e sono passati vent’anni …

vent’anni fa chiedevamo, a gran voce, di permettere anche a noi (italiani) di poter pagare i diritti doganali con il bonifico telematico (anziché con la consegna manuale – negli uffici doganali – di assegni circolari) così come avviene in tutto il mondo civilizzato. La legge è stata promulgata, ma vent’anni sono passati ed ancora siamo al punto di partenza (mancano i decreti attuativi … ed un accordo tra Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e Banca d’Italia! Eh sì, aprire un conto in banca è complicatissimo!)

vent’anni fa chiedevamo, a gran voce, di cancellare quelle assurde tariffe di trasporto che andavano sotto il nome di “tariffe a forcella”. Anche perché continuavano a fare solo danni al mercato italiano (già i primi stranieri si affacciavano sul nostro mercato, seguendo le leggi “di mercato” e non le imposizioni tariffarie anacronistiche). Quelle tariffe sono state cancellate, ma se ne sono “inventate” altre: le TARIFFE MINIME. Con il risultato che sono aumentati gli stranieri che operano sul nostro mercato, seguendo (loro sì, noi no!) le leggi di mercato! E l’autotrasporto italiano è ancora più in crisi di quanto non fosse prima dell’invenzione delle TARIFFE MINIME.

vent’anni fa chiedevamo, a gran voce, di cambiare i termini di acquisto delle merci, invitando gli importatori a comprare su base FOB anziché CIF. Soprattutto per gli acquisti dalla Cina, visto che i cinesi si erano inventati i “ristorni” sui noli (che facevano lievitare le spese a carico del compratore). Ma allora le cifre in discussione si aggiravano sui 5/7 dollari al metro cubo. Vent’anni sono passati e la maggioranza delle aziende italiane continuano ad acquistare su base CIF. Ed i ristorni hanno superato i 200 dollari al metro cubo.

Insomma, a cosa è servito ripetere fino alla nausea l’esistenza di questi problemi, se tanto – vent’anni dopo – la situazione è solo peggiorata?

Forse anche i latini hanno preso un abbaglio, dicendo che “repetita iuvant”, perché qui, invece, anche a forza di ripetere, tutto va avanti come se niente fosse.

Paolo Federici

2 commenti

Archiviato in cultura, denuncia, dogana, economia, Politica, riflessioni, Trasporti

2 risposte a “e sono passati vent’anni …

  1. penso che gli importatori italiani, poveri loro, preferiscano fidarsi del fornitore cinese piuttosto che del proprio spedizioniere Italiano ma lo sappiamo, presso la Clientela, lo spedioniere ha sempre avuto la fama di ”approfittatore” e la Clientela non si é mai resa conto che facendo, é vero, il nostro interesse facevamo anche il suo, Clientela che poi si lamenta con lo speizioniere italiano al quale imputa tariffe esose: andiamo avanti così che andiamo bene: questo é il risultato di una grossa carenza di professionalità: basta che il responsabile della ”logistica” di un’azienda sia laureato, magari alla Bocconi e lo spedizionierei, con decenni di esperienza e consigli da dare, diventa un povero pistola che cerca di fregare il bocconiano di turno…….

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