lo SPREAD

mi hanno chiesto (*): “ma lei, cosa ne pensa dello spread? La preoccupa l’aumento dello spread?”
Cosa dovevo dire? “No, a me lo spread mi fa un baffo …!”
Certo che sono preoccupato, come tutti d’altronde, ma più che raccontarci “ah, come siamo tutti preoccupati” dovremmo valutare COSA bisogna fare per risolvere i problemi.
I nostri problemi sono altri, sono la complessità delle dogane, sono i ritardi della pubblica amministrazione, sono le insulsaggini burocratiche che i nostri governanti si inventano ogni giorno.
Se in Italia dobbiamo perdere quattro ore (andando prima in banca per far emettere un assegno circolare e poi, dopo aver attraversato la città, recarsi negli uffici doganali per consegnarlo …) per fare un pagamento in dogana, mentre in Germania ed in Olanda per fare la stessa cosa ci impiegano 30 secondi (gestendo il pagamento via internet), capirete bene che i COSTI sono ben diversi.
Quanto costa il lavoro di un impiegato (tedesco) per 30 secondi?
E quanto costa il lavoro di un impiegato (italiano) per 4 ore?
Senza contare che nel secondo caso vanno aggiunti i costi di benzina, autostrada, ammortamento dell’auto aziendale … Quanto ci vuole perché anche in Italia sia possibile pagare i diritti doganali con un bonifico via internet?
Bastano due minuti: l’agenzia delle dogane “apre” un conto in banca e comunica l’IBAN agli utenti.
Ma i nostri doganieri sono tutti così indaffarati che non riescono a trovare due minuti per aprire un conto in banca (nonostante che da oltre 21 anni ci sia una legge che lo imponga).
E questo è solo UNO degli innumerevoli esempi che potrei portare.
Toglieteci la burocrazia asfissiante e poi allora sì che a noi lo “spread” ci farà un baffo.
Perché ciò che impedisce agli imprenditori italiani di “competere” con tedeschi ed olandesi è proprio la differenza sostanziale della gestione del tempo: se un tedesco dedica 30 secondi del suo tempo per fare quello che io non posso fare in meno di 4 ore, non c’è storia.
Anche se operai ed impiegati tedeschi guadagnano più del doppio degli italiani, alla fine il LORO costo del lavoro è INFERIORE al nostro.
L’esempio che ho già fatto è quello del combattere con il fioretto contro chi ha il bazooka. Saremo pur sempre (noi italiani) campioni olimpici di fioretto … ma se non date anche a noi un bazooka, non potremo proprio giocarcela alla pari.
Anzi continueremo, noi italiani, a dover lavorare molto ma molto di più (se 4 ore contro 30 secondi vi sembra poco!) per fare poi esattamente la stessa cosa ed ottenere esattamente lo stesso risultato.
Paolo Federici

(*) il video è un brevissimo spezzone del programma “AGORA’” di RAI TRE al quale ho partecipato questa mattina.

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2 commenti

Archiviato in cultura, dogana, economia, Trasporti

2 risposte a “lo SPREAD

  1. aspetto di vedere assolutamente lo spezzone. Quello che scrivi é un ulteriore scempio delle cose che si vedono tutti i giorni

  2. adesso comincio davvero a preoccuparmi. Ieri ho scritto “toglieteci la burocrazia asfissiante e poi allora sì che a noi lo “spread” ci farà un baffo” quasi a voler significare che tutto questo cancan intorno allo spread è un po’ troppo una montatura (sono “benaltri” i problemi!) … ed oggi cosa mi tocca sentire?
    Silvio che dice: “Ma a noi che ci importa dello spread? È un imbroglio, un’invenzione”
    Non è che ho anche lui tra i miei lettori
    Paolo

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