proteste & proposte

quando ci si trova a dover prendere una decisione, ci si riunisce, si esaminano le diverse opzioni e poi si vota.
In DEMOCRAZIA, la MAGGIORANZA decide.
Una volta deciso, bisognerebbe guardare avanti e smetterla di rimuginare su quanto è stato fatto.
Possiamo condividere la scelta oppure no, ma le discussioni e le contestazioni dovrebbero finire nel momento stesso in cui la decisione è stata presa.
Purtroppo invece in Italia vige la UNOCRAZIA: ognuno decide per se stesso e vorrebbe che tutti gli altri si adeguassero al suo volere.
Il famoso uno vale uno del movimento cinque stelle è un esempio pregnante di questa nuova filosofia.
Provate a leggere i commenti sul blog di Beppe Grillo e potrete notare come spesso e volentieri i “grillini” non siano d’accordo su niente, nemmeno tra di loro.
Ma non solo: c’è anche la CONTROCRAZIA.
Quelli che, qualunque decisione venga presa, la contestano.
Quei poveri cristi che invece cercano di darsi una mossa per fare qualcosa sono attaccati da tutte le parti.
Propongono una riforma della scuola? Si ritrovano con tremila emendamenti che, volendoli discutere, porterebbero la decisione alle calende greche.
Chiedono una VOTAZIONE (espressione della DEMOCRAZIA … che è quel principio dal quale siamo partiti) e vengono accusati di imposizioni dittatoriali.
D’altronde un Paese abituato ad un governo che per vent’anni non ha mai governato si ritrova a malpartito quando qualcuno invece “prova” finalmente a fare qualcosa.
Mettetevi il cuore in pace: fra tre anni si vota.
Se riterrete che altri possano (sappiano) fare meglio, potrete sempre andarli a votare.
Ma anche questo malcostume del NON VOTO (al quale sono affezionati più del 50 per cento degli italiani) dovrebbe se non altro portare al NON PROTESTARE.
Invece no: nella nostra DEMOCRAZIA (spuria) si preferisce NON votare ma non sia mai che si sia coerenti con il NON VOTO e si accettino le decisioni della maggioranza dei votanti.
Ed intanto il numero dei partiti aumenta e mentre nei paesi DEMOCRATICAMENTE avanzati si è arrivati al bipolarismo, qui da noi si continua a frammentare rendendo sempre più difficile una qualsiasi forma di governo.
Soluzioni non ne abbiamo, ma contestazioni a iosa.
Al tempo dei Dogi gestire il problema dell’acqua alta a Venezia (eh sì, il problema esisteva già) non era facile.
Chi voleva contestare l’operato del responsabile della gestione delle acque poteva farlo ma SOLO se proponeva un’alternativa seria.
La sua proposta veniva esaminata e se anziché risolvere il problema lo peggiorava, per lui c’era la condanna a morte.
Chissà cosa succederebbe se anche oggi ai PROTESTATORI venisse applicata la stessa regola!
Non puoi solo protestare, ma alla protesta devi far seguire una proposta costruttiva.
Se poi la tua proposta (una volta applicata) risulta peggiorativa rispetto alla situazione contingente, addio e grazie di tutto il pesce (ci rivediamo nella prossima vita).
Forse finalmente cominceremmo a rimboccarci le maniche e darci da fare anziché blaterare e basta.
Paolo Federici

1 Commento

Archiviato in cultura, economia, Idee, Politica

Una risposta a “proteste & proposte

  1. L’ha ribloggato su cambiamentopopolaree ha commentato:
    mi trova perfettamente daccordo con la visione del fare e delle polemiche sul lavoro della parte politica opposta…. meno su quella del NON VOTO…. io non voto perche nessuno mi rappresenta o sarebbe meglio dire nessuno fa il mio interesse…

e tu che ne pensi?

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