Niente di nuovo sotto il sole

Era il 1984 (il 26 ottobre) quando assistevo al primo importante fallimento di una Compagnia di Navigazione italiana. Si chiamava Medafrica, era arrivata ad avere più di 60 navi ma ormai la sua flotta si era drasticamsnte ridotta ed improvvisamente le poche navi rimaste vennero bloccate e confiscate in giro per il mondo. Creando non pochi problemi a chi, su quelle navi, aveva caricato le proprie merci.

Solo una settimana prima era fallita una Compagnia di Navigazione americana, la Seawind.

E meno di un anno prima, nel dicembre del 1983, era stato il turno della Hellenic Lines. Con 28 navi, delle quali 15 impiegate su tratte marittime che riguardavano gli Stati Uniti, era una delle maggiori compagnie di navigazione del suo tempo.

Qualche anno dopo (siamo arrivati al 24 novembre 1986) toccò alla US Lines. 52 navi improvvisamente bloccate, impossibilitate ad attraccare. Con gli stessi problemi per le merci.

Insomma nel breve volgere di pochissimi anni, quattro delle maggiori Compagnie di Navigazione avevano chiuso i battenti.

Cosa avevano in comune e qual era stata la causa?

Beh, in comune avevavo il fatto che fossero specializzate nel trasporto di containers.

In quel periodo era in auge la corsa al ribasso, le Compagnie facevano a gara a chi offriva il prezzo più basso, riuscendo così a riempire le proprie navi ma a discapito dei conti economici.

Sembra che la lezione non sia servita: proporre i prezzi sempre più bassi permetterà sì di riempire le navi, ma arriva poi il momento che tutti i nodi vengono al pettine.

Trent’anni dopo (chi non conosce la storia è costretto a riviverla!) siamo punto e a capo.

La guerra dei noli ha appena fatto la sua “prima” vittima. Con 48 navi impossibilitate ad attraccare (ma il numero è destinato ad aumentare) e qualche centinaia di migliaia di containers bloccati in mezzo al mare, con il fallimento della Hanjin siamo qui a rivivere quei tempi che sembravano ormai superati.

Forse, adesso, finalmente i prezzi torneranno a salire ed il trasporto di merce da una parte all’altra del globo otterrà la giusta remunerazione.

Intanto chi ha puntato sempre e solo sulla ricerca del prezzo più basso (e adesso si ritrova le proprie merci bloccate chissàdove!) non può che cominciare a farsi un esame di coscienza e recitare il “mea culpa”.

Ma davvero pensavate di riempire containers e portarli dall’altra parte del mondo pagando meno di quanto vi costa il taxi quando dovete attraversare Milano?

Suvvia!

Paolo Federici

Lascia un commento

Archiviato in Generale, giornalismo, Politica, riflessioni, Trasporti

e tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...