Il Divino Container

Nel mezzo dell’oceano tante navi
Con tanti teus in stiva ed in coperta
Ma teus cosa vuol dire? Fate i bravi

Spiegatelo a persona non esperta
Che ha solo un venti piedi da spedire
E vuole aver da voi la vostra offerta.

Ma dimmi come te lo devo dire
Che il prezzo è una variabile complessa
Dipende da quand’é che vuoi partire

Il “transit time” poi dimmi, ti interessa?
Che Incoterms son quelli pattuiti?
Quant’è che pesa? Che merce c’hai messa?

Mi servono un po’ tutti i requisiti.
Quand’è che vuoi il posizionamento?
E tu vuoi solo dei prezzi finiti.

E non ascolti proprio il mio lamento.
Ti serve un dato, un numero soltanto
E poi farai un bel confrontamento

E inizierà la gara, non c’è santo
E vincerà uno solo, chi fa meno.
No, non mi piace e sono proprio affranto.

Credevo di gestire quantomeno
Trasporti coordinati per tuo conto
Invece questo mondo é un mondo osceno

Ti servo come mezzo di confronto
Lavoro senza essere pagato
Mi usi per tuo proprio tornaconto

Adesso veramente mi hai stufato
La festa qui finisce te lo dico
Arrangiati, io sono pensionato.

Lascia un commento

Archiviato in Generale

Project cargo: special loading

imbarco di pezzi speciali: prima del carico sulla nave, sono stati girati da orizzontale a verticale per permettere un migliore stivaggio. Ecco il video delle operazioni:

Lascia un commento

Archiviato in cultura, economia, Generale, giornalismo, Idee, Trasporti

FORTUNE T-SHIRT

Lascia un commento

Archiviato in Generale

permessi stradali e responsabilità

hai venduto “ex works”, quindi … quando la merce esce dal cancello della tua fabbrichetta, tu sei tranquillo! Sicuro? Hai controllato se l’autista ha i permessi stradali in ordine? No, non lo hai fatto … perché a te non importa niente.
Eppure …

report from Ilya Goncharov
This incident happened tonight on 24-25.04.2021.
Ekaterinburg, Russia.
Truck without a permit.
The shipper is legally required to check the carrier’s permit and stamp and sign the permit and the date and time of shipment. This truck destroyed the bridge and fled from the scene of the accident, but was found later.
Everything is simple here – Checking the carrier’s permit is the responsibility of the owner of the cargo and the shipper, and these are not my words, this is a law in Russia that has existed for 15 years. In Russia, the owner of the cargo and the shipper prepares many documents for the cargo in order for the carrier to receive a permit. Important: The owner of the cargo and the shipper writes their signature and seal in the permit. The permit is invalid without this signature. And if they do not do this, then the state imposes a fine on the owner of the cargo and on the shipper and the manager of the shipper’s company. And the truck with the cargo is sent to a special place for arrest by the police.

Lascia un commento

Archiviato in avvocati, denuncia, economia, Generale, giornalismo, giustizia, riflessioni, Trasporti

UBI e BPER

da anni (direi da decenni) abbiamo il conto con UBI.

Conto aziendale, con gestione fidi, ricevute bancarie, sconto anticipo fatture, sia su clienti italiani che esteri, conto doppio uno in euro ed uno in dollari, visto che lavorando con l’estero riceviamo pagamenti in valuta ed a ns volta dobbiamo pagare in valuta … insomma tutto quanto serva per una corretta gestione aziendale.

Mi chiama il direttore della filiale con la quale lavoriamo: volevo informarla che le nostre attività confluiscono in BPER, ma questo NON MODIFICHERA’ IN ALCUN MODO il vostro rapporto con la banca.

Sì, avranno un altro nome e verrà nominato un altro direttore di filiale, ma TUTTO RESTERA’ INVARIATO.

