Amori Alieni

durante il week-end appena trascorso, Segrate ha ospitato un convegno atipico: si è parlato, in una due giorni di full immersion, di UFO, Alieni, Vita Extraterrestre … ed il titolo era già tutto un programma: “figli delle stelle”.
Organizzato da Sabrina Pieragostini (che cura un blog dedicato all’argomento: extremamente.it) ha visto sfilare personaggi di importanza nazionale ed internazionale.
Dopo Pablo Ayo a Roberto Pinotti (personaggi “nostrani” che vi si dedicano da una vita) abbiamo potuto ascoltare anche Lloyd Pye, l’uomo dello “Starchild”.
Partiamo proprio da quest’ultimo: basta cercare “starchild” su google e le informazioni certo non mancano. Quello che ho capito io è che si tratta del teschio di uno scheletro ritrovato circa 100 anni fa, sepolto in una miniera, il cui esame genetico ha dato risultati impressionanti: certamente NON ha niente di umano. Risale a quasi mille anni fa ed era sepolto assieme ad uno scheletro “terrestre”.
Ipotizzare che si tratti di un alieno vissuto sulla Terra è fin troppo facile: magari si è anche fatto una famiglia e la donna (perché di scheletro femminile si tratta) sepolta insieme a lui è stata sua moglie o comunque la sua amata.
Ecco perché ho voluto intitolare questo articolo come “amori alieni”: non sarebbe il primo caso (stando alla mitologia o, perché no, alle storie che ci racconta la Bibbia) di unioni tra umani ed extraterrestri.
Mi piace immaginare questo vagabondo dello spazio che arriva sulla Terra, si innamora e vive il resto della sua vita, impossibilitato a tornare a casa, tra gli umani (magari anche prolificando?).
Il discorso sull’amore torna prepotentemente a galla quando a parlare è Gaspare De Lama, un simpatico ultranovantenne che ci racconta degli incontri con gli alieni che lui ed un gruppo di suoi amici (giusto una decina) hanno avuto negli anni ’60 e ’70.
L’amore, ci ha spiegato, produce energia e proprio di quell’energia avevano bisogno le astronavi aliene: pertanto alcuni di loro avevano voluto diventare nostri “amici” anche e soprattutto per generare energia.
Ma questo ridisegna in positivo l’immagine che abbiamo daegli extraterrestri: se libri e film, ultimamente, ce li dipingono come cattivi, la verità è un’altra.
Ed è proprio Pinotti a spiegarci come siano soprattutto gli americani (che hanno già avuto innumerevoli contatti con gli extraterrestri) a preferire l’immagine aliena “cattiva” per essere così pronti a proporsi come difensori dell’umanità nel caso di una invasione, per quanto pacifica possa essere.
Questo perché gli USA sono abituati a considerarsi i “gendarmi” della Terra e se gli alieni sono “buoni”, il ruolo “americano” viene imediamente a cessare.
Ma come se non bastasse, si è poi aggiunto l’intervento di Mauro Biglino, conoscitore delle lingue antiche e traduttore della Bibbia: ci ha raccontato come siano innumerevoli le versioni della Bibbia esistenti al mondo e come sia fin troppo facile cambiare il senso di una frase inserendo una vocale al posto di un’altra (per chi non lo sapesse le lingue antiche venivano scritte SOLO con le consonanti, quindi le vocali potevano essere solo IPOTIZZATE).
Sta di fatto che la storia che racconta la Bibbia … non è quella “ufficiale” (e fra poco uscirà un suo libro sull’argomento, quindi non ci resta che aspettare per saperne di più).
Quello che mi ha veramente impressionato è sentire la spiegazione che ha dato Roberto Pinotti sul “modo” di informare la popolazione: per evitare i traumi che si potrebbero avere da un incontro “improvviso”, i governi mondiali da tempo stanno usando libri, radio, film e tv come “veicolo” informativo. Sotto la veste fantascientifica, tantissimi film invece ci stanno preparando alle novità tecnologiche che gli alieni già hanno portato sulla Terra.
Vedere il capitano Kirk (quello di Star Trek) che alla fine degli anni ’60 comunica con un cellulare, mentre la sua segretaria gli risponde con un bluetooth all’orecchio e l’ufficiale di bordo usa un PADD in tutto e per tutto simile al moderno I-PAD … è la dimostrazione plateale che qualcuno già fin da allora conosceva la più moderna tecnologia.
Riguardatevi STAR TREK e saprete cosa ci riserva il futuro.
Buon divertimento.
Paolo Federici
(che sia l’amore il vero motore del mondo lo diceva anche il nostro Dante: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”)

2 commenti

Archiviato in cultura, incontri

2 risposte a “Amori Alieni

  1. Anna Olcese

    Di Star Trek mi piacerebbe che si realizzasse il trasportatore, perché mi sono stufata di fare 200 km in macchina ogni volta che andiamo in montagna!!!!!

  2. Oggi sul blog del Corriere (Mistero bUFO) c’è questo reportage:

    Anche il warpdrive, la curvatura spazio-tempo usata dall’Enterprise per i suoi viaggi intergalattici di Startrek, è sembrata a lungo un espediente cinematografico. E invece, ora i fisici della Nasa stanno cercando di tramutarlo in realtà. Forse, tra qualche decennio, potremo anche noi viaggiare, in pochi istanti, attraverso distanze siderali. Forse, civiltà più evolute della nostra già lo fanno. Non dimentichiamoci che nel 1865, il “Dalla Terra alla Luna” di Jules Verne era solo un romanzo di fantascienza: appena un secolo dopo, quello che lo scrittore aveva immaginato, è accaduto davver. Prepariamoci a tutto…”

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