“Fortune” announced as Winner of the 2016 European Choice Awards

Italian PCN members, Fortune International Transport have been named among the winners in the upcoming 2016 European Choice Awards organised by I-Invest.

I-Invest have global subscribers and with these awards, they aim to highlight the best firms at all levels and sizes from across the European region to give their readers a snapshot of the market’s rising stars.

Their research team put forward Fortune International Transport in Italy as a clear example of a company that, through their diligence, innovation and ethics, showcase the strengths of the European business world.

www.fortuneitaly.it

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da “Il Messaggero Marittimo”

FORTUNE: premiata la qualità!

La “FORTUNE INTERNATIONAL TRANSPORT” (società di spedizioni e logistica che vanta un’esperienza ormai trentennale) è tra i vincitori dell’edizione 2016 dell’European Choice Award (premio ideato da I-INVEST e CV MAGAZINE, del gruppo inglese AI GLOBAL MEDIA).
Gli organizzatori del premio intendono così riconoscere le aziende Europee che sono all’avanguardia per quanto riguarda sviluppo e innovazione.
“Intendiamo mettere in evidenza le migliori aziende a tutti i livelli e di tutte le dimensioni scelte tra tutte quelle presenti sul mercato Europeo, così da evidenziare quali siano le stelle nascenti del mercato.”
Dopo due mesi di approfondita ricerca, gli organizzatori del premio hanno stilato una lista delle cento aziende europee che, nei diversi settori, rappresentano la crème-de-la-crème in Europa; le società che, della loro diligenza, dell’innovazione e dell’etica, ne hanno fatto dei punti di forza nel mondo degli affari europeo.
FORTUNE INTERNATIONAL TRANSPORT SRL è dunque risultata essere una delle aziende vincitrici del premio.
Paolo Federici, responsabile della FORTUNE, contattato dalla nostra redazione ha dichiarato: “questo è il risultato per l’aver puntato sulla qualità. Magari non saremo in grado di offrire ai nostri clienti sempre e solo il prezzo più basso, ma certamente proponiamo i nostri servizi sulla base della migliore soluzione di trasporto. Se cercate la qualità, chiamateci con fiducia.”

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C’è sempre un perché

qual è il compito di un giornalista? Fare domande e cercare risposte.
Ho appena terminato di leggere “La colpa degli altri” (di Gila Lustiger)

LA_COLPAMarc (il protagonista del libro) è un giornalista di quelli veri, tutto d’un pezzo, pronto a rischiare finanche la vita pur di far venire a galla la verità.
Un’indagine giornalistica su un delitto avvenuto trent’anni prima, lo porta alla scoperta di verità segrete inimmaginabili.
Il mondo è governato dal potete dei soldi; un potere che non guarda in faccia niente e nessuno.
O forse, qualche volta, per qualche oscuro motivo, quel potere risponde a regole di tutt’altro genere.
Scoprirlo sarà arduo e faticoso, ma un bravo giornalista arriva sempre alla verità, qualunque essa sia.
Paolo Federici

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la notte delle stelle cadenti

sarà stata l’ultima stella cadente, ad aver esaudito il desiderio?
stelle_cadentiCredo proprio che finalmente sia cambiato il vento!
L’ho capito quando è arrivato il messaggio della Compagnia di Navigazione con la comunicazione che il nostro container per gli USA … era rimasto a terra!
E adesso chi glielo dice al cliente?
“Abbiamo il piacere di informarvi …!”
Il piacere?
Ebbene sì: non più tardi di ieri, con la nave sotto imbarco, il cliente mi aveva contattato chiedendo di spostare l’imbarco sulla partenza successiva, così da ritardare l’arrivo a destino (su specifica richiesta dell’importatore!).
Gli avevo detto chiaramente che ormai non era possibile fare niente: la nave stava imbarcando e probabilmente il suo container era già a bordo.
La partenza era poi prevista per la sera tardi.
Insomma, ci trovavamo davanti ad una richiesta impossibile da evadere.
Ecco perché quando stamane ho trovato la comunicazione della Compagnia di Navigazione ho potuto sbilanciarmi nel dire: “Abbiamo il piacere di informarVi che siamo riusciti a compiere la ‘mission impossible’: il container è stato spostato sulla nave dopo.”
La risposta del cliente non si è fatta attendere: “sometimes you are amazing company!!!!! So thanks a lot for this!!!”
Ed ecco perché ho capito che è cambiato il vento: una notizia normalmente NEGATIVA si è trasformata in una eccezionale notizia POSITIVA.
Paolo Federici

