AUTOTRASPORTO ITALIA: perché è in crisi!

ormai non so più come ripeterlo.
L’AUTOTRASPORTO italiano è in crisi e quindi la “soluzione” messa in atto è stata quella di stabilire tariffe MINIME (ricordiamolo: esistenti SOLO in Italia).
Ma nella realtà, cosa sta succedendo?
Lo spiega bene questo “rapporto” che ho ricevuto da un cliente/esportatore:

Per quanto riguarda la vendita delle nostre merci, in Europa, noi proponiamo ai nostri clienti la resa FRANCO DESTINO (nel qual caso siamo NOI ad incaricare un TRASPORTATORE ITALIANO del trasporto).
Ma negli ultimi tempi questa resa si è dimostrata IMPROPONIBILE.
Infatti, qualunque sia il Paese interessato, mentre noi interpelliamo trasportatori italiani i nostri clienti interpellano trasportatori del loro Paese e noi ne usciamo sempre sconfitti.
A questo punto la resa della merce diventa FRANCO FABBRICA e la scelta del trasportatore è inevitabile e cade sul trasportatore estero.
Ci siamo chiesti il perché di queste discrasie nei costi a parità di servizio:
1) forse dal diverso prezzo dei carburanti?
2) dal costo superiore complessivo (stipendio + contributi) del personale italiano addetto?
3) dalle velocità limite sui percorsi italiani?
4) dalle tariffe elevate sulle nostre autostrade?
(ma le problematiche legate a questi ultimi due punti l’hanno anche gli stranieri)
5) dalle differenti leggi e tributi tra il nostro e gli altri Paesi?
Non sono in grado di rispondere e chiedo a voi spiegazioni.
Vorrei però soffermarmi sulla legislazione ITALIANA che regola i rapporti tra noi (industria produttrice) ed il trasportatore (italiano) perché le leggi, che giocano apparentemente a favore del trasportatore, nella realtà sono a suo sfavore.
Prendiamo ad esempio la legge 4 agosto 2010 n. 127:
A) l’autotrasportatore è obbligato a presentare al venditore il DURC
B) se l’autotrasportatore non ha guadagnato abbastanza, ha il diritto di rivalsa nei confronti del venditore (nel frattempo il venditore ha stabilito con il suo cliente un prezzo che non può certo rivedere, ha collocato la merce, ha fatto la sua dichiarazione dei redditi … e via di seguito)
C) lo stesso diritto di rivalsa, contro il venditore (cioè contro di NOI) lo ha anche il sub-trasportatore (anche se a NOI sconosciuto)
D) il venditore è diventato responsabile anche se il camionista, strada facendo, non si riposa abbastanza e/o supera i limiti di velocità (di questo passo è possibile ipotizzare che il venditore diverrà responsabile anche se il camionista beve o investe qualcuno).
E) il venditore è divenuto responsabile anche se il mezzo dell’autotrasportatore sosta più di due/tre ore per le operazioni di carico e scarico (ma se l’autista si presenta allo stabilimento senza preavviso, senza un programma e davanti a sè trova una coda si altri automezzi che, ovviamente, hanno il diritto di precedenza, che colpa ha il venditore dell’altrui incuria?)
F) consideriamo anche l’articolo 1696 del Codice Civile: le merci perse o danneggiate durante il viaggio vengono rimborsate con 1 euro al chilo. Valore assolutamente lontano dalla realtà
Tutti questi problemi NON esistono con i trasportatori stranieri e questo spiega il perché delle attuali scelte.

Ma qualcuno ancora insiste con la panacea delle TARIFFE MINIME.
Peccato!
Paolo Federici

Annunci

3 commenti

Archiviato in economia, Politica, riflessioni, Trasporti

3 risposte a “AUTOTRASPORTO ITALIA: perché è in crisi!

  1. Gianluca

    Relativamente al solo punto F) mi permetto di rilevare che la committenza dell’autotrasporto si rivale (quasi sempre) per l’intero valore della merce danneggiata durante un trasporto mediante la pratica scorretta delle trattenute sui noli….
    consideriamo poi che nel trasporto internazionale il limite vettoriale è pari a circa 10 Euro per kg. lordo di merce danneggiata / persa quindi in linea di massima sufficiente…
    inoltre i venditori potrebbero assicurare la loro merce ed evitare di rivalersi in prima battuta sul trasportatore….

    • sul fatto che i venditori dovrebbero assicurarsi, sono d’accordo.
      Sul fatto che i clienti TRATTENGANO illegalmente somme dovute, c’è sembre il Tribunale al quale rivolgersi.

      • Gianluca

        Paolo hai ragione ma gli unici vettori che conosco che riconoscono il famoso Euro al kg. o comunque il minimo vettoriale sono i grossi corrieri alla BRT ecc.
        Posso garantirti che anche le aziende che rientrano nella TOP 100 della logistica in Italia subiscono le trattenute sui noli.,…. e per quanto riguarda i tribunali nessun autotrasportatore (non parliamo poi dei padroncini monocommittente) vi si rivolge….c’è troppa offerta è questo il problema dell’autotrasporto Italiano

e tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...