Convegno a Milano sul “caso Hanjin”

la sala era strapiena: l’argomento era sicuramente interessante!
Si parlava del “caso Hanjin” e delle sue ripercussioni sul mercato.
Alla tavola rotonda, organizzata dal Propeller Club Port of Milan, erano presenti diversi rappresentanti delle categorie coinvolte: ha aperto la discussione il presidente del Propeller Club Port of Milan, Riccardo Fuochi, e poi, moderati da Nicola Capuzzo di Ship2Shore, hanno portato il loro contributo Betty Schiavoni (Alsea), Paolo Federici (Nvocc), Ignazio Messina (Messina Line), Sebastiano Grasso (Assologistica), Nereo Marcucci (Confetra), Franco Larizza (Assicurazioni), Massimo Campailla (Studio Legale), Carlo Lombardi (Federazione del Mare).
Volete il “succo” della giornata?
Continuando a ridurre i costi di trasporto i fallimenti si moltiplicheranno, le situazioni di difficoltà saranno all’ordine del giorno, le società che operano nella logistica continueranno a perdere soldi e la “lezione” non sarà servita a nessuno.
Bisogna capire che il trasporto è un “servizio”, un servizio importante per le merci, e non un “problema” o un “costo” da evitare.
E quindi accettare un mercato con i “noli” in ascesa.
D’altronde quando dentro un container c’è merce che vale 10.000 euro, ma davvero saranno i 100 o 200 dollari in più di “costo” del trasporto a determinare il successo di un prodotto sul mercato?
Sta di fatto che ci sono 500.000 containers che ora “vagano” alla cieca e per recuperare le merci in essi contenute occorreranno fior di quattrini.
Ciò che è emerso dalla tavola rotonda è che nei prossimi mesi assisteremo ad una valanga di cause legali (e gli avvocati si leccano i baffi!): clienti che si rifiuteranno di pagare le maggiori spese accusando lo spedizioniere. Spedizionieri che vorranno rivalersi sugli NVOCC. NVOCC che saranno costretti ad incaricare altri legali della loro difesa. E fra dieci anni saremo ancora in ballo!
Tutto per essersi ostinati ad andare alla ricerca sempre e soltanto del prezzo più basso.
Servirà la lezione?
Pessimisticamente dico di no: i clienti continueranno a cercare il prezzo più basso ed in futuro il caso Hanjin si ripeterà.
Ottimisticamente dico che riducendosi il numero di navi, i noli “automaticamente” saliranno per la controbilanciatura di domanda ed offerta.
E forse, finalmente, il mercato si autoregolamenterà per il bene di tutti.
Per il bene delle Compagnie di Navigazione che torneranno a lavorare per guadagnare, degli spedizionieri che non saranno più costretti a farsi la guerra giocando a chi fa meno, degli NVOCC che potranno vendere noli a due cifre dimenticando i tempi quando un metro cubo di merce per la Cina pagava meno di un biglietto dell’autobus.
Dalla mia parte c’è un profondo ottimismo: spero solo di avere ragione!
Paolo Federici

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