La riforma costituzionale

mi sono preso la briga di leggere tutte le modifiche, articolo per articolo (se volete farlo anche voi ecco il link: CLICK).
Se non altro, quando andrò a votare, potrò votare NEL MERITO della questione.
Evitando di votare per motivi che non c’entrano niente
C’è chi vota NO per mandare a casa Renzi (Salvini e Brunetta)
C’è chi vota NO per fare un dispetto al suo segretario (D’Alema e Bersani)
C’è chi vota NO perché il loro movimento è contro tutto e contro tutti a prescindere (Di Battista e Di maio).
C’è chi vota NO perché decide in base alla simpatia e/o antipatia.
C’è chi vota NO perché “io questa gente non la voglio proprio sentire”
C’è chi vota NO perché “dopo gli effetti della buona scuola … la buona Costituzione mi terrorizza”
C’è chi vota NO perché “non leggo documenti presentati da gente con l’intelligenza apparente di un puffo.”
Certo è che siamo arrivati alla dimostrazione lampante dell’inutilità della democrazia.
Chiedere ai cittadini di esprimersi su qualcosa che NON sanno e che NON vogliono nemmeno cercare di sapere è semplicemente deprimente.
Aveva ragione chi diceva “Governare gli italiani non è difficile, è inutile.”
Ma uno che sia uno che vota NO spiegando quali “nuovi” articoli NON vadano bene … non l’ho ancora trovato.
La mia proposta?
Per votare a questo referendum bisognerebbe “dimostrare” di averne almeno letto il testo, la consistenza delle modifiche, gli articoli in discussione.
Altrimenti cosa andiamo a votare?
Tanto varrebbe indicare sulla scheda: “chi preferisci, l’Inter o il Milan?”.
Il risultato sarebbe lo stesso.
Insomma, mi piacerebbe che tutti si facessero parte diligente e leggessero i testi messi a confronto.
Scoprirebbero, ad esempio, che la “prima” parte della Costituzione più bella del mondo NON viene toccata (prendersela con Benigni perché elogiava la “prima” parte della Costituzione ed adesso si dice d’accordo con la modifica degli articoli dopo il 48 … dimostra l’insensatezza della protesta stessa!).
E, magari, potrebbero decidere usando la propria testa, senza farsi prendere da tifoserie artefatte.

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Sì, io ho deciso con la mia testa. Dopo aver letto attentamente ogni singola parola, ogni singolo articolo, ogni singola modifica. E liberamente, coscientemente, autonomamente #iovotosì
Paolo Federici

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12 commenti

Archiviato in cultura, economia, Generale, Idee, incontri, Politica, riflessioni

12 risposte a “La riforma costituzionale

  1. Bruno Mosca

    Io voto si!!

  2. Io voto no.
    E proprio per come hanno scritto la nuova costituzione.

  3. L’art. che dirime le competenze tra camera e senato è fantastico.

    • visto che il MONOCAMERALISMO (che sarebbe stato il meglio del meglio!) non è passato, l’articolo elenca esattamente in quali casi il SENATO (che, purtroppo, rimane seppur ridotto!) debba essere coinvolto. Non capisco il senso del commento!

      • Anche il precedente titolo quinto che doveva normar competenze di stato e regioni era fatto in modo da non crear conflitti.
        Poi s’è visto come è finita.

      • per questo si cerca sempre di migliorare!
        Andando avanti … non certo tornando indietro!
        🙂

      • Che la riforma sia troppo timida perché non supera il bicameralismo non serve nemmeno che lo dica io. 😀

      • a Milano si dice: “Piutost che nient l’è mei piutost”
        Ci abbiamo messo trent’anni per arrivare a questa “timida” modifica.
        Se non altro per la prossima modifica partiremo da uno scalino più alto.
        L’alternativa è tornare daccapo … e non fare niente per altri trent’anni

      • Veramente la riforma del titolo quinto e l’inserimento del pareggio di bilancio in costituzione son stati piuttosto veloci.
        Non è detto che una politica di piccoli passi sia per forza peggio del balzo di un grande cambiamento che senza rodaggio potrebbe portar effetti disastrosi pari alla quantità delle modifiche.

      • Ma siamo ai piccoli passi. Si riduce un po’ il Senato. Poi in futuro lo si cancellerà del tutto.

      • L’unico passo che serviva l’hanno fatto a metà e ho il terrore cieco che il nuovo senato sia un nuovo livello legislativo e di un altro non ce n’era proprio bisogno.

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