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Indignatevi, mi raccomando!

il divertimento massimo, oggigiorno, sembra proprio essere quello di postare articoli inventati per stimolare la rabbia di chi legge.
Così lo stress aumenta, cresce il sentimento di odio, si incrementa la voglia di “fare del male” (arrivando ad invocare punizioni fisiche e finanche la pena di morte) ed intanto qualcuno ci guadagna.
La maggior parte dei postatori di bufale si stanno arricchendo alle nostre (forse sarebbe più corretto dire “alle vostre”) spalle.
Più noi ci indigniamo e più “clicchiamo” e condividiamo.
E questo “cliccare” e “condividere” è una fonte alla quale si stanno abbeverando in tanti, alla grande!
Non vi dico chi sia il più furbo di tutti, quello che per primo ha capito il potenziale di ricchezza che questo sistema poteva generare.
Ma se siete intelligenti, lo capirete da soli.
Vi do un indizio: “massima condivisione” è il suo invito diventato un tormentone.
Forse anziché prendersela con i “contenuti” degli articoli (ed evitando di emettere giudizi sommari, anche se ormai i processi si fanno su facebook e non più nei tribunali!) bisognerebbe smetterla di fare gli untori, spargendo odio a destra e manca.
Ma una recente ricerca ha stabilito che solo il tre per cento della popolazione che vive su facebook PRIMA di condividere qualcosa fa un’accurata ricerca per verificare se il contenuto sia vero (ricerca che nel 99 per cento dei casi dimostra come il “contenuto” da condividere sia in effetti una bufala).
Per questo io da tempo su facebook non ci sono più!
Paolo Federici

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Hai venduto “ex works”? Ti racconto dieci casi eclatanti.

hai venduto “ex works” e sei ben contento perché non hai responsabilità di trasporto e dormi sonni tranquilli!
Finché non ti succede che …

1. hai una lettera di credito irrevocabile e confermata, negoziabile contro presentazione di polizza di carico “clean on board”.
Però quando il camion è uscito dal tuo stabilimento per andare al porto, ha avuto un incidente. Si è ribaltato e tutta la tua merce si è fracassata. Quindi NESSUNO ti darà mai una polizza di carico “clean on board”, per il semplice motivo che la tua merce a bordo della nave non ci è mai arrivata e mai ci arriverà! E allora cosa fai? Devi sperare che il cliente estero ti paghi comunque (certo, legalmente parlando lui “dovrebbe” pagare! Ma tu quali garanzie hai? La lettera di credito non la puoi utilizzare!). Auguri!

2. tanto per girare il coltello nella piaga: sempre rifacendosi al caso precedente, non puoi nemmeno chiedere l’intervento dell’assicurazione perché tu NON hai assicurato la merce (l’assicurazione spetta a chi compra! Ed eventualmente, l’assicurazione rimborsa chi compra. Ragionando per assurdo il tuo cliente può farsi rimborsare per qualcosa che non ha mai pagato.)

3. hai la solita lettera di credito e la merce arriva al porto di imbarco sana e salva (questa volta ti è andata bene, anche se non ti rendi conto del rischio che hai corso!), ma la nave tarda, o cancella lo scalo, o semplicemente lascia a terra la tua merce per imbarcarla in un viaggio successivo (capita, capita!). Così la lettera di credito “scade” e quando finalmente ottieni la polizza di carico, la banca respinge i documenti o, se sei fortunato, li accetta con riserva. Il che significa che intanto NON ti paga. Poi se ne parlerà se e quando il ricevitore deciderà di accettare i documenti anche con la “riserva”. (Magari ti chiama e ti propone un affare: lui accetta comunque di ritirare i documenti, ma ti chiede uno sconto. Glielo fai?)

