“una smentita …”

“una smentita è una notizia data due volte” diceva Giulio Andreotti.
Oggi mi è arrivata una mail di una Compagnia di Navigazione che mi avverte che la loro situazione finanziaria è florida e che quanto divulgato da un altro operatore del settore (che ne annunciava il fallimento prossimo venturo) è falso.
E lì mi è venuto in mente Andreotti: io non sapevo che qualcuno stesse accusando quella Compagnia di Navigazione di navigare in cattive acque.
Adesso lo so.
Mi ricordo uno scambio di mail avuto, qualche tempo fa, con un amico:
Amico: “Paolo, mi hanno detto che hai dei problemi finanziari!”
Io: “Ah sì? E allora cosa dovrei fare?”
Amico: “Ma è vero o non è vero?”
Io: “Non è assolutamente vero. Quindi?”
Amico: “Devi fare una circolare per smentire queste voci!”
Io: “Il problema non è mio. I miei clienti mi conoscono. I fornitori non lamentano nessun ritardo nei pagamenti. I miei bilanci sono in attivo. Se qualcuno sparla, lascialo sparlare. A meno che mi dici chi sia e allora posso fargli una bella denuncia per diffamazione!”
Amico: “No, questo non te lo posso dire. Sai, c’è la privacy!”
Io: “Bene, è stato un piacere sentirti. Ora devo lasciarti perché ho il lavoro che mi aspetta!”
Le falsità si combattono con i fatti.
Le circolari che smentiscono servono solo a gettare benzina sul fuoco.
A proposito, qualche mese va circolavano voci di un prossimo fallimento della Hanjin.
Voci prontamente smentite.
Tanto è vero che la Hanjin ha continuato a caricare centinaia di migliaia di containers, che ora sono, per la maggior parte, bloccati non si sa dove.
Paolo Federici

Lascia un commento

Archiviato in amici, cultura, denuncia, economia, giornalismo, Politica, riflessioni, Trasporti

TAVOLA ROTONDA sul tema: “cosa ci insegna il caso Hanjin”

Il Propeller Club port of Milan organizza una

TAVOLA ROTONDA

per

venerdì 30 settembre 2016 (ore 09.30-12.00)

nei locali dell’AICE in Corso Venezia, 47, a Milano, sul tema

COSA CI INSEGNA IL CASO HANJIN

(e cosa ci riserva il futuro).

Sono previste partecipazioni delle maggiori associazione del settore (da Confetra ad Assologistica, da Fedespedi ad Alsea, da Confitarma a Federagenti, dall’Associazione Consolidatori a Assiterminal) nonché di esperti dei settori legali ed assicurativi.
L’invito è stato esteso alla stampa ed al alcuni rappresentanti del mondo della politica.
Relatori confermati:
Riccardo Fuochi- Presidente The International Propeller Club – Port of Milan
Nereo Marcucci – Presidente Confetra
Betty Schiavoni – Presidente Alsea
Paolo Federici – rappresentante NVOCC
Franco Larizza – LC Assicurazioni
Carlo Lombardi – Federazione del Mare
Stefano Zunarelli – Studio Legale Zunarelli
Filippo Gallo –  UASC
Sebastiano Grasso – Vice Presidente Assologistica
Fra i relatori invitati in attesa di conferma il Prof. Ennio Cascetta MIT, il Dr. Ignazio Messina  – Ignazio Messina & C. e Gian Enzo Ducci – Presidente Federagenti
Paolo Federici

Lascia un commento

Archiviato in cultura, economia, giornalismo, incontri, riflessioni, Trasporti

Un week end in Fiera Milano!