Ormai sono passati mesi e non solo NIENTE è rimasto invariato, ma ogni giorno si aggiungono nuovi problemi (il fido non può più essere mantenuto perché il garante – società a suo tempo suggerita da UBI – non va bene a BPER. Lo sconto fatture non può essere fatto come prima, ma va rivisto in base all’affidamento di ogni cliente. Il conto non può più essere unico ma vanno tenuti due conti separati uno per le gestione del fido ed uno per la gestione del conto corrente ed ogni volta che bisogna trasferire somma dall’uno all’altro conto, al di là che non è gratis, ci vogliono due giorni di tempo, quindi le operazioni che prima facevamo in tempo reale ora vengono rallentate in maniera assurda. Il software della BPER non permette certe operazioni che erano possibili con UBI, e BPER non può certo aggiornare il software per accontentare noi.)

Ma quindi quando mi hanno detto che NON SAREBBE CAMBIATO NIENTE, cosa intendevano dire?

Se contesto mi dicono che HO RAGIONE, ma che loro non possono farci niente.

Cara BPER, spenderai anche un sacco di soldi per farti pubblicità, ma non sarebbe meglio spenderli per risolvere i problemi che TU stai creando ai tuoi clienti?

Paolo Federici

p.s.: ho ascoltato delle interviste che hanno fatto ai vertici BPER. Loro dicono che la continuità è stata mantenuta e che i correntisti ex UBI, a parte qualche difficoltà iniziale per le comunicazioni, sono tutti contenti! Beh, tutti certo no … chissà se siamo solo noi!

Lascia un commento

Archiviato in cultura, denuncia, economia, Generale, giornalismo, help, Idee, riflessioni, Trasporti

Non si può fermare il vento con le mani.

non lo dico io, lo diceva Seneca.
Dopo che la forza del vento ha fermato una nave nel canale di Suez (e solo la forza della marea indotta dalla luna l’ha liberata), la natura dimostra ancora la sua potenza: una piattaforma mobile che naviga nel Golfo del Messico è stata ribaltata dal vento e sta affondando.
Si tratta della Seacor Power e la sua storia la trovate facilmente sul web, digitando il suo nome.
Sembra di sentire quella forza (chiamatela Dio, chiamatela Natura) prendere vita ed, usando le parole di Cicerone, rivolgersi all’uomo: quousque tandem abutere patientia nostra?
Fino a quando, piccolo uomo, continuerai ad abusare della nostra pazienza?
Basta un soffio di vento, qualche goccia di pioggia, un virus invisibile o un piccolo asteroide e la razza umana finisce in un attimo.
Ma noi continuiamo imperterriti per la nostra strada, fregandocene di tutto e di tutti fino a quando avremo raggiunto l’irreversibilità.
E mi sa che quel giorno è vicino!
E se lo dico io che sono un inguaribile ottimista, qualcosa vorrà pur dire!
Paolo Federici

prima …
e dopo!

Lascia un commento

Archiviato in cultura, economia, Generale, giornalismo, Politica, riflessioni, Trasporti

Una storia kafkiana

leggo sul Corriere (nella rubrica di Beppe Severgnini) una storia allucinante:

Mio marito ed io risiediamo a Londra dal gennaio 1977. Siamo medici, arrivati in UK a 30 anni. Il sistema accademico inglese ci ha permesso di diventare full professors a 46 anni. Paghiamo tasse sia a Sua Maestà che alla Repubblica Italiana. Da agosto siamo in isolamento per la pandemia nella nostra casa italiana, con l’impossibilità di tornare in Gran Bretagna, data l’età ed il fatto che io ho una malattia cronica che mi rende extremely vulnerable, come i numerosi messaggi dall’NHS e dal ministro della sanità Matt Hancock, nonché mio marito, Professor of Immunology, mi ricordano con regolare frequenza. Da agosto il nostro General Practitioner ed il nostro Chemist ci prescrivono ed inviano le nostre medicine, compreso un anti-tumorale. L’ultimo invio, effettuato il 3 marzo 2021, è bloccato alla dogana italiana con questo avviso: L’autorità doganale blocca la merce in seguito al divieto di acquisto di medicinali online, fatta eccezione per quelli cosiddetti da banco… Tali spedizioni vengono in prima istanza sottoposte a vista scanner e fermo cautelare, successivamente viene effettuata visita merce e infine disposto il sequestro. Come iscritti all’AIRE non abbiamo diritto ad un medico di base in Italia. Siamo in possesso di una regolare prescrizione del nostro General Practitioner e i medicinali sono inviati dalla nostra farmacia inglese. Pensando ad un equivoco, da una settimana cerchiamo di parlare con i responsabili di Poste Italiane e della Dogana senza risultato. Ed intanto la nostra scorta di medicine diminuisce. Dopo oltre 40 anni di Inghilterra, siamo abituati al rispetto del cittadino ed a una rapida soluzione dei problemi. Che sia tutta colpa della Brexit? Che sia colpa della cronica inefficienza italiana? Questa evenienza è forse più probabile: mentre Londra ci invitava a fare il vaccino anti-influenzale l’11 settembre 2020, alla farmacia lombarda a cui lo abbiamo ordinato non è ancora arrivato…
firmato: Giorgina Mieli-Vergani

