Doganalmente parlando

immaginatevi di arrivare all’aeroporto di Malpensa e che la Guardia di Finanza decida di controllare il vostro bagaglio.
Niente da dire, ci mancherebbe.
Sia chiaro: i controlli sono sacrosanti.
Però poi il finanziere prende la vostra valigia e vi chiede di mettervi in fila e aspettare.
Dovete ritirare un numerino e fare la coda: il controllo della vostra valigia verrà fatto … fra una settimana!
“Sa com’è, abbiamo poco personale” è la giustificazione.
“Ma dentro la valigia ho i miei vestiti, e poi io abito lontanto dall’aeroporto”
“Ah, ma Lei può andare – vi dice l’ineffabile finanziere – la avvisiamo noi quando può tornare a prendere la valigia”
“Scusate – cercate di spiegare – ma questo vuol dire che devo fare un viaggio doppio, anzi triplo! Andare, tornare, andare di nuovo. E chi mi paga?”
“Signore – il finanziere si sta arrabbiando – non vorrà mica che paghiamo noi? Qui stiamo lavorando, cosa crede?”
“E perché – cercate ancora di farvi valere – ci vuole così tanto?”
“Vede, signore, noi dobbiamo segnalare la sua valigia alla direzione doganale per il controllo. La direzione doganale nominerà un ispettore che verrà a fare il controllo. Una volta fatto il controllo l’ispettore farà rapporto alla direzione che poi ci darà istruzioni per il rilascio. A quel punto noi la contattiamo e lei può venire a riprendersi la sua valigia”
Lasciatemi fare alcune considerazioni: se foste arrivati in un altro aeroporto il controllo sarebbe stato immediato, non avreste perso tempo, non avreste dovuto aspettare una settimana, non avreste dovuto andare avanti ed indietro consumando benzina o pagando biglietti ferroviari …
Ma la burocrazia italiana è implacabile.
Pensate che una cosa del genere non succeda?
Basta sostituire alla parola “VALIGIA” la parola “CONTAINER”; basta arrivare anziché con l’aereo (passeggeri) a Malpensa, con la nave (merci) a Genova; e la situazione kafkiana diventa una realtà di tutti i giorni.
Anche per questo l’economia italiana va male: perché come “quel” passeggero, la prossima volta, cercherà di evitare quell’aeroporto … allo stesso modo il “prossimo” container verrà instradato via un altro porto, certamente non Genova e magari non italiano.
Per la gioia della dogana (italiana) che avrà meno lavoro da fare e per la gioia della dogana (olandese o tedesca) che rimpinguerà le casse del suo Paese con le tasse che (per chi non lo sapesse!) restano (almeno in buona parte) nel Paese di “transito” delle merci, anziché finire nelle casse del Paese di destinazione finale.
Insomma, non sarebbe meglio essere NOI (in Italia) a veder transitare dai nostri porti le merci destinate al Nord Europa (così da far arricchire i nostri porti ed il nostro Paese) anziché (per colpa dell’inefficienza latente) regalare somme ingenti ai nostri “cugini” d’oltralpe?
Ma tanto anche questo appello è destinato a restare inascoltato, come accadeva per colui che gridava nel deserto.
Paolo Federici

2 commenti

Archiviato in cultura, denuncia, dogana, economia, Politica, riflessioni, Trasporti

2 risposte a “Doganalmente parlando

  1. ahi ahi ahi … ecco cosa succede quando si “reclama”.
    Ho scritto alla direzione della Dogana:

    —————
    non male: il mese scorso avevamo TRE containers in arrivo per un nostro cliente
    Due sono stati sdoganati senza problemi
    Uno è andato in visita e c’è voluta più di una settimana per liberarlo (ricorderete le discussioni infinite …!)
    E naturalmente le SOSTE (dovute ai VOSTRI ritardi!) le abbiamo pagate noi!

    adesso sono arrivati altri TRE containers, sempre dalla stessa origine e sempre per lo stesso cliente
    Questa volta uno è stato sdoganato senza problemi
    Uno è andato in visita e non si sa quanto ci vorrà per liberarlo
    Uno è andato in visita, ma (ullallà, che fortuna!) solo per la parte documentale

    che dire?

    Lo sapevo che segnalando il problema non lo avrei risolto, ma avrei soltanto aggravato la “mia” posizione

    D’altronde sono io che sono sfortunato …!

    E’ così che si aiuta l’economia italiana a decollare! Tartassando sempre i soliti … e soprattutto quelli che “osano” reclamare.

    (il prossimo mese, quando arriveranno i prossimi TRE containers … mi raccomando: mandateli TUTTI tre in visita! Poi veniteci a raccontare che NOI certificati “AEO” godiamo di una corsia preferenziale che ci semplifica la vita)

e tu che ne pensi?

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