10 giudizi per 1 incipit

Ho partecipato (insieme alla mia amica Barbara Risoli!) ad un concorso mandando l’incipit del nostro nuovo romanzo scritto a quattro mani (chi lo volesse non deve far altro che chiederlo!) e questi sono i dieci giudizi che mi sono arrivati.

 

6.67

Devo ammettere che personalmente trovo di difficile approccio i romanzi che hanno una componente storica che, a mio avviso, rischia di appesantire la narrazione. Tuttavia, in questo caso, gli eventi storici vengono descritti con puntualità e precisione e sono quindi in grado di conferire maggiore spessore all’opera. In alcuni tratti avrei preferito che fosse stato dato maggiore spazio ai dialoghi, tralasciando la parte puramente descrittiva che a volte rischia di annoiare o di non coinvolgere appieno il lettore. Il linguaggio è sicuramente buono, e la sintassi è indiscutibilmente apprezzabile. La ricercatezza terminologica è in grado di conferire personalità al testo, anche se in alcuni punti potrebbe rischiare di fa perdere immediatezza al testo e fluidità alla lettura, costringendo il lettore a tornare indietro sulle parti da leggere… L’incipit del 2014 fa immaginare un romanzo denso di erotismo, poi la chiave di lettura del testo si differenzia, destabilizzando positivamente il lettore che viene proiettato verso una doppia narrazione. Davvero piacevole e originale l’escamotage usato per narrare due storie d’amore vissute in due epoche diverse.

8.33

Storia appassionante. La ripetizione del tema della reincarnazione non stanca grazie all’ottimo uso di un lessico pulito che ti fa scorrrere indietro nel tempo e ipotizzare storie nella storia insieme ai protagonisti.

6.67

Mi piace molto l’idea del salto nel tempo. Non è banale e da la possibilità di spaziare con facilità. L’idea è ottima. Per i miei gusti aggiungerei qualcosa per renderla un po’ meno sdolcinata. Sono curioso di leggere il seguito.

5.00

L’incipit è scritto in italiano corretto, tuttavia si notano disattenzioni nella grafia dei termini stranieri (“Cécile” e non “Cecile”, “Königswinter” e non “Konigswinter”, “déjà vu” e non “dejà vu” o “deja vu”, “Geneviève” e non “Genevieve”, “Lapérouse” e non “Laperouse”). Si tratta di difetti minori, risolvibili in fase di editing, però trasmettono la sensazione di un testo non curato a sufficienza (da questo punto di vista, si segnala anche un errore nel primo periodo della sinossi: “Una storia d’amore che attraverso il tempo”, anziché “attraversa”). Si nota la presenza eccessiva di modificatori: avverbi (“avidamente”, “benevolmente”, “profondamente”, “propriamente”, “estremamente”, “immediatamente”, ecc.) e aggettivi a volte superflui (ad esempio, “una giovane ragazza”: è ovvio che una ragazza sia “giovane”). L’uso troppo frequente degli avverbi è sconsigliabile: da una parte, rivelano uno scarso impegno nella ricerca di termini più succinti e appropriati (per esempio “somme estremamente interessanti” potrebbe sostituirsi con “un patrimonio”), dall’altra tendono a rallentare il ritmo e ad affaticare la lettura, difetto rilevante specie quando, come in questo caso, si ha a che fare con un testo di carattere “mistery/thriller/suspence”, nel quale il ritmo serrato è determinante. Alcuni passaggi suonano goffi, inappropriati o artificiosi, come nel caso di “quell’antro sempre più umido”: quale amante pensa alla parte anatomica in questione come a “un antro”? Oppure “quel suo sguardo teutonico fatto di ghiaccio”, “Adesso prendiamo il treno per recarci in centro” (troppo formale per un sms, più appropriato “Adesso prendiamo il treno per il centro”). Non si capisce se il termine “leccaminosa” sia un neologismo (che però suona stonato) o un refuso. Al di là della forma, benché l’idea degli amanti reincarnati sia interessante, la realizzazione non convince. Il racconto pare una concatenazione di fatti improbabili (la coppia che casualmente, per un congresso medico, si ritrova proprio a Königswinter e proprio in quell’albergo; la signora che in una gita di un giorno nella vastità di Parigi si imbatte proprio in quel locale; Rodolfo che scova proprio quel libro) e il tema della reincarnazione, da parte dei protagonisti, è trattato con aria troppo casuale, come fosse una qualsiasi curiosità e non una scoperta sconvolgente. Il tono dei dialoghi della coppia anziana appare del tutto inappropriato alla portata di ciò che vanno scoprendo e la narrazione non riesce a creare un senso di suspense o di mistero nel lettore. In altri termini, dalle prime righe si ha l’impressione di aver già colto l’andamento della vicenda. Può darsi che non sia così, e che il prosieguo riservi sorprese e colpi di scena, ma non è possibile saperlo a causa dell’assenza di una sinossi dettagliata.

