La logistica: un volano per la crescita.

oggi si è svolto a Milano, nella sede della CCIAA, un convegno sul tema “Riportare in Italia il controllo internazionale del trasporto delle merci: un’opportunità per la crescita”.
A far da moderatrice Stefania Peveraro di Milano Finanza.
In un momento di profonda crisi, mentre in tanti si piangono addosso, mentre la politica è indaffarata a scambiarsi accuse, il Propeller Club (un’associazione no profit che promuove l’incontro e le relazioni tra persone che operano nei trasporti marittimi, terrestri, aerei) lancia la sfida per affrontare il futuro ed indica, costruttivamente, il da farsi per rilanciare l’economia.
Sì perché “la creazione di un’industria della LOGISTICA” – come ha dichiarato Riccardo Fuochi aprendo i lavori – “può creare un effetto volano per l’intera economia”.
Nel suo intervento ha messo subito in chiaro come siano almeno “un milione i containers che sono diretti in Italia e sbarcano nei porti del Nord Europa per una perdita di centinaia di milioni di euro. Intercettare questi containers significherebbe sviluppare l’industria logistica attraverso l’acquisto di spazi, macchinari, servizi.”
Quanto sia importante la LOGISTICA ce l’ha spiegato Carlo Vaghi, docente della Bocconi.
E non è il solo, visto che l’importanza strategica della logistica è ribadita anche dalla Banca Mondiale e dall’ICE (Istituto per il Commercio Estero).
Stefano Zunarelli ci ha ricordato come i diversi Governi abbiano elaborato tre diversi Piani della Logistica, nel 1999, nel 2004 e nel 2011.
Piani che sono risultati essere molto simili, anche nel fatto di non essere mai stati realizzati.
Il problema, dunque, è l’inefficenza: l’incapacità della politica di realizzare anche progetti minimi, come quello dello SPORTELLO UNICO.
Claudio Rotti, di AICE, ci ha raccontato come uno dei Paesi dai quali l’Italia importa più prodotti tessili e scarpe (ovviamente prodotte in Cina) sia l’OLANDA: emblematico pensare come, ancora una volta, le importazioni passino dai porti del Nord (e addirittura per l’intermediazione di aziende del Nord Europa).
Umberto Masucci ha puntato sull’importanza del Mercato Nord Africano: uno sbocco di 440 milioni di “consumatori” ai quali poter vendere il nostro Made in Italy.
Ma l’intervento forse pù incisivo è stato quello di Carlo Mearelli, presidente di Assologistica, che ha dichiarato: “Il tema che trattiamo oggi è politica internazionale. Il Governo ed il Parlamento debbono inserire questo tema in priorità 1. Governo e Parlamento dettino leggi univoche per il bene del sistema e non dei singoli gruppi di pressione. Non c’è più tempo e spazio per artisti da strada.”
Egli arriva ad invocare “UN PATTO TRA MANIFATTURA E SUPPLY CHAIN” perché “LA SUPPLY CHAIN E’ PARTE INTEGRANTE DEL PRODOTTO MANIFATTURIERO E DEL MADE IN ITALY. LA SUPPLY CHAIN DEVE RAPPRESENTARE IL VERO VALORE AGGIUNTO NELLA PRODUZIONE E NELLA VENDITA.”
E soprattutto le aziende italiane devono fare rete, “RETI DI IMPRESA INTEGRATE PER VINCERE”.
Marco Lopez de Gonzalo è scese nel dettaglio, spiegando quali siano le criticità legate alla consuetudine, tutta italiana, delle aziende esportatrici di disinteressarsi del trasporto e della logistica, continuando a vederli come “costi” e non come “opportunità”.
Solo un cambio di mentalità potrà finalmente far decollare l’Italia.
A chiusura dei lavori, Lanfranco Senn lo ha ribadito: solo grazie alla LOGISTICA l’Italia potrò finalmente diventare competitiva nel mercato globale, ma per realizzare il “sogno” ci vuole un salto culturale, bisogna anche fare rete, o “lobby” (nel significato americano, positivo del termine), abbandonando l’illusione dell’autonomia così fortemente radicata nel tessuto industriale italiano.
Noi siamo pronti a risalire la china: speriamo che la politica non continui a remarci contro, perché ormai la nostra economia è davvero allo stremo.
Paolo Federici

ma è mai possibile che l’Italia sia GEOGRAFICAMENTE, ECOLOGICAMENTE, ECONOMICAMENTE, TEMPESTIVAMENTE vincente (nei confronti dei porti del Nord Europa), eppure continui, nei fatti, ad essere perdente?
GEOGRAFICAMENTE perché arrivando da Suez, le navi potrebbero scaricare tutte le loro merci in Italia per la successiva distribuzione in Europa (anziché farsi altre migliaia di chilometri per poi sbarcare in Nord Europa, per fare la distruzione partendo da là)
ECOLOGICAMENTE perché la navi ridurrebbero le emissioni di CO2
ECONOMICAMENTE perché le navi consumerebbero meno gasolio
TEMPESTIVAMENTE perché le navi risparmierebbero almeno una settimana di viaggio

pubblico

mearelli

presidenti

tavolo

sala

senn

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4 commenti

Archiviato in cultura, economia, incontri, Politica, riflessioni, Trasporti

4 risposte a “La logistica: un volano per la crescita.

  1. Marco

    ….che non avendo (forse) invitato le aziende e/o le loro associazioni anche questo importante messaggio non verra’ recepito. Decidiamoci ad accantonare la politica (che non ci puo’/vuole aiutare) e a sederci al tavolo invece con le persone “giuste”.
    Marco Ongaro

    • Marco
      abbiamo invitato le aziende, eccome!
      Sia quelle di CONFAPI che quelle aderenti ai AICE (insomma tutte le PMI …!)
      E la sala era piena.
      🙂
      ciao
      Paolo
      (in effetti non c’erano politici, tanto per quello che servono ….!)

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