Corsi e ricordi storici.

nel 1978 lavoravo in una agenzia marittima (a La Spezia) e caricavamo le navi della Lauro per diverse destinazioni.
Una di queste era la Nigeria.
In quel momento, grazie al petrolio, la Nigeria era ricchissima e quindi aveva la possibilità di acquistare di tutto, di più.
Pertanto, le navi che andavano verso la Nigeria era davvero tante.
Provenivano da tutto il mondo… però il porto di Lagos non era preparato a riceverle tutte, per cui c’era da fare la fila (restando in rada, all’àncora) in attesa dell’ormeggio.
Sapete quanto restò in attesa una nave della Lauro (partita da La Spezia) prima di poter essere ormeggiata e sbarcare?
Tredici mesi!
Più di un anno in coda ad aspettare il proprio turno.
Quando leggo dei porti americani congestionati e delle navi che devono rimanere in attesa per ben 30 giorni, mi scappa un sorriso.
Niente di nuovo, sotto il sole.
E comunque 30 giorni non sono 400!
Se i volumi di merce aumentano in maniera esponenziale ed i porti non crescono allo stesso ritmo, il risultato non può essere che… la coda.
Costruire un nuovo porto o allargare un porto esistente non è qualcosa che si fa in un giorno.
Joe Biden ha cercato di correre ai ripari ordinando ai porti di lavorare 24 ore al giorno, 7 giorni su 7… ma questo non basta.
Le Compagnie di Navigazione intanto hanno preso la palla al balzo per aumentare i noli (mediamente di 10 volte, cioè quel trasporto che un anno fa costava 1.000 adesso costa 10.000).
Le industrie sono state costrette ad aumentare i prezzi (se loro si vedono decuplicato il prezzo del trasporto, mica potranno assorbirlo come se niente fosse!) e l’inflazione ha ripreso a galoppare.
Torniamo un attimo al 1978 ed alla Nigeria: come è finita?
Ve lo dico io (in maniera semplicistica): una Compagnia di Navigazione si è “appropriata” di un terreno che dava sul mare, a Lagos. Ha creato una banchina con una semplice colata di cemento (nessuna gru, nessuna operatività) ed ha iniziato ad utilizzare della navi RO-RO.
Arrivava al porto, apriva il portellone, come un ponte levatoio, e con dei semplici muletti (fork-lift) scaricava tutta la nave.
Nessuna attesa e pochissimi giorni per completare lo sbarco.
Ah dimenticavo, allora i containers ancora non c’erano (si cominciavano a vedere i primi 35′ della Sealand, ma le navi full-container erano qualcosa di futuristico).
Come è finita?
Quando la Nigeria ha finito i quattrini (per colpa del crollo del prezzo del petrolio, ma anche per l’enorme corruzione che c’era nel Paese) quella Compagnia di Navigazione atipica (aveva raggiunto la bellezza di 63 navi in gestione!) è fallita.
Cosa succederà, invece, oggi?
Quando comprare dall’estero, da Paesi molto lontani, non sarà più conveniente, per colpa dell’esagerato costo del trasporto, le aziende torneranno a produrre in patria.
I volumi di merce da trasportare si ridurranno ed i porti torneranno ad essere operativi senza lunghe attese.
E le Compagnie di Navigazione la smetteranno di chiedere prezzi assurdamente alti.
Basta sedersi sulla sponda del fiume ed aspettare.
Paolo Federici

1 Commento

Archiviato in cultura, economia, Generale, giornalismo, Idee, Politica, riflessioni, Trasporti

Una risposta a “Corsi e ricordi storici.

  1. cienne19

    Lo stesso è successo a khoramshar quando l Iran ha scoperto il petrolio forse nel 1978/1980. Un mio amico ha fatto arrivare dal Giappone una nave di chiatte che messe in acqua portavano la merce dalla nave ancorata alle piccole banchine facendo milioni di dollari. Come è finita? Con Khomeini e la guerra con l Iraq.

e tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...