continuiamo a cercare … il prezzo più basso.

ormai TUTTO (e dico “tutto”) è basato sul PREZZO.
Qualsiasi cosa si debba comprare, si va su internet e si cerca quel prodotto al PREZZO PIU’ BASSO.
Alberghi, Vacanze, Scarpe, Vestiario, Alimentari, Assicurazioni …
La pubblicità è tutta e solo incentrata su comparazioni di prezzi (le compagnie telefoniche “giocano” a chi fa meno, e così i produttori di computers, gli editori, perfino le banche …!).
Per ogni scelta che facciamo il PREZZO la fa da padrone (secondo il principio di Pareto, il rapporto è 80 a 20: l’80 per cento delle scelte le facciamo in base al prezzo. Solo il 20 per cento “esulano” dal prezzo ma guardano alla qualità.)
Questo cosa significa?
Che le aziende per poter VENDERE i loro prodotti a “meno” … devono ridurre i COSTI.
E come si riducono i costi?
Sempre per il principio di Pareto, nell’80 per cento dei casi tagliando posto di lavoro e/o riducendo gli stipendi e/o ricorrendo alla cassa integrazione. Per il restante 20 per cento, riducendo la QUALITA’ del prodotto in vendita.
Insomma siamo di fronte al classico gatto che si morde la coda.
La nostra ricerca del prezzo più basso ci si ritorce contro e così ci ritroviamo disoccupati, oppure a dover affrontare un taglio dello stipendio, oppure a dover convivere con la cassa integrazione.
Questa ossessione del dover “pagare meno” quando siamo noi a comprare qualcosa, ha come conseguenza il dover “incassare meno” quando ci pagano per il nostro lavoro.
La spirale (la corsa al ribasso) è inarrestabile.
Intanto le aziende, per convincerci della bontà della loro offerta (che è sempre “anche” la più bassa!) spendono milioni in pubblicità.
Alla fine, lavoriamo tutti di più (rispetto al passato) per guadagnare molto di meno.
Senza renderci conto che la colpa, alla fin fine, è nostra: se la smettessimo di cercare sempre e solo il prodotto che costa meno, ma guardassimo davvero alla qualità, ecco che l’inversione di tendenza sarebbe possibile.
Ma finché, egoisticamente, ognuno pensa solo alle proprie tasche ed a “risparmiare” a oltranza, non ne verremo più a capo.
Paolo Federici

6 commenti

Archiviato in cultura, economia, riflessioni, Trasporti

6 risposte a “continuiamo a cercare … il prezzo più basso.

  1. Stefano

    Non ha assolutamente nessun fondamento economico quanto detto sopra. In un momento di crisi le persone sono semplicemente piú sensibili al prezzo, peró perché continuiamo a pagare 700 euro per un iphone? perché il fatto che “tutto” sia basato solo sul prezzo non é vero.
    Inoltre é normale che il prezzo su internet di alcuni prodotti sia piú basso, spesso si vanno a tagliare determinati intermediari a vantaggio del consumatore finale.

    • questa del “perché continuiamo a pagare un iphone 700 euro” fa il paio con quella de “i ristoranti sono tutti pieni e non si trova un albergo per andare in vacanza”.
      E comunque gli iphone si pagano 700 ero perché NON ESISTE CONCORRENZA e quando c’è una situazione analoga al monopolio il prezzo lo decide chi vende.
      (Comunque l’altro ieri ero in porto per seguire un imbarco ed ho notato decine di MASERATI che partivano per la Cina, dove il DAZIO è del 140 per cento, eppure vanno via come il pane!)

      • Stefano

        Non crede quindi che innovare e creare un prodotto unico (parlare di monopolio nel caso apple mi sembra eccessivo, samsung?) sia la strada migliore per far spendere in modo naturale alle persone un prezzo maggiore?!
        Si ricordi che la cosa che non vorrebbe mai fare un direttore marketing é abbassare il prezzo per vendere, perché é la cosa piú semplice, e comunque ogni mercato ha le sue dinamiche e in primis io non prendo assolutamente le mie decisioni SOLO in base al prezzo. Detto ció ripeto in un momento di crisi le persone sono sicuramente piú sensibili al prezzo.

      • caro Stefano, la APPLE ci ha messo trent’anni prima di arrivare ad avere un prodotto VINCENTE (è vero, i suoi computer sono stati sempre avanti rispetto al mondo WINDOWS, ma vivevano come mercato di nicchia. Quando finalmente hanno creato il prodotto NON solo “avanti” rispetto agli altri, ma anche SENZA concorrenza, hanno fatto il salto di QUALITA’/QUANTITA’).
        Ma quanti PRODOTTI INNOVATIVI ed UNICI si riescono a realizzare?
        Se io vendo MELE, ho voglia a dire che le mie mele sono migliori … i clienti le vorranno pagare QUANTO le altre.🙂
        Il mio discorso però voleva essere solo una disamina matematica: se io SPENDO meno, quando da SPENDITORE divento INCASSATORE … mi troverò a dover accettare di INCASSARE meno.
        Quel che è fatto, è reso.🙂

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