Volete risollevare l’Italia? Puntate sulla LOGISTICA.

La LOGISTICA è una scienza, una scienza “esatta” direi, nata come supporto alle azioni militari. Alessandro Magno e Giulio Cesare vinsero le loro battaglie anche e soprattutto perché potevano contare su un supporto “logistico” di prim’ordine (ai soldati non basta fornire armi, bisogna dargli cibo, vestiario, mezzi di trasporto all’avanguardia!).
Napoleone perse a Waterloo perché la “logistica” venne meno: il trasporto di alcuni cannoni fu bloccato (si impantanarono) e quella battaglia decisiva ebbe l’esito che sappiamo.
SE la logistica napoleonica avesse funzionato a dovere, probabilmente la storia sarebbe cambiata.
Ma perché vi dico questo?
Perché anche oggi le “battaglie” economiche a livello mondiale si possono vincere o perdere a seconda di come si è organizzati LOGISTICAMENTE.
Parliamo dei trasporti marittimi: quando le navi porta-container (cariche di merci che arrivano dall’Estremo Oriente) passano Suez, potrebbero scaricare tutti i loro “cassoni” in uno dei porti più vicini a Suez, ad esempio Gioia Tauro, e lasciare poi che da Gioia Tauro i “container” vengano instradati verso tutti i maggiori centri Europei (via strada, via ferrovia o anche via mare … utilizzando quelle che sono le “autostrade del mare”, in modo particolare il Mar Tirreno ed il Mar Adriatico).
Invece cosa succede?
Le navi attraversano tutto il Mediterraneo, entrano nell’Oceano Atlantico, costeggiano Portogallo e Spagna e finalmente arrivano nei porti del Nord Europa (Rottterdam, Anversa ed Amburgo).
Da lì poi vengono instradati verso tutti i maggiori centri Europei (via strada, via ferrovia o anche via fiume … utilizzando i canali navigabili, molti dei quali “artificiali”).
Alla fine si preferisce FARE UN PERCORSO PIU’ LUNGO (qualche migliaia di chilometri), IMPIEGARE MOLTO PIU’ TEMPO (mediamente una settimana), CONSUMARE MOLTO PIU’ GASOLIO, INQUINARE MOLTO DI PIU’ … quando sarebbe più interessante utilizzare la soluzione ITALIANA (via Gioia Tauro, ma anche via Taranto, oppure via Trieste, finanche via Genova o La Spezia …).
I PORTI DEL NORD si arricchiscono (le navi che scaricano i loro container in quei porti “portano” ricchezza, lavoro, tasse …) e noi continuiamo a piangerci addosso.
Eppure se potessimo giocarcela alla pari (SE i nostri porti fossero efficienti come quelli del Nord Europa, SE le nostre strade fossero scorrevoli come quelle del Nord Europa, SE le nostre ferrovie fossero funzionali come quelle del Nord Europa, SE i nostri collegamenti per le vie d’acqua fossero sfruttate come quelle del Nord Europa) ecco che non ci sarebbe proprio gara: vinceremmo alla grande.
Allora perché non ci decidiamo, una buona volta, a PUNTARE decisamente sulla LOGISTICA?
A pensare in grande, rendendo i nostri PORTI (ma anche gli AEROPORTI), le nostre STRADE, i nostri collegamenti FERROVIARI, i nostri MARI … strategicamente decisivi per una vera RICRESCITA dell’Italia.
E qui si innesta un altro discorso: l’Europa ha pianificato 10 corridoi ferroviari che la attraverseranno in lungo ed in largo. Ben 4 di quei corridoi dovrebbero passare per l’Italia. Tre in senso VERTICALE ed uno in senso ORIZZONTALE. Quell’UNO è la bistrattata TAV croce e delizia dei nostri cuor!
Insomma, l’Europa ha accettato di incentrare sull’Italia la maggioranza dei suoi snodi (e quindi per l’Italia esiste la possibilità concreta di realizzare il sogno, facendola diventare “importante” per il mondo della Logistica) e noi ci facciamo male da soli, impedendo a quell’opera di decollare.
Così come impediamo ai nostri porti di diventare competitivi rispetto a quelli del Nord Europa, così come impediamo alle nostre ferrovie di europeizzarsi, così come – facendoci la lotta intestina tra Malpensa e Fiumicino – impediamo la creazione di un vero AEROPORTO per il cargo aereo che possa competere con gli aeroporti del Nord Europa.
Quando capiremo che la LOGISTICA è una delle due vere scienze che ancora possono dare una chance di crescita all’Italia (l’altra è il TURISMO) sarà ormai troppo tardi.
Negli ultimi anni di PIANI DELLA LOGISTICA ne sono stati elaborati due. Entrambi finiti nel dimenticatoio non appena c’è stato un cambio di Governo.
Eppure è già tutto SCRITTO, tutto PROGETTATO, tutto PIANIFICATO: basterebbe prendere il mano l’ultimo PIANO DELLA LOGISTICA e farlo diventare realtà.
Forse finalmente vedremo l’Italia rinascere.
Altrimenti, novelli Napoleone, saremo ricordati come quelli che, per colpa della LOGISTICA “non” efficacemente sviluppata, hanno perso l’ultima possibilità nonostante fosse stata offerta su un piatto d’argento.
Paolo Federici

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