Il Beppe nazionale risponde così:

Gentile signora Mieli-Vergani, grazie della lettera e della franchezza. Mi dispiace per quanto vi sta succedendo, e spero che la pubblicazione su un forum del “Corriere” possa essere utile. Ho segnalato la cosa anche ai colleghi in cronaca.
E’ vero, purtroppo. In Italia ci sono i complicatori di professione – quasi sempre perché complicare conferisce loro un piccolo potere, oppure evita possibili grane – ma ci sono anche persone che si mettono di buona volontà e risolvono le situazioni ingarbugliate. La presenza di queste ultime non sarebbe necessaria, se non ci fossero le prime.
Credo e spero che i vostri medicinali arriveranno presto. Ci tenga informati.

Siccome io mi occupo di trasporti internazionali e di dogane, mi prendo a cuore la questione. Contatto la signora, mi faccio mandare la documentazione e poi vado in dogana (a Linate) e parlo con l’ufficiale sanitario, quindi mando un report alla dott.ssa Mieli-Vergani:

Gent.ma dott.ssa Mieli-Vergani
Questa mattina sono andato a Linate all’ufficio sanitario
Mi hanno detto che a loro la vostra spedizione ancora non risulta (in pratica funziona così: POSTE ITALIANE decide in autonomia se effettuare lo sdoganamento – nel qual caso deve avere il benestare dell’ufficio sanitario – oppure no. Pare che al momento POSTE ITALIANE abbia deciso per il sequestro ed il verbale da parte della dogana)
Allora sono passato all’ufficio doganale.
Mi hanno detto quanto ho indicato sopra: POSTE ITALIANE decide in autonomia se effettuare lo sdoganamento – nel qual caso deve avere il benestare dell’ufficio sanitario – oppure no. Pare che al momento POSTE ITALIANE abbia deciso per il sequestro ed il verbale da parte della dogana.
L’operatore di POSTE ITALIANE, in pratica, ha la delega della Dogana ad agire in autonomia
Quindi si rende necessario parlare con POSTE ITALIANE.
Ho già provato parecchie volte a chiamare il numero verde 803160 ma dopo alcuni messaggi (premi 1, premi 2 … etc) una voce suadente dice: “siamo spiacenti, tutti i nostro operatori son occupati, Si prega di richiamare più tardi!”
Ho anche provato a parlare con il direttore dell’ufficio sanitario al numero riportato sul sito web ma non risponde nessuno.
Sono veramente dispiaciuto.
Diciamo che c’è una speranza: che POSTE ITALIANE abbia ricevuto la documentazione che gli avete mandato ed abbia deciso di procedere con lo sdoganamento
All’ufficio sanitario mi hanno assicurato che se dovesse arrivare da loro la richiesta di benestare, lo daranno!
Intanto ho parlato con un gentilissimo signore (Giuseppe) che ha preso nota tutto ed ha aperto DUE nuovi ticket
800 (–) 740 ticket (per la RN (–) 245GB)
800 (–) 745 ticket (per la RN (–) 231GB)
Segnalando tutto quanto ed indicando l’urgenza.
Per cui a breve dovrebbe arrivarvi la mail con lo sblocco.
Per velocizzare ulteriormente la situazione, consiglia di inviare LA STESSA MAIL con tutta la documentazione che avete già mandato anche a questo altro indirizzo mail: assistenzaclientifermivm@posteitaliane.it
Comunque il pacco è ancora fermo al deposito doganale di ROSERIO e speriamo che dopo l’intervento di Giuseppe si possa arrivare alla soluzione
Buona serata,

solo che le poste rispondono con lo stesso identico messaggio iniziale (quello del 16 marzo) informando che la merce è bloccata in Dogana.

