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DHL … mi rispondete?

noi siamo spedizionieri internazionali e gestiamo le importazioni dall’estero per conto di un nostro cliente “importatore”.
Dalla Cina gli hanno spedito della merce indicando NOI come ricevitori in Italia (ed in effetti, noi siamo incaricati di ritirare la merce all’arrivo per poi trasferirla, sotto vincolo doganale T-1, al nostro magazzino doganale ove espletare le formalità di importazione, gli eventuali controlli, ispezioni e pagamenti delle tasse, dazio ed iva.)

Normalmente il “corriere” (è successo con UPS e con FEDEX), ci contatta: noi gli diamo le istruzioni del caso per l’emissione del documento di transito T-1 oppure per la cessione in aeroporto – dove facciamo noi fare il T-1 – e loro provvedono a consegnare la merce nel nostro magazzino doganale, dove poi noi formalizziamo l’operazione doganale di importazione.

Questa volta però la spedizione è arrivata con DHL: loro non solo non ci hanno contattato, ma hanno disposto lo sdoganamento all’arrivo compiendo ben TRE errori
– hanno presentato i documenti in dogana indicando NOI come importatori (per il semplice motivo che dalla Cina gli hanno dato il nostro nominativo come destinatario della merce, senza “capire” che c’è una sostanziale differenza tra destinatario ed importatore)
– hanno dichiarato tipologia e valore della merce in maniera totalmente arbitraria, quando avremmo dovuto NOI presentare i documenti (fattura, packing list, dichiarazione CE, etc) necessari per un corretto sdoganamento
– hanno disposto lo sdoganamento a nostro nome senza avere NESSUN MANDATO ad operare per nostro conto (con il rischio, pertanto, che la Dogana contesti a NOI tutti gli errori contenuti nella bolla doganale e magari attivi una procedura legale contro di noi!)

Desidero pertanto fin d’ora DICHIARARE a gran voce che
– noi NON siamo gli importatori
– noi NON abbiamo mai dato istruzioni a DHL per procedere allo sdoganamento a ns nome
– ci riserviamo il diritto di adire le vie legali CONTRO la DHL per gli eventuali danni e le conseguenza “negative” che dovessero vederci parte offesa

CHIEDO TROPPO se chiedo che qualcuno dalla direzione della DHL … CI CHIAMI per vedere di chiarire la situazione?

Io ho già chiamato (al telefono) cinque volte (ed ho mandato altrettante mail).
La seconda volta, dopo aver spiegato la questione, mi è stata promessa una risposta entro dieci minuti, ma finora nessuno mi ha più richiamato.
Tutte le altre volte, dopo una lunga attesa è caduta la linea (intanto io pago … visto che il loro è un numero 199 a pagamento).

Paolo Federici

(P.S.: poi non dite che non ho provato a chiamarvi!)

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Moriremo di … burocrazia.

è sempre in forza l’UCAS: Ufficio Complicazioni Affari Semplici!

Torno a parlarvi delle importazioni di mascherine!

fino a pochi giorni fa:
1) azienda cinese vende 1.000.000 di mascherine a distributore italiano
2) distributore italiano provvede allo sdoganamento ed al pagamento dei diritti doganali
3) distributore italiano vende a 50 diversi compratori (ospedali, farmacie, asl, centri anziani, fabbriche, uffici ….)
4) ed il cerchio si chiude con una unica operazione doganale ed un unico versamento dei diritti doganali

prima modifica
1) azienda cinese vende 1.000.000 di mascherine a distributore italiano
2) distributore italiano provvede allo sdoganamento ed al pagamento dei diritti doganali e tra i documenti deve presentare l’elenco dei suoi 50 compratori
3) distributore italiano vende a 50 diversi compratori (ospedali, farmacie, asl, centri anziani, fabbriche, uffici ….)
4) ed il cerchio si chiude con una unica operazione doganale ed un unico versamento dei diritti doganali (ma con una prima complicazione “burocratica”)

con le nuove regole:
1) azienda cinese vende 1.000.000 di mascherine a distributore italiano
2) distributore italiano vende a 50 diversi compratori (ospedali, farmacie, asl, centri anziani, fabbriche, uffici ….) ma
3) l’onere dello sdganamento spetta ad ogni singolo compratore, quindi vanno fatte 50 diverse operazioni doganali, 50 diversi versamenti dei diritti, 50 diverse documentazioni, attestazioni, autocertificazioni per ognuno dei 50 compratori

solo a me sembra una inutile complicazione delle procedure burocratiche?

(p.s.: come sanno i miei lettori, noi gestiamo “trasporti”. Un mio cliente che da sempre importa mascherine ed altre attrezzature medicali, cuffiette, soprascarpe, abiti ospedalieri, ha semplicemente cambiato il modo di trasporto da via mare in container a via aerea, vista l’urgenza. Lui acquista, finanziando l’operazione, e poi rivende, facendosi pagare quando effettivamente consegna. Leggo sul Corriere che la regione Lazio ha affidato un appalto a qualcuno che non solo non finanzia l’operazione, chiedendo quindi di essere pagato anticipatamente, ma poi scappa con la cassa. Morale della favola: chi prende i soldi e non ottempera all’obbligo di fornire il materiale è “preferito” dalle Regioni appaltatrici. Chi invece usa i suoi soldi per finanziare l’operazione, si vede confiscare la merce all’arrivo in Italia! Mala tempora currunt)

(pp.ss.: intanto gli sdoganamenti – quando va bene e la merce non subisce la confisca! – subiscono ritardi enormi! Gli ospedali e le farmacie continuano a chiamarci per sapere quando consegneremo le loro mascherine. La cosa tragica è che non siamo in grado di dare una risposta!)

