rotola, rotola … rotola!

c’era una vecchia canzona che diceva: “rotola, rotola, strada facendo rotola …”.
Chissà perché mi è tornata in mente pensando a come va la nostra economia.
Partiamo da una considerazione: in Italia nessuno è mai colpevole finché non è stato processato tre volte e per tre volte dichiarato colpevole.
Il luogo di maggior concentrazione di colpevoli “non colpevoli” sappiamo bene quale sia.
Da quel luogo (di perdizione, direi) hanno deciso che anche le aziende destinate al fallimento non possono essere dichiarate fallite fino al “terzo” tempo (per fare un paragone “calcistico” è come dire che tutte le partite devono continuare sempre e comunque “anche” ai supplementari e finanche ai rigori).
Mi spiego: prima, se una azienda non rispettava i suoi impegni, veniva “ipso facto” dichiarata fallita (se non altro non poteva continuare a fare danni).
Poi si sono inventati il “concordato preventivo” secondo il quale una azienda non più in grado di onorare i suoi impegni poteva continuare a lavorare, pagando solo una parte (minima, direi) dei suoi debiti.
Così a rimetterci erano i creditori “tutti”, vecchi e nuovi (i vecchi perché recuperavano una infima parte dei loro crediti, i nuovi perché, prima o poi, si ritrovavano con un’azienda fallita dalla quale vantare crediti inesigibili).
In questo modo si permetteva ad aziende “decotte” di continuare a far danni, salvandosi dietro pagamento di una percentuale (minima) dei debiti realmente esistenti.
Adesso, con il Decreto Sviluppo si è andati oltre: la richiesta di “concordato” può essere fatta “in bianco” riservandosi di far sapere in seguito (a data da destinarsi) il come ed il quanto (nonché il quando) si intendano onorare i debiti che, nel frattempo vengono congelati.
Ecco dunque le lettere che cominciano ad arrivare ai creditori:

egregi signori,
con la presente vi informiamo che abbiamo depositato (in data xx.xx.xx presso il Tribunale di yyy) un ricorso contenente la domanda di concordato preventivo ex art 161 comma 6 della legge fallimentare come recentemente riformata, con riserva di presentare la proposta, il piano e l’ulteriore documentazione richiesta per legge entro il termine che verrà fissato …

Il che significa che i creditori NON possono né iniziare né preseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio di quell’azienda.
Al solito, la legge protegge i debitori (siano essi onesti o meno è tutto da dimostrare) mentre i creditori sono lasciati senza alcuna tutela.
Salvo diventare essi stessi (obtorto collo) debitori inadempienti.
Dura lex sed lex.
Paolo Federici

(poiché non è mia intenzione solo CRITICARE, ma anche PROPORRE soluzioni costruttive, eccomi con qualche altra considerazione: la legge sul fallimento è stata studiata per “proteggere” le aziende in difficoltà e tentarne il salvataggio. Quindi la legge è giusta, solo che ai creditori devono sostituirsi le banche e non le ditte sane. Se lo Stato vuole aiutare le aziende in difficolta … dovrebbe essere lo Stato stesso a garantire, tramite le banche, i crediti. Questa sì che sarebbe una giusta legge, altrimenti saranno le ditte sane a chiudere. Tanto per fare un esempio, noi lavoriamo soprattutto con l’estero: se un cliente italiano si appella alla legge sul fallimento, e quindi blocca i “suoi” debiti nei nostri confronti, noi a chi chiediamo di bloccare i “nostri” debiti? Se non incassiamo ma dobbiamo comunque pagare, basta poco ed anche noi chiudiamo.)

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3 commenti

Archiviato in cultura, denuncia, economia, giustizia, Politica, riflessioni, Trasporti

3 risposte a “rotola, rotola … rotola!

  1. Giancarlo Giavitto

    Purtroppo tutti noi in Italia siamo destinati a fallire se non cambiamo alla svelta le procedure e la burocrazia che ci opprime.
    in Slovenia se un cliente non ti paga una fattura ti rivolgi immediatamente al giudice (senza avvocato) .. nel giro di pochi giorni hai in mano l’ingiunzione di pagamento che automaticamente và a bloccare il conto corrente del tuo cliente …
    http://ec.europa.eu/civiljustice/simplif_accelerat_procedures/simplif_accelerat_procedures_sln_it_order.htm

  2. oggi sul CORRIERE:
    La forte crescita delle nuove forme di concordato preventivo è nata con la riforma entrata in vigore a settembre: Cerved, il gruppo specializzato nell’analisi della situazione finanziaria delle imprese, stima che nel solo quarto trimestre del 2012 siano state presentate circa 1.000 domande, soprattutto nella forma del concordato con riserva.

    Questo cosa significa?
    Ipotizzando che ogni azienda che fa domanda di concordato con riserva abbia 100 fornitori (e sono stato “stretto”) adesso ci sono 100.000 aziende “sane” messe in difficoltà proprio in conseguenza di questa legge.
    L’ho scritto e lo ribadisco: Se lo Stato vuole aiutare le aziende in difficolta … dovrebbe essere lo Stato stesso a garantire, tramite le banche, i crediti. Questa sì che sarebbe una giusta legge, altrimenti saranno le ditte sane a chiudere.

  3. Pingback: uno Stato fallimentare | La nave dei sogni

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