L’andamento dei trasporti …

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ringrazio Giuseppe Bellina per questo interessante contributo:

caro Paolo,
ti invio in allegato un file con alcuni numeri tratti dall’annuario ISTAT 2018 relativi ai trasporti 2016.
Non sono dati facili da reperire, ma avendo la possibilità di accedere ad archivi “privati” ho potuto condurre analisi abbastanza accurate.
Oggi comunque anche l’ISTAT riesce ad avere dati sufficienti.
Sarebbe necessario informatizzare le bolle di trasporto, si avrebbero dati precisi e la lotta all’evasione fiscale ne trarrebbe grande beneficio, e anche la lotta alla criminalità
Come puoi vedere, nel 2016 in Italia sono state trasportate 1.5 miliardi di tonnellate di merce; il 31% via mare.
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Delle merci trasportate via mare il 20% circa sono containers, che sul totale rappresenta invece il 6%.
La Ferrovia riesce a trasportare il 6%; difficile incrementarlo perché la ferrovia è competitiva su un traffico regolare e con volumi significativi e non può garantire la flessibilità e la rapidità del trasporto su gomma.
Del 61% delle merci trasportate su gomma, la metà circa è rappresentata dalla distribuzione urbana, e non ci sono alternative alla gomma, a meno che non si voglia realizzare un raccordo ferroviario per i supermercati o le pompe di benzina.
Aggiungo io che il 50% delle merci trasportate è rappresentato da merci pericolose, e che le ferrovie attraversano i paesi.
Le merci pericolose non possono andare sui traghetti; per quanto il trasporto ferroviario abbia meno incidenti, le conseguenze di un incidente ferroviario sono infinitamente più gravi di un incidente ad un’ autocisterna stradale.
Cito l’incidente di Viareggio con un treno di GPL e l’incidente sulla tangenziale di Bologna del 2018; conseguenze gravi anche nel secondo caso, ma molto più limitate.
I trasporti vanno visti su base europea, quindi un mezzo che debba andare da Priolo a Stoccolma, ha un vantaggio limitato a prendere un traghetto Palermo-Genova; in più con tempi di attesa significativi e vincoli di orario, e bisognerebbe interessare altri scali, cosa di limitata economicità.
Anche le merci deperibili non tollerano tempi di attesa.
Oggi il 19% delle merci trasportate per mare è su trailers; questo è il limite delle autostrade del mare per i motivi detti sopra.
Per quanto riguarda i containers, per cui si vorrebbe fare concorrenza al porto di Rotterdam questi, per raggiungere il Nord-Europa, dovrebbero travalicare le Alpi.
L’opposizione di Austria e Svizzera rende questa prospettiva problematica, fin quando non saranno operativi i corridoi europei, ma vista la vicenda TAV per la Torino-Lione, c’è da immaginare che siano necessari molti decenni.
Ci sarebbe inoltre da potenziare le ferrovie, ma probabilmente l’economicità dei trasporti via mare fino a Rotterdam rimarrebbe migliore.
Nel 1973 in seguito al primo shock petrolifero il governo Rumor lanciò i miti del trasporto ferroviario e delle autostrade del mare; su questo si è anche lavorato, ma si sono rivelate delle assurdità tecniche ed economiche; ciononostante questi miti riaffiorano periodicamente nel dibattito elettorale in quanto di facile presa sui non addetti ai lavori, fino alla successiva campagna elettorale.
Giusto un accenno alla pericolosità dei parchi ferroviari dove le merci pericolose stazionano; Bologna, Verona, Villa SG, Messina.
Il ponte sullo stretto sarebbe un toccasana per la sicurezza e per l’economia del Sud, ma ci sono lobbies potenti; il non realizzarlo è una vergogna nazionale; una dichiarazione di impotenza verso le lobbies dei traghetti, come la lobby delle autostrade per la TAV suddetta.
A proposito del ponte sullo stretto, lasciami aggiungere che Lisbona ha il suo ponte sul Tago, Istanbul, zona fortissimamente sismica, ha 2 ponti sul Bosforo, e il Golden Gate di S.Francisco di approssima a celebrare i 90 anni dall’inizio della costruzione (1933)
Infine, per tornare all’importanza della logistica, su guerre più recenti di quelle napoleoniche, Hitler si era impadronito del petrolio della Romania, ma gli alleati bombardarono le ferrovie; dato che gli stoccaggi di carburante erano limitati, ben presto i carri armati tedeschi restarono senza carburante, e c’è un film con Henry Fonda che racconta un episodio di questi eventi.
In più il carburante di cui disponevano i tedeschi aveva un numero di ottano basso, per cui i bombardieri americani, che disponevano invece dell’alkilato, si potevano permettere motori con rapporti di compressione più elevati e quindi di volare al di sopra della quota di tangenza della caccia tedesca, e bombardare impunemente.
Sempre a proposito di logistica, gli U-boot tedeschi tentarono di interrompere la catena logistica dei rifornimenti dagli USA all’Europa, e l’insuccesso costò la perdita della guerra alla Germania
Ti saluto cordialmente
Giuseppe Bellina

2 commenti

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2 risposte a “L’andamento dei trasporti …

  1. cienne19

    Molto interessante ma non sono d accordo su un punto: l utilità del ponte di Messina con i pochi soldi a disposizione. Meglio levare il monopolio a Caronte, mettere traghetti moderni dove i treni non devono essere spezzati, usare i soldi per fare autostrade e ferrovie in Sicilia. Autostrade del mare con traghetti veloci e dedicate ai camion.

  2. è vero che qualcuno in passato cercò di sviluppare il settore dei trasporti e della logistica … ma il progetto NON riuscì all’Italia bensì alla Germania di Kohl (le ferrovie tedesche si sono ingigantite acquisendo Shenker e creando le prime piattaforme di DHL e altri corrieri aerei per finire con il potenziamento di Francoforte come hub per le merci. Ancora oggi il 50 per cento delle merci in partenza da Malpensa … lascia l’aeroporto via strada per andare ad imbarcarsi a Francoforte, Parigi, Lussemburgo e perfino Londra!)
    Concordo dunque col fatto che ormai sia tardi, ma, tornando alle ferrovie, va anche detto che ben 4 (dei 10 corridoi ferroviari in fase di realizzazione in Europa) passeranno per l’Italia
    Il Genova-Rotterdam è quasi fatto (manca un pezzo in Italia … ed in questo siamo bravissimi a farci del male da soli) e questo potrebbe permettere di scaricare le navi a Genova e far proseguire i containers su Rotterdam via ferrovia.
    Così come sarebbe basilare avere la TAV … e magari arrivare finalmente a collegare Gioia Tauro con Milano (collegamento che già esisteva 15 anni fa … poi anziché ampliarlo l’hanno chiuso)
    Dulcis in fundo, lo scioglimento dei ghiacci al polo sta tracciando una nuova rotta per cui la navi andranno dalla Korea a Rotterdam passando per lo stretto di Bering e l’Italia sarà definitivamente tagliata fuori
    E pensare che geograficamente eravamo avvantaggiati come porta dell’Europa rispetto ai porti dei Nord, ma ormai ce la siamo giocata …
    (nel 1981, quando lavoravo in Panalpina, già allora costava meno portare un container da Milano a Rotterdam che non da Rotterdam a Genova. Oggi Rotterdam muove 15 milioni di containers mentre Genova non arriva a 2 … i numeri sono impietosi!)

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