le vie fluviali

si parla sempre (e molto) di strade e ferrovie, ma nella nostra area esiste una terza via (poco sfruttata, ma potenzialmente molto interessante): ci riferiamo alle vie fluviali.

Sono in pochi a sapere che il nome della fermata della metropolitana di Milano “Porto di Mare” trae origine dal vecchio progetto realizzato solo in parte, della costruzione del canale navigabile Cremona-Milano e che aveva previsto l’organizzazione del Porto vicino alla zona di Rogoredo quando le zone erano agricole. Parliamo di fine anni dell’800 e l’inizio del ‘900. Sulla base di alcune videoconferenze sui temi della Navigazione Turistica e Merci, alcuni operatori, anche milanesi, avevano messo in evidenza la necessità di condividere queste tematiche. Purtroppo il tema dell’utilizzazione delle infrastrutture della Navigazione Interna è stato abbandonato nei decenni passati a differenza di quello che avveniva nei secoli scorsi. Viceversa l’Unione Europea attraverso le sue politiche delle Reti Transeuropee promuove i trasporti più sostenibili ed ha sempre di più incoraggiato la ripresa del trasporto fluviale e Fluvio-Marittimo anche all’interno delle aree metropolitane.

Interessante è anche il tema della Navigazione Turistica e passeggeri: Milano potrebbe essere visto e diventare un centro nevralgico di tutto il sistema che collega i laghi, Maggiore (Locarno) e Como tramite i Navigli, il Po e quindi nell’Adriatico. Numerosi sono i progetti di riqualificazione ed ampliamento della rete di navigazione interna e dei Navigli e grandi sono le potenzialità di mercato che potrebbe avere il trasporto turistico.

Proviamo a fare delle COMPARAZIONI “chilometriche” così magari diventano più evidenti le differenze! Prediamo tre Stati “EUROPEI”: Italia, Francia e Germania

La Francia è la più grande (ha un’estensione quasi il doppio dell’Italia) ma una popolazione equivalente (65 milioni loro, 62 noi!)

La Germania ha un’estensione simile alla nostra (350 mila chilometri quadrati contro 300 mila) ma una popolazione molto più numerosa (82 milioni contro 62 milioni)

STRADE:
France 1,027,183 – Germany 644,480 – Italy 487,700
proporzionalmente (sia per area che per popolazione) abbiamo molti meno chilometri di strade rispetto agli altri due

FERROVIE:
Germany 41,981 – France 29,640 – Italy 20,254
qui il dato è ancora peggio: nonostante un’estensione territoriale simile, abbiamo LA META’ di chilometri di ferrovia rispetto alla Germania. E nonostante lo stesso numero di “persone”, abbiamo un terzo di chilometri in meno rispetto alla Francia.

VIE D’ACQUA
France 8.501 – Germany 7.467 – Italy 2,400
ma dove mostriamo le nostre carenze e nelle vie FLUVIALI. La differenza rispetto a FRANCIA e GERMANIA è davvero enorme. Sarà anche vero che Alpi ed Apennini limitano le possibilità di sviluppo delle vie fluviali, ma proprio per questo la pianura padana (ed in modo particolare il collegamento tra Milano e Cremona) potrebbe essere l’area ideale per sviluppare le vie fluviali!

Il 26 maggio si è tenuto un convegno, organizzato dal Propeller Club, dal titolo: Milano, porto di mare.

L’argomento è stato preso alla larga: alla fine del 1300, il marmo per la costruzione del Duomo arrivava via fiume dalle cave di Candoglia, situata sul fiume Toce.

Era invece il 1482 quando Leonardo da Vinci, appena arrivato a Milano, fu reclutato da Ludovico II il Moro che gli assegnò il compito di studiare un sistema che rendesse possibile la navigazione tra il Lago di Como e Milano. Leonardo, che aveva già progettato un sistema di dighe finalizzato a risolvere il problema della differenza di altezza, rendendo il territorio navigabile, non si lasciò sfuggire la possibilità di buttare giù alcuni schizzi, che sono oggi conservati all’interno del Museo dei Navigli. Da quel momento i Navigli furono caratterizzati da un continuo sviluppo, dato dalla costruzione di nuovi canali e dighe. Questo è il modo in cui i Navigli diventarono un importante mezzo di comunicazione per la città di Milano.

Insomma il sogno di collegare Milano al mare è parecchio datato.

Ed oggi?

Ne ha parlato Gabriele Negrini, dell’autorità portuale di Mantova, intervenendo sull’argomento: le azioni fatte sulla rete della Navigazione Interna.

Ci sono due aspetti da considerare: un aspetto turistico, per cui è possibile la navigazione di piccoli natanti per andare dalla Svizzera all’Adriatico (il progetto Locarno-Venezia) ma è possibile andare in crociera da Torino a Venezia lungo la ciclovia del Po.

C’è poi un aspetto logistico: trasportare merce via fiume anziché via strada potrebbe contribuire, non poco, a togliere traffico (e inquinamento) dalla strada. Coniugando sviluppo e rispetto dell’ambiente!

Già prima del PNRR esistevano dei finanziamenti europei per potenziare le vie d’acqua, ipotizzando di collegare Milano a Venezia e Trieste.

Oggi a che punto siamo: ma Mantova a Marghera esiste un ottimo servizio di chiatte che possono trasportare colli eccezionali pesanti centinaia di tonnellate che NON potrebbero essere trasportati via strada. Il collegamento esisteva (fino a pochi anni fa) fino a Cremona ma si è bloccato tutto perché si è abbassata la marea, quindi bisognerebbe procedere con un’operazione di dragaggio per recuperare pescaggio.

Da Cremona poi il collegamento con Milano diventerebbe più facile (già esistono collegamenti con Piacenza e Pavia)

Quindi, volendo organizzarsi, adesso potrebbe essere il momento ideale per investire sul progetto ed una Milano Metropolitana potrebbe avvantaggiarsene non poco!

Una piccola nota polemica: il progetto non è nuovo, ma un centinaio di anni fa … quando già ci si stava lavorando, qualcuno bloccò i lavori. Era il 1929 e lui era quello che, secondo alcuni, ha fatto anche cose buone!

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