I bastoni fra le ruote

la Comunità Europea ha redatto un prezioso manuale relativamente alla gestione dei TRANSITI delle merci (se arriva dall’estero una partita di merce al porto di Rotterdam, destinata in Italia, per essere sdoganata in Italia, come ci si deve comportare? Quali procedure vanno seguite e quali documenti redatti per “accompagnare” la merce durante il viaggio da Rotterdam a Milano?)
Gli addetti al lavoro lo sanno benissimo: si fa emettere un documento di transito denominato T-1
In questo documento, nel caso che si utilizzi un UNICO mezzo di trasporto (un camion completo, tanto per intendersi!) andrà riportata la targa del mezzo.
Ma come comportarsi se si tratta di una PICCOLA SPEDIZIONE GROUPAGE che viaggia su diversi mezzi di trasporto, subendo svariati trasbordi?
A pagina 173 del Manuale il problema è esaminato e RISOLTO:
PART IV STANDARD TRANSIT PROCEDURE NCTS (NEW COMPUTERISED TRANSIT SYSTEM)
3.1. Loading
Single means of transport
Article 20, Appendix I
Convention
For the purposes of the transit procedure, loading means putting goods on a single means of transport, to be dispatched from one office of departure to one office of destination, under a transit declaration (*)
(*) In case of individual parcels that are placed under the transit procedure, there is no direct relation between the parcel and the means of transport. In that case, any identification measures are applied to the parcel.
Quando i mezzi sono diversi, diventando impossibile indicare la TARGA, si potrà identificare la merce in altro modo (ad esempio indicando le mercature, oppure provvedendo alla piombatura …)
Questa normativa valida per tutti i Paesi Europei, non è accettata in Italia.
Quindi se io devo trasferire (sotto vincolo doganale) un collo da 200 kos da Rotterdam a Milano, secondo la Dogana Italiana NON POSSO FARLO (a meno che non uso un CAMION INTERO per portare solo quei 200 kos, oppure che ogni operazione di trasbordo venga fatta in magazzini DOGANALI).
Quindi, concludendo: la NORMA c’è, la SOLUZIONE esiste, ma la DOGANA ITALIANA intende avvalersi di proprie regole IMPEDENDO, di fatto, quel trasporto.
IMPOSSIBILIA NEMO TENETUR, dicevano i Romani: cara Dogana Italiana, NON puoi costringerci a fare cose impossibili!
Ho chiesto lumi, ma più che risposte in burocratese non ho ottenuto
Paolo Federici
(naturalmente i T-1 emessi in Olanda, Belgio, Spagna, Germania, Francia … etc, con merce “groupage” destinata in Italia “NON” riportano la targa del mezzo di trasporto, ma solo voci generiche come AUTO, CAMION, CONTAINER, AEREO …!)

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