Imprenditori

mentre il dipendente ha “entrate” certe (sa esattamente quanto prenderà di stipendio e quindi può regolarsi per decidere cosa/come spendere quella somma) l’imprenditore di certe ha solo le “uscite” (stipendi da pagare, affitti e/o leasing per gli uffici e/o i magazzini, costi dei macchinari, fatture dei fornitori, spese “commerciali” e/o “pubblicitarie” per promuovere i propri prodotti).
Funziona così: io, imprenditore, vendo un qualche prodotto o servizio ed INCASSO 1.000
Con questi 1.000 devo pagare tutte le voci suddette.
Se alla fine mi rimane qualcosa, si tratta di GUADAGNO.
Se invece non mi rimane niente, ma anzi l’incasso NON mi basta per pagare tutto quanto, si tratta di PERDITA. Quindi di “chiusura” dell’attività e dichiarazione di FALLIMENTO!
Ma tutte quelle “spese” ce le ho anche se INCASSO 500 (l’affitto costa uguale anche per quel mese nel quale non vendo niente. Il dipendente lo pago anche se quel mese non ho preso ordini … Etc).
Purtroppo con la situazione di crisi che stiamo vivendo, riuscire a PAGARE tutte le SPESE con i sempre più magri INCASSI diventa sempre più difficile.
E lo STATO che fa? Anziché tassarmi QUANDO guadagno, mi tassa SEMPRE, anche quando perdo, andando così ad aumentare il debito e la situazione di crisi.
Ad esempio, con l’IRAP mi tassa in base al numero dei dipendenti.
Se io ho 10 dipendenti ma c’è lavoro solo per 5, dovrei licenziare gli altri 5 e buonanotte.
Siccome io invece cerco di fare il possibile per mantenere tutti dieci i posti di lavoro, lo STATO anziché dirmi GRAZIE, mi TASSA il doppio rispetto al mio collega che, senza farsi scrupoli, licenzia i 5 in esubero.
Ciò che i nostri governanti non capiscono è che in una piccola impresa, si vive come in famiglia: i dipendenti sono come dei figli! Quale padre abbandonerebbe al loro destino la metà dei suoi figli quando la quantità di cibo disponibile si riducesse?
Si tira tutti la cinghia, come suol dirsi, aspettando tempi migliori.
Però arriva il momento in cui, a forza di aspettare tempi migliori, ci siamo “mangiati” tutto quanto avevamo accumulato in passato (eh sì, perché il bravo imprenditore “accantona” i guadagni negli anni buoni per affrontare le perdite negli anni “grami”) così per prima cosa si tagliano gli investimenti per rinnovare i macchinari, poi si tagliano i settori commerciali e pubblicitari, quindi si è costretti – obtorto collo – a ridurre il personale.
Ovviamente uno dei primi tagli l’imprenditore lo ha fatto al “proprio” stipendio, ma questo non serve dirlo: chi lavora in proprio lo sa benissimo!
E adesso bisogna PAGARE LE TASSE!
Ma come si fa se non ci sono soldi?
Se quelli “accantonati” in passato sono stati usati per pagare affitti, stipendi e fornitori!
Chiudiamo baracca e burattini?
Così anziché creare QUALCHE disoccupato, facciamo sì che TUTTI siano disoccupati, sia i dipendenti che i datori di lavoro.
E poi?
Quel mostro vorace (lo STATO e le sue TASSE) che ingoia tutti i nostri sogni, non avendo più niente da portarci via, cosa si inventerà?
Paolo Federici

anche per questo DOMANI (mercoledì 27 novembre) abbiamo indetto una PRIMA SERRATA NAZIONALE delle PARTITE IVA (artigiani, commercianti, ambulanti, imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi)

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