L’epopea dei Transatlantici

oggi le crociere sono alla portata di tutti: navi super moderne solcano gli oceani cariche di turisti. Ma in passato erano ben altri i passeggeri che affrontavano simili viaggi in mare, attraverso l’oceano. Tanto è vero che quelle navi erano denominate “Transatlantici”, proprio perché attraversavano (trans) avanti ed indietro l’oceano (atlantico).

Come si è passati dal viaggio alla crociera?

Ce lo racconta Franco Magazzù in un libro che ripercorre la storia della marineria dei primi cento anni dell’Unità d’Italia.

magazzu

Inizia infatti nel 1860 la storia della Marina Italiana: è Camillo Benso, conte di Cavour, primo Ministro della nuova “Italia” a voler unificare nord e sud creando l’Accademia Navale nel bel mezzo dell’Italia, a Livorno.

Le prime navi “passeggeri” trasportavano gli emigranti (italiani) che andavano alla ricerca della terra promessa nel nuovo continente americano. Quando le distanze non erano ancora coperte dagli aerei, i viaggi si potevano fare solo per mare.

Nel suo libro, Magazzù ci racconta come sia avvenuta, piano piano, l’evoluzione: da semplice mezzo di trasporto per chi doveva/voleva viaggiare per mare, la nave si trasforma in luogo di divertimento.

Nascono, a metà del secolo scorso, le crociere: riservate ai “ricchi” (i prezzi erano accessibili solo all’alta borghesia) vanno via via aumentando, diventando sempre più un fenomeno di massa.

Ormai si viaggia in aereo: la nave perde la sua funzione di mezzo di trasporto ma acquista sempre più la sua veste di luogo di divertimento atipico. Che bello addormentarsi in un luogo e la mattina dopo risvegliarsi in tutto un altro mondo. La navi diventano alberghi galleggianti mobili.

Per chi, come Franco (l’autore) ed il sottoscritto, su una di quelle navi ci ha “lavorato” (una quarantina di anni fa) la lettura di questo libro è fonte di infinita nostalgia per i bei tempi andati.

Ma anche per chi vuole saperne di più sull’argomento, il libro riserverà non poche sorprese.

Buona lettura

Paolo Federici

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