Gratis … et amore Dei

in questo nuovo mondo internettiano ci siamo abituati ad avere tutto gratis.
Vuoi leggere un giornale? Lo trovi “on line” e puoi fare a meno di comprarlo (quindi i giornali non vivono più grazie al sostegno di chi li acquista per leggerli, ma si nutrono di pubblicità. Il “bravo” giornalista è quello capace di far affluire più pubblicità che non più lettori. Ma allora lo stesso concetto di “giornalista” perde il suo significato originario.)
Vuoi conoscere le ultime notizie? Ti basta accendere la TV. C’è un “canone” da pagare, ma quei soldi vanno solo ad un ente (la RAI), tutti gli altri canali sono “gratis” (vabbè, ti puoi abbonare a Sky … ma restano comunque centinaia di canali “gratis”), quindi nella stragrande maggioranza vivono solo del sostegno della pubblicità. E la pubblicità sceglie i programmi più seguiti. Ed i programmi più seguiti sono anche quelli dove il livello “culturale” scende per adeguarsi all’analfabetismo dilagante, aiutando a far crescere generazioni sempre più ignoranti (nel senso … “che ignorano”)
Hai bisogno di cure? Ormai sei abituato ad avere tutto gratis, medico, visite, esami, assistenza (sì, può esserci talvolta un minimo contributo – ticket – da versare, ma è comunque poca cosa).
Vuoi avere un profilo facebook, twitter, istagram? Ovviamente è tutto gratis!
Ma possibile che non si paghi mai niente?
I giocatori di poker dicono: “Se non riesci a individuare il pollo nella prima mezz’ora di gioco, allora il pollo sei tu!”
Se non riusciamo a capire che NON possiamo avere tutto gratis, abbiamo un problema!
Passo le giornate a cancellare e.mails (in arrivo)!
Dovevano semplificarci la vita: le e.mail, intendo!
Invece ce l’hanno invasa (questa sì che è un’invasione!).
Alla faccia della privacy.
Mediamente ricevo 500 e.mail al giorno.
Di queste almeno 450 sono … totalmente inutili (e non sto parlando dello “spam”: per quello c’è già un anti-spam attivo!).
Tanto per chi le manda sono “gratis”!
Le altre 50 sono per lo più richieste di preventivi (la mia società gestisce trasporti e spedizioni internazionali e quindi il primo passo è rispondere alla richiesta di quotazione!).
Preparare un preventivo non è un lavoro da poco, non ci sono semplici “algoritmi” da attivare.
Ogni richiesta ha una storia a sè, che comporta ricerca, studio, calcolo, elaborazione, preparazione …
Tutti lavori da farsi in maniera assolutamente gratuita.
Se il cliente accetterà il mio preventivo, noi saremo incaricati di eseguire quel trasporto (e allora “porteremo a casa” un qualche guadagno!).
Se altri avranno elaborato una quotazione più interessante (leggi: “ad un prezzo più basso”), saranno “altri” ad eseguire il trasporto.
Vista la “gratuità” del servizio “preventivi”, i clienti ci sguazzano: mandare una mail con la richiesta di preventivo ad un solo spedizioniere oppure a dieci diversi o magari a cinquanta … non è un problema.
Che poi 49 lavorino per niente e solo 1 riesca ad ottenere l’ordine fa parte del gioco.
Un gioco a perdere.
Giocare a chi fa meno non è un gioco che mi piaccia più tanto.
Ma qual è l’alternativa?
Far pagare i preventivi!
Ma vi pare una soluzione possibile?
Chi è che paga un abbonamento ad un giornale “on line” quando può avere le notizie gratis?
Però se vai da un avvocato a chiedere un consulto, lo paghi, indipendentemente che poi tu decida di affidare a lui quella particolare causa che ti vede coinvolto!
Se vai da un luminare della medicina, lo paghi, indipendentemente che poi tu decida di farti operare da lui!
Se hai bisogno del notaio, non è che puoi metterti a chiedere preventivi a destra e manca: i prezzi si equiparano.
Ecco, una volta i prezzi dei trasporti si equivalevano e allora risultava vincente chi riusciva ad offrire il miglior servizio (nel caso dei trasporti, il transit time più veloce, il numero di partenze più frequente, finanche le navi più moderne, il minor numero di scali intermedi, la precisione nel preparare i documenti necessari per negoziare un credito …).
Siamo sicuri che oggi, dove la variante determinante è diventata il prezzo, sia meglio?
Sento (e vedo, e leggo …!) le pubblicità: tutte concentrate sul prezzo, sullo sconto massimo, sull’anticipo minimo, sulla dilazione più lunga.
Nel nostro settore, lo spedizioniere da architetto del trasporto è diventato sempre più “finanziatore” del cliente, anticipando i costi (soprattutto per quanto riguarda i noli, ma anche per dazi ed iva all’importazione!).
Praticamente ci viene richiesto di fare da banca senza però avere la possibilità di addebitare interessi (o di chiedere garanzie e depositi cauzionali!).
E allora dobbiamo avere il coraggio di scegliere e di farci scegliere: io voglio clienti che non mi trattino da banca e voglio essere scelto perché il mio servizio è “migliore”.
Chiedo troppo?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Intanto posso dirvi che quest’anno chiuderemo con un aumento del fatturato del quaranta per cento.
Forse c’è ancora speranza.
(Ah, dimenticavo, negli ultimi 10 anni non abbiamo avuto alcun “danno”, perdita e/o mancanza relativamente alle merci affidate alla nostra società per il trasporto. Sarà solo una questione di fortuna? Ma anche la fortuna “audaces iuvet”, come dicevano i latini. O anche “all you need is FORTUNE” come recita il nostro slogan!)
Paolo Federici

1 Commento

Archiviato in cultura, economia, educazione, Generale, riflessioni, Trasporti

Una risposta a “Gratis … et amore Dei

  1. Teresa Landone

    hai assolutamente ragione!!
    Tanti saluti da una “pensionata”

e tu che ne pensi?

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