pensieri, parole, opere ed omissioni

quando, ragazzino, declamavo il “confiteor” (Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere ed omissioni …) mi sono sempre chiesto quale fosse il peccato di OMISSIONE.
Oggi non solo lo so bene, ma (per il mio settore di attività, il mondo dei trasporti internazionali) riesco anche a quantificarlo in soldoni.
La MANCATA applicazione dello Sportello Unico Doganale è un peccato da 37 miliardi di Euro (da qui al 2020, almeno secondo uno studio della prestigiosa Università Bocconi)
Ma non solo: l’OMISSIONE dello snellimento burocratico più volte promesso e mai realizzato, ha causato MANCATE ENTRATE per l’Erario Italiano di oltre 500 milioni di euro all’anno (ecco il conteggio dettagliato ed esaustivo relativo al 2010 così come è stato pubblicato su Milano Finanza, nel racconto di Nicola Capuzzo).

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REPETITA IUVANT, dicevano i latini … ma qui a forza di ripetersi continuando a sbattere contro il solito muro di gomma, perdiamo solo tempo denunciando inutilmente lo sfascio.
Avete presente quegli enormi cassoni che vanno in giro per il mondo sulle navi? I containers!
Bene, in Italia nel 2010 ne sono arrivati 10 milioni. Entrando dai porti italiani.
Poi ne sono arrivati altri 2,5 milioni (con merci sempre destinate all’Italia) che invece sono “entrati” dai porti del Nord Europa (per poi proseguire, con i treni, verso le destinazioni finali italiane!).
Ma perché uno deve andare a Rotterdam per sbarcare un container da far poi proseguire, con il treno, su Milano?
Non è più semplice sbarcare quel container a Genova?
Evidentemente NO, nonostante le 4 avverbialità vantaggiose: l’Italia, infatti, è GEOGRAFICAMENTE, ECOLOGICAMENTE, ECONOMICAMENTE, TEMPESTIVAMENTE vincente (nei confronti dei porti del Nord Europa).
GEOGRAFICAMENTE perché arrivando da Suez, le navi potrebbero scaricare tutte le loro merci in Italia per la successiva distribuzione in Europa (anziché farsi altre migliaia di chilometri per poi sbarcare in Nord Europa, per fare la distribuzione partendo da là)
ECOLOGICAMENTE perché la navi ridurrebbero le emissioni di CO2
ECONOMICAMENTE perché le navi consumerebbero meno gasolio
TEMPESTIVAMENTE perché le navi risparmierebbero almeno una settimana di viaggio
Eppure, nei fatti, la nostra cara Italia continua ad essere perdente.
Se lassù, nella stanza dei bottoni, non si decidono a CONFESSARE il peccato di OMISSIONE, promettendo di non farlo più, non ne verremo mai a capo.
Paolo Federici

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