Trieste: cominciamo a sognare!

ieri sera, al Propeller Club di Milano, è venuto a parlare Francesco Parisi, titolare della omonima società di spedizioni (che, va detto, è una delle più “antiche” essendo stata fondata nel 1807). 01_storia1Certo molte cose sono cambiate in oltre duecento anni, le generazioni si sono succedute, ma lo spirito imprenditoriale è rimasto e Francesco Parisi ne è la prova.
Cosa ha fatto di tanto eclatante?
E’ presto detto: lavorando (da sempre) sul porto di Trieste e vedendo come tutto stesse andando in rovina, si è comprato un molo portuale (il molo “6”) e l’ha rimesso a nuovo (con investimenti totalmente privati, quindi senza chiedere una lira allo “Stato”).
Poi ha impostato i collegamenti a mezzo ferrovia con gran parte dell’Europa Centrale così che le merci, dopo essere state sbarcate a Trieste, possono proseguire fino in Germania transitando per un porto Italiano anziché per uno Tedesco.
Finalmente dunque assistiamo ad un’inversione di tendenza: mentre qualche milione di containers (con merce destinata in Italia) anziché sbarcare in Italia vanno a sbarcare nei porti del Nord, un piccolo imprenditore è riuscito a far sbarcare in Italia merce destinata alla Germania.
Rispetto al milione e mezzo di containers “persi” (ogni anno non meno di 1.500.000 di containers con merce “italiana” transitano da Rotterdam, Anversa, Amburgo) oggi abbiamo l’equivalente di 75.000 containers “guadagnati”, grazie non solo a Francesco Parisi ed alla sua genialità, ma anche alla partnership di un operatore turco (Ekol) che trasporta, con le sue navi, le merci su base regolare da Istanbul a Trieste. 05 emtIl significato di questa “piccola” operazione è però enorme: non solo ci dice che potremmo sfruttare meglio i nostri porti, ma anche che potremmo dare il via ad un inversione di tendenza riportando nei porti italiani le merci italiane ed “aggiungendoci” anche le merci destinate e/o provenienti da tanti altri Paesi Europei.
Il sogno di vedere l’Italia come il nuovo centro della Logistica Europea può avere, finalmente qualche fondamento.
Va anche detto che l’operatività di questa iniziativa (ripeto: gestita e finanziata esclusivamente dai privati) ha trovato nello Stato … un ostacolo da superare per le continue imposizioni burocratiche che venivano aggiunte.
Ci sono voluti due anni per far decollare l’iniziativa: quando finalmente tutto era pronto a partire, qualche funzionario zelante aveva bloccato i lavori volendo impedire lo sviluppo “ferroviario” dell’operazione.
Ma tutto è bene quel che finisce bene.
Oggi come oggi Trieste sta crescendo (anche grazie ad altri operatori) e sono sempre più le merci che scelgono quel varco di entrata per essere poi distribuite in tutta l’area centrale Europea (verso Nord e verso Est).
Ovviamente “se” funzionasse la TAV, Trieste potrebbe acquisire anche altri traffici sulla direttiva verso “Ovest”, ma capisco che questo “boccone” sia difficile da far digerire a chi vive solo di ideologia.
Se qualcuno, nella stanza dei bottoni in quel di Roma, si decidesse a capire che puntare sulla crescita dei porti (a breve Genova dovrebbe essere collegato con Rotterdam, ma la linea ferroviaria, ormai completata da Rotterdam fino alla Svizzera, si interrompe entrando in Italia …) nonché su uno sviluppo dei collegamenti ferroviari, potrebbe rivelarsi una mossa vincente per l’economia italiana, gliene saremmo grati.
Sempre che l’interesse dei burocrati di Stato non sia quello di boicottare sempre e comunque qualsiasi iniziativa secondo la logica del “questo non si può fare”, continuando a perdere occasioni sempre più irripetibili.
Paolo Federici

2 commenti

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2 risposte a “Trieste: cominciamo a sognare!

  1. L’Alto Adriatico deve guardare nuovamente al mare
    per rilanciare le sue economie.

    Nell’ultimo trentennio abbiamo smarrito la convinzione ” che per noi fosse ancora essenziale poter contare sull’apporto di quel settore primario ” che è stato in passato il principale artefice delle nostre fortune e che molto probabilmente se saremo in grado di gestirlo adeguatamente lo sarà anche in futuro, settore fondato principalmente sullo sviluppo delle molteplici attività legate al mare, siano esse prettamente Emporiali e Logistiche oppure Industriali Alberghiere e Turistiche >>> http://trieste-e-le-sue-scelte-mancate.jimdo.com .

    Purtroppo la molto diffusa “ citata scarsa convinzione ” in merito a quelli che potrebbero essere i notevoli ritorni economici anche per la Regione F.V.G. che le attività legate al mare sarebbero state in grado di generare, ha di fatto impedito la realizzazione di alcune opere indispensabili per poter consentire alla nostra Portualità di mantenere il passo nei confronti della Portualità Mediterranea e del Nord Europa, ed al nostro territorio di poter guardare serenamente al futuro.

    Per uscire dalla stagnazione in cui versano le nostre Imprese, forse sarebbe stato il caso di prendere seriamente in considerazione il volano economico che la portualità e le variegate attività legate al mare sarebbero in grado di generare, volano che non sarebbe chiaramente circoscritto soltanto alle attività portuali propriamente dette, poiché maggiori saranno i volumi delle merci in transito nella nostra Regione e maggiori di conseguenza potrebbero essere le possibilità che qualche Imprenditore Italiano o Straniero consideri opportuno e redditizio sfruttare la strategicità dell’Alto Adriatico e della Regione F.V.G. per incrementare le sue attività siano esse industriali manifatturiere o logistiche, e riportare quindi nuovamente al centro delle nostre azioni/intenzioni il settore primario, unico realmente in grado di creare ricchezza vera che poi chiaramente sarebbe in grado di alimentare e far girare e sviluppare quello secondario ed il terziario.

    I settori potenzialmente attinenti all’operazione potrebbero essere la produzione industriale, la trasformazione, la lavorazione, l’assemblaggio, e la distribuzione di una significativa quota delle merci in transito nel Mediterraneo relative ai notevoli volumi dell’interscambio Euro Asiatico, per avvalorare questa mia tesi credo sia sufficiente dare un’occhiata ai grandi Porti del Nord Europa ed alle molteplici redditizie e variegate e attività che sono proliferate nei loro hinterland.

    Brunello Zanitti Giuliano

  2. è di oggi la notizia che Francesco Parisi è stato nominato Presidente della Fiata, l’associazione “mondiale” degli spedizionieri.
    Forse che essere “passato” per questo blog … gli ha portato FORTUNA?🙂

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