PMI: Piccole e Medie Imprese

dal progetto CIAO2030

20. impresa 4.0, bottega 4.0.

Si dice poco o nulla su come si vuole gestire. Per noi è apprezzabile che il Governo recuperi questa scelta dell’esecutivo Renzi e dei ministri Guidi e Calenda. Ma il quadro di utilizzo ci pare ancora fumoso a dispetto della significativa quantità di denari stanziati. Bene Industria 4.0, ma come? La ripresa industriale è fondamentale ma occorre anche sostenere le PMI e le imprese artigianali. In questi giorni la stima sulle imprese che non ce la faranno a superare la crisi si fa più nera. Circa 390 mila potrebbero essere le attività che chiuderanno per sempre, più del 60% esclusivamente a causa dell’emergenza Covid. Si tratta del 7,5% del nostro tessuto produttivo, numero che supera il 10% nei settori commercio e servizi. Non possiamo ignorare il fatto che queste chiusure travolgeranno senza scampo le micro e piccole imprese che sono il cuore del nostro Made in Italy. Il 95% delle imprese italiane ha meno di 10 addetti. Queste imprese occupano il 45% dei lavoratori. Per anni la dimensione di queste imprese è stata dipinta come una debolezza ma è in queste micro imprese che si fa il Made in Italy. Queste vanno accompagnate in un consolidamento patrimoniale ed in un percorso di miglioramento della produttività, anche e soprattutto attraverso la formazione e digitalizzazione. Non confondiamo però la dimensione con la solidità. Anche in questo Piano si usano i termini impresa e lavoro genericamente, senza distinzione. Già da anni in Europa invece è stato coniato il paradigma “think small first” che, più che in ogni altro luogo, in Italia calza a pennello. Le misure economiche devono essere disegnate sul tessuto produttivo a cui si rivolgono, pensando anche ad una diversa configurazione per micro, medie e grandi aziende. Il Piano dovrebbe inaugurare una nuova stagione di politiche diversificate e mirate alla realtà delle nostre imprese. Il modello “Industria 4.0”, poi “Impresa 4.0” dovrebbe avere un nuovo filone “Bottega 4.0” per cogliere fino in fondo le potenzialità del nostro “saper fare” italiano. Occupandoci di micro imprese ci occuperemo di coloro che tramandano competenze e mestieri ma anche che con coraggio ricercano innovazioni e sperimentazioni, ci occuperemo di famiglie che vivono e crescono dentro le loro aziende, ci occuperemo dei talenti italiani. Anche perché molte delle innovazioni nei processi industriali avvengono grazie ad un componente o un macchinario ideato e costruito in una micro impresa

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