Tra poppa e prua

avrete letto della grande nave portacontainer (MOL  COMFORT) che si è spezzata in due (click)

Grazie alle chiusure stagne, i due tronconi per un po’ sono rimasti entrambi a galla.

Intanto i rimorchiatori d’altura erano partiti dal porto più vicino (distante comunque circa quattro giorni di navigazione) per andare ad agganciare le due “metà” della nave e portarle in porto.

Solo che adesso veniamo informati che la parte poppiera … è affondata (con i suoi 1.700 containers)

Alla fine, se riusciranno a portare in porto la parte di prua (salvando i 2.500 containers che vi sono stivati), avremo una sostanziale differenza di trattamento per i PROPRIETARI delle merci:

– chi ha la merce in un container caricato nella parte AFFONDATA avrà diritto ad un rimborso (seppur parziale e soggetto ai limiti di responsabilità previsti dalle legislazioni internazionali)

– chi ha la merce in un container caricato nella parte SALVATA (anche se la sua merce risultasse comunque danneggiata ed inutilizzabile) non ha diritto al rimborso, ma anzi dovrà contribuire al pagamento dei danni subiti dalla nave

Tra le due opzioni, quasi quasi conviene sperare di avere avuto la propria merce … caricata a POPPA (cioè affondata!)

🙂

O no?

Paolo Federici

1 Commento

Archiviato in cultura, economia, riflessioni, Trasporti

Una risposta a “Tra poppa e prua

  1. Penso che in mare son sempre…..azzi! E se capita qualcosa, meglio perdere tutto ed essere assicurati, altrimenti ti costa di più…..

e tu che ne pensi?

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