4. ancora un caso analogo: i documenti sono stati accettati “con riserva”. Bisogna aspettare che il ricevitore “sblocchi” la riserva. Lo farà certamente se vorrà ritirare la merce. Ma sfortuna vuole che la nave abbia un incidente, affondi e l’intero carico vada perduto! Secondo voi, il ricevitore andrà in banca a “sciogliere” la riserva e ritirare comunque i documenti?

5. la questione si complica proprio nel caso di danno al carico. Se una nave affonda, tutti i CARICATORI sono chiamati a contribuire a pagare le spese per la perdita della nave. E sapete a chi vanno a chiedere i quattrini? A chi risulta come “SHIPPER” nella polizza di carico. Eh sì, caso amico. Tu che hai venduto “ex works” e che, per negoziare il credito, hai dovuto presentare la polizza di carico originale … in quella polizza di carico lo shipper sei tu. Quindi preparati a pagare!

6. questa volta è andato tutto bene, merce a bordo, polizza di carico “corretta”, soldi incassati. Ma non riesci ad ottenere la bolla doganale di esportazione. L’hai chiesta più e più volte ma lo spedizioniere (che NON è il tuo spedizioniere di fiducia, ma un qualche spedizioniere – magari nemmeno italiano – nominato dal tuo cliente) non risponde ai solleciti. Ti ritrovi una visita della finanza e non potendo mostrare la bolla doganale sei costretto a pagare l’IVA (più una sanzione). Poi dovrai cercarti un avvocato per sperare di farti rimborsare da chi non ti ha fatto avere la bolla doganale. Ne riparliamo tra una decina di anni.

7. sei convinto di aver venduto la tua merce ad un cliente di Dubai per essere distribuita sul mercato di Dubai (dove non hai tuoi negozi esclusivi) ma poi scopri che il tuo cliente l’ha rivenduta su un mercato che ti vede presente. Così ti ritrovi la concorrenza in casa. Vendono il TUO prodotto, in quel particolare Paese estero, portandoti via una fetta della clientela. Ah sì, sarà contento il solito avvocato che imbastirà una causa internazionale. Tu intanto preparati a mettere mano al portafoglio per la parcella.

8. hai venduto la tua merce a Hong Kong. Ma quel “furbino” del cliente cinese l’ha fatta entrare “irregolarmente” in Cina (voleva evitare di pagare i dazi, che sono davvero eccessivi!). Solo che quando le autorità cinesi lo scoprono, il “nome” del prodotto identifica la TUA ditta. Vai a spiegare al mercato che tu vendi “ex works” e che quindi, se qualcuno fa contrabbando con i tuoi prodotti, lo fa “a tua insaputa”. (E’ successo con il vino italiano! Non succede, invece, con il vino francese perché i francesi vendono DAP e quindi si accertano di quale sia la effettiva destinazione finale). Sicuramente il danno di immagine è tutto tuo.

9. vabbè, potremo anche esaminare alcune truffe! Caricano la tua merce, poi portano il container in un magazzino dove scaricano tutto. Riempiono il container con merce di poco conto e procedono con la spedizione. Praticamente hanno ottenuto la tua merce senza pagare l’IVA! Pronta per essere rivenduta sottocosto. Lo so, è illegale. Ma se tu vendessi DAP, il rischio non esisterebbe proprio.

10. vi avevo promesso “dieci” casi esemplificativi. Ecco l’ultimo: hai venduto “ex works” ed il tuo cliente ti ha indicato chi sia il suo spedizioniere. Gli consegni la tua merce e resti in attesa della polizza di carico e della bolla doganale. Quello spedizioniere “sparisce” e tu resti con un palmo di naso. Hai una lettera di credito inutilizzabile e la tua merce sparita nel nulla. Ma hai venduto “ex works” e sei ben contento perché non hai responsabilità di trasporto e dormi sonni tranquilli!

Paolo Federici

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Made in Italy … anche per “trasporto” e “logistica”

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24 luglio 2016 · 3:44 pm

Terza tappa: Monaco

Marienplatz, il cuore di Monaco di Baviera

Sorgente: Terza tappa: Monaco

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