GLOBAL COMPETITIVENESS REPORT

è uscito il GLOBAL COMPETITIVENESS REPORT del World Economic Forum. Dell’Italia scrive:

With a stable score, Italy retains 49th position, despite a deterioration in the functioning of its institutions (106th) and with a poor assessment on government efficiency (143rd), continued macroeconomic concerns that result from the large public debt, and a very rigid labor market (136th) that hinders employment creation.
Overall, Italian companies—most notably small and medium-sized enterprises (SMEs)—continue to suffer from weak access to financing (139th) that, coupled with a high tax rate (134th), affects their investment capacity.
In addition, as already mentioned, the labor market remains very rigid (136th) and unable to make an efficient use of the country’s talent (130th). The reform program currently being designed, if implemented properly, should help in addressing some of these weaknesses and allow Italy to leverage its competitiveness strengths, which lie in its sophisticated business community (25th) with a good potential to innovate (39th) and its large and diversified market (12th) that should allow for important economies of scale and scope.

Con un punteggio stabile, l’Italia mantiene la posizione numero 49, nonostante un deterioramento del funzionamento delle sue istituzioni (106), e con una scarsa valutazione sull’efficienza del governo (143), che risulta in un mantenimento delle preoccupazioni macroeconomiche che derivano dal consistente debito pubblico, e un mercato del lavoro molto rigido (136) che ostacola la creazione di occupazione.
Nel complesso, le aziende italiane (più in particolare le piccole e medie imprese!) continuano a soffrire per la difficoltà ad accedere ai finanziamenti (139) che, accoppiata con un tassazione elevata (134), incide sulla loro capacità di investimento.
Inoltre, come già accennato, il mercato del lavoro rimane molto rigido (136) e NON in grado di utilizzare in modo efficiente il talento del Paese (130). Il programma di riforme attualmente in fase di progettazione, se attuato correttamente, dovrebbe contribuire ad affrontare alcune di queste debolezze e consentire all’Italia di sfruttare i punti di forza di competitività, che si basano sul suo sofisticato mondo degli affari (25) con un buon potenziale di innovazione (39) e la sua grande diversificazione del mercato (12), che dovrebbe permettere importanti economie di scala e di scopo.

COSA VUOL DIRE? Ve lo dico io:

– in Italia paghiamo troppe tasse

– in Italia c’è troppa burocrazia

– in Italia c’è un mercato del lavoro troppo “sindacalizzato”

– se Renzi riuscirà davvero a realizzare le RIFORME, noi potenzialmente abbiamo tutte le capacità per risalire la china

Ai posteri l’ardua sentenza

Paolo Federici

(per saperne di più ecco il link: CLICK)

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