denuncia alla polizia postale

nella notte tra il 3 ed il 4 luglio qualcuno è entrato sul nostro sito web ed ha caricato un virus …
Me ne sono accorto quasi subito ed ho potuto “cancellare” tutto quanto, ripristinare il sito dall’ultimo backup e cambiare la password di accesso per le future modifiche del sito stesso.

Le domande, adesso sono diverse:

– come hanno fatto gli “hacker” a trovare l’username e la password? Era una password così complicata che non era possibile arrivarci per tentativi!

– hanno lavorato per diverse ore nella notte inserendo su ogni singolo file il virus (così che chi avesse visitato il nostro sito, avrebbe trovato un messaggio che richiedeva il download di un aggiornamento. Cliccando su quel download … si sarebbe scaricato il virus). Ma perché certa gente perde tempo dietro questo tipo di LAVORO?

– adesso ho tutti i file del log “notturno”, quindi con tutti i dati dell’IP dal quale sono partite le modifiche e vorrei fare denuncia alla polizia postale. Però NON è possibile trasmettere la denuncia via mail (neppure via mail certificata che, ovviamente, noi abbiamo). Perché nell’era dell’informatica bisogna ancora mettersi gambe in spalla, attraversare Milano per andare dall’altra parte della città, per riempire dei moduli?

Paolo Federici

5 commenti

Archiviato in denuncia, riflessioni

5 risposte a “denuncia alla polizia postale

  1. Giancarlo Giavitto

    Perchè altrimenti qualche centinaio di migliaia di persone resterebbero senza lavoro…. E siccome non saprebbero cos’altro fare se non far riempire moduli … noi dovremmo comunque mantenerli.

  2. ciao paolo, sono un tuo futuro cliente. I due più ‘famosi’ metodi ( non che non ce ne siano altri ) per trovare le password sono gli attacchi a dizionario.
    Un programmino immette nella casella password tutte le parole del dizionario, una volta finite, inizia a fare delle combinazioni tra parole, numeri e lettere del dizionario. Tutto questo lo fa nel giro di pochi minuti. Comunque di base il 90% delle password delle persone normali sono il nome del cagnetto o della nipotina. Poi ci sono anche degli altri metodi. Ti saluto, in questi giorni prob. vi contatto per un preventivo. Se vi serve qualcosa scrivimi in posta.

    • quella password l’aveva elaborata un programma speciale … ed era una astrusità di numeri, lettere, maiuscole, minuscole, simboli … etc
      Però adesso ho i log di quella notte e ti posso dire che l’hanno centrata al secondo colpo.🙂

  3. 1) Potrebbe esserci un backdoor (“entrata secondaria”) su qualche servizio, magari non hanno nemmeno inserito la password ed hanno comunque avuto accesso al sistema.
    2) Perché ci si riesce a guadagnare.
    3) Perché siamo in Italia.

  4. Giovanna Visco

    Questi episodi confermano l’ignoranza dilagante italiana, che sta cancellando sempre più il pensiero riflessivo e critico con grande proliferazione del pregiudizio. i decisori temono o sottovalutano la telematica (così come la libertà delle persone) e non comprendono (o temono) che essa è un mezzo che non solo crea lavoro nuovo, ma libera energie per nuovi interessanti orizzonti soggettivi e collettivi. Esempio banale: se la denuncia fosse stata possibile farla telematicamente, tutto questo tempo sarebbe potuto essere investito in pensieri costruttivi e creativi per l’impresa, il lavoro e per se stessi; al di là del vantaggio materiale economico in termini di risparmio sui costi di impresa, naturalmente.

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