Il Ministero dell’Industria Egiziano si affida a MGL CARGO per il trasporto di prodotti da esibire in fiera a Milano.
Ed in Italia le operazioni vengono seguite da FORTUNE International Transport!
CREATIVE EGYPT, la società appositamente creata dal Ministero dell’Industria Egiziano per pubblicizzare il “made in Egypt” all’estero, ha il suo stand a HOMI MILANO (fiera dedicata ai gusti che cambiano, ai nuovi mercati ed alle crescenti opportunità: il Salone degli Stili di Vita che si evolve per sostenere le imprese!): sarà possibile visitarla dal 16 al 19 settembre.

creative_egypt_01
Poi, sempre affidandosi a FORTUNE International Transport, lo stand sarà smontato ed i diversi prodotti riportati a casa, pronti per una nuova fiera (già prevista la partecipazione a Berlino a fine ottobre e nuovamente a Milano per CHIBIMART di novembre).
Un nuovo settore dove la FORTUNE mette in mostra le sue capacità organizzative e logistiche.
Va detto che la collaborazione con MGL CARGO è ormai consolidata da anni e resa ancora più stretta dalla partecipazione di entrambi al gruppo PCN (Project Cargo Network).
Paolo Federici

1 Commento

Archiviato in cultura, economia, Generale, giornalismo, Trasporti

cosa ci insegna il caso Hanjin

una volta (ah sì i bei vecchi tempi!) la concorrenza la si faceva sulla QUALITA’ del servizio.
Siccome i noli erano “allineati” (grazie all’esistenza delle Conference, le rate “nolo” erano praticamente le stesse per tutte le Compagnie di Navigazione) i clienti sceglievano in base a chi offriva qualcosa di meglio: il “transit time” più veloce, le partenze più frequenti, un numero di destinazioni più numeroso, le navi più nuove.
E allora la “battaglia” della concorrenza la si faceva davvero su chi era più bravo, più preparato, più all’avanguardia, più attento alle esigenze del cliente, più disponibile a risolvere problemi, più esperto.
Insomma lo slogan VINCA IL MIGLIORE era assolutamente in voga.
L’esistenza delle Conference faceva sì che i livelli dei noli garantissero dei guadagni ottimali e rispettabili: le Compagnie di Navigazione, sapendo che stavano “guadagnando”, potevano studiare strategie per affrontare il futuro con tranquillità, elaborando piani di investimento tesi a migliorare la QUALITA’ così da poter competere con gli altri operatori presenti sul mercato.
Gli spedizionieri, a loro volta, potevano investire nell’informatica, nell’acquisizione di magazzini più grandi e più attrezzati, nella creazione di reti di distribuzione in giro per il mondo.
Ed i clienti avevano un’ampio “range” di servizi e potevano scegliere quello che ritenevano essere il migliore.
Poi il mondo è cambiato: è arrivato l’antitrust, sostenendo che si doveva passare alla libera concorrenza.
Ed il metro di misura non è stato più la QUALITA’ ma il PREZZO.
E la corsa a ridurre i prezzi ha avuto inizio.
Tutti a giocare a chi fa meno. Giravano circolari di operatori che dicevano: “qualunque prezzo tu abbia in mano, noi ti faremo il 10 per cento di meno”.
E sulla logica del PREZZO PIU’ BASSO il servizio è andato peggiorando di giorno in giorno.
Ritardi, tempi di consegna non rispettati, “customer care” inesistenti …
E le Compagnie di Navigazione si sono trovate “costrette” a partecipare alla corsa al ribasso.
Qualcuno, furbescamente, ha pensato che con navi più capienti avrebbe potuto controbattere e vincere: se le tue navi portano 1000 containers a 1000 dollari l’uno, tu incassi un milione di dollari a viaggio. Ma se le mie navi portano 3000 containers ed io faccio pagare la metà di quanto fai tu, io incasso un milione e mezzo di dollari a viaggio!
Una logica matematica che nemmeno un bambino delle elementari …
Ma questo era l’andazzo: si costruivano navi sempre più capienti e si riducevano sempre più i noli.
Solo che quando il mercato ha avuto un calo, gli armatori si sono trovati con navi giganti riempite solo a metà.
E allora vai con la riduzione dei noli per cercare di riempire gli spazi vuoti: ma ormai si era arrivati al punto che comunque i conti erano in perdita.
E allora ecco i mega-manager arrivare con le nuove intuizioni: basta tagliare i costi, cioè licenziare parte del personale.
Poi trovare un concorrente con il quale allearsi e magari fondersi, così si potrà ancora giocare al ribasso.
Ci vuole tanto a capire che se riduci il personale anche i servizi ne risentono e non c’è tecnologia informatica che tenga?
Oggi, molto semplicemente, i nodi stanno arrivando al pettine: pur avendo quasi 100 navi delle più moderne, pur offrendo i migliori prezzi al mercato e quindi caricando un numero esagerato di containers sulle proprie navi, pur avendo riorganizzato (con tagli del personale) la propria struttura, la Hanjin si ritrova con oltre 5 miliardi di dollari di debiti ed i proprietari delle merci caricate in oltre mezzo milione dei loro containers si trovano impossibilitati a tornare in possesso delle loro merci (ci riusciranno, prima o poi, ma dovranno mettere mano al portafoglio per affrontare enormi spese impreviste!).
Servirà da lezione?
Servirà a capire che scegliere sempre e comunque il prezzo più basso non porta da nessuna parte?
Non credo.
Non ci resta che aspettare il prossimo crollo (e, secondo me, non dovremo nemmeno aspettare troppo!).
Chissà di chi sarà la colpa se anziché scegliere la QUALITA’ siamo passati ad indirizzare le nostre scelte in base al PREZZO!
A forza di voler risparmiare, risparmiare, risparmiare … stiamo diventando tutti più poveri, ossessionati dalla ricerca del prezzo più basso senza capire che siamo vittime del sistema ma, contemporaneamente, carnefici.
Paolo Federici

