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come si sbarca una nave …

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a volte ritornano

noi che abbiamo una certa età ricordiamo, con nostalgia, i tempi quando lo “shipping” era un’arte e per caricare una nave era necessario saper predisporre un piano di stivaggio. Avevamo un elenco di casse, gabbie, fasci … delle misure più diverse … ogni collo con peculiarità tutte sue (non sovrapponibile, non caricabile in coperta, da movimentare solo con il forklift, da assoggettare ad ancoraggio e fissaggio a bordo … magari da saldare al piano della stiva!) ed era necessario fare calcoli precisi per stivare in maniera corretta ogni cosa. Dovevamo anche tener conto dei pesi, per mantenere il bilanciamento della nave. Ed il bello era che non c’erano (e se è per quello, non ci sono nemmeno oggi!) scuole che insegnassero il mestiere. Certo, aver fatto studi scientifici, poteva essere di grande aiuto: conoscere matematica e geometria, calcolare volumi, valutare l’incidenza del peso per metro quadro… tutto diventava importantissimo e non si poteva sbagliare. Un calcolo sbagliato voleva dire che, al momento dell’imbarco, quella certa cassa non entrava nello spazio predisposto e tutto dovesse essere rifatto daccapo! Poi qualcuno ha avuto un’idea geniale: se gli imballi diventano tutti uguali, caricare una nave diventa un gioco da ragazzi ed è così che è nato il container. Però ci sono merci che NON possono viaggiare in container: stiamo parlando di colli che hanno misure o pesi “eccezionali”, cioè molto al di là della capacità di carico di un container. Ecco allora che per la spedizione bisogna tornare a riferirsi agli artisti dello shipping!

La FORTUNE INTERNATIONAL TRANSPORT di Milano è una di quelle aziende che gestiscono grossi impianti e questo è solo l’ultimo di una lunga serie: si tratta di una decina di colli che hanno misure esagerate (il solo diametro è mediamente superiore ai sette metri! Ed alcuni di loro hanno altezze oltre i cinque metri) tanto che, una volta arrivati in Italia (sbarcheranno a Chioggia) dovranno proseguire via fiume (con chiatta) fino a Mantova per poi fare un ultimo tratto via strada (con camion “eccezionali” muniti di idonei permessi stradali e debitamente scortati), viaggiando di notte, smontando semafori, rimuovendo ogni tipo di ostacolo.

Qui vediamo il momento dell’imbarco: la nave è stata interamente noleggiata dalla FORTUNE ed il piano di carico studiato, nell’ufficio di Milano, proprio come si faceva una volta.

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sempre… al lavoro! (always at work)

Giorno (sopra) e notte (sotto)

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moda autunno-inverno 2021-2022

ecco le nuove felpe “Fortune” (Made in Italy): saranno disponibili in autunno!

these are the new “Fortune” sweatshirts (Made in Italy): ready for the new fashion autumn-winter season!

Paolo Federici

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e mentre l’Italia si ferma …

noi continuiamo a lavorare …!

ecco un “giocattolino” da 135 tonnelate pronto per essere imbarcato a Marghera!

(Il lato positivo è che il Made in Italy … va sempre alla grande, in tutti i settori!)

Paolo Federici

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Maurizio Pistore: all around the world

Fortune International Transport is among the sponsors of this world event!

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After the 2002 Omo River Motoraid, the 2003 Southern Africa Motoraid, the 2004 Route des Grandes Alpes, the 2005 Marco Polo, the 2006 America Sur, the 2008 Transafricanordsud and the 2010 El Mundo Maya here come true the dream in 2012/2013 with the ALL AROUND THE WORLD, solo tour of the world riding a Quadro S three-wheeled scooter, a great journey across all 5 continents, 41 countries, 331 days, 98,700 km … now here I am again:

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with a well-defined path hypothesis (you plan, think, plan but then … it is the journey that makes the path, remember it always) and with many friends who have decided to join me in this new adventure: mine wife Anna with your support and enthusiasm, and then Giovanni, very important in the construction of the site and for his advice on the technological material to take on the road, Roberto for the mechanical part, Luca for the graphic part and then Max and the volunteers of Emergency and the many Paduan associations, and Marta Ceretta, Roberta Milazzo and Francesco “Canadian”, Iuri Rosselli, Emanuel Dolci, Paolo and Filippo Pandin, Andrea De Virgilis, Andrea Donghi, Paolo Federici (my fantastic partners) and many many others I sincerely thank you for your support, big or small.

Fortune International Transport will be reporting the going on of the trip on this blog!

The official web of the tour is www.mauriziopistore.it

Paolo Federici

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il nuovo slogan …

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27 settembre 2018 · 5:30 PM

imbarco sotto la neve

eh sì, nella mia lunga esperienza ne ho viste di tutti i colori, ma un imbarco (tutto in bianco!) sotto la neve … mi mancava.
Se poi le operazioni avvengono laddove la neve non si vede mai (siamo nel meraviglioso sud pugliese!) la cosa acquista un suo fascino tutto particolare!
Ecco la nave sotto la neve a Bari …

a breve … altre foto!
D’altronde, un evento del genere non capita tutti i giorni.
Stay tuned.
Paolo Federici

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sempre più “project cargo”

quattro motori diesel, del peso di 80 tons cadauno (e con misure di circa 8 metri di lunghezza per 3 metri di larghezza per 5 metri di altezza), sono stati “spediti” dalla Germania all’Italia.

Hanno viaggiato su una chiatta (sul Reno) fino a Schiedam dove sono stati trasferiti su una nave autosollevante.

In meno di due settimane la nave (mv Zuidvliet) ha raggiunto il porto di Ancona dove i motori sono stati sbarcati e trasferiti al locale cantiere della Fincantieri.

Il coordinamento delle operazioni in Italia è stato affidato alla Fortune International Transport di Milano, ancora una volta in prima linea nella gestione di un trasporto “eccezionale”.

Ecco le foto sia dell’imbarco che dello sbarco

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Italia – Germania: 1 – 0

loading the “second” Ilyushin 76 at Malpensa
(pictures by “Tiziana Vimercati”)

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Italia-Germania?
Ancora una vittoria … nostrana!
La merce era di origine italiana, ma l’incarico per la spedizione era stato dato ad uno spedizioniere tedesco.
Si sa, i tedeschi sono più affidabili, più seri e magari anche più a buon mercato.
E quel “carico” era davvero speciale: le casse contenevano macchinari di altissimo valore.
Ed avevano anche misure speciali (alte tre metri, pesavano 10.000 chili cadauna).
Solo che quando le prime casse “speciali” sono arrivate a Francoforte, il “tedesco” ci è rimasto male: non è riuscito a caricarle sull’aereo prenotato “ad hoc” ed ha dovuto mollare il colpo.
Allora il cliente si è ricordato del povero, piccolo spedizioniere italiano.
Così abbiamo ritirato sia la parte rimanente della merce in Italia che la parte già andata in Germania (facendo tornare a casa quelle casse che ignominiosamente giacevano a Francoforte) ed abbiamo caricato il tutto in due aerei noleggiati per l’occasione ed atterrati a Malpensa.
Va detto che la caricazione non è stata facile (per tutta una serie di problematiche tecniche che vi risparmio) ma grazie alle capacità “italiche” (l’inventiva e la creatività non ci mancano proprio!) gli ostacoli sono stati superati e le operazioni concluse a tempo di record.
Ed in meno di ventiquattro ore tutta la merce era già arrivata dall’altra parte del globo.
Insomma, godiamoci una volta tanto questo momento: anche questa volta abbiamo battuto la Germania!
Paolo Federici

 

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