SOLAS: sempre più complicato …!

immaginatevi una legge “mondiale” che (seppur redatta in lingua inglese) dica: “i viaggiatori, prima dell’imbarco, devono presentare il proprio documento di identità” e che questa circolare venga snaturata dal burocrate italiano di turno, il quale la traducesse: “le agenzie di viaggio, prima dell’imbarco, devono presentare il documento di identità del viaggiatore”.
Assurdo vero?
Eppure è successo, anziché con i passeggeri, con le merci.
Una legge mondiale (SOLAS) che impone a chi spedisce merce (in inglese: SHIPPER) di presentare una dichiarazione relativa al peso, ha trovato il burocrate incompetente di turno che anziché tradurre SHIPPER con “lo SPEDITORE” (quindi l’esportatore, il venditore, il produttore, il proprietario della merce … insomma!) ha tradotto “lo SPEDIZIONIERE”.
(nella similitudine di prima, possiamo dire che lo SPEDITORE sia assimilabile al PASSEGGERO, mentre lo SPEDIZIONIERE è un AGENTE DI VIAGGIO delle merci!)
Così che in Italia l’onere della presentazione della dichiarazione relativa al peso è passato sulle spalle degli SPEDIZIONIERI.
I quali hanno ovviamente protestato.
Allora la direzione generale delle Capitanerie di Porto ha emesso una “circolare” esplicativa che anziché chiarire ha ulteriormente confuso le acque (praticamente hanno scritto che per SHIPPER deve intendersi quello identificato nella legge originale scritta in inglese …!).
Gli SPEDIZIONIERI hanno comunque tirato un sospiro di sollievo, solo per ritrovarsi a dover affrontare una nuova circolare (questa volta di CONFINDUSTRIA) che recita: “L’interpretazione resa dagli spedizionieri del termine “shipper” è errata e strumentalmente ordinata ad evitare obblighi chiaramente a carico degli stessi in quanto il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto ha chiarito che nella realtà italiana e nel 90% dei casi lo “shipper” va identificato con lo spedizioniere”
Insomma anche in CONFINDUSTRIA hanno i loro burocrati incapaci di tradurre l’inglese.
Ed hanno preferito ribadire il concetto “sbagliato” espresso inizialmente dalla direzione delle Capitanerie di Porto
E così siamo daccapo.
La soluzione?
Beh, noi siamo abituati a risolvere problemi che nemmeno dovrebbero esistere, ma che si creano solo grazie all’incredibile ignoranza dei nostri burocrati!
Faremo PESARE, a nostra cura, tutti i containers …!
A questo punto però si pone un altro problema?
“Chi paga?”
Che lo spedizioniere in Italia (e solo in Italia!) debbe essere gravato di un onere assolutamente non di sua competenza già è grave.
Che nessuno poi voglia pagare (ormai siamo abituati al “tutto e sempre” gratis) la dice lunga sull’assurdo universo nel quale ci troviamo a vivere!
Un “diritto” ce lo abbiamo ancora: quello di RIFIUTARCI di gestire la spedizione!
Fino a che una nuova legge ci obbligherà a lavorare GRATIS!
Paolo Federici

1 Commento

Archiviato in cultura, denuncia, economia, giornalismo, Politica, riflessioni, Trasporti

Una risposta a “SOLAS: sempre più complicato …!

  1. MET (Marino Emilio Torti)

    buon giorno messer Paolo
    nonostante sia andato in pensione, nonostante stia facendo di tutto per guarire dal virus della “lavorite” (ci provo ma non ci riesco), nonostante sia in me assiduo il tentativo di dimenticarmi di essere spedizioniere nel profondo, che più profondo non si può, nonostante continui a dirmi ….. ma lascia perdere, cosa te ne importa, non riesco, proprio non riesco, a non tenermi al passo, e quindi pienamente informato, di ciò che accade e talvolta “investe” quel lavoro che da sempre considero una professione nella quale, a prescindere dalle diavolerie tecnologiche, non c’è spazio per “dilettanti allo sbaraglio”.
    SOLAS = l’ultima, ma non certo ultima, novità che provoca ansia e patemi.
    E già, perché per molti il peso è sempre stato “teorico” ed a far fede qualcuno riteneva che fosse quanto scritto sul packing list e non il dato reale, il peso reale, quel qualcosa che se fornito sbagliato può provocare più danni di un uragano.
    cosa vuoi che sia una differenza di 500 kg./teu ? una sciocchezza, trascurabile !!!!!
    e si perchè si considera solo il proprio container, mica tutti e quindi non si riflette sul fatto che 500kg/teu su un complessivo di 11000 teus ci porta ad una differenza fra peso dichiarato e peso reale di “sole” 5500 tonnellate.
    come sempre la norma sana e giusta viene poi ritorta al punto tale da apparire una vessazione e, come sempre, noi, popolo di poeti, naviganti e sognatori, arriviamo ad occuparcene quando è ormai troppo tardi per far le cose nel modo giusto, corretto, logico, in sintesi professionale.
    un esempio banale ? la pesatura certificata è obbligatoria dal 1° luglio 2016.
    ad oggi, 29 giugno, mancano 48 ore all’ora X, le pese operative quante sono e dove sono ?
    caro amico, la qualità delle stupidaggini che imperversavano quando i telefoni funzionavano a gettoni è immutata nonostante oggi le stupidaggini si dicano con lo smartphone.
    la cultura non è solo conoscere i classici; c’è anche la cultura del lavoro, qualcosa che più il tempo passa e più si affievolisce sacrificata, com’è, sull’altare della produttività.
    il peso, al pari di tutti i dati descrittivi della merce, è indicato sulla polizza di carico al di sotto della linea di demarcazione che indica i dati sottostanti come dati forniti dal caricatore e del quale il vettore non è responsabile.
    il caricatore = lo spedizioniere ? una bestialità che solo un incompetente totale può definire figura paritetica, se non addirittura prevalente.
    lo spedizioniere organizza il trasporto, il caricatore, lo shipper, deve fornire i dati delle sue merci e deve fornirli esatti, non “alla quasi e/o forse e/o più o meno”
    che dire …… si va come i gamberi ?🙂
    ciao
    Marino

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