da piccolo volevo fare l’armatore!

oggi mi dico: “meno male che non l’ho fatto”.
Secondo le ultime stime, oggi le Compagnie di Navigazione si dividono in due grandi gruppi: quelle che perdono tanto e quelle che perdono tantissimo.
Sta di fatto che il settore nel 2016 va verso un rosso aggregato di 10 miliardi di dollari (cit: Milano Finanza).
L’unico modo per risalire la china (che hanno in mente i mega managers che guidano le maggiori Compagnie di Navigazione) sapete qual è?
Tagliare posti di lavoro, quindi creare disoccupazione, quindi far calare i consumi, quindi peggiorare la situazione!
Ci sarebbe un altro modo, ma oggi è “illegale”!
Ricreare le “Conference” marittime, come c’erano una volta.
Decidere, di comune accordo, i NOLI MARITTIMI (sì, sto dicendo che le Compagnie di Navigazione dovrebbero fare “cartello”).
Aumentare drasticamente i prezzi dei trasporti marittimi.
Questo porterebbe a TRE benefici non da poco
1. le Compagnie di Navigazione tornerebbero a guadagnare e quindi tornerebbero ad assumere, anziché licenziare
2. gli operatori del settore (spedizionieri, agenti marittimi … coloro che vivono di “percentuali” e di intermediazione) vedrebbero aumentare, finalmente, i loro margini operativi
3. la produzione “locale” non verrebbe affossata dai prezzi assurdamente bassi delle merci importate grazie alla globalizzazione
In fondo, trent’anni fa spedire un CONTAINER dall’Italia al Sud-America (tanto per fare un esempio) costava almeno 5.000 dollari
Come è possibile che, passati trent’anni, il prezzo si sia ridotto a 250 dollari?
Non vi sembra assurdo pensare che caricare un camion da Milano a Pavia costi molto ma molto di più che non caricare un container e spedirlo da Genova a Singapore (oggi bastano 50 dollari!)?
Io so che negli anni 80 le aziende di spedizione proliferavano e guadagnavano alla grande!
Oggi fanno una fatica enorme solo per arrivare a chiudere i bilanci con perdite accettabili.
Ma ormai da tempo la filosofia vincente è quella del risparmio a tutti i costi.
Solo che a furia di risparmiare siamo tutti finiti in braghe di tela.
Contenti noi …
Paolo Federici

3 commenti

Archiviato in cultura, economia, giornalismo, Idee, riflessioni, Trasporti

3 risposte a “da piccolo volevo fare l’armatore!

  1. Dan

    “…3. la produzione “locale” non verrebbe affossata dai prezzi assurdamente bassi delle merci importate grazie alla globalizzazione…”
    Concetto da sottoscrivere e ricordare quotidianamente. Peraltro queste merci, che hanno ucciso la produzione locale, (in un “numero oscuro” di casi che non sono in grado di quantificare ma che suppongo sia molto alto), non sono conformi agli standard europei obbligatori per legge.
    Cosi’ sono “morti” il commercio locale, l’artigianato, l’industria, cosi’ abbiamo perso una quota abnorme di manodopera: permettendo che i negozi venissero riempiti di porcheria a buon mercato.

  2. Da qualunque angolazione si osservi l’attuale situazione economica, la conclusione è una sola e cioè che questo sistema economico è miseramente fallito e non da adesso, ma già da qualche anno. Sembra quasi che si faccia fatica ad accettare la triste realtà e malgrado tutto si tenta di far finta di niente ed andare avanti facendo finta che nulla sia successo. Presto o tardi la gravità della situazione ci crollerà addosso con tutti le sue conseguenze. In questo caso l’intelligenza umana sembra proprio si sia annientata da sola vendendo la propria anima al miraggio del profitto.

    Un saluto

  3. eh sì, la trattativa per gestire il trasporto di quei cinquanta containers non era stata facile.
    Alla fine, l’incarico operativo è stato affidato ad un altro.
    Ormai è una situazione che si ripete senza tema: il “cliente” mette in concorrenza decine di fornitori e poi “sceglie” quello che fa il prezzo più basso.
    Il mito del risparmio a tutti i costi è il nuovo ideale del mondo degli affari.
    Oggi scopro che quei “famosi” containers sono (tutti!) fermi al porto di sbarco da oltre un mese.
    Il mio “concorrente” non riesce nell’ardua impresa di sdoganare e consegnare.
    Il “cliente” risparmiatore ha un po’ di personale trasferito in loco per gestire la costruzione dell’impianto (con il materiale che si trova “dentro” i containers).
    E quello che può aver risparmiato sui costi di trasporto già se l’è speso (abbondantemente) in soste portuali e costo del personale nullafacente.
    Continuate pure a risparmiare!
    Intanto il vecchio adagio sta tornando di moda.
    Un tempo si diceva: “chi più spende, meno spende.”
    Paolo Federici

    (la “seconda” soddisfazione è sapere che quel mio concorrente è una multinazionale! Sfatiamo dunque il mito che più sono grandi e più sono bravi!
    La “terza” soddisfazione è che il PROSSIMO incarico … lo daranno a noi. Sembra proprio che la lezione sia servita!)

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