Allora richiamo il numero del call center della dogana 800 083 083 e poi relazioni la signora Giorgina:

Ho parlato con Sara, ho chiesto di parlare con qualcuno che sia in grado di dare una risposta, ma mi è stato detto che la spedizione è ferma e non c’è niente da fare.
Adesso provo un’ultima via: parlo con il dichiarante doganale di Poste Italiane (che io conosco) e vediamo.
Una soluzione ci deve essere.

Chiamo il dichiarante doganale di Poste Italiane e parlo con il titolare (mio vecchio amico!). Lui si da da fare e mi scrive:

ho parlato con il responsabile delle POSTE a Linate, si sta informando di dove sono i pacchi, probabilmente sono a Roserio. Mi farà sapere.
Purtroppo stanno fermando tutte le medicine che arrivano dall’estero e sono tante.
Appena avrò notizie ti farò sapere. Vedrai che ne verremo a capo.
Ciao e tanti auguri.

Passano altri due giorni … i pacchi vengono spostati da Roserio a Linate.

Ma la dott.ssa (–) che ha mansioni di funzionario sanitario, non rilascia il nulla osta perché … “ci vuole la ricetta del medico”

Vorrei spiegarle in Gran Bretagna le medicine che vengono prese regolarmente, vengono richieste ogni tre mesi al proprio medico di base (General Practitioner) tramite NHS Patient Access, un sito internet dedicato (https://www.patientaccess.com/ ) e se il medico approva la richiesta la ricetta online va direttamente alla farmacia che dispaccia le medicine.
Le mando in allegato la prova che il medico ha approvato le medicine sia per Diego Vergani che per Giorgina Vergani.
Ovviamente il documento è in inglese.
Allego anche l’indirizzo della farmacia nominata per rilasciare le medicine.
Sarebbe più facile se si potesse parlare con qualcuno e spiegare a voce … ma questo è impossibile (Meucci si rivolterà nella tomba, vista la completa inutilità della sua invenzione!)

Le scrivo una mail, due mail, tre mail … e mi metto in attesa.

Riesco a parlare con (–) (di Poste Italiane)
(dopo che ho provato a chiamare per tutto il pomeriggio di ieri, finalmente stamane mi ha risposto)
Eh beh … lei lavora mezza giornata, quindi al pomeriggio nessuno risponde al suo numero
Comunque mi ha confermato che hanno passato tutti i documenti alla dott.ssa (–) (USMAF Linate) e spera per oggi di avere l’autorizzazione alla consegna

Le ho detto che stiamo preparando un articolo per il Corriere “contro” le Poste e lei ha candidamente detto che la Poste non hanno colpa perché è la Sanità che blocca tutto

Eh no, cara ragazza, la colpa è anche e soprattutto delle Poste perché i colli sono arrivati in Italia il 10 di marzo e voi (Poste Italiane) li avete portati al controllo sanitario solo l’ 8 aprile

Mi ha suggerito di chiamare la solita dott.ssa (–) della Sanità di Linate al numero (–).
Peccato che io stia provando a chiamare continuamente quel numero e non risponda mai nessuno.

Comunque, la ragazza ha promesso di richiamarmi appena la dott.ssa (–) firma per il rilascio.

Finalmente qualcuno risponde al numero della Sanità di Linate e mi promette di sollecitare la dott.ssa (–).

La sig.ra Mieli riesce a trovare la dott.ssa della sanità (via Linkedin, ah i social!) e finalmente riesce a parlarle, così finalmente viene dato il benestare alla consegna.

La Dr.ssa dell’USMAF, una volta raggiunta, è stata gentilissima ed ha smosso la situazione. Peccato che sia stata coinvolta da Poste Italiane solo l’8 Aprile e solo perché qualcuno si è dato così tanto da fare!

Il pacco è stato consegnato il 16 aprile: insomma, 24 ore per fare Londra-Milano e più di 40 giorni per fare Milano-Como.