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Tecnologia & Innovazione

FORTUNE-ADS

Tecnologia & Innovazione è la rivista che divulga le più importanti innovazioni tecnologiche nel contesto industriale e aziendale italiano. La rivista mappa dall’interno i principali processi di cambiamento dei settori trainanti Made in Italy: dall’automotive alla moda, dal food & beverage al settore dell’arredamento e dell’automazione; i contenuti di Tecnologia & Innovazione presentano ai lettori una panoramica approfondita di tutto quello che coinvolge, migliora e ottimizza le filiere punta di diamante del territorio italiano e internazionale. La rivista si rivolge ai direttori tecnici e i direttori acquisti di oltre 100.000 industrie italiane, principalmente OeM, costruttori di macchine e impianti ed end user industriali. I contributi più innovativi sono i focus sulla ricerca riguardante i campi di automazione, macchine e impianti, sistemi informatici e software per i principali settori produttivi e industriali. L’intento del progetto editoriale è è infatti quello di funzionare da raccordo all’interno del processo evolutivo del mondo industriale e mettere in collegamento il mondo della ricerca (intesa nella sua più ampia accezione, da quella accademica a quella industriale), alla realtà quotidiana dell’industria, impegnata nella transizione tecnologica. Tutti gli approfondimenti, le novità di settore, le interviste con imprenditori e ricercatori, danno corpo, numero dopo numero, a una raccolta di pratiche innovative che segnano un nuovo inizio e costruiscono basi solide per la trasformazione aziendale. Il progetto ha due principali canali attraverso i quali divulgare le informazioni di rilevanza: il cartaceo, che presenterà nel dettaglio le ricerche e le novità del settore, e il canale tecnologico, che sarà un punto di contatto giornaliero con il pubblico di riferimento. A corredo della rivista, infatti è possibile consultare il sito web e l’app; gli approfondimenti presenti sul cartaceo rimandano a contenuti multimediali tramite qr code e box tematici. T&I si avvale di un gruppo di collaboratori editoriali di alto profilo tecnico e professionale, attivi nei campi dell’innovazione tecnologico.

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sempre più difficile

leggo un articolo dove si ringrazia e si elogia la Dogana Italiana per aver sequestrato merce destinata in Australia, sostenendo che, trattandosi di materiale ospedaliero, serve all’Italia e quindi bisogna pensare prima agli italiani, e pertanto se  ne vieta l’esportazione.
Poi leggo un articolo dove si critica la Cina per aver bloccato l’esportazione verso l’Italia di materiale ospedaliero regolarmente ordinato e pagato dall’Italia.
La prossima lettura è più edificante: la Dogana ha sequestrato 900.000 mascherine arrivate in Italia dall’Egitto, mascherine che vengono messe immediatamente a disposizione della Protezione Civile. Ovviamente chi le aveva ordinate e pagate e doveva distribuirle ad ospedali, farmacie, ASL … ed altri enti che gliele avevano ordinate non è più in grado di ottemperare ai suoi impegni. Passano due giorni e si scopre che il “primo” compratore era la Regione Lombardia. Quindi la Dogana ha sequestrato e messo a disposizione della Protezione Civile mascherine acquistate e destinate alla Regione Lombardia!
Ora provate a fare un collegamento tra le tre notizie qui sopra e ditemi se ci trovate una qualche logica.
Premesso che io mi occupo di trasporti, sto curando il trasporto di mascherine dalla Cina all’Italia: il mio cliente è un distributore che deve poi rifornire enti ospedalieri, farmacie, Asl, Comuni … praticamente ha raccolto gli ordini di diversi utilizzatori finali ed ha fatto un ordine unico per qualche milione di mascherine, così da ridurre anche il prezzo (come succede per i GAS: Gruppi di Acquisto Solidale). Però tutto è legato a due “speranze”: la prima è la speranza che la Cina lasci partire questo lotto di merce e non lo confischi alla partenza. La seconda è che la Dogana Italiana autorizzi lo sdoganamento e non intervenga con un sequestro.
Secondo voi con quale spirito stiamo operando (sia noi, incaricati del trasporto e della distribuzione, che il nostro cliente, incaricato dell’acquisto e del finanziamento dell’operazione)?
Vale la pena darsi da fare per aiutare questa nostra povera Italia sapendo che non solo nessuno ti dirà grazie, ma anzi rischi di essere messo alla gogna e di essere accusato (ingiustamente) di sciacallaggio.
Ma oggi questa è la situazione in cui noi, operatori internazionali del trasporto, dobbiamo operare.
Paolo Federici

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Sono arrivate …

le prime 50.000 mascherine (con il trasporto gestito da noi!) sono arrivate (via aerea, dalla Cina!). E stiamo coordinando la spedizione di altre … 1.000.000!

Nel nostro piccolo, qualcosa facciamo anche noi. D’altronde il trasporto è il nostro mestiere, e poi “All You Need Is Fortune!

Paolo Federici

(the first order of 50.000 surgical masks – whose transport has been arranged by us – arriving from China have been custom cleared and delivered to two Italian hospitals already. Other 1.000.000 masks will be handled by us again (by airfreight) in the next few days. In this very special period we are anyway doing our job, transporting what is the real need for the time being!)

 

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Nota esplicativa al DPCM 8 marzo 2020

2020-03-08

Data:

08/03/2020


Nota esplicativa al DPCM 8 marzo 2020
Maeci

Con riferimento al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020, si precisa quanto segue:

TRANSFRONTALIERI

Le limitazioni introdotte oggi non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Salvo che siano soggettI a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.

MERCI

Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

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Hitler’s latest hoax

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2 marzo 2020 · 5:29 pm