7.67

Mi sento di dare un “sufficiente” alla grammatica non per l’esistenza di errori ed orrori grammaticali, ma per l’ampollosità e la ricercatezza dello stile. Nella prima riga compare un “sugge” che persino il mio programma di scrittura non riconosce. L’idea mi piace davvero, ma amo la scrittura veloce e scorrevole. non è più epoca di arzigogolii (non so se esiste il plurale di questa parola, ma credo renda l’idea).

7.00

Buona storia, abbastanza originale nel contesto la trama. Piacevole, scorrevole nell’essenza. Sicuramente l’aspetto di vedere i libri come strumento attraverso il quali aprire dei “varchi” o porte aperte verso altri mondi è molto originale.

6.67

L’inizio è coinvolgente, con qualche pecca forse nei dialoghi che in certi punti si vorrebbero un poco più profondi. Mancano coordinate più precise per identificare i protagonisti del presente, soprattutto i nomi; si accenna a un congresso medico, ma di più non viene rivelato, nemmeno dove si trovano i due, indebolendo la complicità con il lettore. Quando il protagonista ha il primo flash riguardante Cecile, tutto gli sembra già svelato, mentre è solo all’inizio di un viaggio di esplorazione che coinvolge due piani temporali. Solo due? No, più avanti diventano tre perché anche la coppia del passato ha un deja-vu di cui per il momento non si sa niente. Il protagonista tende a razionalizzare, e questo non aiuta la suggestione. Il lavoro di ricerca, tuttavia, risulta piuttosto improbabile e sbrigativo. Come anche l’innamoramento di Cecile per Friedrich, che dovrebbe apparire molto più conflittuale. Tuttavia, c’è una coerenza nella linea seguita, che non è quella del thriller o del paranormale, ma della passione amorosa. Incontriamo poi Rodolfo, ma non sappiamo se è lui il protagonista. Infatti più avanti si capisce che non è lui, ma pesa ancora la mancanza di un’identità dell’uomo che intende fare chiarezza sulla reincarnazione. La trama si dipana veloce, perfino troppo. Si sente il bisogno di inquadrare meglio i personaggi e di fare delle brevi soste per assimilare un materiale molto ricco.

3.67

Un romanzo di genere Mystery/Thriller/Suspence dovrebbe creare un’atmosfera di tensione, un meccanismo che cattura il lettore fin dalle prime battute. Un’atmosfera che non ho trovato in questo incipit. Penso che se fosse stato costruito in maniera differente sarebbe risultato più accattivante. Così sembra una storia d’amore che ha ben poco di suspense, di thriller o di mistero. Ho detto “poco” e non “nulla”. L’entrata in scena dei vari personaggi e delle differenti epoche risulta, in questo tipo di costruzione, molto caotica e non agevola la lettura. C’è, inoltre, qualche errore di troppo, forse dovuto a una mancata rilettura. La sinossi è pessima: sembra davvero scritta a quattro mani, ma ciascuna diversa e senza accordo con le altre.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in cultura, Generale, Idee, Libri, recensioni

e tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...