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Moriremo di … burocrazia.

è sempre in forza l’UCAS: Ufficio Complicazioni Affari Semplici!

Torno a parlarvi delle importazioni di mascherine!

fino a pochi giorni fa:
1) azienda cinese vende 1.000.000 di mascherine a distributore italiano
2) distributore italiano provvede allo sdoganamento ed al pagamento dei diritti doganali
3) distributore italiano vende a 50 diversi compratori (ospedali, farmacie, asl, centri anziani, fabbriche, uffici ….)
4) ed il cerchio si chiude con una unica operazione doganale ed un unico versamento dei diritti doganali

prima modifica
1) azienda cinese vende 1.000.000 di mascherine a distributore italiano
2) distributore italiano provvede allo sdoganamento ed al pagamento dei diritti doganali e tra i documenti deve presentare l’elenco dei suoi 50 compratori
3) distributore italiano vende a 50 diversi compratori (ospedali, farmacie, asl, centri anziani, fabbriche, uffici ….)
4) ed il cerchio si chiude con una unica operazione doganale ed un unico versamento dei diritti doganali (ma con una prima complicazione “burocratica”)

con le nuove regole:
1) azienda cinese vende 1.000.000 di mascherine a distributore italiano
2) distributore italiano vende a 50 diversi compratori (ospedali, farmacie, asl, centri anziani, fabbriche, uffici ….) ma
3) l’onere dello sdganamento spetta ad ogni singolo compratore, quindi vanno fatte 50 diverse operazioni doganali, 50 diversi versamenti dei diritti, 50 diverse documentazioni, attestazioni, autocertificazioni per ognuno dei 50 compratori

solo a me sembra una inutile complicazione delle procedure burocratiche?

(p.s.: come sanno i miei lettori, noi gestiamo “trasporti”. Un mio cliente che da sempre importa mascherine ed altre attrezzature medicali, cuffiette, soprascarpe, abiti ospedalieri, ha semplicemente cambiato il modo di trasporto da via mare in container a via aerea, vista l’urgenza. Lui acquista, finanziando l’operazione, e poi rivende, facendosi pagare quando effettivamente consegna. Leggo sul Corriere che la regione Lazio ha affidato un appalto a qualcuno che non solo non finanzia l’operazione, chiedendo quindi di essere pagato anticipatamente, ma poi scappa con la cassa. Morale della favola: chi prende i soldi e non ottempera all’obbligo di fornire il materiale è “preferito” dalle Regioni appaltatrici. Chi invece usa i suoi soldi per finanziare l’operazione, si vede confiscare la merce all’arrivo in Italia! Mala tempora currunt)

(pp.ss.: intanto gli sdoganamenti – quando va bene e la merce non subisce la confisca! – subiscono ritardi enormi! Gli ospedali e le farmacie continuano a chiamarci per sapere quando consegneremo le loro mascherine. La cosa tragica è che non siamo in grado di dare una risposta!)

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Sono arrivate …

le prime 50.000 mascherine (con il trasporto gestito da noi!) sono arrivate (via aerea, dalla Cina!). E stiamo coordinando la spedizione di altre … 1.000.000!

Nel nostro piccolo, qualcosa facciamo anche noi. D’altronde il trasporto è il nostro mestiere, e poi “All You Need Is Fortune!

Paolo Federici

(the first order of 50.000 surgical masks – whose transport has been arranged by us – arriving from China have been custom cleared and delivered to two Italian hospitals already. Other 1.000.000 masks will be handled by us again (by airfreight) in the next few days. In this very special period we are anyway doing our job, transporting what is the real need for the time being!)

 

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Italy is back …

stiamo tornando!
Grazie soprattutto a chi continua a credere in noi.

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Corsi e ricorsi storici

già una volta era scoppiata la fobia della bistecca: era il tempo della “mucca pazza” e per mangiarsi una bella fiorentina bisognava intrufolarsi in qualche ristorante “carbonaro”, mantenendo la segretezza.
Poi è arrivata la paura nei confronti di polli e galline (l’aviaria, ricordate?): il risultato era stato un drastico calo del costo della carne di pollo ed un sacco di aziende in crisi.
In quel periodo mi abbuffavo di pollame, visto che il risparmio nell’acquisto era davvero “interessante”.
(Ovviamente la temuta pandemia “aviaria” non c’è stata. Chi si è arricchito è stato solo il produttore di un farmaco inutile, il Tamiflu, comprato a milioni di dosi anche dai nostri governanti!)
C’è stato poi il terrore nei confronti della carne di maiale.
Ad aprile 2009 sui giornali leggevamo: “Scoppia l’allarme ‘suino pazzo’ in Messico e negli Stati Uniti. Un nuovo tipo di febbre suina si starebbe trasmettendo infatti da uomo a uomo e potenzialmente potrebbe dar vita ad una pandemia”
Sembra che la storia (come sosteneva il grande filosofo napoletano Giovanbattista Vico) non faccia altro che ripetersi.
Ed eccoci nuovamente daccapo, con la paura della carne rossa.
Sapete che vi dico?
Da domani comprarsi una bella fiorentina costerà meno e quando vorrò organizzare una grigliata tra amici il mio portafoglio tirerà un sospiro di sollievo.
Tanto prima di arrivare ai 90.000 morti all’anno che fa il fumo … bisogna mangiarne di carne!
Paolo Federici

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