamente rispondiamo:
“va bene, procediamo cosi; ma Vi chiediamo di scrivere in partenza all’esportatore, informandolo che noi alla fine Vi abbiamo addebitato meno della tariffa concordata. Diversamente il risultato sarebbe che … Vi addebitiamo meno di quanto concordato con il nostro agente (subendo quindi una perdita) ma a loro rimane il Vostro reclamo nei nostri confronti. Restiamo in attesa di Vostro cenno di conferma in merito.”
In fondo, si vive di piccole soddisfazioni.
Paolo Federici

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quando si dice la burocrazia

venerdì nel pomeriggio arriva il postino. Suona ma io non sono in casa. Il vicino si offre volenteroso: “se vuole posso ritirare io la posta”
“Mi spiace, è una raccomandata: devo consegnarla personalmente al signor Paolo Federici”
E mette in casella l’avviso.
C’è specificato trattarsi di atto giudiziario per il quale devo andare in posta ma solo dopo le 10.30 di lunedì.
Però posso firmare e delegare.
Firmo e delego il mio vicino (sempre lui!), perché lunedì mattina devo andare via presto e starò via tutta la settimana.
Lunedì alle 11.00 mi squilla il telefono.
E’ il mio vicino: “guarda che non mi consegnano la raccomandata, perché ci vuole anche la fotocopia della tua carta d’identià”
“Passami l’impiegata”
Ci parlo e le dico: “se mi da un numero di fax, gliela mando subito via fax”
“Noi non riceviamo fax. E comunque io ho bisogno della fotocopia, non del fax”
E già qui le braccia cominciano a cadere.
“mi dia un indirizzo di posta elettronica. Gliela mando dalla mia pec, la posta elettronica certificata della quale sono titolare. Così ha anche la prova che sono proprio io!”
“noi non possiamo ricevere messaggi di mail dall’esterno”
Ma come, non hanno ideato la pec proprio per le comunicazioni con gli “enti” statali?
Dico al mio vicino: “senti, vai a casa. Ti mando un pdf della carta d’indenità. Te lo stampi e glielo porti. Così finalmente ha la sua bella fotocopia e buonanotte”
Purtroppo la stampante del mio vicino stampa “in grande” (e lui non è molto pratico nel fare i dovuti aggiustamenti) per cui la carta d’identità su quella “copia” risulta più grande del normale.
Beh, se non altro si leggono meglio tutti i dati ed i numeri.
Secondo voi la solerte impiegata l’ha accettata?
Ma quando mai.
Lunedì andrò personalmente a ritirare la raccomandata.
Più che altro per guardare in faccia la “solerte” impiegata statale!
Paolo Federici

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