2 commenti

Archiviato in denuncia, economia, Generale, giornalismo, Idee, Politica, riflessioni, Trasporti

Niente di nuovo sotto il sole

Era il 1984 (il 26 ottobre) quando assistevo al primo importante fallimento di una Compagnia di Navigazione italiana. Si chiamava Medafrica, era arrivata ad avere più di 60 navi ma ormai la sua flotta si era drasticamsnte ridotta ed improvvisamente le poche navi rimaste vennero bloccate e confiscate in giro per il mondo. Creando non pochi problemi a chi, su quelle navi, aveva caricato le proprie merci.

Solo una settimana prima era fallita una Compagnia di Navigazione americana, la Seawind.

E meno di un anno prima, nel dicembre del 1983, era stato il turno della Hellenic Lines. Con 28 navi, delle quali 15 impiegate su tratte marittime che riguardavano gli Stati Uniti, era una delle maggiori compagnie di navigazione del suo tempo.

Qualche anno dopo (siamo arrivati al 24 novembre 1986) toccò alla US Lines. 52 navi improvvisamente bloccate, impossibilitate ad attraccare. Con gli stessi problemi per le merci.

Insomma nel breve volgere di pochissimi anni, quattro delle maggiori Compagnie di Navigazione avevano chiuso i battenti.

Cosa avevano in comune e qual era stata la causa?

Beh, in comune avevavo il fatto che fossero specializzate nel trasporto di containers.

In quel periodo era in auge la corsa al ribasso, le Compagnie facevano a gara a chi offriva il prezzo più basso, riuscendo così a riempire le proprie navi ma a discapito dei conti economici.

Sembra che la lezione non sia servita: proporre i prezzi sempre più bassi permetterà sì di riempire le navi, ma arriva poi il momento che tutti i nodi vengono al pettine.

Trent’anni dopo (chi non conosce la storia è costretto a riviverla!) siamo punto e a capo.

La guerra dei noli ha appena fatto la sua “prima” vittima. Con 48 navi impossibilitate ad attraccare (ma il numero è destinato ad aumentare) e qualche centinaia di migliaia di containers bloccati in mezzo al mare, con il fallimento della Hanjin siamo qui a rivivere quei tempi che sembravano ormai superati.

