NON-SOLO-MARE: per fare grandi cose ci vuole un piccolo cuore

il mio lavoro è sempre più complicato, burocratizzato, incasinato … difficile da svolgere bene.
Le spese sono tante ed i guadagni magri, anzi magrissimi.
Si vive grazie ai risparmi accantonati negli anni passati e la luce alla fine del tunnel resta un miraggio.
Poi arriva “la” spedizione che hai sempre sognato e allora ti esalti e sei pronto a ripartire.
Una enorme caldaia a gas deve essere trasportata urgentemente dall’Italia agli Stati Uniti.
Non c’è un minuto da perdere: una nave impiegherebbe troppo tempo.
Nonostante le misure “eccezionali” (fuori sagoma in tutte tre le dimensioni, lunghezza, larghezza e altezza) ed il peso di quasi 70 tonnellate, in tempi brevissimi organizziamo il trasferimento dalla provincia di Bergamo all’aeroporto di Zurigo (eh sì, a Malpensa “quell’enorme aereo” noleggiato per l’occorrenza non può atterrare: le solite questioni burocratiche tutte italiane ….!) per caricare su uno speciale “Antonov 124” la caldaia che “volerà” verso Houston.
Sempre a tempo di record viene fatta costruire una speciale “gabbia” metallica che dovrà contenere la caldaia stessa ed evitarle le “scosse” e gli “sbandamenti” che l’accelerazione dell’aereo alla partenza (e la frenata all’arrivo) indubbiamente provocheranno.
La gabbia (che, da sola, pesa ben 5 tonnellate!) la costruiscono in Germania e la fanno arrivare in Italia velocissimamente: la caldaia viene prima inserita nell’imballo e poi caricata sul camion ribassato per arrivare a Zurigo ed essere imbarcata sull’aereo davanti ad una folla di curiosi (e di giornalisti) che assistono estasiati alle operazioni.
Le fotografie si sprecano.

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E mentre l’aereo decolla, penso che fra due settimane si replica: un’altra caldaia, un’altra gabbia, un altro viaggio … per un BIS destinato al successo.
In fondo si vive di piccole soddisfazioni e c’è chi (come me) si accontenta di così poco.
Se avete da fare un trasporto per il quale occorre metterci il “cuore”, chiamatemi.
Paolo Federici

in this crisis situation, it’s a great satisfaction to be entrusted to handle “the” shipment you’ve always dreamed of.
A huge gas boiler must be urgently transported from Italy to the United States.
There is not a minute to lose and a vojage by sea would take too long.
Despite the measures “out of size” (extra length, extra width and extra height are involved) and the weight of over 70 tons, in a very short time we organize the transfer from Bergamo to Zurich airport (yes, at Malpensa this “enormous plane” rented for the occasion can not land) to load on a special “Antonov 124” the boiler which has to “fly” to Houston.
A special “cage” is prepared to contain the metal boiler and avoid the “shock” and “skidding” that the acceleration at the start (and braking on arrival) undoubtedly cause.
The cage is built in Germany: the boiler is firstly inserted in the package, then moved by a special low-loader to Zurich airport to be loaded inside the airplane in front of a crowd of onlookers (and journalists) who assist delighted to the operations.
The photos are flashing like for a movie star.
As the plane takes off, I think that in two weeks we have to reply, another boiler, another cage, another trip … for a “BIS” bound to success.
I can say that we live for small satisfactions and some people (like me) are appeased with so little.
If you have to move cargo and you need a forwarder who handles your shipment by the “heart”, call me.
Paolo Federici

2 commenti

Archiviato in cultura, giornalismo, riflessioni, spettacolo, Trasporti

2 risposte a “NON-SOLO-MARE: per fare grandi cose ci vuole un piccolo cuore

  1. Giovanangelo Buccelloni

    Grande Paolo. Complimenti a Te ed ai Tuoi collaboratori.

  2. Anna Olcese

    Per fare lo spedizioniere ci vuole anche… molta fantasia!!!! Riccardo Di Stefano (mi ricorda quando mi sono trovato un aggeggio analogo a Ravenna destinato a Belgrado: caricato su una nave per Costanza e proseguito via Danubio….ed era stato acqusito per trasportarlo via ferrovia!)

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