Il canto della balena

ilcantodellabalena
la realtà ha aspetti diversi a seconda di chi ci sia ad osservarla.
Ormai questa considerazione fondamentale della fisica quantistica e del pensiero di eminenti scienziati come Berkeley e Wheeler continua a ripresentarsi.
Ho scritto, solo pochi giorni fa, recensendo un altro libro: “se un albero cade in una foresta senza che ci siano spettatori alla scena, l’albero produce un rumore cadendo? Questo che sembrerebbe essere un quesito “zen” è invece la base della filosofia di Berkeley. La realtà è solo quella percepita, quindi (secondo Berkeley) se c’è un osservatore, allora c’è anche il rumore.”
Ora leggo “Il canto della balena” ed a pagina 122 trovo la protagonista (Himelda) che spiega al vecchi Esteban: “se un albero stanotte cadesse in mezzo alla foresta e nessuno lo sapesse allora sarebbe come se quell’albero non fosse mai caduto. O forse addirittura mai esistito.”
La realtà di questo libro (Il canto della balena) ha, per me, un sapore tutto particolare. Qualcosa di diverso ed unico.
Sì, perché con Corrado Sobrero (l’autore) abbiamo condiviso alcuni eventi.
L’avevo presentato diverse volte in occasione della pubblicazione di altri suoi libri, precedenti.
Solo che quelle presentazioni erano diventate un momento di grande divertimento, sia per noi due che per il pubblico.
Sapeva fare battute fulminanti mantenendo la più seria delle espressioni, ed io mi sbellicavo dalle risate (e con me il pubblico).
Bastava, ad esempio, che declamasse, con fare alquanto serioso, il titolo di uno dei suoi libri: “Brontolo spaccia e Biancaneve fa la doccia con tutti”.
A maggio del 2010 partecipammo insieme alla Fiera del Libro di Torino (veramente eravamo al “salone off”) e con noi c’erano un’altra decina di “desperados”.
Poiché a me toccava il ruolo di presentatore, chiesi a tutti qualche nota su di loro, attività, libri, riassunti …
Tutti mi risposero “seriosamente”.
Da Corrado una mail stringata: “Ciao Paolo, di me sai tutto no? Poi sai che io improvviso…”
Aprimmo una pagina su facebook per pubblicizzare quell’evento e tutti gli scrittori partecipanti vennero nominati “amministratori” della pagina.
Ad Anna Maria che chiedeva: “cosa fa un amministratore”, Corrado rispose: “tipo: indire le assemblee, assicurarti che la portinaia lavori, dividere le spese secondo i millesimi… etc etc le cose che fa l’amministratore di solito…” per poi continuare “ma io ci sto lavorando. I citofoni non funzionano e quella del terzo piano cammina coi tacchi di notte. Sto scrivendo un avviso da esporre…”
Alla domanda se portare un ombrello perché, essendo la manifestazione all’aperto, c’era il rischio pioggia, Corrado scriveva: “io direi un so(m)brero”
Poi ci siamo persi di vista, a parte, ogni tanto, una qualche battuta su facebook.
Finchè, più di un anno fa, leggo che Corrado non è più con noi: improvvisamente se ne è andato.
Ieri in libreria ho trovato questo suo libro (il canto della balena) e la cosa triste è sapere che non succederà più di fare una presentazione insieme.
Però per tutto il tempo della lettura mi sono sentito in sua compagnia: me lo sentivo dietro le spalle che, seriosamente, mi faceva notare la profondità di alcune frasi, come “la nostra stessa vita è un mercato senza fine, dove si scambiano emozioni con lacrime o sorrisi, sofferenza e felicità.”
Ma anche “le storie volano veloci oltre gli spazi occupati da chi le racconta …”
La risata non poteva mancare quando Corrado si sbizzarriva con la descrizione dei personaggi: “Don Manuel aveva la postura di un sacco pieno poggiato in bilico sul dorso di un cavallo”. Me lo vedo, questo moderno Sancio Panza.
Ecco perché dicevo che “la realtà ha aspetti diversi secondo chi ci sia ad osservarla”
Perché per me leggere questo libro significa ritrovare un vecchio amico, un compagno di avventure, un sognatore.
Ed in effetti nel libro ci sono tutte tre le cose: le amicizie, le avventure ed i sogni.
Ma soprattutto c’è il futuro, che comincia quando meno te lo aspetti: “il futuro era cominciato proprio quel giorno … era il 17 febbraio 1892”.
Moderno Peter Pan, Corrado avrebbe potuto intitolare questo libro: “l’isola che non c’è”
Siamo, infatti, su un’isola sorta dal mare “un blocco di roccia che diventa il sogno di libertà di tutti”.
Ed una ragazzina, Himelda, capace di idee rivoluzionarie legate a quell’isola, a quella roccia … che lei ricopre di terra tanto da farne un’isola abitabile e coltivabile.
Se avessimo avuto modo di fare la presentazione del libro, avrei chiesto a Corrado: “Himelda trasporta su una piccola barca tanta terra da coprire tre ettari di roccia sull’isola. Facciamo un po’ di conti? Tre ettari sono 30.000 metri quadri. Calcolando, come tu dici, mezzo metro di terra in altezza, siamo a 15.000 metri cubi di terra spostata dalla terraferma all’isola. Non ti senti come quel ragazzino che voleva svuotare il mare con un cucchiaino?”
Lo so cosa mi avrebbe risposto, me lo sento qui dietro le spalle che ride: “sei tu l’esperto di navi mercantili. E allora ti incarico, ufficialmente, del trasporto navale!”
D’altronde con la fantasia si spostano montagne (o forse era qualcosa di altro!?).
Vabbè, piantiamola qui.
Leggetevi il libro e sappiate che i sogni non muoiono mai e nemmeno gli autori dei libri.
Paolo Federici

2 commenti

Archiviato in cultura, incontri, Libri, recensioni, riflessioni

2 risposte a “Il canto della balena

  1. Comunque un albero che cade .. Ha vissuto… Come un uomo ce muore in solitudine …

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