Forse, adesso, finalmente i prezzi torneranno a salire ed il trasporto di merce da una parte all’altra del globo otterrà la giusta remunerazione.

Intanto chi ha puntato sempre e solo sulla ricerca del prezzo più basso (e adesso si ritrova le proprie merci bloccate chissàdove!) non può che cominciare a farsi un esame di coscienza e recitare il “mea culpa”.

Ma davvero pensavate di riempire containers e portarli dall’altra parte del mondo pagando meno di quanto vi costa il taxi quando dovete attraversare Milano?

Suvvia!

Paolo Federici

Lascia un commento

Archiviato in Generale, giornalismo, Politica, riflessioni, Trasporti

“Fortune” announced as Winner of the 2016 European Choice Awards

Italian PCN members, Fortune International Transport have been named among the winners in the upcoming 2016 European Choice Awards organised by I-Invest.

I-Invest have global subscribers and with these awards, they aim to highlight the best firms at all levels and sizes from across the European region to give their readers a snapshot of the market’s rising stars.

Their research team put forward Fortune International Transport in Italy as a clear example of a company that, through their diligence, innovation and ethics, showcase the strengths of the European business world.

www.fortuneitaly.it

link to the original site


da “Il Messaggero Marittimo”

FORTUNE: premiata la qualità!

La “FORTUNE INTERNATIONAL TRANSPORT” (società di spedizioni e logistica che vanta un’esperienza ormai trentennale) è tra i vincitori dell’edizione 2016 dell’European Choice Award (premio ideato da I-INVEST e CV MAGAZINE, del gruppo inglese AI GLOBAL MEDIA).
Gli organizzatori del premio intendono così riconoscere le aziende Europee che sono all’avanguardia per quanto riguarda sviluppo e innovazione.
“Intendiamo mettere in evidenza le migliori aziende a tutti i livelli e di tutte le dimensioni scelte tra tutte quelle presenti sul mercato Europeo, così da evidenziare quali siano le stelle nascenti del mercato.”
Dopo due mesi di approfondita ricerca, gli organizzatori del premio hanno stilato una lista delle cento aziende europee che, nei diversi settori, rappresentano la crème-de-la-crème in Europa; le società che, della loro diligenza, dell’innovazione e dell’etica, ne hanno fatto dei punti di forza nel mondo degli affari europeo.
FORTUNE INTERNATIONAL TRANSPORT SRL è dunque risultata essere una delle aziende vincitrici del premio.
Paolo Federici, responsabile della FORTUNE, contattato dalla nostra redazione ha dichiarato: “questo è il risultato per l’aver puntato sulla qualità. Magari non saremo in grado di offrire ai nostri clienti sempre e solo il prezzo più basso, ma certamente proponiamo i nostri servizi sulla base della migliore soluzione di trasporto. Se cercate la qualità, chiamateci con fiducia.”

1 Commento

Archiviato in cultura, economia, giornalismo, Trasporti

C’è sempre un perché

qual è il compito di un giornalista? Fare domande e cercare risposte.
Ho appena terminato di leggere “La colpa degli altri” (di Gila Lustiger)

LA_COLPAMarc (il protagonista del libro) è un giornalista di quelli veri, tutto d’un pezzo, pronto a rischiare finanche la vita pur di far venire a galla la verità.
Un’indagine giornalistica su un delitto avvenuto trent’anni prima, lo porta alla scoperta di verità segrete inimmaginabili.
Il mondo è governato dal potete dei soldi; un potere che non guarda in faccia niente e nessuno.
O forse, qualche volta, per qualche oscuro motivo, quel potere risponde a regole di tutt’altro genere.
Scoprirlo sarà arduo e faticoso, ma un bravo giornalista arriva sempre alla verità, qualunque essa sia.
Paolo Federici

Lascia un commento

Archiviato in cultura, Generale, giornalismo, Libri, recensioni, riflessioni