Italia vs Svizzera

oggi mi sono incontrato con un “collega”: uno che fa il mio stesso lavoro, solo che io sono a Milano, lui invece a Lugano.
D’altronde, quando si parla di “trasporti e spedizioni internazioanli”, la sede di lavoro è ininfluente.
Gestire, coordinare, organizzare … operazioni anche complicate connesse alla “logistica” è qualcosa che si fa attaccandosi al telefono e, molto più spesso, ad un computer collegato ad internet.
Lui (come me) ha clienti in tutto il mondo.
Lui (come me) sposta merce da una parte all’altra del globo terracqueo.
Lui (come me) ha tra i suoi fornitori le Compagnie di Navigazione e le Compagnie aeree.
Lui (come me) viaggia molto per allacciare e mantenere rapporti con corrispondenti, agenti, clienti dislocati nei più remoti luogi del mondo.
Insomma siamo molto, ma molto uguali!
Ma, come sappiamo, c’è sempre qualcuno più uguale degli altri.
E allora veniamo alle differenze:

(1)
– se lui compra un telefonino (o un computer, o una stampante … o magari un’auto), registra lo scontrino fiscale in contabilità e quella somma va tra i “costi” aziendali
– se io compro un telefonino (o un computer, o una stampante … per non parlare di quando dovessi acquistare un’auto), intanto devo chiedere la fattura, poi devo pagare con assegno o con carta di credito. Quindi devo passare tutto al commercialista che valuterà quale aliquota sia detraibile e quale no, quanta “IVA” (che comunque per noi è il 22 per cento, mentre per gli svizzeri è l’8 per cento) possa essere portata a credito … e quella somma “finale” comporterà tutta una serie di registrazioni contabili complicatissime (e quasi sicuramente sbaglierò, pur in buona fede, dando la possibilità alla Guardia di Finanza, quando verrà a controllarmi, di trovarmi in castagna!)

(2)
– se un suo cliente NON lo paga entro 30 giorni, il Tribunale Svizzero fa partire immediatamente un Decreto Ingiuntivo così che, al massimo entro un paio di settimana, lui ha incassato i suoi soldi
– se un mio cliente NON mi paga … vabbè, è inutile che mi metta a raccontare la storia di Pulcinella.

(3)
– lui fa la dichiarazione IVA trimestralmente. Se è in debito, versa quanto deve versare. Se è in credito, lo Stato gli accredita quella somma immediatamente
– io faccio la dichiarazione IVA mensilmente. Se sono in debito, verso quanto devo versare. Se sono in credito, devo sperare di andare in debito il mese dopo, così da fare la compensazione. Altrimenti dovrò mettermi il cuore in pace ed aspettare almeno tre anni. E quando saranno passati tre anni, lo Stato Italiano, prima di farmi avere l’accredito, vorrà da me una fideiussione a garanzia (fideiussione che, naturalmente, ha un costo che IO pago)

(4)
– alla fine dell’anno, lui calcola la differenza tra quanto fatturato ai clienti e quanto pagato ai fornitori e su quella DIFFERENZA (l’UTILE!) paga le tasse (che in Svizzera non arrivano al 30 per cento)
– alla fine dell’anno, io calcolo la differenza tra quanto fatturato ai clienti e quanto pagato ai fornitori, aggiungendo però a quella DIFFERENZA tutta una serie di somme percentuali su tante voci di costo, così che l’UTILE risulterà MOLTO, ma MOLTO superiore al REALE. E dovrò pagare le tasse non sull’UTILE reale, ma su quell’UTILE “gonfiato” artatamente. Così che le tasse (che non dovrebbero superare il 45 per cento) diventeranno MOLTO di più. I casi in cui si pagano TASSE superiori all’UTILE non sono casi isolati! Se si pagano TASSE superiori all’UTILE “reale”, significa che la tassazione SUPERA il 100 per cento. Se io ho il bilancio in UTILE “prima delle tasse”, ed in “perdita” dopo le tasse, i conti fateli voi.

(5)
– lui quindi, dopo aver pagato le tasse, avrà somme disponibili da investire per crescere
– io quindi, dopo aver pagato le tasse, dovrò arrabattarmi per inventarmi qualcosa: con un risultato finale “SOTTOZERO” diventa difficile investire

A questo punto la domanda è: ma perché continuo a stare in Italia, dove non solo non sono apprezzato, ma sono tartassato, bastonato, segnato a dito come la causa di tutti i mali, considerato talvolta “evasore” solo perché, rispettando la legge, il risultato non può che essere NEGATIVO?
Che faccio, me ne vado (a Lugano) continuando a fare ONESTAMENTE il mio lavoro, oppure devo inventarmi qualche soluzione DISONESTA per poter continuare ad operare in Italia?
Sembra proprio che, come dicevano i latini, “Tertium non datur”
Paolo Federici

2 commenti

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2 risposte a “Italia vs Svizzera

  1. e ti capisco, e infatti io che ho 24 anni tra meno di 3 trasferisco tutto fuori e continuo così
    avanti !🙂
    ciao

  2. Pingback: Fuga dall’Italia dei trasporti | Shipping Italy

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