POSTE ITALIANE & ALITALIA

POSTE ITALIANE è un’azienda che, in passato, si occupava di … POSTA!
Lettere, cartoline, raccomandate, pacchi, pacchettini.
Poi, mentre quel settore languiva (languiva per le POSTE ITALIANE, perché in altri Paesi si stavano creando degli IMPERI! Basti pensare a cosa sono stati capaci di fare quelli delle POSTE TEDESCHE, diventando uno dei più forti operatori postali al mondo, con DHL. Oppure alle POSTE OLANDESI con TNT. Ed anche alle POSTE AMERICANE, con UPS …) anziché puntare a crescere (rileggete il prececedente capoverso tra parentesi, please) i grandi pensatori hanno pensato bene di darsi alla FINANZA.
Così è nato BANCOPOSTA.
E così sono cominciate le operazioni finanziare e gli investimenti.
Una di queste “invenzioni” è stata quella di mettere 75 milioni di euro dentro ad Alitalia.
Non sta a me parlarvi dei guai di Alitalia, ma penso che sia chiaro a tutti come quel carrozzone sia solo un’idrovora mangiatrice di soldi.
Salvata già diverse volte grazie ad interventi statali (che i soldi ce li metta “direttamente” lo Stato, oppure li faccia arrivare tramite “POSTE ITALIANE”, il succo non cambia. Sono sempre soldi nostri!).
Intanto POSTE ITALIANE ha anche pensato bene di tornare sui suoi passi e dedicarsi al suo vecchio amore: la spedizione di pacchi, pacchettini, colli, buste, etc.
Così si è comprata SDA, intendendo, forse, mettersi a competere con DHL, TNT e UPS.
Ma ormai era troppo tardi (o forse sono mancate le capacità gestionali necessarie!?).
Nel 2012, lo sapete quale è la società di spedizioni, trasporti e logistica che, in un elenco di mille operatori italiani, ha realizzato il peggior risultato?
Ebbene sì, proprio SDA che ha chiuso il bilancio 2012 con una perdita SUPERIORE ai 60 milioni di euro.
Non vi sto a chiedere a chi toccherà ripianare quella perdita, ma vi faccio un’altra domanda da cento milioni: chi è stato a voler trasformare POSTE ITALIANE in una società dedita alla finanza, capace così di investire i suoi (nostri!) soldi in ALITALIA ed in SDA, due aziende incapaci di realizzare utili?
Un aiutino?
Ha fatto anche il MINISTRO in un “recente” governo.
Paolo Federici
(tanto per girare il coltello nella piaga: se anziché regalare inutilmente centinaia e centinaia di milioni ogni anno all’autotrasporto, quelle stesse somme si fossero utilizzate per la creazione di una vera struttura in grado di competere con i grossi courier stranieri, forse oggi i signori di POSTE ITALIANE potrebbero coglierne i frutti!)

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