causa ed effetto

a scuola ci hanno insegnato che, secondo le leggi della fisica, l’effetto viene dopo la causa.
Nel mondo della politica (e della pubblica amministrazione) può invece succedere il contrario.
Ieri ho partecipato ad un incontro con l’Agenzia delle Dogane.
Dopo aver sentito dire, in tutte le salse, che la nostra Dogana è la più brava, la più bella e la più efficiente mi sono sorbito anche la tiritera che “se i traffici scappano dall’Italia la colpa è di coloro che parlano di ritardi doganali, di complicanze burocratiche, di interpretazioni restrittive …”.
Insomme di tutte quelle cose che, ormai da anni, denuncio regolarmente nel mio blog.
Per venire al dunque, secondo quella teoria, la colpa NON è di chi causa i ritardi e le complicanze, ma di chi, facendolo sapere in giro, dipinge negativamente il nostro Paese.
Eccoci arrivati: è l’effetto (il fatto che uno si arrabbi per le difficoltà con le quali deve convivere tutti i giorni) e non la causa (il fatto che uno Stato super burocratizzato si inventi ogni giorno nuove regole complicatorie) ad essere colpevole delle disgrazie italiane.
Qualche tempo fa ho raccontato di una dichiarazione tutta italiana (quella dei peli di cane e di gatto) scatenando l’ilarità della rete.
A chi non è “addetto ai lavori” sembra incredibile che per importare merci dall’estero si debba (nella stragrande maggioranza dei casi) presentare una dichiarazione (che il prodotto NON contiene peli di cane e di gatto) e che, nonostante l’Europa unita, questa dichiarazione vada fatta SOLO se la merce viene importata in Italia.
Per i responsabili della Dogana invece la dichiarazione è sacrosanta e sono GLI ALTRI Paesi Europei ad essere manchevoli nel rispetto della norma.
Quindi il fatto che in Italia venga chiesta questa dichiarazione NON è una penalizzazione per gli operatori, ma un VANTAGGIO a garanzia della serietà e dell’efficienza della nostra Dogana.
Mi sono sentito molto in sintonia con Erasmo da Rotterdam ed il suo “Elogio della follia”.
Tutto sta a capire se il pazzo sono io.
O forse sarà il caso di appellarsi ad Oscar Wilde ed al suo invito a non discutere mai … (Con chi? Andatevelo a cercare sul web!)
In quello stesso incontro, ci hanno comunicato come sia finalmente possibile pagare i dazi doganali con il bonifico bancario (in fondo, erano solo 22 anni che ci lavoravano. Finalmente sono riusciti ad aprire quel benedetto conto …!).
Sarà vero?
Oggi abbiamo provato a “pagare” con un bonifico, ma naturalmente non ci siamo riusciti (ma la colpa è sicuramente nostra. Non avremo letto attentamente le 19 pagine di istruzioni dettagliate che ci hanno passato. Eh sì, perché per dirti come devi fare ad eseguire un BONIFICO BANCARIO … hanno dovuto scrivere un prontuario di diciannove pagine! Eccolo con un click).
Ma perché dobbiamo continuare a farci del male “avvisando” che in Italia ci sono questi tipi di problemi?
Lasciate che gli investitori vengano a noi: che se ne accorgano da soli.
In fondo è questo il succo del messaggio che è stato lanciato.
Smettiamola di dire che ci sono cose che non vanno.
Tanto, denunciare non serve a niente.
Forse che Saviano, denunciando l’esistenza della mafie, le ha fatte sparire?
Anche lui, come me, ha solo “contribuito” a far sparire gli investitori.
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta.
Paolo Federici

3 commenti

Archiviato in denuncia, dogana, economia, incontri, Politica, riflessioni, Trasporti

3 risposte a “causa ed effetto

  1. Al convegno c’erò anch’io, in un certo momento era tanta la voglia di gridare “Buffoni!!!!”
    ma come sempre ha prevalso la riservatezza.
    Ruggero

  2. Bobo Min

    se un albero è depresso, deve essere potato in modo che possa riprendere a crescere piu forte e rigoglioso di prima.

e tu che ne pensi?

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