e poi piangono

per acquisire clienti si ricorre a qualsiasi mezzo: offerte più vantaggiose, riduzione dei prezzi, concessione di dilazioni di pagamento …
Ed i clienti gongolano.
Se un fornitore quota un prezzo di 100 per fare un certo trasporto, basta chiamarne altri due o tre che saranno subito pronti a quotare chi 90, chi 80 e chi, magari 70.
Poi si può tornare dal primo fornitore e dire: “con voi ci troviamo bene, non vogliamo cambiare, ma sai com’è, ci sono altri che mi quotano 70. Se anche tu ti adegui il lavoro continui a farlo tu!”
Questo in uno Stato di diritto si chiamerebbe ricatto, ma al giorno d’oggi si chiama legge di mercato.
E tu (fornitore) devi decidere se ridurre i tuoi prezzi rinunciando, alla fin fine, al guadagno (anzi magari rimettendoci) perché quel cliente non lo puoi perdere.
Un cliente così importante, per te, da seguirlo con la massima cura.
Un cliente che però non accetta di pagare il tuo prezzo.
Vuole sì il tuo servizio, ma al prezzo – più basso – di altri!
La voglia di mandare tutti a quel paese è forte.
Ma il “dio” mercato impone la sua legge e tu sei un emerito signor nessuno per ribellarti.
E dopo che hai calato le braghe accettando di far pagare il prezzo deciso dal cliente, ecco la nuova richiesta: non vorrai mica essere pagato subito? Gli altri (ma come sono bravi, gli altri!) si fanno pagare a 90 giorni.
E tu che fai?
Lo mandi a quel paese o ingoi?
E poi, quando dopo 90 giorni, il tuo amicone cliente comincia a non farsi trovare ed i 90 giorni diventano 120, poi 150 e poi alla fine capisci che quei soldi non li prenderai più … ti arrabbi con te stesso per essere stato così “scemo” da dare fiducia.
Eh sì, la fiducia è una cosa seria, ma oggi c’è il mercato che impone le sue leggi ed una legge sempre più attuale è che non è più possibile dare la fiducia a nessuno.
Allora lasci che gli altri facciano prezzi “in perdita” e che concedano dilazioni di pagamento “a babbo morto” pensando che “il mercato” sarà quello che ne determinerà la chiusura.
Mentre tu resti seduto sulla sponda del fiume ad aspettare.
Voglio proprio vedere chi sarà il prossimo a passare.
Paolo Federici
(ci sono grandi aziende che operano nel mio stesso settore che si fanno un vanto di poter concedere crediti esagerati alla clientela! Finanche anticipando, di tasca loro, i diritti doganali all’import! Una cosa che sarebbe stata considerata un sacrilegio, fino a poco tempo fa! Proprio come facevano le banche con i bond tossici, si ritroveranno, prima o poi nei guai. Intanto però stanno massacrando il mercato. Ma qualche grossa azienda comincia già a dare segni di cedimento. Forse è davvero un segnale che la ripresa è vicina!)

1 Commento

Archiviato in cultura, denuncia, economia, Politica, riflessioni, Trasporti

Una risposta a “e poi piangono

  1. Posiamo solo augurarci che prima o poi i nodi vengano al pettine??? Ormai con questo metodo di lavoro tantissimi settori stanno crollando…e questo purtroppo non fà bene a nessuno. grazie per il post!

e tu che ne pensi?

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