piccole differenze

negli ultimi anni, in Italia si è molto dibattuto sulla questione delle TARIFFE MINIME (dovute agli autotrasportatori italiani, quando incaricati di effettuare trasporti per conto terzi).
Ultimamente la Commissione Europea si è pronunciata “contro” la correttezza di una tale legge (cosa che noi sostenevamo da anni) ma ci sono innumerevoli cause in corso che continueranno a trascinarsi nel tempo,
In sintesi, cosa succedeva: se il committente concordava un prezzo con una società di autotrasporto, nonostante tale prezzo fosse messo nero su bianco, approvato, validato, fatturato e regolarmente pagato, la società di autotrasporto aveva la facoltà di richiedere (entro cinque anni!) una somma diversa (più alta) se quella particolare cifra, pur già pagata, fosse risultata essere inferiore a quanto previsto da assurde tabelle astruse pubblicate sul sito del Ministero dei Trasporti.
Come ha reagito il mercato?
Affidandosi preferibilmente a società di autotrasporto estere (polacche, rumene, turche, slovene) con le quali un prezzo è un prezzo e sorprese a posteriori non ce ne sono.
Quindi alla lunga quella legge che doveva aiutare l’autotrasporto italiano si è rivelata un boomerang, generando non solo innumerevoli cause ad intasare ancora di più i nostri Tribunali, ma favorendo le aziende estere anziché quelle italiane.
Vediamo invece cosa hanno fatto in Germania?
Dal primo gennaio di quest’anno è entrata in vigore una legge per cui se un autotrasporto viene affidato ad una società estera (parliamo di camion che caricano in Germania, oppure che scaricano in Germania, o anche solo che “transitano” per la Germania), l’autista deve comunque essere pagato secondo il principio tedesco del salario minimo (8,5 euro all’ora),
Quindi anche se il trasporto lo si affida ad una società polacca, rumena, turca o slovena, l’autista deve viaggiare con la documentazione che DIMOSTRI che lui incassa uno stipendio “tedesco” e non riceva solo un misero/ridotto stipendio quale quello in uso nel suo Paese,
Mi sembra evidente come, così facendo, venga a cadere il vantaggio di affidarsi a società di autotrasporto estero e chi ne benefici sia, alla fin fine, l’autotrasporto nazionale (tedesco).
Chiara la differenza?
In Italia si era fatta una legge (seppur voluta dalle associazioni degli autotrasportatori che, evidentemente, non avevano le idee chiare) per avvantaggiare la concorrenza estera e massacrare le aziende “italiane”, almeno quelle che avevano scelto di affidarsi a società di autotrasporto italiane (ricevendone in cambio cause legali della peggior specie).
Oggi fortunatamente quella legge è stata cancellata.
Intanto in Germania si è fatta una legge per avvantaggiare le società di autotrasporto tedesche, creando di fatto l’impossibilità per le aziende estere di essere competitive.
Caro Lupi, vogliamo provare a copiare dai tedeschi?
Paolo Federici

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2 commenti

Archiviato in cultura, dogana, economia, Generale, Politica, riflessioni, Trasporti

2 risposte a “piccole differenze

  1. Guglielmo Marchesi - Tag Italia

    Buongiorno Paolo
    Ti trasmetto , qui di seguito, un articolo comparso oggi su “IL GIORNALE” a firma Giuliana de Vivo.
    Riprende quanto scritto da te nel tuo messaggio del 10 gennaio 2015
    Buona Giornata
    Guglielmo Marchesi

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/vuoi-fare-camionista-devi-fingerti-romeno-1090328.html

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