il burocratese

già la distanza tra il mondo della politica ed il mondo reale è enorme.
Ma se a questo ci aggiungiamo le diverse lingue “parlate” nei due mondi, siamo all’incomunicabilità più completa.
La mia azienda gestisce trasporti internazionali e quindi i miei clienti sono un po’ in tutto il mondo.
Se devo fatturare un’operazione di trasporto ad un mio corrispondente giapponese, ecco nascere il dubbio: su quella fattura ci andrà applicato il bollo da due euro sì o no?
L’ovvia conseguenza è che se ci va applicato, va anche fatturato, aggiungendolo al totale della fattura stessa, perché il BOLLO (come l’IVA) è una tassa a carico del “compratore” (il “venditore” le inserisce entrambe nelle sue fatture per poi versarle allo Stato).
Però sappiamo tutti che quando si fattura un bene o un servizio “all’estero”, l’IVA non ci va aggiunta.
E, per logica, non ci andrebbe nemmeno il bollo.
Nel dubbio chiediamo lumi.
Alla domanda che a me pare semplice e chiara: “se gestisco un trasporto per conto di un GIAPPONESE, sulla mia fattura, chiarito che NON CI VA AGGIUNTA L’IVA, devo invece metterci il BOLLO da due euro e quindi aggiungerlo nel totale del fatturato?”
Ecco la risposta:
Le fatture superiori al 77.47 euro
NON sono soggette a imposta di bollo se:
– Operazioni non imponibili art. 8a – art. 8b  
– Operazioni non imponibili art. 9 (solo se servizi internazionali diretti a esportazioni di merci)
Sono soggette a imposta di bollo se:
– Operazioni non imponibili art. art. 8 c – art. 8bis (escluse se dirette all’esportazione)
– Operazioni fuori campo iva art. 7
– Operazioni escluse art. 15
– Operazioni non imponibili art. 9 (negli altri casi)
Ad una seconda richiesta … ecco la seconda risposta:
È  soggetto all’imposta di bollo di 2 euro fin dall’origine ciascun esemplare di fatture, cartacee ed elettroniche, nonché i documenti aventi un importo complessivo superiore a 77,47 euro emessi per le seguenti operazioni:
· operazioni escluse dal campo di applicazione dell’Iva ai sensi dell’articolo 15 del Dpr 633/1972
· operazioni esenti ai sensi dell’articolo 10 del Dpr 633/1972
· operazioni fuori campo Iva per carenza del presupposto soggettivo, oggettivo o territoriale (7 ter)
· operazioni non imponibili relative a operazioni assimilate alle esportazioni, ai servizi internazionali, ai servizi connessi agli scambi internazionali, le cessioni agli esportatori abituali o esportazioni indirette.
Nel caso in cui nella fattura vengano evidenziati sia importi assoggettati a Iva sia importi non assoggettati, con l’importo non assoggettato di ammontare superiore a 77,47 euro, come indicato nella circolare ministeriale 1/301333 del 1984 e nella 98/2001, il bollo è dovuto.
Ma un semplice “SI'” oppure “NO” … non lo si può proprio avere?
Voi cosa ci avete capito?
Niente, vero!
Ecco, neanch’io!
Paolo Federici
p.s.: all’ennesima domanda inviata alla Direzione dell’Agenzia delle Entrate mi hanno appena risposto: “Gentile contribuente, fermo restante la correttezza della risposta precedentemente fornita, considerando che sul punto esistono delle perplessità formulate dai vari operatori del settore, Le consigliamo di presentare apposita istanza di interpello ordinario ai sensi dell’art. 11 delle legge n. 2012/2000.”

7 commenti

Archiviato in dogana, economia, Politica, riflessioni, Trasporti

7 risposte a “il burocratese

  1. Ale

    Probabilmente non lo sanno nemmeno loro e non vogliono immortalare una interpretazione che farebbe da precedente per richieste future. Lo scopo delle leggi confuse è quello di renderne discrezionale l’applicazione, esattamente come nel medioevo.

  2. Avessi posto la medesima domanda al commercialista, lui ti avrebbe risposto “nel dubbio, metti la marca” cosi’ lui si sarebbe lavato la coscienza a costo zero (tanto il costo e’ tuo).

  3. mi ha scritto l’Agenzia delle Entrate:

    facendo riferimento al colloquio telefonico intercorso in data odierna, le preciso quanto segue.

    La norma (Dpr 26 ottobre 1972 n. 642) stabilisce un obbligo generalizzato di applicazione dell’imposta di bollo fin dall’origine su documenti formati in Italia quali fatture, note, conti e simili documenti recanti addebitamenti o accreditamenti per somme superiori a € 77,47.

    Gli stessi documenti sono esenti dall’imposta di bollo quando riguardano il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad IVA (articolo 6 della Tabella allegata al richiamato Dpr n. 642 del 1972).

    Ne consegue che se l’operazione non è soggetta ad IVA (esenzione, non imponibilità o fuori dal campo di applicazione) l’imposta di bollo risulta dovuta per il relativo documento emesso.

    Tuttavia, (articolo 15 della medesima Tabella) in ogni caso non sono soggette all’imposta di bollo le fatture per attività di trasporto e spedizione purché tali servizi internazionali siano diretti esclusivamente al fine di realizzare l’esportazione di merci (vedi Risoluzioni 6 giugno 1978 n. 50586 e 10 febbraio 1983 n. 311971 e Circolare n. 1 del 2 gennaio 1984). Tale esenzione da bollo, pertanto, riguarda le fatture emesse per servizi internazionali diretti esclusivamente al fine di realizzare l’esportazione di merci.

    Con riguardo alle fatture per servizi internazionali riferibili ad operazioni di importazione di merci, l’imposta di bollo non è dovuta per gli importi che concorrono a formare l’imponibile dell’IVA dovuta in dogana (ex articolo 69, comma 1 del Dpr n. 633 del 1972 che per le importazioni comprende nella base imponibile IVA le spese di inoltro fino al luogo di destinazione all’interno del territorio della Comunità che figura nel documento di trasporto sotto la cui scorta i beni sono introdotti nel territorio medesimo). Infatti, in tal caso, l’operazione deve intendersi assoggettata ad IVA anche se, per esigenze di tecnica legislativa, il pagamento viene eseguito in un momento diverso dall’emissione del documento (Circolare n. 1 del 2 gennaio 1984). Fuori da questa ipotesi l’imposta di bollo risulta dovuta.
    Pertanto, con riguardo ai casi da lei proposti riferiti ad operazioni di trasporto di beni in esportazione o in importazione, come sopra evidenziato, l’imposta di bollo non è dovuta.

    Rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento ritenga necessario.

    —–

    tutto chiaro, adesso?

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