una storia kafkiana

qualche tempo fa vi ho raccontato una storia kafkiana.
Evitando però di fare nomi, in quanto c’era una causa in corso.
Adesso, finalmente, è uscita la sentenza (che, ovviamente, mi ha dato ragione) e quindi eccovi nuovamente la storia, con tanto di NOMI e COGNOMI
Ormai da 10 anni gestisco questo blog dedicato principalmente alle questioni che riguardano il mondo del trasporto internazionale.
Riporto notizie, pareri, idee, proposte … pensieri in libertà.
Ci si possono trovare critiche finanche nei confronti dei politici (ministri, sottosegretari …) ma sempre argomentate e completate con proposte costruttive.
Sarà perché l’argomento non è dei più interessanti, sarà perché ci scrivo solo per hobby, sta di fatto che la media dei miei “lettori” non si discosta dalle poche decine di “aficionados”.
Oggi, dopo appunto dieci anni di “esistenza”, il blog conta meno di 100 “followers” (lettori più o meno regolari).
Fatte queste premesse veniamo a noi: nel 2008 pubblico la notizia dell’imminente fallimento di una certa società di “trasporti”, la SOFIPOST.
Notizia che ho ripreso da altre fonti giornalistiche e che è assolutamente vera.
Sta di fatto che, grazie forse al passaparola, trattandosi di un blog “aperto” dove ognuno può inserire propri commenti, alcuni “dipendenti” nonché alcuni “fornitori” della SOFIPOST, che si trovano a dover affrontare dei problemi non da poco, non riuscendo a farsi pagare, sfogano sul mio blog la loro rabbia nei confronti della SOFIPOST e del suo amministratore, dottor FILIPPO FRONTERRE.
Come spesso capita in questi casi, qualcuno travalica il limite delle buone maniere e magari si lascia andare con commenti “pesanti” anche a causa della rabbia che monta.
Allora io, cercando di riprendere il controllo del “blog”, invito a non usare termini “non” consoni ed a evitare qualsivoglia tipo di offesa nei confronti di chicchessia.
Quando capisco che però la rabbia è tanta e non ho la possibilità di esaminare ogni singolo intervento, decido di chiudere quella pagina cancellando d’acchito tutti i commenti, buoni o cattivi che siano.
Qualcuno protesta, perché se c’era chi usava lo spazio messo a disposizione solo per sfogare la propria rabbia (comprensibile, se vogliamo!) c’era anche chi stava cercando di costituire un gruppo di persone che potesse agire legalmente contro la SOFIPOST ed il suo amministratore, convogliando le forze magari nell’incaricare un unico legale o comunque per confrontarsi ed elaborare un’azione comune.
Ma ormai la decisione l’ho presa e la pagina l’ho cancellata.
Solo che scopro, dopo qualche mese, che il dottor FILIPPO FRONTERRE era uno dei miei lettori e come tale non solo aveva commentato (difendendo l’operato della società, quindi avendo lo stesso spazio che potevano avere gli altri!) ma aveva deciso per un’azione legale … contro chi?
Contro di me, con l’accusa di aver lasciato spazio alle proteste, alla rabbia, alle parole pesanti che talvolta qualcuno scriveva.
E così è partita una denuncia “penale” nei miei confronti.
Cosa che io ho scoperto solo quando mi è arrivato il famigerato “avviso di garanzia”: il Tribunale di Como mi avvisava che ero indagato.
Sta di fatto che lo stesso Tribunale, alla fine delle “indagini” ha deciso di archiviare la denuncia del FRONTERRE in quanto non è stato riscontrato nessun tipo di reato a mio carico.
Anzi, nell’atto di achiviazione, il mio comportamento viene elogiato: “dall’esame dei testi pubblicati emerge come gli interventi di Paolo Federici siano sempre stati finalizzati a moderare i contributi degli altri utenti e a smorzare le polemiche, invitando ad evitare insulti ed offese”
Si potrebbe pensare che la storia finisca qui.
E invece no: il dott. FRONTERRE si è rivolto ad un altro Tribunale (quello di Lecco) presentando un altro tipo di denuncia (questa volta “civile” anziché “penale”), accusandomi di avergli rovinato la carriera politica (perché tra i miei 70 lettori ce ne saranno stati uno e due che “votavano” nella circoscrizione dove il dott. FRONTERRE si voleva presentare nel 2008! E quei due, stando al suo ragionamento, dopo aver letto i commenti “atipici” apparsi sul mio blog, si sarebbero convinti a NON dargli il voto) e chiedendomi quindi un risarcimento danni per euro 487.769,84!
La differenza rispetto all’altra azione legale (archiviata su richiesta dello stesso GIP) è che questa volta sono “costretto” a prendermi un avvocato (in Italia non ci si può difendere da soli) per “difendermi” (nuovamente, direi!) dalla stessa accusa precedente (quella di aver permesso dei commenti sul mio blog) con il rischio tutto italiano di trovarmi di fronte ad un Giudice che dia ragione al FRONTERRE e mi condanni a pagare (se ci mettiamo anche le spese legali) più di mezzo milione di euro.
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
Anche questa è Italia.
Ma finalmente è uscita la sentenza che ha stabilito la mia completa INNOCENZA, anche se … comunque mi devo pagare il mio avvocato.
E allora BERRO’ LA CICUTA e buonanotte.
Paolo Federici
(p.s.: ovviamente la SOFIPOST è realmente fallita nel 2008 e ci sono moltissime persone che ci hanno rimesso … alla grande! Il dottor FILIPPO FRONTERRE invece ha intrapreso una luminosa carriera “altrove”.)

1 Commento

Archiviato in avvocati, cultura, denuncia, riflessioni, Trasporti

Una risposta a “una storia kafkiana

  1. Davide Tardio

    Pazzesco a dir poco….

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