Paolo Federici

Lascia un commento

Archiviato in cultura, denuncia, dogana, economia, educazione, Generale, giornalismo, help, medicina, riflessioni, sanità, Trasporti

son soddisfazioni …

questi sono i “clienti” che noi non vogliamo! Ho appena scritto ad un cliente che farà fare le prossime spedizioni ad un altro, certamente più bravo!

I just heard that after having involved more then other ten forwarders (working for nothing) we have been just kept out as you need the lowest price, that’s clear!
I thought we were forwarders … but I understand that we are players in the game: “who quote less, wins!”
🙂
So, at the end of the story, we have handled two lots of containers … for no profit … solving a lot of problems … exchanging thousands of mails … printing back and forth b/l forms which were always to be changed … and then this is the way you are saying “thanks”.
🙂
There is always to learn …!

Eh sì, la colpa è mia che gli avevo creduto, quando mi diceva che le prime spedizioni erano per provare il servizio, poi mi avrebbe “anche” fatto guadagnare qualcosa!

Avanti il prossimo, gli lascio il posto mio …

Paolo Federici


Lascia un commento

Archiviato in cultura, economia, educazione, Generale, giornalismo, riflessioni, Trasporti

Da 24.000 baci a 24.000 metri!

Immaginate una “vela” che si oppone al vento ed è larga 400 metri e alta 60.
Praticamente una vela di 24.000 metri quadrati.
Facciamo un paragone?
La velatura di Luna Rossa è di 600 metri quadrati.
Quindi la nave che blocca Suez è  un gigante che offre al vento una “vela” pari a 40 volte quella di Luna Rossa.
“Come può lo scoglio, arginare il mare…” cantava Battisti.
“Come può una vela, arginare il vento…”
dobbiamo dire oggi.
E comunque Seneca diceva: “non si può fermare il vento con le mani.”
Il vento del deserto si alza all’improvviso e raggiunge la velocità di 75 km orari.
Fate due più due ed ecco servita la risposta.
Tutto il resto è noia.
Paolo Federici

1 Commento

Archiviato in cultura, economia, Generale, giornalismo, riflessioni, Trasporti

Chi non fa, non sbaglia!

nel nostro lavoro (gestione di trasporti marittimi) capita che in questo momento di difficoltà si sia sommersi da urgenze e scadenze impellenti: prenotazioni da fare “subito”, risposte da dare “subito”, sdoganamenti da fare “subito”, containers da caricare “subito”, mail alle quali rispondere “subito”.
Ebbene, è successo che nel passare i dati per uno sdoganamento abbiamo sbagliato ad indicare la somma riportata nelle fattura, per cui la bolla doganale è stata fatta “flussare” con un ammontare errato.
Nel giro di 24 ore ce ne siamo accorti, lo abbiamo segnalato ed ovviamente abbiamo ricalcolato e pagato i diritti doganali correttamente dovuti (c’era una differenza di 2.000 euro).
Se ne sarebbe (forse!) accorta anche la Dogana (fra qualche nese!) controllando i dati della fattura che, ovviamente, riportava una somma diversa da quella indicata nella bolla doganale.
Ma ce ne siamo accorti prima noi e lo abbiamo segnalato “subito” (ricalcolando “subito” la somma giusta da pagarsi).
In un mondo ideale, ci saremmo sentiti dire grazie … (almeno, la nostra buona fede non dovrebbe essere messa in dubbio!)
Nell’Italia di oggi invece siamo stati multati ed abbiamo dovuto dire noi grazie perché anziché chiederci di pagare 30.000 euro di multa (se se ne fossero accorti loro) ce ne faranno pagare solo 6.000!
Ora, è vero, abbiamo sbagliato … ma sicuramente non c’è stata alcuna volontà di dichiarare il falso (per correggersi il giorno dopo?): un errore capita, insomma.
Però è dura doversi confrontare con chi parte dal presupposto che noi si sia dei delinquenti truffaldini e che si debba pagare sempre e comunque.
Lo so, gli errori si pagano, ma … solo chi non fa non sbaglia, dice un antico adagio.
Paolo Federici

Lascia un commento

Archiviato in cultura, denuncia, dogana, economia, Generale, giornalismo, giustizia, riflessioni, Trasporti